Cronologia Biblica di Ezechiele e Daniele prima di Cristo

La cronologia biblica è un campo complesso, caratterizzato da dati spesso parziali e incerti. Nonostante queste sfide, i libri profetici di Ezechiele e Daniele offrono un'importante finestra sugli eventi del periodo esilico e post-esilico, fornendo elementi cruciali per la ricostruzione storica e profetica dell'epoca pre-cristiana. Questo studio si propone di esplorare le annotazioni cronologiche e le profezie contenute in questi libri, contestualizzandole nel quadro storico e nei dibattiti esegetici.

Mappa dell'Impero Neo-Babilonese e Persiano durante l'esilio babilonese

Il Libro di Daniele: Contesto e Profezie

Periodo Storico e Autore

Il libro di Daniele copre l'intero arco dei 70 anni della cattività babilonese, che va approssimativamente dal 605 al 536 a.C. Egli scrisse in forma autobiografica a partire dal capitolo 7, versetto 2, distinguendosi da altri omonimi presenti nell'Antico Testamento. La paternità del libro fu ascritta a Daniele da Cristo stesso. È probabile che Daniele abbia scritto il libro omonimo poco dopo il 536 a.C., ma prima del 530 a.C., continuando a vivere oltre il periodo descritto in Daniele 10:1.

La narrazione del libro ha inizio con la conquista babilonese di Gerusalemme nel 605 a.C., evento che segnò la prima di tre fasi di invasione, le successive avvennero nel 597 a.C. e nel 587 a.C. Il racconto prosegue fino alla fine della supremazia babilonese nel 539 a.C., quando gli assedianti Medo-Persiani conquistarono Babilonia (Daniele 5:30-31), e giunge infine al 536 a.C., come indicato in Daniele 10:1.

Daniele fu condotto in Babilonia dopo la prima conquista. Il profeta Geremia fa riferimento al retroterra culturale e sociale di Daniele, menzionando tre degli ultimi cinque re di Giuda prima della cattività: Ioiakim (609-598 a.C.), Ioacaz (609 a.C.) e Ioiachin (598-597 a.C.). Daniele è altresì menzionato dal profeta Ezechiele (Ezechiele 14:14, 20; 28:3), mentre lo scrittore agli Ebrei lo annovera tra i "profeti, i quali per fede...".

Rilevanza Profetica e Temi Chiave

In termini profetici ed escatologici, il libro di Daniele rappresenta un testo fondamentale per l'Antico Testamento. I versetti chiave, Daniele 2:20-22 e 2:44, sottolineano la sovranità divina. Le varie fasi della dominazione pagana sono presentate nei capitoli 2 e 7, mentre l'esperienza di Israele, sia nella sua umiliazione che nella benedizione del regno, è descritta nei capitoli 8-12. Daniele è una "pietra" nel capitolo 2 e "simile a un figlio d'uomo" nel capitolo 7, figure che prefigurano il Messia.

Il libro di Daniele documenta la narrazione e l'interpretazione di sogni ispirati da Dio per rivelare la sua volontà (capitoli 2 e 7). Tra gli episodi più noti vi sono la mano del Signore che scriveva sul muro e la sua interpretazione da parte di Daniele (capitolo 5), la protezione divina garantita ai tre uomini nella fornace ardente (capitolo 3) e la protezione di Daniele nella fossa dei leoni (capitolo 6). A questi si aggiungono le profezie soprannaturali dei capitoli 7-12.

Rappresentazione grafica della statua del sogno di Nabucodonosor (Daniele cap. 2)

Dibattito sulla Datazione e Adempimenti Profetici

Benché l'utilizzo dell'aramaico imperiale e l'archeologia abbiano confermato una data di composizione antica, alcuni esegeti scettici, restii a riconoscere la natura soprannaturale di profezie già adempiute, fanno risalire la datazione di Daniele ai giorni di Antioco IV Epifane (175-164 a.C.). Tuttavia, questa visione viene confutata dal testo stesso, che insegna l'esistenza di un periodo futuro di sette anni di giudizio (Daniele 7:21-22; 11:36-45; 12:1) e un regno letterale di mille anni, prospettive che si spingono ben oltre il periodo di Antioco Epifane.

Ezechiele e le Sue Annotazioni Cronologiche

La Profezia dei Giorni di Espiazione (Ezechiele 4:4-8)

Il libro di Ezechiele contiene importanti annotazioni cronologiche, come quella presente in Ezechiele 4:4-8. Questo passaggio descrive l'espiazione per l'iniquità di Israele e Giuda. Nonostante la sua apparente semplicità, il testo presenta una difficoltà interpretativa a causa di due diverse versioni riguardanti gli anni da scontare per Israele: 390 per la tradizione ebraica e 190 per quella cristiana. La profezia recita: "Mettiti poi a giacere sul fianco sinistro e sconta su di esso la iniquità d’Israele. Per il numero di giorni in cui giacerai su di esso, espierai le sue iniquità: io ho computato a te gli anni della sua espiazione come un numero di giorni... Terminati questi, giacerai sul fianco destro e sconterai l’iniquità di Giuda per quaranta giorni, computando un giorno per ogni anno."

Secondo una specifica cronologia, l'ultimo anno di regno di Osea (ultimo re d'Israele) fu il 638 a.C. Sottraendo i 190 anni previsti per l'espiazione, si ottiene il 448-447 a.C., un periodo che coincide approssimativamente con l'editto di Artaserse, datato comunemente al 445 a.C. La stessa data può essere ottenuta sottraendo i 70 anni dell'esilio dal 516/517 a.C., data che segna l'inizio dell'esilio di Ioiachin secondo 2 Re 24:13, il quale "si compiva così la parola del Signore" riguardo all'esilio. Le truppe di Nabucodonosor assediarono Gerusalemme nel 518/517 a.C. e la conquistarono nel 516 a.C., iniziando così il conteggio dei settanta anni di esilio.

Per quanto riguarda Giuda, sono previsti 40 anni di espiazione. Sottraendo 40 anni al 505 a.C. (ultimo anno di Sedecia secondo la medesima cronologia), si ottiene il 465 a.C., che con ottima approssimazione corrisponde al settimo anno di Artaserse, accettando il 471 a.C. come suo primo anno di regno, ossia l'anno del rientro di Esdra (Esdra 7:7-10).

Un aspetto da sottolineare è che Ezechiele, per il suo computo, sembra fare riferimento non a 2 Re 24:13, caposaldo per calcolare l'inizio e la durata dell'esilio e le profezie di Daniele, ma alla caduta definitiva delle rispettive capitali: Samaria nel 638 a.C. e Gerusalemme nel 516 a.C. (per l'inizio dell'esilio) o 505 a.C. (per la caduta finale sotto Sedecia).

Confronto con Cronologie Tradizionali

L'interpretazione di Ezechiele 4:4-8 come una precisa annotazione cronologica può portare a una verifica delle profezie, che risultano adempiute in modo più accurato rispetto alle cronologie in uso. Ad esempio, prendendo i 190 anni suggeriti dalla CEI e assumendo che il 538 a.C. segni la fine dell'esilio d'Israele, la somma dei 190 anni individua il 728 a.C. come suo inizio e caduta di Samaria. Tuttavia, gli studi storici collocano tale evento nel 721/722 a.C., con uno scarto considerevole. Simili discrepanze si osservano per la profezia dell'esilio di Giuda, calcolabile con la sottrazione di 40 anni al 587 a.C. (suo inizio), risultando 547 a.C., mentre la fine dell'esilio è generalmente indicata nel 538 a.C.

Schema cronologico degli eventi chiave dell'esilio babilonese e della ricostruzione del Secondo Tempio

Interconnessioni Profetiche: Daniele e Ezechiele nell'Epoca dell'Esilio

Le Settanta Settimane di Daniele e la Ricostruzione del Tempio

La profezia delle Settanta Settimane di Daniele (Daniele 9:24) rappresenta un pilastro della cronologia profetica. Teodoreto di Cirro, nel suo commento a Daniele, riporta che alcuni Padri facevano partire questa profezia dal secondo o sesto anno di Dario, interpretato come Dario I (522-486 a.C.). Tuttavia, tale datazione porta a complete incongruenze nei calcoli dei 490 anni della profezia.

L'interpretazione alternativa propone che il "Dario" a cui si riferivano i Padri fosse in realtà Dario II. Questa ipotesi è supportata dalla datazione dei lavori al tempio. Il Seder Olam Rabbath ("Il grande ordine del mondo"), una raccolta cronologica ebraica, riporta che trascorsero 480 anni tra la costruzione del primo Tempio da parte di Salomone e la sua ricostruzione post-esilica. Identificando il primo anno di costruzione del Tempio di Salomone nel 945 a.C. e l'inizio della ricostruzione dopo l'esilio nel settimo anno del re Artaserse (464 a.C., assumendo il 471 a.C. come suo primo anno di regno), si ottiene un intervallo di 945 - 464 = 481 anni, dato che conferma la notizia del Seder Olam Rabbath con uno scarto minimo.

La fine dei lavori al Secondo Tempio, come indicato in Esdra 6:15, avvenne nel sesto anno di Dario. Attraverso calcoli specifici, è possibile stabilire che il settimo anno di Artaserse sia il 464 a.C. Sottraendo 46 anni (riferimento ai 46 anni impiegati per la ricostruzione del tempio menzionati in Giovanni 2:20-21) si arriva al 418 a.C., che corrisponde al sesto anno di Dario II. Questo calcolo permette di dimostrare che, se il settimo di Artaserse è il 464 a.C., il suo primo anno fu il 471 a.C. A questa data di completamento del Secondo Tempio (418 a.C.) devono essere aggiunti i 490 anni della profezia di Daniele, portando a una data significativa: (490 - 418) - 1 (per l'assenza dell'anno zero) = 71 d.C., che si allinea con la distruzione di Gerusalemme da parte di Tito, evento profetizzato da Daniele.

Contesto Cronologico Generale del Vecchio Testamento

La cronologia del Vecchio Testamento, dalle origini dell'umanità fino alle vittorie dei Maccabei, è ricca di dati ma spesso complessa da armonizzare. I dati biblici possono essere soggetti a revisione con l'ausilio della paleontologia e delle fonti storiche.

Per il periodo che va da Abramo a Salomone, la data dell'Esodo dall'Egitto è di notevole importanza. I dati biblici (1 Re 6:1, che pone l'Esodo 480 anni prima dell'inizio della costruzione del Tempio, cioè del 4° anno di regno di Salomone, intorno al 968-967 a.C., quindi 1448-1449 a.C.) tendono a favorire una cronologia "lunga", contrastando l'ipotesi di Ramses II come faraone oppressore.

La scissione del regno è generalmente posta al 930 a.C. Sincronismi con la storia profana, come la battaglia di Karkar (853 a.C.) sotto Achab, il tributo di Iehu a Salmanassar III (842 a.C.), la presa di Samaria sotto Sargon II (722-721 a.C.) e l'assedio di Gerusalemme sotto Ezechia da parte di Sennacherib (701 a.C.), aiutano a determinare la cronologia successiva. La caduta di Gerusalemme è un evento cardine, generalmente datato al 587 a.C. (secondo alcune interpretazioni il 20 dicembre 587 a.C.).

L'esilio babilonese si estende dall'estate del 587 a.C. (con la conquista di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor) al 539 a.C. (ingresso di Ciro in Babilonia). Il decreto di Ciro per il ritorno degli esuli e la ricostruzione del Tempio fu emanato il 23 marzo 538 a.C. La costruzione del Secondo Tempio, dopo un'interruzione di 16 anni, fu completata nel 418 a.C., come evidenziato dalle analisi testuali legate al sesto anno di Dario II.

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