La figura del notaio rappresenta da sempre un punto di riferimento fondamentale per la vita giuridica e civile di una comunità. A Pavia, la famiglia Di Giorgi ha segnato la storia della professione notarile attraverso l'impegno costante di Rosario e dei suoi figli, Monica e Giorgio, che hanno saputo raccogliere un'importante eredità professionale.
Rosario Di Giorgi: una vita dedicata al diritto
Il panorama notarile pavese ha recentemente dovuto salutare un vero e proprio decano della professione: Rosario Di Giorgi, scomparso all'età di 98 anni. Professionista stimato e profondamente radicato nel tessuto sociale di Pavia, Rosario Di Giorgi era originario di Militello in Val di Catania, in Sicilia, ma viveva nella città lombarda da diversi decenni.
Dall'inizio del secondo dopoguerra fino al luglio 1999, è stato uno dei notai più affermati del territorio, gestendo il suo studio in pieno centro città. Il suo profondo rispetto per il diritto e la legge, descritto da molti come un vero "fuoco sacro", è stato trasmesso con successo ai suoi figli:
- Monica Di Giorgi, che ha proseguito l'attività paterna diventando notaio e ricoprendo la carica di presidente del consiglio notarile provinciale di Pavia.
- Giorgio Di Giorgi, che ha intrapreso la carriera forense, specializzandosi in diritto d'impresa e commerciale.

L'attività dello studio di Monica Di Giorgi
La figlia di Rosario, il notaio Monica Di Giorgi, ha continuato a esercitare la professione con impegno, consolidando la presenza del suo studio in Corso Mazzini a Pavia e gestendo, contestualmente, un ufficio distaccato situato a Mortara. Il ruolo di Monica Di Giorgi è centrale per l'intera categoria, essendo alla guida del consiglio notarile provinciale, l'ente che riunisce tutti i professionisti del settore nella provincia di Pavia.
Cronaca: l'episodio del furto nello studio
La storia dello studio di Corso Mazzini è stata segnata anche da un singolare evento di cronaca avvenuto in passato. Nel corso di una notte, lo studio è stato oggetto di un furto dai contorni ancora da chiarire, condotto con modalità che suggeriscono una notevole precisione da parte dei malviventi.
Dinamica dell'evento
Chi è penetrato negli uffici, situati in un palazzo signorile nelle vicinanze del municipio, ha cercato di compiere un lavoro estremamente "pulito". Nonostante la cassaforte sia stata letteralmente divelta dal muro, non sono stati rilevati segni di scasso su porte o finestre all'apparenza. L'assenza di un impianto di allarme e il fatto che nessuno degli inquilini del palazzo abbia udito rumori sospetti hanno complicato le indagini, portando gli inquirenti a ipotizzare persino l'eventuale possesso di chiavi da parte degli autori del gesto.
Il contenuto della cassaforte
Sebbene il furto abbia destato preoccupazione, è emerso che i ladri non hanno trovato denaro contante, poiché i notai da tempo non ricevono pagamenti in contanti, ma esclusivamente tramite assegni. Tuttavia, il danno è stato comunque rilevante per la natura dei documenti sottratti:
- Decine di testamenti, in gran parte olografi (manoscritti).
- Documentazione notarile sensibile.
- Assegni non trasferibili, dunque impossibili da incassare per i malviventi.
Corso di Sicurezza sul Lavoro: Sicurezza e Gestione del Personale
Le indagini, affidate alla squadra mobile e alla polizia scientifica, si sono concentrate sin da subito sul tentativo di recuperare i preziosi documenti smarriti, data la difficoltà intrinseca nel ricostruire gli atti testamentari sottratti.