L'Asilo delle Suore a Vignola: Storia, Servizio e Riconoscenza

Le Origini Centenarie dell'Asilo di Viale Mazzini

L'Asilo di Viale Mazzini, conosciuto affettuosamente come "L'asilo delle Suore", vanta una storia centenaria nel territorio vignolese. Poco dopo la proclamazione del Regno d’Italia, la popolazione era caratterizzata da un tasso di analfabetismo del 75% e da un altissimo tasso di mortalità infantile. Per alleviare tali piaghe sociali, il governo suggerì la costituzione di "Comitati Promotori dell’Associazione degli Asili Rurali" al fine di educare, curare e diffondere i principi igienici tra i bambini delle classi più disagiate.

A Vignola, un gruppo di cittadini aderì all’invito e costituì un comitato locale per l’apertura di un Asilo Rurale, raccogliendo le risorse necessarie, divise in quote tra i maggiorenti del paese. Il 18 aprile 1869 fu approvato lo Statuto fondamentale dell’Asilo Rurale d’Infanzia. La prima sede fu posta nell’ex-convento dei Padri Cappuccini, dove ora sorge l'ex-mercato ortofrutticolo. Inizialmente, il personale dell’Asilo era laico, ma nel sistema educativo fu posto un forte accento sull’Educazione Religiosa "con la recita di preghiere, l’istruzione della dottrina cristiana, del Catechismo e della storia sacra".

Nel 1882, l’Asilo venne intitolato a "Vittorio Emanuele II e Garibaldi" e ricevette cospicui sussidi in onore della loro morte. Proprio nello stesso anno, la società dell’"Asilo Rurale di Vignola" fu sciolta e si costituì un’Opera Pia. Pur nato da un’iniziativa dell’Amministrazione comunale, l’Asilo ebbe da subito un proprio Consiglio di Gestione, che prendeva decisioni in piena autonomia, e fu sempre annoverato fra le Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza (IPAB).

Nel 2007, tutti questi Enti sono stati, per legge, sciolti e l'Istituto ha cambiato forma giuridica, trasformandosi in Fondazione con denominazione "L’Asilo di Vignola", con il Comune di Vignola come socio fondatore.

Mappa storica o contemporanea di Vignola con evidenziata l'area dell'Asilo di Viale Mazzini

L'Arrivo e la Presenza delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento

A partire dal 1927, gradualmente, il personale laico fu sostituito dalle suore. In particolare, il 4 ottobre 1927, fu stipulato un accordo con le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento di Rivolta d’Adda per avere religiose di tale ordine come insegnanti e personale di supporto. Questo istituto religioso ha mantenuto una presenza quasi secolare nella comunità vignolese, creando un legame profondo.

Nel 1929, constatata l'inadeguatezza dei vecchi locali, la Cassa di Risparmio di Vignola finanziò la costruzione di un nuovo stabile, dove l’Asilo si trasferì nello stesso anno e dove ha avuto la sua sede fino a tempi recenti. L’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento è una Congregazione fondata nel 1882 a Bergamo da San Francesco Spinelli, con Casa Madre e Casa Generalizia a Rivolta d’Adda.

Foto storica delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento a Vignola o della loro Casa Madre

Il Contributo Poliedrico alla Comunità Vignolese

Le suore Adoratrici del Santissimo Sacramento hanno svolto un ruolo encomiabile e fondamentale per la comunità di Vignola per quasi cento anni, manifestando la loro dedizione in diversi ambiti:

  • Educazione dell'infanzia: L’attività più significativa è quella svolta presso la scuola dell’infanzia in viale Mazzini. La loro presenza costante nella cura dei bambini in età prescolare ha fatto sì che ancora oggi l’Asilo di Vignola sia spesso citato dai cittadini come "L’Asilo delle suore". Valter Baldini, presidente della fondazione dell’asilo, ha onorato le sorelle, riconoscendo «che hanno saputo adattarsi ai molteplici cambiamenti della società, al nuovo modo di fare scuola e ai diversi metodi didattico-pedagogici a cui la nostra realtà si ispira».
  • Cura dei malati: Le suore si sono dedicate alla cura dei malati sia nell’ospedale civile che in quello di guerra. Negli anni Cinquanta, la loro presenza nell'ospedale cittadino era significativa: nel 1950 vi erano 12 suore (la Superiora, 5 infermiere, 3 guardarobiere, 1 assistente agli inabili anziani e 2 cuoche), numero che nel 1956 salì a 14 con l'aggiunta di una suora infermiera per la sala operatoria e una per la radiologia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, avevano prestato la loro opera a favore dei ricoverati nell’ospedale militare presente in città.
  • Assistenza a maternità e infanzia: Hanno gestito la Colonia elioterapica per bambine allestita presso le rive del fiume Panaro e hanno curato la maternità e l’infanzia presso la Casa della Madre e del Bambino, nell’edificio conosciuto a Vignola come ex OMNI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia).
Infografica: Le attività delle Suore Adoratrici a Vignola (scuola, ospedale, assistenza sociale)

La Partenza da Vignola e il Saluto della Comunità

Dopo 98 anni di ininterrotto servizio, le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento hanno lasciato Vignola. A partire dalla fine di settembre, per ragioni di organizzazione interna, suor Maria Teresa Arrigoni e suor Mara Bianchi, le ultime religiose presenti, hanno dovuto lasciare la città per tornare presso la sede generale della congregazione a Rivolta d'Adda, nel cremonese.

Questa partenza, pur a malincuore per l'intera comunità, è stata accompagnata da un sentito saluto. Domenica 12 ottobre, nella chiesa plebana di Vignola, accompagnate dalla Madre Superiora, le suore hanno salutato la comunità dei fedeli durante la messa, celebrata dal parroco don Luca Fioratti. In quell’occasione, l’amministrazione comunale ha espresso la propria gratitudine per la loro opera, annunciando un'onorificenza speciale.

Le "Chiavi della Città": Un Simbolo di Riconoscenza

Vignola ha voluto onorare questa vera e propria istituzione che, per quasi un secolo, è stata un punto di riferimento per la città. Sabato 8 novembre, in occasione di un Consiglio Comunale straordinario tenutosi presso la Sala Consiliare del Municipio, si è svolto il conferimento dell’onorificenza delle "Chiavi della città" all’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento.

Molteplici e vari sono stati gli interventi, tutti mossi dal desiderio di esprimere gratitudine e riconoscenza verso il lavoro instancabile svolto dalle sorelle. Il conferimento dell’onorificenza è stato possibile grazie ai componenti del Consiglio Parrocchiale Pastorale e a don Luca Fioratti, parroco di Vignola, che hanno espressamente fatto richiesta della consegna delle chiavi della città. Erano presenti, tra gli altri, la Madre Generale suor Maria Luisa Ciceri, il parroco Don Luca Fioratti e il presidente della Fondazione L’Asilo di Vignola Valter Baldini.

Le Motivazioni del Riconoscimento

La sindaca di Vignola, Emilia Muratori, ha aperto il Consiglio ricordando tutto ciò che le sorelle hanno fatto per la comunità vignolese nei loro 98 anni di presenza sul territorio. Ha dichiarato: «È inevitabile che si creino relazioni e si mettano radici nel luogo in cui per tanto tempo si è rimasti. Oggi vogliamo onorare queste radici, sia per ricordare quello che le suore hanno fatto in questi lunghi anni, ma anche per dire grazie a loro che, con discrezione, si sono poste al servizio della comunità. La consegna delle chiavi serve per ricordare alle suore che possono ritornare ogni qualvolta vorranno». La motivazione ufficiale dell'onorificenza recita: “Il sindaco Emilia Muratori e il Consiglio comunale di Vignola conferiscono le chiavi della città alle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento che hanno svolto, per quasi cento anni, un encomiabile e fondamentale servizio a favore della comunità vignolese nella cura dei malati, dei bambini e dei più fragili. Tante famiglie hanno avuto modo di conoscere la loro dedizione, la loro discrezione, il loro sostegno fattivo. Questa onorificenza vuole essere l’espressione della riconoscenza e dell’apprezzamento di un intero territorio”.

L'Unanimità del Consiglio Comunale e il Discorso di Don Luca

"Unanimità" è stata la parola che ha rappresentato il voto in Consiglio: nessun astenuto e nessun contrario, ogni consigliere ha votato a favore della consegna delle chiavi. Don Luca si è espresso in merito, sostenendo che «questa unità e concordia dei consiglieri ci faccia bene. La diversità di opinioni è una ricchezza, ma il bene è oggettivo. Quando quest’ultimo è tale ci trova tutti d’accordo e ben contenti che cresca insieme a noi», ha affermato.

Il Significato Simbolico della Chiave e il Messaggio della Superiora

Anche la chiave che è stata consegnata ha un forte valore simbolico: questa risale infatti alla "prima" Vignola, citata per la prima volta in un documento attestato dall’abate di Nonantola nel 1826. È intervenuta infine la Superiora Madre Generale suor Maria Luisa Ciceri, ricordando che «il bene spesso non faccia rumore, ma faccia la storia. Le sorelle sono state delle chiavi, che hanno permesso a molti cittadini di aprirsi alla vita, al senso della realtà, alla storia e all’amore. Quando ci si apre in questo modo, l’amore diventa reciproco scambio: i vignolesi ci hanno permesso di essere Adoratrici, per voi e con voi».

Foto della cerimonia di consegna delle

Enrico Pieri è Commendatore della Repubblica

tags: #convitti #suore #vignola #mo