A Treviso, la Chiesa si dimostra in costante cammino, non aderendo a una dottrina rigidamente stabilita, ma seguendo un percorso di ascolto della parola di Dio e reinterpretazione della tradizione con una luce nuova. Questo approccio è incarnato da Don Giorgio Riccoboni, parroco di San Giuseppe e già parroco del Duomo, figura centrale in iniziative volte all'accoglienza e all'inclusione.
La Veglia Contro l'Omotransfobia a San Giuseppe

Un evento significativo di questa apertura è stata la veglia con preghiere e testimonianze celebrata contro l’omotransfobia e le violenze a essa collegate. Tale iniziativa, mai avvenuta prima nella Marca, ha visto la parrocchia di San Giuseppe aprire concretamente le sue porte ai gruppi Lgbtqia+ cristiani. Circa un centinaio di persone hanno affollato la chiesa, dove sull’altare, accanto a Don Giorgio, era presente anche Don Francesco Filiputti, parroco di San Bartolomeo. I banchi erano adornati con cartellini arcobaleno, come la bandiera sul pulpito, con il messaggio: “Siamo un gruppo di giovani che credono in una chiesa di tutt* e per tutt*”.
Come è Nata l'Iniziativa
Don Giorgio Riccoboni ha spiegato che l’idea della veglia ha preso forma grazie al punto di riferimento di padre Pino Piva e a un convegno tenutosi a Bologna. Questo incontro ha riunito sacerdoti e laici impegnati nella pastorale di accompagnamento delle persone omoaffettive e omosessuali. Successivamente, incontrandosi tra gruppi delle varie province, tra cui Treviso, Mestre, Padova e Vicenza, è stato concepito un appuntamento comune e condiviso.
Il Gruppo di Accompagnamento a Treviso
Il gruppo formatosi a Treviso è eterogeneo e inclusivo. È composto da sacerdoti, genitori con figli e figlie omosessuali, persone omosessuali (uomini e donne), ma anche persone eterosessuali, sposi, padri e madri di famiglia. Questa "fetta di Chiesa" manifesta una sensibilità particolare, sia per esperienza diretta sia per la vocazione all’accoglienza, all’accompagnamento, all’ascolto, al rispetto e alla cura di queste persone, affinché possano trovare “luce di una volontà di Dio su di loro”.
Il Contesto Teologico e le Reazioni

L’apertura alle persone omosessuali, sebbene possa sembrare in contrasto con la linea generale della Chiesa per alcuni, non lo è secondo Don Giorgio. Egli sottolinea che l’iniziativa prende le mosse dall'Amoris Laetitia (articolo 250), dove il Papa fa riferimento proprio a esperienze vissute da genitori e da persone omosessuali che nel tempo hanno subito discriminazioni ed esclusione, non solo all’interno del mondo ecclesiale ma anche del mondo civile.
Critiche e Dialogo
Le critiche degli ultraconservatori non sono mancate, manifestandosi anche con messaggi offensivi. Don Giorgio Riccoboni riconosce l’esistenza di "frange della Chiesa un po’ più radicate in una tradizione monolitica", ma evidenzia che non si tratta della maggioranza. L'assenza di richiami da parte dei vescovi delle diocesi interessate ne sarebbe una prova. In un mondo pluralista, le critiche sono considerate legittime, purché espresse nel rispetto e nell’accoglienza reciproca, anche di fronte a diversità di idee, come insegnato dal Vangelo e dall’educazione civica.
Prospettive Future: Comunione e Diritti Civili
In merito alla possibilità di aperture sulla Comunione dopo la veglia contro l’omotransfobia, Don Giorgio afferma che la Chiesa è "in cammino e in ricerca con la speranza di trovare quella luce che permetta anche a queste persone di partecipare alla vita di fede". Si dedica con impegno allo studio e alla partecipazione a convegni per offrire una risposta che sia sia "di cuore che di testa".
Riguardo alle polemiche sull’iscrizione all’Anagrafe dei figli delle coppie omogenitoriali, Don Giorgio e il suo gruppo esprimono la speranza che ai bambini siano garantiti tutti i diritti civili e che si trovi una soluzione anche dal punto di vista giuridico.
Il Percorso Pastorale di Don Giorgio Riccoboni nella Diocesi di Treviso

Don Giorgio Riccoboni, classe 1957 e nativo del luogo, ha avuto un significativo percorso pastorale nella Diocesi di Treviso. Dal 1991 al 1997 ha servito come cappellano presso la parrocchia di Santa Bertilla. Successivamente, dall’ottobre 1997 fino al 2009, ha amministrato la parrocchia di Sant’Antonino.
Il suo cammino lo ha poi condotto a Martellago per otto anni, periodo durante il quale, nel 2014, è stato nominato anche vicario foraneo di Mirano. Nel 2017 è divenuto parroco del Duomo (parrocchie S. Pietro nella Cattedrale e S. Martino vescovo in Treviso), ottenendo l’elevazione a Monsignore agli inizi dell’anno successivo. Nel 2019, tra gli ultimi atti del vescovo Gardin, è divenuto anche canonico onorario. Successivamente a questi incarichi, Don Giorgio Riccoboni è stato nominato parroco nella parrocchia di San Giuseppe, dove continua il suo impegno per una Chiesa accogliente e inclusiva.