In virtù delle azioni di politica religiosa dei marchesi di Saluzzo, papa Giulio II della Rovere, con la bolla del 29 ottobre 1511, erigeva la nuova Diocesi di Saluzzo ed elevava il borgo a civitas.

Il Patrimonio Archivistico
La Diocesi di Saluzzo custodisce un ricco patrimonio archivistico, essenziale per la ricostruzione della sua storia e di quella del territorio.
Archivio Storico Diocesano
L'Archivio Storico Diocesano di Saluzzo nasce con la costituzione della Diocesi nel 1511. Tuttavia, i documenti delle origini non sono rintracciabili, anche perché i primi Vescovi (Giovanni Antonio Della Rovere 1511-1512 e Sisto Della Rovere, 1512-1516) non risiedettero nella Diocesi. La documentazione inizia a partire dal 1516 con il vescovo Giuliano Tornabuoni (1516-1530), il primo che prese possesso della sede saluzzese. L'archivio è attualmente sistemato nella nuova Curia, in Corso Piemonte, 56, in seguito al trasferimento dall'antico Episcopio di Via Maghelona effettuato nel 1993. È stato riordinato a più riprese in epoche diverse, con l'ultimo riordinamento, prima dell'attuale, risalente al 1933.

Archivio Vescovile
Dopo l'erezione della Diocesi di Saluzzo, prese l'avvio anche l'archivio vescovile. I primi documenti degli "Instrumenti della Diocesi" datano dal 1499, precedendo quindi la formale istituzione diocesana.
Archivio Capitolare
L'archivio Capitolare ha preso il via con l'erezione del Capitolo nell'anno 1483, con la bolla di erezione della Chiesa di Santa Maria della Pieve in Collegiata, a Saluzzo, centro del Marchesato.
Archivio della Confraternita del Gonfalone
L'archivio della Confraternita del Gonfalone comprende un consistente numero di pergamene che datano dal 1320 al 1515, sebbene purtroppo non tutte siano in buone condizioni di conservazione.
Il Palazzo dei Vescovi e il Museo Diocesano
Storia e Architettura del Palazzo dei Vescovi
Il Palazzo dei Vescovi di Saluzzo, che si affaccia su Piazzetta Santa Maria, Via Maghelona e Via Volta, venne riplasmato intorno al 1711. Esso si erge su preesistenze di epoca medievale, acquisite nel 1517 dal vescovo Giuliano Tornabuoni e rese unitarie nel 1575 sotto l’episcopato di Giovanni Maria Tapparelli. Il complesso rimase dimora dei vescovi saluzzesi sino agli anni Ottanta del XX secolo. I lavori di riplasmazione furono affidati dal vescovo Antonio Podestà all’architetto saluzzese Michele Borda. Uno dei punti di forza del palazzo è la decorazione del Salone degli Stemmi, realizzato da Giovanni Gallotti nel 1885.

La Cappella di San Sebastiano
La Cappella di San Sebastiano al piano nobile ebbe funzione di cappella estiva, in uso tra marzo e ottobre. Fulcro del percorso di visita, assunse la conformazione attuale presumibilmente sotto l’episcopato di Nicolao Lepori (1668-1686). La decorazione che oggi la caratterizza, profusa su volte e pareti, si deve al pittore decoratore Gilardini e risale al 1857. La Cappella rimase in uso sino agli anni Ottanta per la celebrazione eucaristica, per la recita del breviario e del rosario; ancora mons. Egidio Luigi Lanzo, vescovo sino al 1973, vi conferiva gli ordini sacri. L’altare in essa riallestito reca lo stemma del vescovo Alfonso Buglioni di Monale.

Il Museo Diocesano d'Arte Sacra
Il Museo Diocesano d'Arte Sacra di Saluzzo (Cuneo) è in fase di allestimento e sarà situato nel Palazzo dei Vescovi. Al primo piano nobile, nel Museo istituito nel 2011, spiccano le quadrerie dei Seminari e i depositi provenienti da Revello, Pratavecchia di Dronero, Ruffia, Cardè e San Giovanni di Saluzzo; non mancano inoltre i riferimenti all’arte contemporanea. Nel museo verranno esposti arredi sacri, ceramiche, codici miniati, dipinti, libri antichi a stampa, paramenti sacri, sculture, suppellettile liturgica e tessuti, databili dal XV al XX secolo, provenienti dalla Cattedrale di Maria Vergine Assunta e dal territorio diocesano. Convivono, con tali ambienti museali e di deposito, gli spazi destinati ad accogliere le attività di valorizzazione portate avanti dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici.

Altri Elementi di Prestigio
I Reliquiari
I numerosi reliquiari pervenutici si collocano cronologicamente tra il Seicento ed il Novecento, segno della costante attenzione che i Vescovi posero nei confronti della devozione per le reliquie dei Martiri, dei Santi e dei Beati. Tra questi spiccano esempi che includono elementi dipinti e di vetro, talvolta con abiti antichi. Primo fra tutti mons. Carlo Giuseppe Morozzo, committente, nella Cattedrale di Maria Vergine Assunta, della Cappella delle Reliquie tra il 1718 ed il 1726 circa, per custodirvi le reliquie di San Costanzo. Trovano ora collocazione nella restaurata sacrestia intitolata a mons. Filippo Porporato.

Valorizzazione del Patrimonio
L’Associazione Volontari per l’arte riunisce più di 500 Volontari, la cui azione è volta a garantire le aperture dei Luoghi del Sacro ad Alba, Cuneo, Fossano, Mondovì e Saluzzo, contribuendo significativamente alla fruizione del patrimonio culturale ecclesiastico.