Il Corpo di Santa Rita da Cascia: Storia, Conservazione e Devozione

Nel corso dei secoli, la vicenda del corpo di Santa Rita da Cascia si è intrecciata profondamente con la storia della città e con l’evoluzione del suo culto, ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa con la canonizzazione del 1900. Oggi, nella Basilica di Santa Rita da Cascia, il corpo della santa rimane segno visibile di una memoria che attraversa i secoli. Che lo si guardi con lo sguardo dello storico, del medico o del credente, resta il fatto che quella salma, mai sepolta e più volte esaminata, continua a suscitare interrogativi e a richiamare folle di visitatori.

La Morte, i Primi Miracoli e le Api di Rita

Secondo le fonti agiografiche, la morte di Santa Rita avvenne nel 1457. Le campane suonarono a festa annunciando la sua ‘nascita’ al cielo. I primi miracoli della santa sono attestati già poco dopo la sua morte e riportati nel Codex miraculorum (Codice dei miracoli). Si narra che il giorno dei funerali, quando ormai si era sparsa la voce dei miracoli attorno al suo corpo, comparvero delle api nere che si annidarono nelle mura del convento. Ancora oggi sono lì, non hanno un alveare, non fanno miele e da cinque secoli si riproducono in quelle mura.

Api nere nel monastero di Santa Rita a Cascia

La Stigmata: Segno di Passione e Oggetto di Studio

Al momento della morte, la stigmata che la santa portava sulla fronte - segno della sua mistica partecipazione alla Passione di Cristo - si sarebbe rimarginata, lasciando una macchia rossastra dalla quale si sarebbe sprigionata una fragranza delicata. Indagini medico-scientifiche effettuate nel 1972 e nel 1997 hanno accertato la presenza di una lesione sulla fronte compatibile con un’osteomielite, un’infiammazione dell’osso. Questa scoperta è ritenuta da alcuni studiosi coerente con la presenza della stigmata descritta dalle fonti agiografiche, a riprova della sua esistenza storica.

Rappresentazione della stigmata sulla fronte di Santa Rita

La Straordinaria Conservazione del Corpo Incorrotto

Per singolare privilegio, il corpo di Santa Rita non fu mai sepolto. Inizialmente deposto in una cassa di cipresso, rimase esposto alla venerazione dei fedeli. Nel 1627 una ricognizione ufficiale confermò l’eccezionale stato di conservazione e la presenza di un colorito ritenuto sorprendentemente naturale. I documenti dell’epoca riferiscono anche testimonianze secondo cui il corpo avrebbe mutato posizione nel tempo, trovandosi adagiato su un fianco.

Nel corso del Novecento, il corpo è stato oggetto di ulteriori indagini medico-scientifiche. Gli esami hanno rivelato che il volto, le mani e i piedi appaiono mummificati, mentre sotto l’abito si conserva lo scheletro, un processo di trasformazione che risalirebbe già alla prima metà del Settecento. Il piede destro presenta segni riconducibili a una patologia sofferta negli ultimi anni di vita, forse una forma dolorosa di sciatalgia, come suggerirebbe la posizione di un dito rimasto piegato. Nonostante i secoli trascorsi, la salma non appare completamente incartapecorita; l’aspetto, pur segnato dalla mummificazione, colpisce molti visitatori per la relativa integrità, tanto da apparire ancora oggi come una persona morta da poco.

La vera storia di Santa Rita da Cascia

Le Antiche Casse e il Sarcofago Storico

Dopo essere stato trattato secondo le tecniche del tempo e deposto in una cassa di cipresso, andata poi persa in un incendio, il corpo miracolosamente uscì illeso dal fuoco. Fu quindi riposto in un artistico sarcofago di legno, opera di Cesco Barbari, un carpentiere locale. La Cassa Solenne, risalente agli anni 1457-1462, fu realizzata o commissionata, secondo testimonianze processuali del 1626, da Mastro Cecco Barbari da Cascia, il quale, storpio alle mani, venne guarito visitando il corpo della santa. Questo sarcofago ha contenuto il corpo di Rita dal 1457-62 al 1745. Al suo interno era riposta la “cassa umile”, la prima bara di Rita.

I dipinti a tempera su legno sul sarcofago sono attribuiti a Paolo da Visso. Al centro del sarcofago è raffigurato il Cristo in piedi dentro il sepolcro con la corona di spine sulla testa e le ferite ben visibili al costato e alle mani. È rappresentato nel momento della Pasqua, del passaggio dalla morte alla vita, un Gesù umiliato e glorificato che è il centro della spiritualità della santa. La Cassa Solenne rappresenta il primo documento rilevante su Santa Rita e, verosimilmente, offre la più antica raffigurazione della santa con i suoi tratti somatici, rivelando anche la storicità della stigmata e la nascita del culto a pochi anni dalla sua morte.

Sulla tavola frontale, divisa in tre scomparti, si vedono Santa Maria Maddalena, Cristo e Santa Rita. Quest'ultima è vestita da monaca agostiniana, irradia dal capo raggi di luce e ha sulla fronte la piaga, nella mano destra una grande spina e in quella sinistra una piccola corona del rosario. Il suo viso, espressivo e gioioso, ispira intelligenza e forza. Sul coperchio spiovente è dipinta Rita distesa serenamente sul letto di morte e, accanto alla testa, si legge un epitaffio che esalta le virtù della santa. La traduzione dell’epitaffio solenne del 1457 recita:

“O beata, quanto ci hai illuminato con la tua costanza e virtù davanti alla Croce dove hai ricevuto da Cristo Re grandi sofferenze, dopo aver abbandonato la triste vita mondana (di Roccaporena) per andare a gioire (per osannare) delle tue infermità morali e sconosciute ferite della tua anima davanti a quelle ben più atroci di Cristo! Che merito così grande ti sei guadagnata! Quale grande fede, superiore a quella di ogni altra donna, ti è stata concessa! Tanto che tu hai ricevuto da Cristo una delle sue spine, non come ricompensa terrena perché non hai mai pensato di aver altro tesoro superiore a Cristo al quale ti sei interamente donata; tuttavia non ti parve abbastanza per considerarti ben purificata, tanto che l’hai portata sulla tua fronte per quindici anni prima di salire in cielo. 1457.”

All’interno del coperchio, è dipinta l’anima della Santa portata in cielo da due angeli. Secondo i giudici del 1626, la cassa era molto rovinata; solo con il restauro del 1925 è stato possibile leggere correttamente l’epitaffio e distinguere chiaramente le immagini. Nella Cassa Solenne, visibile all’interno del monastero delle agostiniane, è custodita l’immagine più veritiera del volto di Santa Rita, così come l’artista l’ha dipinta guardando il corpo incorrotto della santa. Nell’immagine, Rita tiene in mano la spina che, come dono dalla corona del Cristo, portò per 15 anni; in quella spina, i fedeli non devono vedere solo i dolori della Passione, ma anche la luce della risurrezione.

Fotografia del sarcofago storico di Santa Rita con dettagli dei dipinti

L'Urna e le Reliquie nella Basilica di Cascia

Dal 18 maggio 1947, il corpo di Santa Rita riposa nella Basilica di Santa Rita da Cascia, custodito in un’urna d’argento e cristallo realizzata nel 1930. Indossa l’abito agostiniano cucito dalle monache del monastero, secondo il desiderio della beata Maria Teresa Fasce, figura centrale nella diffusione del culto ritiano nel Novecento. Il corpo della Santa riposa incorrotto in quest'urna trasparente, situata in una cappella della nuova Basilica.

Sulla parete di fondo di quella che fu la sua cella, trasformata in cappella nel 1745 da Giuseppe Congionti, dopo il 1920 è stata collocata la tela di C. G. Bertelli. La tela raffigura Santa Rita morente, assistita dall’angelo custode, che le indica Gesù e Maria; sul lato destro del quadro, ci sono San Nicola da Tolentino, Sant’Agostino e San Giovanni Battista. Sopra l’altare di questa stessa cappella, in alcuni cassetti, sono conservate alcune reliquie secondarie: la tonaca di Santa Rita, il velo, le fasce usate per tergere la piaga sulla fronte e un cuscino. Furono poste qui e sigillate nel 1745.

L'urna d'argento e cristallo contenente il corpo di Santa Rita nella Basilica

Significato e Continua Devozione

Le ricognizioni canoniche e le indagini mediche, pur offrendo elementi oggettivi sullo stato di conservazione della salma, non hanno mai esaurito il significato profondo che i fedeli attribuiscono a quel corpo. In questo equilibrio tra analisi scientifica e devozione si colloca anche il fenomeno del cosiddetto “odore di santità”, che la tradizione cristiana associa ad alcune figure ritenute particolarmente vicine a Dio. Il corpo di Santa Rita da Cascia continua a essere un potente simbolo di fede e perseveranza, ispirando milioni di persone in tutto il mondo.

tags: #da #cascia #volto #santa #rita #corpo