Il Dizionario Biblico della Letteratura Italiana e l'influenza delle Scritture

portalcenter.cl

Le provocazioni intellettuali hanno spesso il merito di sollevare questioni profonde. Con un "poderoso colpo di maglio", Umberto Eco, nel suo Pendolo di Foucault, ipotizzava i Vangeli come il frutto di una gara narrativa: «Matteo, Luca, Marco e Giovanni sono una banda di buontemponi che si riuniscono da qualche parte e decidono di fare una gara, inventano un personaggio, stabiliscono pochi fatti essenziali e poi via, per il resto ciascuno è libero e poi si vede chi ha fatto meglio». Questa visione, che volatilizerebbe in polvere Gesù e i quattro Vangeli, appare in contrasto con la strutturazione dell'intero libro di Eco sulla Torah biblica e sulla dottrina cabbalistica. Un altro "colpo tremendo di mazza ferrata" sulla Bibbia intera, sempre attribuito a un pensiero critico, recita: «Devi credere che la Bibbia è ispirata da Dio, ma chi ha detto che la Bibbia è ispirata da Dio? La Bibbia. Capito la magagna?». Ma come si spiega, allora, che Il nome della rosa sia interamente strutturato sulle sette trombe dell’Apocalisse e rechi sul suo ideale portale d’ingresso il giovanneo «In principio era il Verbo»? Anzi, che le sue pagine siano filigranate di temi, simboli, immagini, figure, narrazioni, vocaboli di matrice biblica?

Umberto Eco e la Bibbia: Illustrazione che mostra Eco tra i suoi libri e simboli biblici

La risposta a queste apparenti contraddizioni si trova forse in una rivelazione che il famoso autore del Grande Codice (recentemente riproposto da Vita e Pensiero), Northrop Frye, annotava nel suo saggio più noto, l’Anatomia della critica: la Bibbia è la «struttura archetipica completa, oltre che un compendio di tutti i modi, i simboli, i miti della letteratura mondiale».

Presentazione del Dizionario Biblico della Letteratura Italiana

È in questo contesto che figure come Eco e Calvino si affacciano nell’imponente sfilata delle 270 voci di un originale e molto atteso Dizionario biblico della letteratura italiana. Questo lavoro monumentale è stato allestito da quasi 150 studiosi, guidati in modo esemplare da tre importanti storici della letteratura: i professori Frare, Frasso e Langella, con il coordinamento generale dell’attuale direttore della Biblioteca Ambrosiana, Marco Ballarini.

Ampiezza e profondità dell'indagine

L’orizzonte che questo Dizionario spalanca è da vertigine perché abbraccia gli esordi stessi della nostra letteratura. Non teme di recensire l’intera Bibbia sfogliata da Dante, che la intarsiava poi nelle sue pagine in un dettato che Contini aveva definito una imitatio Bibliae. L'opera convoca tutti i grandi della letteratura, da Boccaccio ad Ariosto, e un Tasso così irradiato dagli scritti biblici da meritare 21 colonne di analisi. Viene esaminato un sorprendente Foscolo il cui Ortis è immerso nel fiume delle Sacre Scritture, così come un necessario Manzoni, un sorprendente Goldoni e un suggestivo Leopardi.

Copertina del

In questa galleria di ritratti storici, che precede la stanza dedicata alla contemporaneità, si presenta una vera folla di scrittori minori di rilievo, come un inatteso Luigi Pulci che, pur parodisticamente, intinge spesso la sua penna nell’inchiostro sacro.

La straordinaria sequenza del Novecento letterario

Il Dizionario include una straordinaria sequenza del Novecento letterario, quasi integralmente convocato. Adottando la topografia simbolica dantesca, gli autori possono essere raggruppati in varie aree tematiche. C’è, ad esempio, il "cielo stellato paradisiaco" dove risuonano le voci consonanti di Turoldo, Luzi, Rebora, della Bono, di Pomilio, di Betocchi e molti altri.

Esiste poi un "cielo del sole" dove si radunano alcuni autori più complessi nella loro adesione alla parola divina, come lo sono i teologi: si pensi, ad esempio, a Ungaretti, a Papini, a Testori, a Bacchelli, alla Merini, alla Guidacci, a Silone, a Crovi, a De Luca e altri ancora.

Ovviamente, senza giudizi morali, ma solo per delineare una mappa simbolica libera, ci sono anche i «gironi» di un nadir più remoto dove, però, lo sguardo degli autori qui relegati è proteso lassù, verso le teofanie bibliche. L’elenco eterogeneo di costoro si allarga a ventaglio, e affiorano voci critiche o smarrite, inquiete o incerte e fin negative, come quelle di Gadda, Fenoglio, Montale e Pasolini, della Morante e di Moravia, di Fo e Fortini, giù giù fino ai contemporanei Magrelli e Baricco. Naturalmente, non sono solo questi i personaggi che popolano un’opera così corale, impressionante nei suoi percorsi ramificati e nell’acutezza delle analisi.

Innovazioni e struttura del Dizionario

Ma il Dizionario non si esaurisce nella sequenza delle voci alfabetiche che procedono da un Abba o Achillini fino al palinsesto scritturistico sotteso ai versi di Zanzotto. C’è, infatti, qualcosa di più: innovativo e creativo è l’emergere di almeno una ventina di lemmi globali. Questi lemmi concertano autori legati a diversi generi comuni (ad esempio, il romanzo storico o industriale, i libretti d’opera, la memorialistica, la patriottica, la poesia dialettale comica o orfica), oppure appartenenti alle aree geografiche (la poesia toscana o siculo-toscana o la letteratura siciliana del Novecento, dove si potrà incontrare anche Andrea Camilleri col suo Campo del vasaio).

O ancora è possibile scoprire alcune aggregazioni come il Dolce Stil Novo, i Crepuscolari, la Neoavanguardia, il «ritorno al privato» con la Ginzburg, Bassani, Cassola, Banti e Lalla Romano e persino i «Tristaniani» e i «Cannibali» (il Brizzi di Jack Frusciante, Nove e Scarpa).

L'importanza di uno strumento polimorfo

Questa lunga e dettagliata carrellata intende solo far intuire la ricchezza, il fascino ma anche la necessità di dotarsi di un simile strumento policromo e polimorfo. È destinato non solo alle biblioteche pubbliche - che dovrebbero acquisirlo come antidoto alla smemoratezza e alla superficialità in cui si è ora immersi - ma anche a tutti coloro che amano la letteratura in tutte le sue iridescenze, e persino ai teologi, così refrattari ad allegare la comprensione estetica delle verità di fede. Alla base, infatti, del rimando alle Scritture non c’è solo una questione culturale ma anche esistenziale e spirituale, formulata ad esempio da un autore ottocentesco minore, Alfredo Oriani, che non è stato trovato nel Dizionario (a meno che non si nasconda in qualche piega delle voci comuni).

Il Dizionario Biblico della Letteratura Italiana, curato da Marco Ballarini, Pierantonio Frare, Giuseppe Frasso, Giuseppe Langella, edito da IPL - ITL (Via Antonio da Recanate, 1 - 20124 Milano), è stato pubblicato con il titolo: Testi classici con passi biblici, su IlSole24ORE. Come sottolineato in un'intervista a monsignori, la vita va oltre la mera sopravvivenza. C’è bisogno di pane, di lavoro, di quiete, perfino di un po’ di denaro per stare a galla. Ma alla vita chiediamo di più: una direzione, un senso, uno scopo. Vogliamo essere felici, e ci piacerebbe capire come e quale strada seguire. La Parola di Dio ci invita a cercare senza stancarci e, prima ancora di darci risposte, ci regala una miniera di domande: dell’uomo a Dio, del Padre ai suoi figli, di Gesù ai fratelli. Come "mendicanti di Dio" tendiamo le mani e le apriamo per raccogliere dalla Scrittura il tesoro di interrogativi che orientino la nostra ricerca e ci insegnino a scegliere e a vivere felici.

tags: #davide #caldirola #commenti #biblici