Rinnovo e Struttura delle Unità Pastorali nella Diocesi di Mondovì

Le comunità parrocchiali o interparrocchiali della Diocesi di Mondovì sono chiamate a un momento importante per la partecipazione ecclesiale, tramite il rinnovo dei Consigli parrocchiali (o interparrocchiali). Tali rinnovi devono essere effettuati nel mese di marzo, in modo che gli organismi di partecipazione possano entrare in carica entro il 30 di marzo. A tal fine, è utile condividere spunti preziosi dallo Statuto che li regola.

I Consigli Pastorali: Ruolo e Composizione

Lo Statuto chiarisce che il Consiglio pastorale è immagine della parrocchia o di un insieme di parrocchie costituenti l’Unità pastorale. Per questo motivo, la sua composizione deve tenere presenti il più possibile tutte le realtà operanti nell'Unità e le varie necessità.

Criteri di Idoneità per i Membri

Possono essere membri del Consiglio pastorale coloro che:

  • siano battezzati e cresimati;
  • abbiano compiuto 18 anni;
  • siano domiciliati nella parrocchia o nelle parrocchie cui è destinato il Consiglio o operanti stabilmente in esse;
  • siano in comunione con la Chiesa, praticanti;
  • si sforzino di essere coerenti nella vita ai principi della fede, prudenti e volenterosi nel servizio ecclesiale.

Struttura del Consiglio Pastorale

La composizione del Consiglio pastorale varia a seconda delle situazioni e include:

  • il parroco, il vicario parrocchiale o il collaboratore parrocchiale;
  • il diacono;
  • un rappresentante di religiosi, se presenti;
  • eventuali responsabili o rappresentanti di Associazioni, gruppi parrocchiali, movimenti ecclesiali;
  • un numero di laici, rappresentativi anche per sesso ed età, scelti secondo il seguente prospetto indicativo:
    • per parrocchie superiori ai 1.000 e fino ai 2.500 abitanti: almeno da 6 a 8 membri;
    • per parrocchie superiori ai 2.500 abitanti: almeno da 8 a 12 membri;
    • per un insieme di parrocchie: almeno uno o due fedeli per ogni parrocchia.
Infografica sulla composizione del Consiglio Pastorale Parrocchiale nella Diocesi di Mondovì

Modalità di Scelta dei Consiglieri

La scelta dei fedeli del Consiglio pastorale potrà avvenire per elezione, specialmente nelle parrocchie più grandi, oppure attraverso altre modalità più snelle per insiemi di parrocchie piccole. Dove la costituzione avviene per elezione, viene comunque data al parroco la possibilità di nominare direttamente alcuni membri, fino a un terzo dei componenti del Consiglio.

La Diocesi di Mondovì: Cenni Storici e Territoriali

La Diocesi di Mondovì (in latino: Dioecesis Montis Regalis in Pedemonte o Montis Vici) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Torino, appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2023, la diocesi contava 113.500 battezzati su 124.500 abitanti. Comprende la città di Mondovì e le zone circostanti, estendendosi appena oltre il confine ligure.

Origini e Contesto Geografico

La zona apparteneva anticamente al territorio dei Bagienni, popolo appartenente agli antichi Liguri. Attorno al 170 a.C., l'area entrò a far parte della Gallia Cisalpina. Dopo la caduta dell'Impero Romano e le invasioni barbariche, all'epoca del dominio longobardo (VII - VIII secolo) e dell'Impero carolingio (IX secolo), il Monregalese entrò a far parte della contea di Bredolo (Comitatus Bredulensis). Il "Comitatus" dipendeva a sua volta dal ducato di Asti e si estendeva dalla valle della Stura a quella del Tanaro, comprendendo pertanto la valle Gesso. Fu probabilmente oggetto di incursioni dei Saraceni, provenienti dai passi delle Alpi Marittime (secoli IX-X).

Mappa storica o geografica della Diocesi di Mondovì

Fondazione e Sviluppo Iniziale

La Diocesi di Mondovì fu eretta da papa Urbano VI con la bolla Salvator Noster, data a Perugia l'8 giugno 1388, a seguito di una petizione presentata al Papa dalla Città e dal marchese Teodoro II del Monferrato. Questo evento avvenne durante lo Scisma d'Occidente, e la promozione di Mondovì a sede vescovile potrebbe essere stata concessa anche per la fedeltà della città al legittimo papa di Roma, mentre la diocesi madre di Asti era passata all'obbedienza dell'antipapa francese. Il territorio della nuova diocesi venne ricavato da quella di Asti e fu resa suffraganea dell'arcidiocesi di Milano. Il nuovo vescovo ottenne il titolo feudale di conte, che rimase tuttavia soltanto onorifico. La medesima bolla pontificia erigeva il Capitolo dei Canonici, che ricevette ulteriori privilegi con altre bolle di papa Eugenio IV nel 1440 e di papa Pio II nel 1461. Nella diocesi era inclusa anche Cuneo, che fu aggregata definitivamente a Mondovì soltanto nel 1438, per decreto di papa Eugenio IV. Nel 1495, per decreto della duchessa reggente Bianca di Savoia, il distretto di Cuneo ebbe un proprio vicario generale, dipendente dal vescovo di Mondovì. Mons. Gerolamo Calagrano celebrò nel 1491 il primo sinodo diocesano, inaugurando la serie dei 28 sinodi monregalesi giunti fino a noi.

L'Evoluzione della Cattedrale

Tra la fine del XV secolo e il primo decennio del XVI, per iniziativa di Amedeo di Romagnano, fu ricostruita sul luogo della precedente la cattedrale di San Donato, una delle più imponenti del Piemonte, consacrata da Lorenzo Fieschi nel 1514. Nel 1515, Torino fu elevata a sede metropolitana, e il 24 maggio papa Leone X assegnò la diocesi monregalese alla provincia ecclesiastica piemontese. In esecuzione del Concilio di Trento (1545-63), il vescovo cardinale Vincenzo Lauro fondò nel 1573 il Seminario diocesano. Negli stessi anni (1571-74), il duca Emanuele Filiberto fece abbattere, insieme con altre chiese e edifici ecclesiastici, la grande cattedrale da poco costruita, per trasformare il colle di San Donato in cittadella fortificata; la cattedrale fu quindi trasferita nella chiesa gotica di san Francesco dei Frati Minori, risalente al XIII secolo. A metà del XVIII secolo (1743-53), sotto il vescovo Carlo Felice Sammartino, la chiesa di san Francesco fu abbattuta e sostituita dalla Cattedrale odierna, progettata da Francesco Gallo (1742) e portata a compimento sotto Michele Casati, che la consacrò nel 1763. Il campanile, disegnato dall'architetto ducale Ascanio Vitozzi, fu compiuto nella prima metà del secolo XVIII su progetto di Francesco Gallo e per interessamento dei vescovi di Mondovì.

Fotografia della Cattedrale di Mondovì

Variazioni Territoriali e Periodo Moderno

I confini della diocesi subirono alcune variazioni nel 1768 per opera di Michele Casati, quando, al termine di una lunga contesa, furono incorporate le parrocchie di San Michele, Niella Tanaro, Torre, Pamparato - precedentemente soggette alla Chiesa d'Asti - e quelle di Lesegno, Mombasiglio, Viola, Cigliè e Roccacigliè, già appartenute alla diocesi di Alba. Durante l'occupazione francese (1796-1815), la sede vescovile di Mondovì superò il pericolo di essere soppressa, come avvenne per altre nove diocesi piemontesi, e fu temporaneamente trasferita a Cuneo, che era stata eretta a sede provinciale.

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