Il tempo liturgico offre un'opportunità preziosa per la coltivazione spirituale e la riscoperta di sacramenti fondamentali come il Battesimo. Questo sacramento, considerato la "porta" di tutti gli altri, è un evento di grazia che merita una meditazione approfondita per coglierne le straordinarie ricchezze. La parola "battezzare" deriva dal greco e significa "immergere", richiamando in modo simbolico il seppellimento del catecumeno nella morte di Cristo, da cui risorge come nuova creatura.
Gesù Cristo stesso, facendosi battezzare da Giovanni Battista nel Giordano, si è caricato dei peccati di tutti gli uomini, santificando l'acqua del Giordano e, di conseguenza, l'acqua del nostro Battesimo. Con la sua Pasqua di morte e risurrezione, ha aperto a tutti le fonti battesimali, parlando della sua Passione come di un battesimo.

I momenti della celebrazione battesimale
La maggior parte dei cristiani viene battezzata poco dopo la nascita, incapace di comprendere appieno il significato del rito. Sono i genitori e i padrini a farsi garanti di fronte alla Chiesa. È fondamentale riappropriarsi del senso di questo evento attraverso una catechesi accurata. La celebrazione battesimale si articola in diversi momenti dinamici:
1. Accoglienza alla porta della chiesa
Il celebrante saluta genitori, parenti e tutti i partecipanti al rito, segnando l'inizio della cerimonia.
2. Liturgia della Parola
Questo momento è dedicato alla proclamazione e alla riflessione sulla Parola di Dio, che illumina il significato del Battesimo.
3. L'atto battesimale: il cuore della celebrazione
Dopo la benedizione dell'acqua, che richiama gli interventi salvifici di Dio nella storia, si chiede a genitori e padrini di rinunciare a false "signorie" e di esprimere adesione al Dio che salva. Segue l'atto battesimale vero e proprio: attraverso una triplice infusione o immersione nell'acqua, il bambino è reso partecipe della morte e risurrezione di Cristo e rigenerato a vita nuova. Questo gesto imita la sepoltura di tre giorni di Cristo: con la prima emersione si imita il primo giorno di Cristo sottoterra, e nell'immersione la notte. In questo stesso momento si muore e si rinasce, poiché l'acqua salutare è al contempo tomba e madre. È un'imitazione in immagine che porta salvezza nella realtà.
4. Riti conclusivi
Si concludono con la recita del Padre Nostro e la benedizione dei genitori.
I riti specifici e il loro significato
All'interno della celebrazione battesimale, diversi riti arricchiscono il significato del sacramento:
- Segno di croce: È il primo rito compiuto dal sacerdote, genitori e padrini sulla fronte del bambino, simbolo di appartenenza a Cristo.
- Orazione di esorcismo: Una preghiera che invoca la liberazione dal potere del male e dall'influsso di Satana, affinché il battezzando sia liberato dal diavolo, che è il "serpente insidioso e ingannevole".
- Rinuncia a Satana e professione di fede: Questi due momenti sono "due facce della stessa medaglia". Prima si rinuncia "agli inganni di Satana, alle false 'signorie' e ai poteri del mondo e a tutto ciò che allontana dal Signore". Poi segue l'atto di fede, una piena adesione a Dio Padre e Creatore, a Gesù Cristo Signore e Salvatore, allo Spirito Santo, alla Chiesa e a ciò che essa professa. Questa rinuncia ha uno "straordinario significato simbolico", un "gesto di amore" dei genitori che "imprestando cuore e labbra" al bambino rinunciano "a te, Satana, cattivo e crudele tiranno", il cui potere è stato distrutto da Cristo. La rinuncia si estende alle "opere" del diavolo, che sono tutti i peccati, e alla sua "pompa", ovvero la "mania del teatro, delle corse dei cavalli, della caccia e di ogni simile vanità". Il "culto del diavolo" include la preghiera nei templi pagani, l'accensione di lampade e l'incenso alle sorgenti, gli auspici, la divinazione, gli auguri, gli amuleti, le magie e altri malefici. Questi impegni sono trascritti nei "libri invisibili di Dio", rendendo ogni successiva trasgressione un "spergiuro". Volgersi da occidente (luogo delle tenebre) a oriente (regione della luce) simboleggia l'abbandono di Satana e l'apertura al paradiso di Dio.
- Atto del Battesimo: Il rito centrale in cui il celebrante, versando tre volte l'acqua sul capo del bambino, pronuncia la formula: "Io ti battezzo nel nome - cioè nella potenza e nella persona - del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".
- Unzione con il Sacro Crisma: Il battezzato viene unto con il Crisma, olio misto a profumo, a significare la consacrazione al Signore e la chiamata ad essere sacerdote, re e profeta. Questa unzione simboleggia anche la partecipazione all'abbondanza del Cristo, che "mette in fuga ogni traccia di potenza avversa". Si viene unti sulla fronte "per essere liberati dalla vergogna che il primo uomo prevaricatore portava ovunque", sugli orecchi "perché abbiate gli orecchi per intendere", sulle narici "affinché, ricevendo il profumo di Dio, possiate dire: «Noi siamo per Dio il buon odore di Cristo»", e sul petto "perché rivestiti della corazza della giustizia possiate resistere agli inganni del diavolo".
- Consegna della veste bianca: L'abitino bianco simboleggia la vita nuova ricevuta in dono con il Battesimo.
- Consegna della candela: Accesa al cero pasquale, viene consegnata ai genitori come simbolo della luce di Cristo.
- Rito dell'Effatà: La parola ebraica "effatà" significa "apriti" e richiama il gesto di Gesù che aprì gli orecchi e sciolse la lingua al sordomuto, simbolo dell'apertura alla Parola di Dio.

Il ruolo della comunità e dei genitori
Il Battesimo è un sacramento della Chiesa che richiede il coinvolgimento dell'intera comunità cristiana. Sacerdote, genitori, padrini, parenti, conoscenti e altri membri della comunità partecipano attivamente. I genitori, in particolare, esercitano un vero e proprio ministero, chiedendo pubblicamente il battesimo per il figlio, tracciando il segno della croce, compiendo la rinuncia a Satana e la professione di fede, portando il bambino al fonte battesimale, tenendo il cero acceso e affidando il figlio alla protezione della Madonna. I padrini e le madrine affiancano i genitori, con un ruolo educativo che deve trovare continuazione oltre la celebrazione.
La trasformazione in Cristo
Con il Battesimo, siamo associati a Cristo, dedicati a Lui, fino a trasformarci in Lui, assumendo i tratti della sua persona. San Paolo afferma: "Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo" (Gal 3,27). Questo significa "divenire come lui, divenire lui". Sant'Agostino sottolinea che il Battesimo opera un "cambiamento radicale", una trasformazione che riporta il cristiano al possesso di Dio, perduto a causa del peccato. Siamo "figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù" e "partecipi di Cristo, siete naturalmente chiamati Cristi".
La necessità del Battesimo per la salvezza e la remissione dei peccati
Gesù stesso afferma la necessità del Battesimo per la salvezza (Gv 3,5). Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che la Chiesa "non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna". Tuttavia, "Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti". Coloro che, pur ignorando il Vangelo e la Chiesa, cercano la verità e compiono la volontà di Dio come la conoscono, possono essere salvati, poiché si suppone che avrebbero desiderato il Battesimo se ne avessero conosciuto la necessità.
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Con il Battesimo, vengono rimessi i peccati, inclusi il peccato originale e tutti i peccati personali, nonché tutte le pene del peccato. Non rimane nulla che impedisca l'ingresso nel Regno di Dio. Sebbene rimangano alcune "conseguenze temporali del peccato", come sofferenze, malattie, la morte, le debolezze del carattere e l'inclinazione al peccato (concupiscenza), queste non impediscono la salvezza.
La grazia santificante e la nuova creatura
Il Battesimo conferisce la grazia santificante, che abilita a vivere secondo le virtù teologali: fede, speranza e carità. Ci rende "una nuova creatura" (2Cor 5,17), figli adottivi di Dio, partecipi della natura divina, membri di Cristo e coeredi con Lui, templi dello Spirito Santo. Siamo abilitati a vivere e agire sotto la mozione dello Spirito Santo, crescendo nel bene attraverso i suoi doni e le virtù morali.
Incorporazione alla Chiesa e partecipazione al sacerdozio di Cristo
Con il Battesimo, siamo resi membra del Corpo di Cristo e incorporati alla Chiesa. San Paolo afferma: "Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo" (1Cor 12,13). Siamo "pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale", partecipi del sacerdozio di Cristo, della sua missione profetica e regale, "stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato". Questo ci rende partecipi del sacerdozio comune dei fedeli.
Doveri, diritti e il sigillo indelebile
I battezzati ricevono doveri e diritti che vanno esercitati con profonda responsabilità. Siamo tenuti a professare pubblicamente la fede e a partecipare all'attività apostolica e missionaria della Chiesa. Non apparteniamo più a noi stessi, ma a Cristo Signore, chiamati a sottometterci agli altri, a servirli con amore e mitezza, e ad essere obbedienti ai capi della Chiesa. Tra i diritti garantiti vi sono il ricevere i sacramenti, essere nutriti dalla Parola di Dio e sostenuti dagli altri aiuti spirituali.
Il Battesimo imprime un "sigillo spirituale indelebile" - il carattere - che esprime la nostra incorporazione, conformazione e appartenenza a Cristo. Conferito una volta per sempre, il Battesimo non può essere ripetuto. Questo sigillo ci consacra e ci impegna a servire Dio con una partecipazione viva alla Liturgia e con una vita santa e caritatevole. È il "sigillo della vita eterna".
La prospettiva ecumenica del Battesimo
Il Battesimo ha un'importanza essenziale anche nella prospettiva ecumenica, costituendo "il fondamento della comunione tra tutti i cristiani, anche con quanti non sono ancora nella piena comunione con la Chiesa cattolica". Chi crede in Cristo e ha ricevuto il Battesimo è costituito in una "certa comunione" con la Chiesa cattolica, riconosciuto come "fratello nel Signore". Il Battesimo è il "vincolo sacramentale dell'unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso sono stati rigenerati".
Il Battesimo come "Janua vitae spiritualis"
Le parole latine "Janua vitae spiritualis" descrivono il Battesimo come la porta della vita spirituale. Con il Battesimo, la nostra vita spirituale riceve la sua costitutiva dimensione pasquale: "siamo morti con Cristo, siamo stati sepolti con lui e siamo rinati con lui a vita nuova", impartito "nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo".

La rinuncia a Satana nel Battesimo e la lotta contro il male
Nel contesto del Battesimo, la rinuncia a Satana non è solo un atto simbolico, ma un impegno concreto contro le forze del male. La vita cristiana è un combattimento contro lo spirito del male, come testimonia l'episodio delle tentazioni di Gesù nel deserto. Lì, "lo Spirito Santo, disceso su di Lui subito dopo il battesimo ricevuto da Giovanni nel fiume Giordano, lo stesso Spirito ora lo spinge ad andare nel deserto, per affrontare il Tentatore, per lottare contro il diavolo".
Il deserto è sia un luogo dove Dio "parla al cuore dell'uomo" e "sgorga la risposta della preghiera", sia "il luogo della prova e della tentazione", dove il Tentatore "insinua la sua voce menzognera". È fondamentale notare che Gesù "mai dialoga con il diavolo", ma lo scaccia, lo condanna o ne mostra la malizia. Il cristiano è chiamato a seguire questo esempio: "se noi entriamo in dialogo con il diavolo saremo sconfitti". La Quaresima, in particolare, è un tempo propizio per "rinnovare le promesse del nostro Battesimo: rinunciare a Satana, a tutte le sue opere e a tutte le sue seduzioni".
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La lotta contro Satana è una costante nella vita del cristiano. Il diavolo è descritto come un "leone" che "va attorno... cercando chi possa divorare", sperando che i credenti siano terrorizzati o cadano nel peccato. Già nella Genesi (3:15), la "maledizione" sul serpente è vista come il "Protoevangelo", l'annuncio della sconfitta del serpente da parte di un futuro discendente della donna, che si compie in Gesù Cristo, "colui che ha vinto Satana".
Il diavolo è "omicida fin dal principio" e "padre della menzogna". La sottomissione a Dio e la resistenza al diavolo sono l'unico modo per vincerlo. L'Apostolo Paolo esorta a "fortificarsi nel Signore e nella forza della sua potenza", indossando "l'armatura completa di Dio" per resistere contro "le insidie del diavolo", poiché la lotta non è contro carne e sangue, ma contro "le potenze cosmiche di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti". Anche Satana deve chiedere il permesso a Dio per mettere alla prova i giusti, come nel caso di Giobbe.
La vittoria su Satana è un tema ricorrente nelle Scritture. In Apocalisse, Michele e i suoi angeli combattono contro il dragone, che è "chiamato Diavolo e Satana, il seduttore di tutto il mondo", e lo gettano sulla terra. I fedeli lo vincono "per mezzo del sangue dell'Agnello e per mezzo della parola della loro testimonianza". Il Figlio di Dio è apparso "per distruggere le opere del diavolo". Chi è "nato da Dio non commette peccato", perché "il suo seme dimora in lui", trasformando il cuore del credente in modo da non poter vivere in un "schema di peccato continuo".
Anche nelle visioni profetiche, come quella del sommo sacerdote Giosuè (Zaccaria 3), Satana è presente come accusatore, ma Dio lo "sgrida" e purifica il suo servo. La sconfitta definitiva del Drago e delle sue armate avverrà con il fuoco dal cielo, dimostrando che la schiera dei nemici non ha nulla da invidiare al Signore, che ha "spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce".