La Gestione dei Crediti Deteriorati e l'Alternanza Scuola-Lavoro in Italia

Il panorama economico e finanziario italiano è stato oggetto di significative riforme e discussioni, in particolare per quanto riguarda la gestione dei crediti deteriorati (NPL) e l'implementazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. Questi due ambiti, seppur distinti, riflettono la complessità delle sfide che il "sistema Italia" deve affrontare per promuovere la crescita economica e lo sviluppo sociale.

La Disciplina dei Crediti Deteriorati (NPL) e le Sue Implicazioni

Il 20 marzo 2017, la Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato il testo definitivo delle sue linee guida alle banche in materia di crediti deteriorati (NPL). Queste linee guida chiariscono la disciplina attinente l'individuazione, la gestione, la misurazione e la cancellazione degli NPL nel contesto dei regolamenti, delle direttive e degli orientamenti vigenti. Successivamente, il 4 ottobre 2017, il Meccanismo di Vigilanza Unico Europeo (BCE-SSM) ha pubblicato un Addendum, elaborando stime e previsioni sulle aspettative quantitative dell'autorità di vigilanza in merito ai livelli minimi di accantonamento prudenziale attesi per le esposizioni deteriorate (NPE).

Criticità e Impatto sul Sistema Produttivo

La "disciplina" prevista nell’Addendum non intende sostituire o inficiare i requisiti e le linee guida applicabili in ambito normativo o contabile derivanti da regolamenti o direttive vigenti dell'Unione Europea e dalle relative trasposizioni a livello nazionale. Tuttavia, la disciplina in materia di NPL, così come integrata dalle previsioni dell’Addendum, rischia di determinare un aumento del volume di cessione degli NPL da parte delle banche per evitare un crescente aumento degli accantonamenti, oltre a pregiudicare la crescita economica a causa della restrizione della politica creditizia degli istituti di credito.

infografica sulle conseguenze degli NPL sul sistema economico italiano

Una corretta gestione della problematica degli NPL, invece, non è connessa esclusivamente ad una politica di vigilanza che vede nell'aumento degli accantonamenti la soluzione principale. Questa soluzione porterebbe de facto ad una asettica dismissione dei crediti deteriorati ai vulture funds che, tra l'altro, avviene mediamente a prezzi inferiori del 15-20% rispetto al valore di recupero iscritto in bilancio, comportando ovviamente la contabilizzazione di ulteriori perdite. Le banche, fino ad ora, hanno dovuto ripianare queste perdite attraverso "round" di ricapitalizzazioni forzate.

Ricadute Negative e Proposte Alternative

Sulla perdita di valore per il sistema produttivo e finanziario nazionale (il cosiddetto "sistema Italia") determinata da questa operatività, anche il Governatore della Banca d'Italia ha espresso perplessità. Ci sono, infatti, ricadute negative sul tessuto economico-produttivo derivanti dal cambio della proprietà del credito. Si passa dalla banca, interessata al recupero del credito attraverso un'interazione costruttiva con l'impresa salvaguardando l'attività produttiva, alla "società avvoltoio" motivata a "spremere" valore dal credito in un tempo più breve, anche attraverso il ricorso accelerato a procedure esecutive di varia natura.

Cartolarizzazione dei Crediti Deteriorati e NPL - Come funzionano

Per un'impresa già in difficoltà, l'interazione con il vulture fund può solo nuocere alla residua capacità di resistere sul mercato. Se il "fondo avvoltoio", generalmente con sede all'estero, riesce a recuperare con successo delle risorse, queste andrebbero a remunerare investitori al di fuori del circuito economico nazionale, trasferendo ricchezza all'estero. Inoltre, le banche hanno già compensato parte delle perdite attese cumulando rilevanti crediti fiscali nei confronti dello Stato (i cosiddetti Deferred Tax Credits, DTC) che contribuiscono alla loro patrimonializzazione, superando il 15% del rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito dell'Eurozona.

Per lo Stato, e quindi per l'intera collettività, c'è una doppia incidenza negativa in termini erariali: sia per i crediti fiscali DTC, sia per la riduzione immediata e prospettica del gettito fiscale derivante dalla dismissione totale delle imprese debitrici all'esito delle procedure esecutive poste in essere dai vulture funds.

Una Nuova Contabilità per i Crediti Svalutati

Appare quindi ragionevole prevedere - una tantum - una nuova contabilità che "sincronizzi" i bilanci della banca e dell'impresa al valore del credito svalutato. Il valore nominale del rapporto creditizio, sia del bilancio della banca che del bilancio dell'impresa, dovrebbe riflettere il processo di svalutazione del NPL definito dalla banca. Tale svalutazione non è un "condono", ma semplicemente riflette quanto già erogato dallo Stato per sostenere il "sistema Italia". Tuttavia, questa svalutazione non è sufficiente a consentire all'impresa di accedere nuovamente al credito, in quanto resterebbe comunque segnalata nella centrale rischi della Banca d'Italia. Diventa quindi necessario che la nuova contabilità trasformi la sofferenza in un credito in bonis nel bilancio della banca, con conseguente cancellazione dell'informativa problematica nella centrale rischi della Banca d'Italia e nei sistemi di scoring creditizio delle banche.

La Fondazione Cassamarca e la Gestione del Patrimonio

L'attività della Fondazione Cassamarca, continuazione della Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana, è istituzionalmente preposta, al pari di ogni altra fondazione di origine bancaria, alla promozione dello sviluppo economico e sociale del territorio. I principi generali di gestione prudenziale del patrimonio, richiamati dal decreto legislativo del 17 maggio 1999, n. 153, e dalla legge "Ciampi" (legge 23 dicembre 1998, n. 461), costituiscono il quadro normativo di riferimento.

Verifiche e Criticità Rilevate

Alla fine del 2008, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha richiesto alla Fondazione Cassamarca una serie di elementi informativi di natura patrimoniale, concernenti la detenzione diretta di strumenti finanziari derivati per fini diversi dalla copertura del rischio e di obbligazioni strutturate o altri investimenti illiquidi o di natura speculativa. In tale occasione, è emerso che alcune tipologie di investimenti in strumenti finanziari derivati non erano sempre compatibili con i vincoli sanciti dal decreto legislativo n. 153 del 1999, né con la natura e gli scopi delle fondazioni di origine bancaria.

schematico della struttura organizzativa di una fondazione di origine bancaria

In riferimento agli investimenti immobiliari, la Fondazione ha evidenziato come la loro natura di asset non generatori di redditi ma di costi, costituisce un disequilibrio tra costi e ricavi. Questo ha portato a scelte finalizzate a un maggiore contenimento dei costi e a una razionalizzazione delle risorse disponibili, culminate nella liquidazione della società strumentale Pedemontana s.r.l. e nella fusione per incorporazione della società strumentale Civibus s.p.a. in Appiani 1 s.r.l.

Regole sull'Indebitamento e Controlli

Per quanto attiene alla conservazione del patrimonio, il protocollo d'intesa vieta alle Fondazioni di indebitarsi, salvo il caso di temporanee e limitate esigenze di liquidità. In ogni caso, l'esposizione debitoria complessiva non può superare il dieci per cento della consistenza patrimoniale. È stato appositamente previsto che le Fondazioni con esposizione debitoria alla data di sottoscrizione del protocollo debbano predisporre un programma di rientro in un arco temporale massimo di cinque anni.

Nell'ambito delle istruttorie di controllo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha richiesto ulteriori chiarimenti su alcune tipologie di contratti in essere, in riscontro ai quali l'Ente ha riferito la conformità alle tipologie di investimento previste dal protocollo d'intesa Ministero dell'Economia e delle Finanze-ACRI, dichiarazione confermata dal collegio sindacale.

Bilancio di Missione e Contrazione delle Entrate

Nelle "considerazioni conclusive" del Bilancio di Missione, è relazionato che l'esercizio 2016 ha registrato una contrazione delle entrate derivante principalmente dal ribasso generalizzato del mercato finanziario, in particolare nel settore bancario italiano. Questa contrazione è stata solo parzialmente compensata dalla riduzione dei costi di funzionamento della Fondazione e delle sue società strumentali. Rispetto al 31 dicembre 2015, il patrimonio netto dell'ente è diminuito di 7.746.679 euro, risultando pari a 494.186.036 euro.

Mandati degli Organi Direttivi

Con riferimento alla posizione e ai mandati svolti dal presidente avvocato Dino De Poli nell'ambito della stessa Fondazione, si evidenzia che il decreto ministeriale n. 150 del 2004, recante il regolamento in materia di disciplina di fondazioni bancarie, all'articolo 7 ha disposto che il mandato degli organi di indirizzo e di amministrazione in carica all'entrata in vigore del presente regolamento non viene computato ai fini del limite di mandato. Tale normativa ha consentito di prolungare per ulteriori anni il mandato svolto dai componenti gli organi delle fondazioni bancarie.

L'Alternanza Scuola-Lavoro: Opportunità e Sfide

La legge 15 luglio 2015, n. 107, all'articolo 1, comma 33 e seguenti, dispone l'attuazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005. Il recepimento nel curriculum scolastico di esperienze di transizione scuola-lavoro si fonda sulla necessità di elevare gli standard di qualità e il livello dei risultati di apprendimento per rispondere in maniera adeguata al bisogno di nuove competenze.

Obiettivi e Benefici dell'Alternanza

L'esperienza in una struttura ospitante non è finalizzata allo svolgimento di una mansione in sé, ma si interpreta come metodo di apprendimento sia di conoscenze e capacità apprese in contesto scolastico, sia di sviluppo di competenze (problem solving, lavoro in team, organizzazione del tempo e delle attività) indispensabili per l'inserimento in contesti lavorativi sempre più caratterizzati da forti componenti di innovazione organizzativa, di processo e di prodotto.

grafico comparativo sull'abbandono scolastico e i NEET in Europa

L'alternanza è di particolare importanza in un Paese dove l'abbandono scolastico rappresenta una sfida e dove il tasso di passaggio degli studenti dal secondo ciclo all'università è di circa il 50%, rispetto al 70% registrato dalla Francia. Inoltre, in Italia si registra il maggior numero di Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in corsi di formazione) tra i 20 e i 24 anni: nel nostro Paese sono il 33,85% della popolazione del gruppo di età di riferimento, mentre in Germania sono il 9,27%, il 20,9% in Francia, il 27,2% in Spagna e il 15,64% nel Regno Unito. Il dato dei Neet è preoccupante non solo per il livello raggiunto ma anche perché registra una crescita maggiore rispetto ad altri Paesi europei.

Cartolarizzazione dei Crediti Deteriorati e NPL - Come funzionano

Misure di Supporto e Criticità Iniziali

Per facilitare l'organizzazione dei percorsi di alternanza, la legge n. 107 del 2015 ha previsto la definizione della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, concernente i diritti e i doveri degli studenti della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di alternanza. Per queste finalità è stata autorizzata una spesa di 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2016, ripartiti tra le istituzioni scolastiche. Queste risorse, gestite autonomamente dalle scuole, hanno la funzione di coprire, tra l'altro, i costi della formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la formazione dei tutor scolastici.

Appare dunque fisiologico che, nei primi due anni di applicazione, siano emerse delle criticità che rendono necessario uno sforzo aggiuntivo per sostenere le scuole nella progettazione dei percorsi educativi e nella gestione delle procedure. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) ha già messo in atto, a partire dalla data di entrata in vigore della legge n. 107/2015, la sottoscrizione di numerosi protocolli d'intesa con associazioni di imprese, enti pubblici e privati, grandi aziende, altri Ministeri e associazioni professionali, finalizzati alla sensibilizzazione del mondo del lavoro e alla percezione della responsabilità sociale degli operatori di settore. Ha inoltre pubblicato la guida operativa per la scuola sulle attività di alternanza scuola-lavoro e istituito il Registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro.

Oltre a ciò, sono state attuate misure finanziarie a sostegno delle imprese per favorire l'accoglienza delle ragazze e dei ragazzi attraverso misure di decontribuzione e incentivi. Tutto ciò nel quadro di un generale consenso sulla valenza formativa delle esperienze di alternanza scuola-lavoro, intesa come opportunità di orientamento e di acquisizione di un'etica del lavoro che favorisce la costruzione del bagaglio culturale e professionale delle studentesse e degli studenti e facilita il loro futuro inserimento nel mondo del lavoro.

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