Introduzione al Sacerdote
Don Enrico Murgia, classe 1990, è stato ordinato presbitero il 26 maggio 2018 a Selargius (CA), presso la parrocchia Spirito Santo, all'età di 28 anni. Originario di questa stessa parrocchia, ha intrapreso un cammino di fede e servizio che lo ha portato a ricoprire diversi incarichi all'interno della diocesi.

Il Percorso di Formazione Vocazionale
Dopo aver conseguito la maturità classica, Don Enrico Murgia è stato alunno del Seminario arcivescovile di Cagliari, dove ha iniziato il suo percorso formativo. Ha successivamente proseguito la sua formazione al Seminario Romano Maggiore e presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito il Baccalaureato in filosofia e teologia.
Alcuni anni trascorsi a Roma, fondamentali nel suo percorso formativo, lo hanno arricchito profondamente. Don Enrico esprime gratitudine per i cinque anni in cui è stato alunno del Seminario Romano e dell'Università Gregoriana. Un'esperienza che, sebbene possa sembrare paradossale, lo ha portato a maturare un forte senso di appartenenza alla Chiesa universale, ma soprattutto alla sua Chiesa locale e alla parrocchia dello Spirito Santo, da cui proviene. Ha ricordato come non dimenticherà mai l'esperienza di vivere nel seminario del Papa, testimone delle dimissioni di Papa Benedetto XVI e dell'elezione di Papa Francesco.
Don Enrico ha sempre considerato la possibilità di formarsi a Roma non come un vanto o un motivo per ritenersi superiore ad altri, ma piuttosto come un'opportunità da spendere per la diocesi in cui è felicemente incardinato. Ha fatto pace con l'idea che la sua esperienza di Chiesa è valida se si sente parte di quella più grande, che nella carità le presiede tutte. Ha sottolineato la bellezza del confronto con altre esperienze di Chiesa e di diocesi, pur mantenendo un legame bellissimo e profondo con la realtà diocesana e regionale.
Rientrato a Cagliari, ha frequentato il sesto anno pastorale presso il Seminario regionale sardo, preparandosi al ministero attivo.
L'Ordinazione Presbiterale e i Sentimenti di Don Enrico
L'ordinazione presbiterale ha segnato la conclusione di un lungo percorso e l'avvio di una nuova fase per Don Enrico. Questo momento è stato accompagnato da un'enorme gioia e molta trepidazione. Nel suo cuore, Don Enrico porta il desiderio di collaborare alla gioia di tante persone: quelle che il Signore ha posto e continua a porre nel suo cammino.
Il sacerdote ha espresso la sua profonda felicità nel diventare prete in questo tempo, in questa "stagione di Chiesa", che, sebbene difficile, si presenta ricca di stimoli e non scoraggiante. Questa chiamata lo obbliga a mettersi in gioco e a consegnarsi a Dio e alla Chiesa per quello che è, con la sua umanità fragile ma anche benedetta e preziosa.
Il sentimento più grande che lo pervade è la gratitudine, poiché nella sua vita niente è mai stato scontato o banale. Guarda con affetto a chi lo ha accompagnato fino a quel giorno: la sua famiglia, la sua parrocchia di origine, il seminario e figure di sacerdoti, tra cui Don Salvatore, decisive per lui. Queste figure gli hanno fatto sentire tutta la premura con cui la Chiesa, come madre e maestra, prepara i suoi figli. L'ordinazione è stata anche un momento di gioia condivisa con la comunità che lo ha visto crescere e un'esperienza che ha trasformato prima di tutto la sua famiglia.

Gli Incarichi Pastorali e Diocesani
Dopo l'ordinazione, Don Enrico Murgia ha subito iniziato il suo ministero attivo. Dal 2018 al 2019 ha svolto il servizio di vicario parrocchiale nella parrocchia di San Pietro in Assemini. Successivamente, dal 2019 al 2023, ha ricoperto l'importante incarico di Segretario dell'Arcivescovo, affiancando tale servizio con la partecipazione al Consiglio Presbiterale dal 2020 al 2023.
Le Esperienze Pastorali Significative
Don Enrico considera le esperienze pastorali il dono più grande ricevuto nel suo percorso. Durante la sua formazione e nei primi anni di ministero, ha avuto modo di "aprire gli occhi" a realtà complesse e spesso marginalizzate. Tra queste, ha menzionato il mondo dei rom, la piaga della prostituzione, l'impegno nei centri diurni, il carcere minorile e l'assistenza ai senza fissa dimora della stazione Termini a Roma.
La parrocchia di San Pietro ad Assemini, dove ha prestato servizio, è stata per lui una sorpresa e una rivelazione. Sebbene sia una parrocchia grande, gli ha donato la gioia di stare con la gente e per la gente. Si è volontariamente immerso nel vissuto e nel cammino di questa comunità, citando in particolare la testimonianza esemplare di Don Paolo, la pazienza dimostrata nei suoi confronti, l'oratorio, i bambini, i ragazzi, le famiglie, i momenti di preghiera, la catechesi, i laboratori e i percorsi che lo hanno impegnato molto, soprattutto per quanto riguarda la presenza, la condivisione e l'incoraggiamento in ogni anno pastorale.
I RINGRAZIAMENTI DEL PARROCO ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE
La Nuova Missione e il Messaggio alla Comunità
Come parroco di due comunità, Don Enrico Murgia si impegna attivamente nel rafforzare i legami e guidare i fedeli. In una lettera rivolta ai fedeli, ha espresso chiaramente il desiderio di camminare insieme alla comunità, senza pretese, con l'unico intento di essere vicino a tutti. Ha dichiarato: “Proverò a camminare accanto a voi, come riesco e con la consapevolezza dei miei limiti. Chiedo che l’accoglienza sia reciproca: per come sono e per come siamo”.
L'Amministrazione Comunale di Vallermosa, a nome dell'intera comunità, ha voluto ringraziare Don Antonio per il servizio svolto negli anni precedenti e ha dato il più caloroso benvenuto a Don Enrico, augurandogli buon cammino nella nuova missione affidatagli. Questo suggerisce un suo nuovo e significativo incarico come guida spirituale.
Don Enrico Murgia ha anche raccontato di un percorso che ha avuto lo scopo di unire le comunità, già impegnate in percorsi differenti, in un'esperienza condivisa di fede e riflessione. Un pellegrinaggio è stato, a suo dire, "un’occasione per rinsaldare i legami tra le nostre comunità e per vivere momenti di riflessione comunitaria prima dell’udienza con il Papa". Tra le tappe significative di questo viaggio, la visita al Santuario del Divino Amore. L’udienza generale con Papa Francesco ha rappresentato il culmine del pellegrinaggio, un momento di profonda comunione e benedizione.
