Questo articolo esplora diverse sfaccettature della cultura, della storia e dell'attualità, focalizzandosi su eventi e personalità che hanno segnato il 2014, con particolare attenzione a Israele, alla comunità ebraica di Roma e alla riscoperta di icone europee.
Celebrazioni per i 99 Anni del Rabbino Elio Toaff
La comunità ebraica di Roma, insieme a oltre 700 giovani della scuola ebraica della Capitale, ha festeggiato i 99 anni del Rabbino capo emerito Rav Elio Toaff. Per l'occasione, una mimosa al cioccolato di 20 Kg è stata portata in largo Stefano Gaj Tachè, sotto la finestra dell'abitazione del rabbino, che si è affacciato sorridente per salutare il numeroso pubblico.
Pacifici ha espresso un augurio tradizionale: «Secondo una tradizione ebraica, auguriamo al nostro rabbino emerito Elio Toaff di arrivare a 120 anni, che erano gli anni in cui è morto Mosè».
Omaggi Istituzionali e Riconoscimenti
Il Governatore della Regione ha dichiarato: «Desidero esprimere i più sentiti auguri per i suoi 99 anni al Rabbino Emerito della Comunità Ebraica di Roma, Elio Toaff. Figura storica e simbolo dell'ebraismo italiano, è riuscito con saggezza e tenacia a guidare la sua comunità fuori dall'oblio delle leggi razziali e della Shoah».
In una lettera, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha porso «con grande commozione e gioia... gli auguri più sinceri e affettuosi per il Suo compleanno». Marino ha sottolineato che «è una giornata, questa, che tutta la nostra comunità vuole dedicarLe a testimonianza del profondo affetto e senso di gratitudine che Roma e il nostro Paese nutre nei Suoi confronti. Queste novantanove pagine di storia e di vita personale hanno illuminato il nostro cammino per un intero secolo».
Anche il Presidente del Consiglio Comunale ha espresso «i più sentiti auguri per i 99 anni ad Elio Toaff. Figura carismatica e guida dell'ebraismo italiano. Grande uomo di cultura ed esempio di rettitudine morale e intellettuale. L'incontro con Giovanni Paolo II nella sinagoga segnò una delle pagine storiche più belle di Roma».

La Vita e l'Eredità di Elio Toaff
Nato a Livorno il 30 aprile del 1915, Elio Toaff ha studiato Giurisprudenza all'Università di Pisa, laureandosi prima dell'introduzione delle leggi razziali fasciste del 1938. Ha anche studiato teologia al Collegio rabbinico di Livorno, ottenendo il titolo di rabbinato maggiore e divenendo rabbino capo di Ancona.
Nel 1951, la sua carriera ha avuto una svolta significativa con il trasferimento a Roma, dove divenne rabbino capo. Ha ricoperto anche il ruolo di presidente della Consulta rabbinica italiana per molti anni, direttore del Collegio Rabbinico italiano e dell'istituto superiore di studi ebraici, oltre che direttore dell'Annuario di Studi Ebraici. Ha vissuto ogni problema e gioia della Comunità Ebraica di Roma, come se il destino di ogni singolo iscritto lo toccasse personalmente. Nel 2001, all'età di 86 anni, si è dimesso per lasciare spazio ai più giovani.
Elio Toaff non è solo il protagonista della rinascita ebraica dopo il nazifascismo, ma un rabbino capace di entrare nelle case e nei cuori di ogni iscritto alla Comunità. Per questo, gli è stata intitolata la Fondazione per lo sviluppo della cultura ebraica, presentata dal suo presidente Ermanno Tedeschi e da Riccardo Pacifici. Gli Asili Infantili Israelitici riportano il nome del "nonno più amato" dalla Comunità Ebraica, una figura solare e carismatica. La sua abitazione, non a caso, si affaccia proprio sul Tempio Maggiore nel cuore della zona di Portico d'Ottavia, centro della Comunità Ebraica.
Eventi Culturali e Musicali in Israele (Maggio-Luglio 2014)
Maggio e giugno 2014 si sono rivelati due mesi molto ricchi di eventi e festival a Gerusalemme, con un calendario fitto di appuntamenti. Parallelamente, la scena musicale israeliana ha ospitato star internazionali.
ILTV News Flash – 7 maggio 2026
Festival ed Eventi a Gerusalemme
- Eco Tourism Weekend: Dal 15 al 17 maggio.
- International Writers Festival: Dal 18 al 23 maggio, una settimana di conversazioni tra autori israeliani e internazionali, forum e workshop letterari. L'evento clou è stata la celebrazione del poeta locale Yehuda Amichai.
- Musrara Mix Festival: In programma dal 20 al 22 maggio.
- Israel Festival: Il più lungo ed articolato dei progetti in calendario, dal 29 maggio al 14 giugno. Giunto alla sua 53a edizione, questo evento è uno dei più longevi della città, con un filo conduttore che collega performance di teatro, musica e danza che si intrecciano per le strade e i luoghi più suggestivi di Gerusalemme.
- Festival della Luce: Dall'11 al 19 giugno, le vie della Città Vecchia sono state illuminate da installazioni, spettacoli di luci e suoni, e video proiettati.
Concerti Internazionali a Tel Aviv
L'Hayarkon Park di Tel Aviv ha ospitato diversi concerti di star mondiali:
- Justin Timberlake: Il 28 maggio 2014, ha iniziato il suo tour mondiale, proponendo ai fan il suo elettrizzante spettacolo dal vivo. I biglietti variavano da 74 a 290 Euro per le aree VIP. Il suo album "The 20/20 Experience" è stato il più venduto dell'anno con oltre 4 milioni di copie vendute.
- The Rolling Stones: Il 4 giugno, per la prima volta in Israele, con circa 50.000 fan presenti. Hanno proposto classici come 'Gimme Shelter', 'Paint It Black', 'Jumping Jack Flash', 'Tumbling Dice' e 'It's Only Rock 'N' Roll', oltre a pezzi inaspettati. La band è arrivata dopo il concerto di Zurigo, proseguendo poi in Olanda per il tour europeo "14 ON FIRE".
- Neil Young e Crazy Horse: Il 17 luglio, in uno spettacolo intitolato: "Il passato, il presente e il futuro con Neil Young e Crazy Horse".
Il tour operator Il Sipario Musicale ha abbinato a questi eventi un lungo viaggio in Israele previsto dal 15 al 22 giugno. L'offerta includeva "La Traviata" di Giuseppe Verdi in scena a Masada, la fortezza erodiana nel deserto del Negev, con la Israel Symphony Orchestra diretta da Daniel Oren in occasione dell'Israel Opera Festival (17 giugno). Il programma includeva anche escursioni e visite guidate a Gerusalemme (tra il Cenacolo e il Muro del Pianto, la Spianata delle moschee e il Monte degli Ulivi), al Mar Morto, Haifa, San Giovanni d'Acri e gli scavi archeologici di Cesarea.
Questioni Politiche e Intellettuali su Israele
Il dibattito su Israele ha toccato sia la sfera politica che quella intellettuale, evidenziando complessità e diverse prospettive.

Accordo di Unità Nazionale Palestinese e Riconoscimento di Israele
Riguardo all'accordo di unità nazionale palestinese, Mahmoud Al-Zahar, uno dei più alti esponenti del gruppo islamista palestinese Hamas, ha dichiarato martedì sera alla Reuters che tale accordo non porterà Hamas a riconoscere il diritto di Israele ad esistere. Ha inoltre affermato che nessun militante di Gaza finirà sotto il controllo del presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen).
Nel tentativo di rassicurare gli occidentali, Abu Mazen aveva detto che il nuovo governo avrebbe riconosciuto Israele e onorato gli accordi già firmati. Tuttavia, Zahar ha respinto questa tesi come un "gesto vuoto", sostenendo che i ministri sarebbero stati solo degli accademici senza alcuna autorità politica. «Abu Mazen non dice la verità - ha affermato Zahar - Dice che questo sarà il suo governo, ma non sarà il suo governo: si tratta di un governo di unità nazionale. Sta spacciando questa tesi solo per ridurre la pressione cui è sottoposto».
Zahar ha aggiunto che Hamas rimarrà a capo delle proprie milizie indipendentemente dall'accordo e da chi vincerà le elezioni nazionali in programma per la fine dell'anno. «Nessuno toccherà le sezioni della sicurezza a Gaza - ha spiegato - Nessuno potrà toccare una persona dell'ala militare. Nessuno lo ha chiesto». Alcuni hanno sostenuto che Hamas sia stata spinta all'accordo da problemi economici. «Abbiamo un buon rapporto con l'Iran, ma si sa che l'impatto del problema siriano è ancora forte: la comunicazione non è come un tempo» ha detto Zahar, rifiutando di dare dettagli sui finanziamenti iraniani a Hamas.
Ci sono momenti che un giornalista non può dimenticare. Agli inizi del 1997 Yossi Beilin decise di fidarsi e mostrò il documento che dimostrava che la pace era veramente a portata di mano. All'epoca circolavano voci circa il fantomatico accordo Beilin-Abu Mazen, ma solo pochi ebbero l'opportunità di vedere quel documento. Lo schema globale era stato formulato diciotto mesi prima dai due "brillanti campioni della pace": uno israeliano e uno palestinese.
Il Dibattito Intellettuale sul Sionismo e Israele
La posizione pubblica degli intellettuali ebrei nei confronti del sionismo e dello Stato di Israele è un argomento che scuote il mondo ebraico. Un libro in anteprima, andando oltre l'Italia, mette nel mirino intellettuali e politici ebrei del presente e del passato di diversi paesi, come l'austriaco Bruno Kreisky, la tedesca Hannah Arendt, l'americano Henry Kissinger, il franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit, e perfino israeliani come gli scrittori David Grossman e Amos Oz, o il musicista Daniel Baremboim. Tuttavia, le polemiche più accese nelle prossime settimane saranno probabilmente alimentate dai nomi degli intellettuali italiani.
Meotti, a proposito dell'ultimo libro di Lerner, "Scintille", ha notato: «Non c'è compiacenza per il grado di felice integrazione di etnie, lingue ed esperienze diverse in Israele, per la forza delle sue istituzioni e della cultura laica e religiosa». Faranno discutere le stroncature di due scrittori amati dalla sinistra italiana come Natalia Ginzburg e Primo Levi. A entrambi Meotti rimprovera di aver avallato e contribuito a diffondere la formula retorica delle «vittime che si fanno carnefici», per anni usata e abusata dalla stampa italiana. In generale, si imputa a questi intellettuali una fondamentale mancanza di empatia verso l'unico baluardo che separa il popolo ebraico dal rischio della sua sparizione.
In realtà, con la vistosa eccezione di Henry Kissinger, il libro è soprattutto una carrellata di posizioni assunte nel corso dei decenni dagli ebrei di sinistra, molte delle quali denunciano chiaramente l'armamentario ideologico e i riflessi mentali di quella cultura. A partire dal bisogno di essere accettati e considerati politicamente corretti dai propri lettori o amici della stessa parte politica. Questa difficoltà a resistere alla pressione culturale esterna è forse la vera debolezza degli ebrei ipercritici nei confronti di Israele. Non va dimenticata, meno drammaticamente, la tendenza alla controversia e al dibattito che fa parte del panorama ebraico di ogni epoca in tutte le parti del mondo.
"Israele. Terra, ritorno, anarchia" di Donatella Di Cesare
Gad Lerner ha dialogato con Donatella Di Cesare, autrice del saggio "Israele. Terra, ritorno, anarchia", recentemente pubblicato da Bollati Boringhieri. Marco Tarquinio, direttore dell'Avvenire, ha presentato Di Cesare come «una filosofa innovativa che cerca nuove sfide attraverso i suoi libri, e lo fa rivolgendosi a Israele». Il libro non è solo un saggio teologico-politico su Israele, ma una riflessione filosofica sul rapporto tra popolo, nazionalità e Stato nell'epoca della globalizzazione.
Si parte da questo punto per sottolineare come Israele non può essere omologato agli altri Stati, non solo per la ferita provocata dalla Shoah, ma, di base, per la storia stessa del popolo ebraico. Da qui si avvia il discorso di Gad Lerner, che sottolinea fin da subito come il collegamento alla terra sia anche per lui l'elemento essenziale su cui discutere. «La terra - afferma Lerner - è considerata come mero abitarci, anche se da forestieri. È questa è la tesi della Di Cesare, che ci mette in guardia dall'idolatria della terra, o meglio, dalla statolatria».
Inoltre, per lo scrittore, importante è anche il concetto che viene dato alla redenzione della terra, «perché noi siamo residenti provvisori di questa. La salvezza, partendo dalle tesi di Martin Buber - filtrate attraverso la tradizione anarchica di Gustav Landauer -, non implica affatto collegamenti alla terra, e questa diviene la tesi anche del testo di Donatella Di Cesare». La filosofa insiste sul fatto che la terra non è appropriabile, tanto che la soluzione diventa quella di interdirne l'appropriazione. «Gli stati nazione - conclude Lerner - hanno esaurito il loro compito. La contraddizione di Israele è rappresentata dalla globalizzazione...».
Notre-Dame: Il Cuore di Parigi e la Storia d'Europa
A un anno dal rogo che ha distrutto la Cattedrale di Notre-Dame e commosso il mondo, Franco Cardini ne fa la protagonista del suo nuovo libro. Notre-Dame è descritta come una chiesa, il cuore di Parigi e un'icona che supera i confini della Francia, un'interprete solo apparentemente senza voce della storia d'Europa che ha assistito a molti grandi eventi nel corso dei secoli e può raccontare il Vecchio continente dal Medioevo a oggi.

In una cavalcata affascinante, l'autore parte dalle sponde della Senna per esplorare un miracolo della tecnica, un monumento polimorfo distrutto e ricostruito più volte, un'enciclopedia di simboli alchemici e un orologio solare. Cardini riscopre il romanzo omonimo di Victor Hugo, i grandi passaggi e protagonisti della storia (dalla Rivoluzione Francese a Napoleone e Hitler), ma anche una riflessione su noi stessi. Il libro ha 272 pagine, in formato cm.14,5x22, brossura con bandelle e copertina figurata.
Franco Cardini è professore ordinario di Storia medievale presso l'Università di Firenze e collabora alle pagine culturali di vari quotidiani. È Professore Emerito dell'Istituto Italiano di Scienze Umane alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Da mezzo secolo si occupa di crociate, pellegrinaggi, rapporti tra Europa cristiana e Islam, trascorrendo lunghi periodi di studio e insegnamento all'estero. Ha fatto parte dei consigli d'amministrazione di Cinecittà e della Rai. La sua produzione di saggi storici, sia specialistici che divulgativi, è copiosissima, tra cui "L'avventura di un povero crociato" (Mondadori, 1998) e "Giovanna D'Arco" (Mondadori, 1999).
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