Il De partu Virginis di Jacopo Sannazaro: un poema mariano tra sacro e classico

Nel 1505, Jacopo Sannazaro si dedicò alla stesura del De partu Virginis, un poema mariano scritto in lingua latina, che egli stesso definì "la carta decisiva di tutta la mia vita di scrittore". Quest'opera rappresenta uno dei momenti più significativi della sua produzione letteraria.

Ritratto di Jacopo Sannazaro

La Genesi e l'Ambizione del "De partu Virginis"

Il progetto del De partu Virginis era profondamente ambizioso. L'Autore intendeva coniugare uno degli argomenti più sublimi in ambito sacro, la nascita di Cristo, con la raffinatezza formale della più illustre tradizione letteraria latina. In questo intento, Sannazaro si affiancava ai modelli volgari del Paradiso dantesco e della Canzone alla Vergine di Petrarca, cercando un'armoniosa fusione tra la tematica religiosa e l'eleganza stilistica classica.

Struttura dell'Opera e il Cuore della Natività

L'opera è sapientemente divisa in tre libri. Il primo libro è rivolto alla storia passata, mentre il terzo è interamente proiettato verso il futuro. Il momento centrale di tutta la narrazione e della storia umana è rappresentato dal secondo libro, nel quale si narra l'episodio del parto della Vergine.

Illustrazione storica della Natività per il De partu Virginis

Edizioni e Traduzioni Notevoli

La Traduzione di Giovanni Giolito

Tra le diverse interpretazioni, una edizione critica di particolare rilievo, corredata da un ricchissimo apparato di note, propone la traduzione di Giovanni Giolito, figlio dello stampatore Gabriele, con il testo latino a fronte. Questa prima edizione della traduzione di Giovanni Giolito dell'opera latina del Sannazzaro (1456-1530) si presenta in un formato in-4 (mm 214x156), con ff. 74 n.n. (segn.: * 4, A-R 4, S 2), e una legatura moderna d'amatore in piena pelle, impreziosita da fregi a secco sui piatti e dorso a nervi.

L'edizione è finemente illustrata e vanta una pregevole veste grafica. Ogni pagina del testo, impresso in carattere corsivo, è incorniciata da una bordura a fregio vegetale. Il titolo è arricchito da una larga bordura e raffigurazioni di Giove, Pallade e Pax, tratte dall'edizione delle Trasformazioni del Dolce (Giolito 1557). Ciascuno dei tre libri è introdotto da una figura a piena pagina che rappresenta rispettivamente l'Annunciazione, la Visitazione e la Natività, completate da iniziali istoriate, testatine e finalini.

Giovanni Giolito, poeta, libraio e stampatore, fu attivo a Venezia nella seconda metà del XVI secolo. Condivise con il fratello Giovanni Paolo la ditta del padre Gabriele e compì studi a Padova, in letteratura e religione, influenzando così l'attività della stamperia. Riferimenti bibliografici per questa edizione includono Bongi, Annali, II 428 e STC 605.

Pagina interna di un'edizione storica del De partu Virginis con bordura vegetale

La Versione di Gio. Bartolommeo Casaregi

Un'altra significativa traduzione è quella del conte Gio. Bartolommeo Casaregi, accademico della Crusca, intitolata "Del parto della Vergine libri tre del Sannazaro gentiluomo napolitano tradotti in verso toscano". L'opera presenta due frontespizi, uno in latino e uno in italiano, entrambi adornati da diverse vignette. La pubblicazione include CV + 161 pagine con due tavole ripiegate non comprese nel testo. È una copia stampata su carta forte che ha mantenuto ottimamente le sue caratteristiche originali.

Il titolo completo dell'edizione recita: "Actii Synceri Sannazarii - neapolitani viri patricii - De partu Virginis. Libri tres. Etrusco Carmine Redditi a comite Io. Bartholomaeo Casaregio [...]" e "Del parto della Vergine libri tre del Sannazaro gentiluomo napolitano tradotti in verso toscano dal conte Gio. Bartolommeo Casaregi accademico della Crusca. Col testo latino, colle note, e varie lezioni de' Codici Vaticano e Mediceo, date ora in luce per la prima volta - Aggiuntivi quattro Monumenti degli antichi Cristiani, rappresentanti il Presepio del nato Signore da Anton Francesco Gori". Questo volume è rilegato in robusto cartone muto coevo con tracce dell'originale etichetta applicata al dorso, e le legature sono ben salde.

Jacopo Sannazaro: Biografia e Contesto Letterario

Jacopo Sannazaro (Napoli 1455/56-1530) fu un eminente poeta e umanista italiano. Proveniente da una nobile famiglia originaria della Lombardia, condusse severi studi sotto la guida di Giuniano Maio e Lucio Crasso. Grazie al suo acume e talento, fu accolto nell’Accademia Pontaniana con il nome di Actius Syncerus. Nel 1481 fu nominato gentiluomo di corte e in breve tempo si impose come una delle personalità di spicco nel vivace mondo culturale napoletano.

L'esperienza più significativa e formativa nella biografia di Sannazaro fu l'esilio. Nel 1501, infatti, seguì Federico III d’Aragona nel suo esilio francese. Dopo la morte del re, Sannazaro rientrò a Napoli, trascorrendo il resto della vita nella sua villa di Mergellina. L’esilio, unico avvenimento di rilievo nella sua esistenza, segnò un vero e proprio spartiacque tra due fasi nettamente distinte della sua ricca produzione letteraria.

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