Dimore Storiche e Luoghi Nascosti di Santarcangelo di Romagna

Introduzione al Patrimonio di Santarcangelo

Santarcangelo di Romagna, un borgo medioevale ricco di vita e ben conservato, offre un patrimonio storico e culturale di notevole interesse. La sua inconfondibile silhouette è definita dalla mole del suo celebre castello, ma il paese nasconde anche un affascinante mondo sotterraneo e testimonianze di luoghi storici che, pur avendo subito diverse trasformazioni, conservano intatto il loro fascino.

Il Castello di Santarcangelo di Romagna: Una Fortezza Ricca di Storia

Il Castello di Santarcangelo di Romagna, ubicato a pochi chilometri da Rimini, si erge su di una piccola altura tufacea di appena 90 metri di altitudine, il Mons Iovis. Da questa posizione dominante, il castello domina la piana sottostante, caratterizzata da fiumi e torrenti che scorrono verso il mare. La sua presenza definisce il profilo distintivo del paese.

Foto aerea del Castello di Santarcangelo di Romagna in cima al Mons Iovis, con il borgo medievale circostante.

Le Origini e l'Evoluzione Architettonica

Nel Codice Bavaro (secoli VII-X) viene data notizia dell’esistenza di un “chastrum sancti arcangeli” sul Mons Iovis. Questa fortificazione fece da sfondo a intense e tormentate congiure, come la secolare lotta tra Guelfi e Ghibellini e le contese tra le signorie dei Malatesta e dei Montefeltro.

Il dominio dei Malatesta (1295 - 1500) fu decisivo per la storia del castello. Il dantesco “Mastin Vecchio” presidiò il Castello in occasione del suo passaggio a capo della parte guelfa, e forse è per quest’ultima circostanza che alcuni studiosi hanno ambientato tra le mura del Castello di Santarcangelo il famoso racconto dantesco di Paolo e Francesca.

Nei Secoli XIV e XV, i Malatesta riuscirono ad acquisire il dominio incontrastato su tutta la vasta area circostante Rimini. Il Castello ha subìto nei secoli un netto mutamento per quanto riguarda la sua struttura, e della sua primigenia fisionomia restano solo alcune tracce incastonate nelle mura dell’attuale edificio.

Nel 1386 fu innalzato, sulle rovine dell’antico castello e ad opera di Carlo Malatesta, un enorme torrione - detto Mastio - tra i più alti d’Italia, per mettersi al riparo dagli attacchi dei suoi nemici. Fu poi Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e Fano, a ricostruire il castello nel 1447, demolendo il precedente Mastio e riutilizzandone il materiale per edificare l’attuale struttura, più adatta a fronteggiare le nuove tecniche militari, tra cui l'uso di bombarde, bombardelle e colubrine. Fu proprio ad opera di Sigismondo Pandolfo Malatesta che il fortilizio di Santarcangelo assunse, al termine dei lavori nel 1447, la configurazione definitiva che ancora oggi conserva.

Ricostruzione storica o dipinto del Castello di Santarcangelo nel XV secolo, con le nuove fortificazioni volute da Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Passaggi di Proprietà e Utilizzo Moderno

La storia del Castello è segnata da numerosi passaggi di proprietà e eventi bellici. Nel 1462, il Castello fu preso da Federico da Montefeltro, riconquistato da Roberto, figlio di Sigismondo Pandolfo, e messo a ferro e fuoco da Cesare Borgia nel 1498. Caduto anche il Borgia e abbandonato dai Malatesta, il Castello passò ai Veneziani che lo cedettero alla Santa Sede nel 1505.

A partire da quella data e fino all’Unità d’Italia, fu dato in enfiteusi a vari signori, tra i quali la famiglia Zampeschi, che aprì i grandi finestroni che ancora oggi danno luce alle tre sale al piano della Corte. Nel 1800, venne acquistato dai conti Baldini, come indica la targa marmorea sulla parete della Corte di fronte all’ingresso. Nel 1880, divenne proprietà della famiglia Massani, che trasformò il Castello e il suo circondario in un grande centro agricolo. Nel 1903, fu acquistato dalla contessa Eugenia Rasponi Murat, nipote della principessa Luisa Giulia Murat, figlia di Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone, e di Gioacchino Murat.

Nel tempo, il Castello è stato una residenza dove hanno vissuto tante persone, alcune ben note, e dove oggi risiede la famiglia che ne custodisce la storia, le tradizioni e la bellezza. Attualmente, oltre alle visite guidate e all’organizzazione di grandi eventi, al Castello si può soggiornare grazie alla presenza di due suite riservate agli ospiti. È una struttura in grado di accogliere in intimità e riservatezza feste, ricorrenze e celebrazioni importanti, ed è considerato uno dei siti più prestigiosi in Emilia-Romagna per realizzare un evento significativo.

La sua posizione strategica consente una buona raggiungibilità del sito, anche grazie alla limitrofa stazione ferroviaria di Santarcangelo e il vicino snodo autostradale. Il Castello di Santarcangelo è aperto al pubblico ogni domenica ed è possibile visitarlo anche con l’accompagnamento di una guida esperta che saprà illustrare minuziosamente la storia di un monumento al centro della storia della Romagna, svelandone i piccoli e grandi segreti.

CASTELLO di SANTARCANGELO

Il Misterioso Mondo Sotterraneo: Grotte, Granai e Passaggi Segreti

Santarcangelo è caratterizzata da un vero e proprio mondo sotterraneo e misterioso fatto di grotte, granai, ghiacciaie e segrete vie di fuga. Percorrendo le viuzze del borgo antico, il visitatore viene proiettato in un tempo lontano in cui la popolazione viveva protetta all’interno della cinta muraria.

Foto delle grotte tufacee di Santarcangelo di Romagna, con percorsi illuminati.

Funzioni delle Strutture Sotterranee

Venne dunque creata una imponente realtà sotterranea sotto quella visibile, atta alla conservazione del vino, degli alimenti deperibili e per nascondere i cereali. Numerose cavità sono state create come cantine per la conservazione del vino.

Passeggiando per le viuzze della cittadella medievale, l’attenzione viene catturata dai numerosi granai scavati nell’arenaria e nell’argilla del colle. I granai sono ben trecento, segnalati sui ciottoli lungo i vicoli del borgo e situati all’interno delle corti dei palazzi. Un esempio notevole è la ghiacciaia, una sorta di uovo perfetto, riempita in passato di neve pressata ed utilizzata per la conservazione delle carni, accessibile dal locale che l’ha inglobata.

Leggende e Visite Guidate

Un’antica leggenda narra che la famiglia Malatesta avesse creato un passaggio sotterraneo che permettesse di allontanarsi dal paese in caso di assedio. Queste cavità rappresentano un patrimonio storico e geologico di grande interesse.

È possibile effettuare visite guidate alla grotta monumentale pubblica di Santarcangelo, della durata di circa 50 minuti, negli orari indicati. La prenotazione è obbligatoria per gruppi numerosi o se la visita è richiesta in lingua straniera (inglese, francese, spagnolo o tedesco). Per visite in lingua straniera, sebbene non sia sempre garantita la presenza di una guida (soprattutto per gruppi piccoli o prenotazioni con scarso anticipo), viene fornito un codice QR per il download di un’audioguida, con possibilità di scelta tra inglese, francese o tedesco. Per la richiesta di disponibilità della grotta e della guida, la prenotazione deve avvenire almeno una settimana prima.

Tra Abbandono e Rinascita: Mutonia e Fabbricati Storici

Il tema delle dimore antiche o dei fabbricati in stato di abbandono è una questione di interesse per Santarcangelo, che vede interventi mirati per la sicurezza e la valorizzazione del territorio.

Foto di una delle sculture

Interventi su Fabbricati Abbandonati

Recentemente, i carabinieri di Santarcangelo, in collaborazione con la Polizia locale dell’Unione Valmarecchia, sono intervenuti in un fabbricato abbandonato in via Ronchi a San Vito, dove da qualche tempo alcuni cittadini avevano segnalato movimenti sospetti. L’azione congiunta ha consentito di individuare un recente bivacco realizzato abusivamente all’interno dell’edificio e una grande quantità di rifiuti abbandonati dagli occupanti.

Le autorità locali sottolineano l'importanza di questo tipo di operazioni: “La tenuta degli immobili in stato di abbandono è un tema nei confronti del quale continueremo a prestare la massima attenzione, attraverso il presidio della Polizia locale e delle forze dell’ordine, per garantire la sicurezza e la qualità urbana delle aree circostanti. Fondamentale anche la collaborazione dei proprietari privati, che consente di portare a pieno compimento l’intervento delle autorità pubbliche.”

Il Parco Artistico Mutonia: Nuova Vita in un Luogo Dismesso

A Santarcangelo è possibile scoprire un luogo unico vicino al fiume Marecchia, il Parco Artistico Mutonia, dove una comunità di artisti inglesi, il gruppo Mutoid, ha dato vita ad un luogo fantastico. La loro storia nasce negli anni ’90, quando vennero chiamati per partecipare al Festival dei Teatri e si stabilirono nei pressi di una vecchia cava abbandonata sul fiume Marecchia.

La Mutoid Waste Company nasce a Londra nel 1986 e, dal 1991, ha “sede” a Santarcangelo di Romagna. Il loro lavoro consiste nell’utilizzo di componenti tratti da rifiuti inorganici come ferro, plastica, gomma, alluminio e rame, assemblati per la creazione di sculture molto particolari. Mutonia è un parco turistico libero che dista circa 2 km dal centro, un esempio di come un luogo un tempo abbandonato possa trovare una nuova forma di espressione e fruizione.

La Valorizzazione delle Dimore Storiche: L'Impegno dell'ADSI

La valorizzazione delle dimore storiche è un aspetto cruciale per il mantenimento del patrimonio culturale e lo sviluppo del territorio. La Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna (che è lo stesso Castello menzionato in precedenza) apre gratuitamente le porte al pubblico in occasioni speciali, come la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI).

Logo dell'Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) con un'immagine di una dimora storica.

Il Ruolo delle Dimore Storiche nel Tessuto Sociale ed Economico

“Quella delle dimore storiche è una rete unica, dall’immenso valore sociale, culturale ed economico che i proprietari si impegnano quotidianamente a custodire e a valorizzare,” afferma Beatrice Fontaine, presidentessa dell’Associazione Dimore Storiche Emilia Romagna. “Oltre a essere un patrimonio storico-architettonico di rara bellezza, questi edifici sono anche il perno per lo sviluppo di una economia circolare per i borghi in cui si trovano.”

La Giornata Nazionale ADSI, giunta alla dodicesima edizione, vuole inoltre sensibilizzare la società civile e le Istituzioni sul ruolo che le dimore storiche ricoprono nel tessuto socio-economico del Paese, in quanto “il loro indotto può dar vita a un impatto rilevante su diversi settori come quello del turismo, declinabile nelle attività di ristorazione, di attività ricettiva e di visita delle dimore, dell’attività artigiana ma anche dei convegni e della realizzazione di eventi culturali.”

L’iniziativa, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Case della Memoria, Federmatrimoni ed Eventi Privati (Federmep), ha ricevuto il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e di Enit - Agenzia Nazionale del Turismo. Viene anche promosso un concorso fotografico da ADSI e Photolux, in collaborazione con Instagramers Italia Ets, rivolto a tutti gli utenti di Instagram, con le migliori foto delle dimore caricate con l’hashtag #challengeadsi2022 che saranno oggetto di una mostra virtuale.

Si consiglia di rimanere sempre aggiornati sull’evoluzione delle misure a contrasto del coronavirus e si rende noto che è necessario prenotare la propria visita gratuita per recarsi alla dimora prescelta al sito: www.adsi.it/giornatanazionale.

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