Imparando a conoscere un po’ meglio il beato Carlo Acutis, del quale la Chiesa celebra la memoria liturgica, si può facilmente notare come nella sua breve esistenza egli non abbia mai cessato di ricercare il bello, il vero e il bene in tutte le persone che incontrava sul suo cammino. Animato da una fede sincera e profonda, Carlo era un suscitatore di entusiasmo, un cercatore di armonia, un discepolo della carità.
A volte la vita può essere breve, segnata dalle difficoltà ed è per tutti fragile, ma Carlo era intimamente convinto che essa andava vissuta nella sua pienezza, senza mai sprecarla, uscendo da sé stessi, dai propri bisogni e dai propri desideri per farsi tutto a tutti. Non aveva paura di andare controcorrente, senza calcoli ma con spontaneità, di testimoniare la necessità di essere sé stessi davanti al proprio creatore e Signore. Gli piaceva ripetere: «Tutti nascono come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie», una frase giustamente divenuta famosa.

La Vita e la Spiritualità di Carlo Acutis
Le Origini e l'Infanzia
Carlo Acutis nacque a Londra (Gran Bretagna), il 3 maggio 1991. I suoi genitori, Andrea e Antonia Salzano, di origine italiana, si trovavano nella City per motivi di lavoro. Sua madre, Antonia Salzano, era di origine italiana, cresciuta a Roma e proveniente da una famiglia che gestiva una nota casa editrice. Suo padre, Andrea Acutis, veniva da Torino e la sua famiglia gestiva una grande e di successo compagnia di assicurazioni.
I suoi genitori si incontrarono in Italia nel 1986, ma suo padre dovette andare a Londra, poiché gli era stata offerta una posizione come consulente presso la società finanziaria Lazard Brothers. Sua madre lo seguì a Londra con la scusa di migliorare il suo inglese, iscrivendosi a un programma di master in economia e gestione editoriale. Si sposarono a Roma nel gennaio 1990, e Carlo nacque nel maggio 1991. Carlo non aveva ricordi personali di Londra, poiché i suoi genitori si trasferirono a Milano quando aveva solo pochi mesi.
Due settimane dopo la sua nascita, il 18 maggio, fu battezzato Carlo Maria Antonia nella Chiesa di Nostra Signora Addolorata, in Fulham Road, a Chelsea. Carlo è l'italiano per Charles. Era il nome di suo nonno (da parte di padre), che divenne il suo padrino. La sua nonna materna, Luana, divenne la sua madrina. Tutti i suoi nonni vennero a Londra per il Battesimo, così come la sua bisnonna, Adriana. Sua madre acquistò una torta speciale da Harrod's per l'occasione, a forma di agnello, ricoperta di glassa bianca e crema al burro con liquore e panna all'interno.
Fin da bambino, Carlo si rese conto che Gesù era qualcuno di davvero speciale e voleva essergli sempre vicino. Crescendo, comprese l'importanza del Battesimo, che considerava un dono infinito e la porta per la salvezza e gli altri sacramenti, rendendo ogni battezzato un profeta con un grande potenziale per il futuro.
Nel settembre 1991 la famiglia rientrò a Milano. Sua madre ha raccontato che Carlo era un bambino dagli occhi azzurri e i capelli chiari, che pronunciò la sua prima parola a tre mesi, iniziò a parlare a cinque mesi e poi a scrivere a quattro anni. Era un bambino vivace, anche se un po' timido. Amava lo sport, in particolare il calcio (era tifoso del Milan), il karate, il kung fu, il tennis, la pallavolo, lo sci, il nuoto e l'atletica leggera. Lo sport, a suo avviso, aiutava a sviluppare amicizie e la forza di volontà per raggiungere grandi obiettivi. Essendo figlio unico, sviluppò hobby creativi come i quiz, il volo di aquiloni e la visione di film d'azione. Collezionava modellini di auto e amava gli animali: aveva due gatti, quattro cani e molti pesci rossi. Iniziò anche a cucinare da solo, creando nuove ricette. Si insegnò a suonare il sassofono e amava leggere buoni libri, considerandoli come buoni amici.
La Fede Profonda e l'Eucaristia
Un momento religioso importante si verificò quando Carlo aveva cinque anni: una visita al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Durante la visita, promise alla Madonna di volersi donare a Lei. All'età di quattro anni, i genitori lo iscrissero alla scuola materna, e successivamente all’Istituto San Carlo di Milano. Il 16 giugno 1998, a sette anni, segnò una tappa decisiva nella sua vita: ricevette la Prima Comunione, in anticipo rispetto all’età consueta, grazie a uno speciale permesso. Questo fu un giorno importante per lui, che da allora iniziò ad andare a Messa ogni giorno per ricevere la Santa Comunione, convinto che «Ogni comunione ci avvicina alla meta della santità» e che «Chi viene ogni giorno all'Eucaristia va dritto in Paradiso».
La sua fede nell'Eucaristia era incrollabile, e la definiva la sua «autostrada per il Cielo!». Dagli scritti di Carlo, notiamo subito come per lui l’Eucaristia fosse anzitutto il «sacrificio» di Dio in favore dell’uomo, il sacrificio che realizza la salvezza. Egli diceva: «Più Eucaristie riceveremo e più diventeremo simili a Gesù e già su questa terra pregusteremo il Paradiso». Questa certezza lo sosterrà e lo conforterà nel tempo della prova e della malattia.
L’Eucaristia, che significa «ringraziamento, rendimento di grazie», per Carlo si concretizzava attraverso due significati: quello della comunione e dell’adorazione. Attraverso l’adorazione Carlo viveva il Mistero del vero Dio fattosi vero uomo. Carlo viveva così in pienezza quell’Amore che appaga e affascina, che eleva e mai non stanca, che trasforma profondamente la vita di chi ne viene toccato. Aveva un rapporto prezioso con la Madonna, favorito dalla recita quotidiana del Santo Rosario, nella quale esprimeva la sua devozione e la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

La Carità e il Talento Informatico
È proprio da quest’amore, da questa forza che scaturisce dall’adorazione, che Carlo comprese che il corpo del Signore non è solo racchiuso nel tabernacolo e nell’Eucaristia, ma che lo si può trovare nelle persone che s’incontrano nella vita di ogni giorno, specialmente in quelle scartate e dimenticate dai più: i poveri, i piccoli, gli ammalati, gli stranieri, gli anziani, gli esclusi e le persone sole.
È così che Carlo riusciva a tramutare la carità in gesti concreti, semplici e immediati. Tra i banchi di scuola difendeva i deboli, camminando per strada guardava negli occhi i poveri, parlava con loro, diveniva loro amico, utilizzava i propri risparmi per donare loro piccole grandi cose, necessarie per la sopravvivenza. Saranno proprio quei poveri, quegli ultimi che sono poi il tesoro più grande della Chiesa, quelle persone che gli altri a malapena scorgono, che nel giorno dei suoi funerali si accalcheranno per dare a Carlo l’estremo saluto.
Come i suoi compagni millennials, Carlo è cresciuto con la tecnologia ed era considerato un piccolo «genio del computer». Ha usato il suo talento informatico per evangelizzare e documentare i miracoli eucaristici su Internet. Questo si tradusse nella progettazione e realizzazione di una mostra internazionale sui “Miracoli eucaristici”, utilizzando le sue competenze per la diffusione della fede.
Nonostante gli studi particolarmente impegnativi al Liceo classico dell’Istituto Leone XIII di Milano, decise spontaneamente di dedicare parte del suo tempo alla preparazione dei bambini per la Cresima, insegnando il Catechismo nella parrocchia di Santa Maria Segreta. Quello stesso anno progettò il nuovo sito internet per il volontariato dell’Istituto Leone XIII, promosse e coordinò la realizzazione di spot sempre per il volontariato di molte classi nell’ambito di un concorso nazionale.
La vita di Carlo Acutis: tecnologia e fede per il primo santo millennial
Il Percorso verso la Santità
Nell’ottobre 2006 Carlo si ammalò di leucemia di tipo M3, considerata la forma più aggressiva. Pochi giorni prima del ricovero offrì la sua vita al Signore per il Papa, per la Chiesa, per andare in Paradiso. Non temeva la morte il giovane Carlo: era sereno e la accolse come una sorella, come cantava quel Francesco di Assisi che lui venerava così tanto. La sua morte cerebrale avvenne l’11 ottobre 2006, e il suo cuore smise di battere alle ore 6:45 del 12 ottobre. La salma venne sepolta nel cimitero comunale di Assisi, per soddisfare il suo desiderio di rimanere nella città di San Francesco.
Dal momento della morte, la sua fama di santità non ha fatto altro che aumentare. L’Associazione Amici di Carlo Acutis, creata il 24 marzo 2011, ha promosso la sua Causa di beatificazione. La Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto l’esercizio eroico delle virtù da parte del Servo di Dio il 3 luglio 2018.
Per la beatificazione, è stato riconosciuto un miracolo di guarigione avvenuto il 13 ottobre 2023 in Brasile, riguardante un bambino affetto da “stenosi duodenale da pancreas anulare incompleto, vomito continuo e malnutrizione grave”. Il 22 febbraio 2020, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sul miracolo. La Postulazione della Causa ha poi presentato un secondo caso di guarigione miracolosa, riguardante una giovane del Costa Rica che studiava a Firenze, sopravvissuta e guarita rapidamente da un trauma cranico severo. Carlo Acutis sarà canonizzato dalla Chiesa Cattolica il 27 aprile 2025 nel contesto del Giubileo degli adolescenti.
Carlo Acutis e il Giubileo della Speranza 2025: L'Incontro con il Movimento dei Focolari
Il Messaggio di Carlo per le Nuove Generazioni
Carlo ha capito ben presto che per vivere in pienezza e verità il Vangelo bisogna tornare all’essenziale, che era necessario fuggire il peccato, scordare il vizio, sconfiggere le tante paure che, come catene, tengono prigioniero l’uomo e gli impediscono di essere vero figlio amato dal Padre. Si meravigliava perché «gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano invece della bellezza della propria anima?». La principale eredità che Carlo ha lasciato, soprattutto alle nuove generazioni, è la coerenza di vita con i valori del Vangelo, indicando che nell’Eucaristia si trova la salvezza che non delude mai.
Egli è stato anche un testimone in ambito scolastico, quale modello per gli alunni per le scuole di ogni ordine e grado. La sua esistenza è un luminoso esempio per i giovani di oggi. In una lettera del 2019, Papa Francesco ha fatto riferimento a Carlo Acutis, notando come sapesse usare le nuove tecnologie della comunicazione per trasmettere il Vangelo e comunicare valori e bellezza. La bellezza di essere vivi in Cristo è ciò che vediamo in Carlo.
L'Itinerario "Giovani e Santità" del Focolare
In occasione del Giubileo della Speranza 2025, il Movimento dei Focolari propone alcuni itinerari per approfondire la spiritualità dell’unità e la vita di alcuni testimoni di speranza. Dal 30 maggio al 1° giugno è previsto il Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani; e dal 28 luglio al 3 agosto il Giubileo dei giovani.
In particolare, per i giovani è stato realizzato un percorso a tappe in giro per l’Italia dal titolo Giovani e Santità. Questo itinerario non è solo un viaggio attraverso luoghi, ma soprattutto un’esperienza di incontro con Dio e con tanti testimoni di speranza, la cui vita può aiutare a crescere nella fede. Le tappe proposte sono indipendenti, e ogni gruppo o persona può scegliere quelle a cui partecipare o, se possibile, fare l’intero percorso. Tra le tappe principali figurano:
- Sassello (Genova) per incontrare la testimonianza della Beata Chiara Luce Badano.
- Vallo Torinese (Torino) per conoscere la Serva di Dio Maria Orsola Bussone.
- Assisi per scoprire la testimonianza di vita di San Carlo Acutis, che sarà canonizzato il 27 aprile 2025 nel contesto del Giubileo degli adolescenti.
- Roma per un cammino a tappe basato su quattro parole chiave del Giubileo: Pellegrinaggio e Professione della Fede, Porta Santa, Speranza, Riconciliazione.
Il 4 agosto è prevista una visita al Centro Internazionale dei Focolari (Rocca di Papa), dove sarà possibile partecipare a una visita guidata per un incontro più approfondito del carisma dell’unità e la storia di vita della fondatrice Chiara Lubich, il cui corpo è sepolto lì. Inoltre, a Roma ogni mese presso il Focolare Meeting Point si tiene un appuntamento dal titolo Chiamati ad una sola speranza - Giovani in cammino, un'esperienza di conoscenza reciproca con scambi di testimonianze, riflessioni, silenzio e preghiera. Sono previsti anche percorsi interattivi per famiglie con bambini al Centro Internazionale dei Focolari il 30 maggio.
La reliquia più importante di Carlo Acutis - il suo cuore - sarà presente alla GEMG 2025 (Giornata Europea della Gioventù). Carlo Acutis ha già fatto la sua parte nella prima GEMG, di cui è stato patrono e protettore, in quanto parte della mostra “Miracoli eucaristici”, da lui ideata, è stata esposta in un formato rinnovato e aggiornato. La GEMG si svolgerà dal 4 al 6 luglio 2025 presso il Santuario di Covadonga (Asturie). Ci si augura che l'esempio di Carlo Acutis di amore per l'Eucaristia e la Vergine Maria sia un esempio importante per i partecipanti alla GEMG e al Giubileo dei Giovani.