L'Abbazia di Pomposa, un complesso storico e spirituale di primaria importanza, sorge su un'antica isola del delta padano, delimitata dal Po di Volano e dal Po di Goro, a est di Ferrara, lungo la strada Romea. La sua origine è profondamente radicata nella storia del territorio.
Origini e Sviluppo Storico dell'Abbazia di Pomposa
La notizia più antica relativa all'Abbazia di Pomposa risale a una lettera di papa Giovanni VIII dell'anno 874, la quale indica che l'abbazia era soggetta alla Sede Apostolica. Tuttavia, la chiesa, se non il monastero stesso, sembra che esistesse già nel secolo VII.

Nel 982, l'abbazia passò alle dipendenze del monastero di San Salvatore di Pavia. Successivamente, con un diploma imperiale del 27 settembre 999, fu posta sotto la giurisdizione spirituale e temporale del vescovo di Ravenna. Questa dipendenza fu poi confermata da un placito tenuto a Ravenna il 4 aprile 1001, alla presenza del papa e dell'imperatore.
Un ulteriore diploma imperiale, datato 22 novembre 1001, riconobbe all'Abbazia di Pomposa lo status di abbazia regale, svincolandola da ogni altra dipendenza. Fu negli anni successivi al Mille che Pomposa raggiunse il suo massimo splendore, un periodo che si protrasse per circa tre secoli, prima di iniziare la sua fase di decadenza.
Architettura e Struttura dell'Abbazia
Il complesso degli edifici di Pomposa è un esempio notevole di architettura benedettina. I principali elementi includono:
- La Basilica, ora chiesa parrocchiale, caratterizzata da un interno a tre navate.
- Il Campanile, imponente e armonico, con un'iscrizione che attesta la data di costruzione: l'anno 1063.
- La Sala Capitolare e, al piano superiore, il vasto dormitorio, oggi trasformato nel Museo dell'Abbazia.
- Il Palazzo della Ragione, che si erge quasi di fronte alla Basilica.

Dalla Comunità Monastica alla Parrocchia
Nel 1491, iniziò il trasferimento della comunità monastica di Pomposa presso il complesso di San Benedetto a Ferrara. Questo processo si completò nel 1553 con il trasferimento dell'abate nello stesso monastero. La soppressione definitiva avvenne nel 1652 con un decreto di Innocenzo X, che sancì l'abbandono completo dell'abbazia.
A seguito di tale decreto, Pomposa divenne una parrocchia della diocesi di Comacchio, retta dall'abate di Pomposa che risiedeva nel complesso di San Benedetto a Ferrara. In età medievale, la cura delle anime presso l'abbazia era direttamente gestita dall'abate pomposiano o da un suo vicario. Da essa dipendevano gli ambiti pievani di Ostellato, Lagosanto, Codigoro e le parrocchie di Mezzogoro e Massenzatica. Con la creazione della Prepositura di Pomposa alla fine del XV secolo, i territori di Codigoro, Lagosanto, Mezzogoro e Massenzatica passarono sotto la giurisdizione ecclesiastica del vescovo di Comacchio, mentre Ostellato era già sottoposto a tale giurisdizione.
La Proprietà e il Riconoscimento Statale
In seguito alla soppressione napoleonica, Pomposa divenne proprietà della Casa Guiccioli. Solamente negli ultimi anni del secolo scorso, lo Stato italiano ha rivendicato la proprietà della parte monumentale dell'Abbazia, attribuendola in seguito alla Parrocchia, insieme a una parte del refettorio.
La parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo in Pomposa, Codigoro (Ferrara) è stata eretta il 17 ottobre 1955 da Mons. Negrin, arcivescovo di Ravenna. Precedentemente, l'11 maggio 1842 era stata eretta in Vicaria Curata dall'arcivescovo di Ravenna card. Falconieri. La chiesa è stata dichiarata Arcipretale dall'arcivescovo di Ravenna mons. Salvatore Baldassari con decreto dell'8 aprile 1963.
L'Abbazia di Pomposa Oggi: La Parrocchia e l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Dal 1995, la parrocchia di Pomposa è retta dal movimento "I ricostruttori nella preghiera". L'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, alla quale la parrocchia è oggi afferente, è guidata da S.E.R. Mons. Gian Carlo Perego, che detiene anche il titolo di Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa.
Il Millenario dell'Abbazia e il Ruolo del Parroco
L'anno millenario della consacrazione dell'abbazia di Pomposa, avvenuta il 7 maggio 1026, è stato celebrato con grande solennità. Durante le celebrazioni, officiate da Monsignor Perego, il parroco di Pomposa, Don Stefano Gigli, ha sottolineato l'importanza di condividere e valorizzare questo luogo, simbolo della bellezza e dell'armonia del cristianesimo. In questa occasione, sono state annunciate diverse iniziative culturali e spirituali, tra cui il "cammino di San Guido" e un annullo filatelico.
Abbazia di Pomposa - Italiano
Nel contesto delle nomine dei sacerdoti per l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, Don Stefano Navarrini è stato nominato esorcista per i Vicariati di Codigoro, Copparo e Comacchio, a cui Pomposa è collegata per vicinanza e storia pastorale.