L'Eremo di San Giovanni a Spilimbergo: Storia, Arte e Percorsi di Fede

I percorsi di fede a Spilimbergo offrono un itinerario trasversale che coinvolge fedeli e appassionati di storia, conducendoli alla scoperta di una Spilimbergo intrisa di religiosità raffinata e popolare. Il profumo sacrale d'antico, che traspare di profonda umanità, di vita vissuta, di speranza nel futuro e di consapevolezza di un popolo unito in cammino verso un Dio da cui ottenere protezione e benedizione, è ben testimoniato dalla pietra di soglia del Duomo, su cui si erge il sontuoso portale che si affaccia sulla piazza.

Questa reliquia eloquente, consumata da infiniti passi, ha lasciato un'impronta anonima antica ma sempre più viva, un solco profondo e lucente che ha scavato la pietra, testimone credibile di una fede semplice e umile. Essa anticipa silente lo splendore prezioso di affreschi, decorazioni, arredi e sculture realizzati da insigni artisti per il decoro del massimo tempio cittadino, il Duomo di Santa Maria. Proprio da qui, dopo aver toccato con semplicità l'acqua santa contenuta nella cinquecentesca pila, si può iniziare un itinerario per scoprire altri interessanti segni di religiosità disseminati nel territorio.

Duomo di Spilimbergo con portale e rosoni

Dal Duomo al Territorio Circostante: Tracce di Fede e Storia

La Chiesetta di Santa Cecilia e le Antiche Funzioni Civili

Lasciato il Duomo e il possente Castello, lo sguardo non può non posarsi sull'umile Chiesetta di Santa Cecilia, che si dice preesistente al Duomo. Una porticina che dà sul fossato, con due cariatidi nell'intradosso, ne annuncia l'età quasi millenaria. Qui si riunivano i capifamiglia "ad sonum campanae" per "trattare" gli affari più importanti del borgo, imposti dal feudatario.

Il Santuario dell'Ancona e l'Affresco di Gasparo Narvesa

Proseguendo dalla piazza verso la torre portaia, varco della prima muraglia del borgo, si incontra un affresco esterno raffigurante una bella Crocifissione, opera dello spilimberghese Gasparo Narvesa. Un campanile con la sua chiesetta a mezza riva, verso il sol levante, segnala il Santuario dell'Ancona, sorto sul più antico sacello di Santa Sabida, protettrice dei guadi sul grande fiume. La sua loggetta invita a una breve sosta per invocare la Madonna di fronte all'affresco miracoloso.

Il Borgo Cittadino e le Tracce di Antichi Luoghi di Culto

Risalendo verso il Borgo cittadino, lungo la rampa di Via Ripida, si giunge all'altro Castello, oggi Municipio. Qui, sul praticello, sono visibili i resti di un'antica aula rettangolare, ciò che resta della Chiesetta di San Rocco, detta "San Rocchetto", chiesa privata dei Signori Consorti. La tradizione e questi pochi sassi rimasti sono testimoni di questa memoria storica. Proseguendo verso Occidente, si incontra il Barbacane e si arriva al Viale, un tempo fiancheggiato da gelsi per l'allevamento dei bachi da seta, ora da tigli profumati. A metà del viale, all'interno di una grotta, si trova una statua di un'altra Madonna benedicente.

La Chiesa di San Rocco "Fuori le Mura" e la Madonna di Lourdes

Giunti nella piazza "In For", si trova la Chiesa di San Rocco, edificata fuori le mura cittadine nel XVI secolo per un voto della popolazione contro la peste. Qui si venerano San Rocco e la Madonna della Salute, con celebrazioni solenni il 16 agosto e il 21 novembre, accompagnate dai "scampanotadors" che suonano campane a mano. Attraversata la porta occidentale, superati i portici rinascimentali, si giunge alla Chiesa della Madonna di Lourdes, edificata dopo il Concilio Vaticano II e nota per il suo altare mensa centrale e le panche disposte a semicerchio.

La Chiesa di San Giovanni dei Battuti: Storia e Significato

Le Origini e la Confraternita dei Battuti

L'originaria Chiesa di San Giovanni dei Battuti fu edificata intorno al 1346 dalla Confraternita dei Battuti, che già nel 1325 aveva eretto nelle vicinanze un ospedale e un ospizio per bisognosi, poveri, pellegrini e ammalati. Questa confraternita svolgeva un ruolo cruciale di mutuo soccorso e carità cristiana, ben prima che si delineassero le moderne forme di assistenza sociale.

Evoluzione Architettonica e Ristrutturazioni

La chiesa, costruita inizialmente in stile romanico-gotico, fu consacrata nel 1361. Nel 1487 fu arricchita dal campanile ad essa affiancato. Tra il 1500 e il 1746 la chiesa fu oggetto di numerosi lavori di ricostruzione. Nel 1875 venne demolita la loggetta ad archi gotici, luogo in cui il popolo si riuniva per manifestare contro lo strapotere feudale.

La Struttura Attuale e i Tesori Artistici

Oggi la chiesa si presenta a pianta rettangolare, con un interno ad aula unica in stile barocco. Gli affreschi sul soffitto (1746) rappresentano l'Assunzione della Vergine, l'Elemosina e la Decollazione di San Giovanni, opere di Giuseppe Buzzi, che riprodusse affreschi del Tiepolo conservati nel duomo di San Daniele del Friuli. L'altare maggiore, in marmi policromi, è posto davanti all'affresco della Crocifissione, riportato alla luce in un momento successivo. Quest'opera, realizzata da un pittore d'oltralpe del XV secolo, esprime con maestria la drammaticità della scena. Sono inoltre presenti due tele: l'Adorazione dei Pastori e l'Adorazione dei Magi, e una pala di Gaspare Narvesa raffigurante la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta (1588). Ad arricchire l'edificio sacro, pur mantenendo la sobrietà, si trovano tre altari settecenteschi finemente realizzati e un crocefisso ligneo intagliato da Giacomo Onesti. Esternamente, si può ammirare il portale in pietra, sormontato dal blasone della Confraternita dei Battuti e un cartiglio con iscrizioni latine.

Accanto a questa chiesa sorgeva un tempo la Chiesa dedicata a San Pantaleone o "Chiesa dei Frati", eretta nel 1325 in seguito ad accordi tra i Signori di Spilimbergo e il Vescovo di Concordia. Qui si trasferirono i frati eremiti di Sant'Agostino, e per un breve periodo anche frati francescani. Il coro ligneo quattrocentesco di Marco Cozzi, presente in questa chiesa, è l'opera architettonica in legno più importante e preziosa di tutto il Friuli.

Interno della Chiesa di San Giovanni dei Battuti con affreschi e altare

L'Eremo di San Giovanni (San Zuan Remit): Un Antico Ospizio per Viandanti

La Posizione e la Funzione Storica

Proseguendo verso sud, lungo la via delle Scuole (via Udine), si giunge all'Eremo di San Giovanni, noto anche come San Zuan Remit o San Giovanni all'Eremo. Questa è l'ultima tappa di una passeggiata di circa dieci minuti, costeggiando il dirupo del Tagliamento, dove il letto del fiume si allarga notevolmente. Prima della discesa verso il ponte di Dignano, in tempi antichi, fu edificata una piccola e accogliente loggetta per i pellegrini e i viandanti. Questo secolare eremitaggio fungeva da ristoro per chi guadava il Tagliamento, ospizio per gli ammalati e persino cimitero per gli appestati. Già nel Medioevo, la Confraternita degli Eremiti gestiva qui un ospizio per i malati infetti, bisognosi di isolamento e quarantena.

Il sito fu rimaneggiato più volte, con la definitiva demolizione della chiesa e del pronao nel 1909, che coinvolse anche l'antico ospizio-romitorio annesso. Tuttavia, ancora oggi sopravvivono alcune parti significative.

I Resti Architettonici e gli Affreschi Trecenteschi

Attualmente, ciò che rimane dell'eremo è l'arco trionfale - oggi ridotto a facciata aperta - e l'absidiola, dietro la quale è stata innalzata una parete con spioventi su cui poggia al centro un campaniletto che si ispira al precedente. L'absidiola è interamente affrescata e, sebbene raramente accessibile, sfoggia lo splendore e la vivacità dei colori tipici medievali. Questi affreschi, anche se connotati da un disegno e una pennellata popolare e da campiture di colori elementari, lasciano trasparire un messaggio di fede e cultura religiosa di prim'ordine.

Il Cristo Pantocratore e i Simboli Evangelici

Nella lunetta superiore della parete di fondo, domina la figura del Cristo Pantocratore, imponente e seduto nell'atto di benedizione, rappresentato all'interno della "mandorla" e affiancato dai simboli dei quattro Evangelisti. Alzando lo sguardo verso l'alto, si osserva un cielo stellato che decora la volta a botte, al centro del quale campeggia, entro un clipeo, l'Agnello mistico.

Gli Episodi della Vita di Giovanni Battista e la Danza di Salomè

Nel registro sottostante, ai lati della finestrella centrale, sono raffigurati gli episodi salienti della vita di San Giovanni Battista, titolare della chiesetta-eremo: a sinistra il Battesimo di Cristo e a destra la Decollazione, che lo rese martire. La parete laterale sinistra è decorata da una fila di santi, mentre quella di destra è affrescata con le scene della Danza di Salomè e del Banchetto di Erode, in cui spiccano le geometrie che impreziosiscono le vesti dei personaggi. Il registro inferiore delle pareti dell'abside è decorato da un velario affrescato che circonda un altare lapideo, costituito da elementi di spoglio.

Lo Stile e la Tradizione Pittorica

La decorazione a fresco degli inizi del XIV secolo è un pregevole esempio di pittura "previtalesca" in Friuli. Le opere si avvicinano a certi affreschi dell'area bolzanina o friulana (come quelli della chiesa di San Giuliana ad Aviano), nei quali ricordi bizantino-romanici permangono accanto alle aperture gotiche.

Affreschi medievali dell'Eremo di San Giovanni a Spilimbergo

La Romea Strata: Spilimbergo crocevia di Pellegrinaggi

Che Cos'è la Romea Strata

La Romea Strata è un'opportunità per coloro che desiderano avvicinarsi alla spiritualità medievale e alla sua ansia di assoluto, espressa attraverso il pellegrinare lungo gli itinerari legati alle tre "peregrinationes majores": Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme. È un itinerario di fede e cultura che segue una rotta importante, quella percorsa dai pellegrini provenienti dall'Europa centro-orientale (Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Slovenia, Croazia e Ungheria) verso l'Italia. La Romea Strata si intercetta e si interconnette con altri itinerari di fede e d'arte, offrendo ulteriori opportunità di scoperta e avvicinamento a territori lontani dai flussi turistici tradizionali.

La scelta del nome, oltre a riferirsi a Roma come meta principale dei pellegrini, vuole estendere idealmente a tutti i percorsi del nord-est d'Italia la "figliolanza" con la via Romea, la principale strada percorsa dai pellegrini medievali che da Aquileia, Venezia e dalle Alpi Orientali si dirigevano verso la Tomba di Pietro.

Gli Obiettivi del Progetto

Gli obiettivi del progetto Romea Strata includono la riscoperta della fede, della religiosità e della cultura delle antiche rotte di pellegrinaggio che attraversavano il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, il Veneto, l'Emilia Romagna e la Toscana. Si mira a far conoscere le antiche "Vie della Fede" come nutrimento per lo spirito e luoghi di incontro tra l'uomo e il creato. Inoltre, si vuole favorire, attraverso il cammino, la cultura della gratuità, del dono e dell'ospitalità, che genera una fruttuosa contaminazione tra persone e culture diverse. Infine, si intende offrire ai milioni di pellegrini che ogni anno percorrono le vie per Santiago, Roma e Gerusalemme un sistema più vasto e vivo di strade di pellegrinaggio, ancora oggi percorribili in ambienti di vero interesse.

I Tratti e l'Inclusione di Spilimbergo

La Romea Strata interessa cinque regioni italiane, per un totale di 1302 chilometri. In Friuli Venezia Giulia, due sono i tratti principali: la Romea Allemagna, da Tarvisio a Concordia Sagittaria, che segue il corso del Tagliamento. La tappa 7, che va da Pinzano al Tagliamento a San Martino al Tagliamento, tocca il territorio di Spilimbergo, includendo i principali monumenti quali il Duomo di Santa Maria Maggiore, il Santuario dell'Ancona, l'Eremo di San Giovanni e la Chiesa di San Giovanni dei Battuti.

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