La Madonna del Ghisallo: Celeste Patrona dei Ciclisti e Santuario del Ciclismo

La salita del Ghisallo è un luogo simbolo nel mondo del ciclismo, non solo per le sue caratteristiche altimetriche, ma per il suo profondo significato mistico. Viene definita un vero e proprio “santuario del ciclismo” e rappresenta una tappa fissa nel Giro di Lombardia. Questa ascesa iconica, che parte da Bellagio ed esplora i ripidi colli del comasco, conduce a un piazzale diventato sacro ai ciclisti, dove sorge il Santuario del Ghisallo, dedicato alla Beata Maria Vergine del Ghisallo.

La tradizione narra che, nel XVI secolo, il conte Ghisallo, inseguito da banditi, trovò rifugio grazie all'apparizione della Vergine Maria in una piccola cappella lì vicino, dando così il nome al luogo. Con il tempo, la chiesetta andò in rovina per poi essere ricostruita nelle forme attuali nel 1623, con il portico della facciata aggiunto nel 1681. All'interno, dal XVI secolo, è custodita un’immagine della Madonna del Latte, una Vergine che allatta Gesù Bambino.

Santuario della Madonna del Ghisallo, esterno con ciclisti in pellegrinaggio

L'Intuizione di Don Ermelindo Viganò e la Richiesta Papale

La storia moderna del santuario, strettamente legata al ciclismo, iniziò nel 1945, quando la parrocchia del Ghisallo accolse un nuovo parroco, don Ermelindo Viganò. Nell’autunno di quell’anno, con la fine della guerra, riprese il Giro di Lombardia e la gara, che vide vincitore il padovano Mario Ricci, transitò come di consueto davanti al santuario. Fu questo passaggio a far balenare in mente una grande idea in don Ermelindo: trasformare quel santuario in qualcosa di più, vista l’importanza che aveva per il ciclismo, un vero e proprio “santuario dei ciclisti”.

L’opportunità di concretizzare la sua intuizione si presentò nel 1949, quando don Ermelindo incontrò di persona Pio XII. Grazie anche al sostegno dei corridori del Giro d’Italia, che si sarebbe corso di lì a poco, la proposta convinse il Papa. Don Ermelindo Viganò, parroco di Magreglio dal 1944 al 1985, parlò direttamente al Pontefice durante un’udienza privata, ottenendo il riconoscimento.

La Proclamazione di Pio XII: La Madonna del Ghisallo Celeste Patrona dei Ciclisti

Il 13 ottobre del 1949, Papa Pio XII elesse e decretò ufficialmente la Madonna del GhisalloCeleste Patrona dei ciclisti italiani”. Questa dichiarazione, sancita da una bolla papale, elevò ulteriormente il santuario a luogo di pellegrinaggio per ciclisti di ogni livello.

Per celebrare questo storico evento, una fiaccola di bronzo, benedetta da Papa Pacelli, partì dal Vaticano e fu portata in staffetta da numerosi ciclisti che avevano partecipato al Giro d’Italia fino alla chiesetta di Magreglio. Gli ultimi tedofori, cui spettò l'onore di depositare la fiaccola proprio davanti al santuario, furono due leggende del ciclismo italiano: Gino Bartali e Fausto Coppi.

Non è un caso che l’edizione del Giro d’Italia di quell’anno, corsa sotto questi auspici, sia diventata una delle più leggendarie, famosa per le straordinarie cronache di Dino Buzzati e, soprattutto, per la memorabile tappa Cuneo-Pinerolo, che vide Fausto Coppi battezzato “l’uomo solo al comando”.

Busti di Fausto Coppi e Gino Bartali al Santuario del Ghisallo

Il Santuario e il Museo: Custodi della Memoria Ciclistica

Nel corso dei decenni, il santuario si è arricchito di innumerevoli cimeli ed ex-voto donati da campioni e appassionati, tanto che i suoi muri si affollarono di bici, maglie e trofei. Ciò rese necessaria la costruzione di uno spazio più ampio per raccogliere e conservare questa preziosa collezione.

Nel piazzale antistante il santuario, oggi, si trovano i busti di Fausto Coppi e Gino Bartali, a testimonianza del profondo legame tra questi campioni e il luogo sacro. Con “il monumento al ciclista” benedetto da Paolo VI il 4 luglio 1973, il sito ha continuato ad accogliere devoti a pedali da ogni parte del mondo.

Il “Museo del Ciclismo - Madonna del Ghisallo” è stato inaugurato nel 2006. Questa struttura rappresenta la più ricca collezione di memorabilia ciclistici al mondo. Tra gli oggetti esposti, si possono ammirare disegni rinascimentali che illustrano un proto-modello di bici in legno, la bicicletta del record dell'ora di Coppi del 1942 e oltre 50 maglie rosa donate dai vincitori del Giro. Il museo, reso possibile grazie all'impegno del ciclista Lorenzo Magni, si compone di cinque sezioni e una biblioteca specializzata. La prima sezione è dedicata ai cimeli e alle biciclette particolari, la seconda all'evoluzione del mezzo e del suo assemblaggio, la terza è una grande enciclopedia del ciclismo con gigantografie e schermi tattili, la sezione 24+24 celebra i palmarès dei 48 ciclisti più famosi, e infine, la sezione "Ciak e campioni" offre una selezione di 100 film e documentari sul ciclismo.

Un dettaglio significativo è l'ultima pietra utilizzata per la costruzione del museo, benedetta da Papa Benedetto XVI il 31 maggio 2006 in Vaticano. Su suggerimento dello stesso Pontefice, essa reca incisa la frase in latino “Omnia Vincit Amor” (L'amore vince ogni cosa), un messaggio di grande valore spirituale che accompagna la storia del museo.

Interno del Museo del Ciclismo al Ghisallo con biciclette storiche e maglie

La Salita del Ghisallo: Una Sfida Storica e Spirituale

La salita del Ghisallo è diventata simbolo della corsa e cuore pulsante della memoria a due ruote. Fu la grande novità del Giro di Lombardia del 1919, dopo che per le prime 14 edizioni la classica di chiusura della stagione ciclistica era stata fondamentalmente pianeggiante.

La scalata misura 10,6 chilometri, con una pendenza media del 5,5%, che nasconde l'asprezza del tratto iniziale e dello strappo conclusivo. Si inizia a salire all'uscita da Bellagio, più consistentemente dopo il bivio per Onno, dove iniziano 4 chilometri a quasi il 9% di pendenza media, con punte dell'11%. È una strada immersa nel bosco, caratterizzata da numerosi tornanti che non concedono un ingentilimento delle pendenze. Solo a Guello la salita dà una breve tregua, con 3 chilometri quasi pianeggianti fino a Civenna, seguiti da un muro finale di un chilometro e mezzo tra il 7 e il 10%. La vista del campanile della chiesa è il primo segnale che la salita sta per terminare, offrendo un momento di sollievo e spiritualità a chi la affronta.

tags: #dichiarazione #pio #xii #madonna #del #ghisallo