Il Congresso Eucaristico Nazionale di Bergamo del 1920

I Congressi Eucaristici, nati alla fine del XIX secolo, rappresentano un momento fondamentale per la Chiesa cattolica, il cui scopo principale è quello di ricordare che il servizio essenziale che la Chiesa rende al mondo - insieme con l’annuncio del Vangelo - è la celebrazione dell’Eucaristia. Questo sacramento della Pasqua del Signore lega i credenti in una mirabile comunione con Cristo all’interno di una comunità fraterna, come spiega l'Arcivescovo Piero Marini, Presidente del Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali. Il Congresso Eucaristico Nazionale di Bergamo del 1920 riveste un'importanza particolare in questo percorso, segnando la ripresa di tali eventi in Italia dopo una significativa pausa.

Foto storica di Bergamo o di una processione eucaristica dell'epoca

Le Origini e lo Sviluppo dei Congressi Eucaristici in Italia

La Nascita del Movimento Eucaristico Internazionale e Nazionale

I Congressi Eucaristici ebbero origine nel 1881 a Lille, in Francia, con la riunione del primo Congresso Eucaristico Internazionale. Questa iniziativa, supportata dalla Santa Sede, si diffuse rapidamente, proponendosi come una rivendicazione della visibilità della fede professata dalla comunità cristiana, in un contesto politico-culturale che tendeva a comprimere le manifestazioni pubbliche della fede. Per tale motivo, si caratterizzarono per l’adorazione solenne e le grandiose processioni.

L'Italia fu la prima nazione a celebrare un Congresso Eucaristico Nazionale, il primo dei quali si tenne a Napoli dal 19 al 22 novembre 1891, sotto il pontificato di Leone XIII. Il tema di questo primo Congresso fu "Difesa dell'Eucaristia e del suo culto", evidenziando la necessità di opporsi alla cultura positivistica e all'anticlericalismo aggressivo dell'epoca. La commissione promotrice sottolineò l'importanza di porre l'accento sull'aspetto apologetico per difendere la verità della presenza reale di Cristo nell'Eucaristia e favorire il culto pubblico, minacciato dalle leggi contro le Opere Pie e le associazioni religiose. Tra le iniziative si contarono l'adorazione notturna in duomo con finalità riparatrice, la comunione generale, la mostra di arredi sacri per le chiese povere e la distribuzione del pane ai poveri.

Le Prime Tappe Nazionali e la Lunga Parentesi Prima del 1920

Dopo Napoli, i Congressi Eucaristici nazionali proseguirono con diverse tappe significative. Tre anni dopo, dal 2 al 6 settembre 1894, si tenne il secondo appuntamento a Torino, sul tema "L'Eucaristia nella devozione privata, nel culto pubblico, nei riguardi dei sacerdoti". Qui, la prevista processione solenne fu impedita dalle autorità liberali, ma una folla di oltre centomila persone si prostrò in adorazione al momento della Benedizione sulla porta del Duomo. Tra le personalità presenti figuravano Giuseppe Allamano, fondatore delle Missioni della Consolata, Leonardo Murialdo, fondatore dei Giuseppini, e Michele Rua, secondo successore di don Bosco.

Seguirono Milano nel 1895 (tema: "L'Eucaristia, presenza del Redentore"), Orvieto nel 1896 (tema: "L'Eucaristia e l'azione sociale", nella città che custodisce il Corporale intriso del Sangue miracoloso), e infine Venezia nel 1897 (tema: "Fede, storia, culto dell'Eucaristia").

A seguito dell'evento nella città lagunare, si registrò una lunga parentesi di 23 anni nei Congressi Eucaristici Nazionali. Questa interruzione fu dovuta a ragioni sia intra-ecclesiali, come la crisi del movimento cattolico e il Modernismo, sia extra-ecclesiali, quali le turbolenze sociali e politiche e gli eventi bellici. Un fattore non secondario fu l'assenza di un'organizzazione nazionale stabile fino al 1913. Fu in quell'anno che i Sacerdoti Adoratori, riuniti a Roma nel loro primo Congresso Nazionale il 10 settembre, approvarono un voto per l'istituzione di un comitato permanente per i Congressi Eucaristici Nazionali. Pio X, il 22 ottobre 1913, nominò primo presidente monsignor Antonio Padovani, vescovo ausiliare di Cremona.

Il comitato, eletto il 22 aprile 1914, decise di celebrare il sesto Congresso Nazionale a Ferrara dal 21 al 25 aprile 1915. Tuttavia, il progetto non fu attuato a causa di una serie di avvenimenti sfortunati: la morte improvvisa di monsignor Padovani il 10 giugno 1914, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale il 28 luglio 1914, la morte di Pio X il 20 agosto 1914 e l'entrata in guerra dell'Italia il 24 maggio 1915. La celebrazione del Congresso di Ferrara fu pertanto sospesa, in attesa di una diversa situazione sociale ed ecclesiale.

Il Sesto Congresso Nazionale a Bergamo: Una Ripresa Significativa

Contesto Storico e Organizzazione

Dopo la lunga pausa, i Congressi Eucaristici Nazionali ripresero con il sesto appuntamento, celebrato a Bergamo dall'8 al 12 settembre del 1920, sotto il pontificato di Benedetto XV. Questo Congresso segnò un momento di rinnovamento e riorganizzazione per l'Opera dei Congressi Eucaristici in Italia, che aveva messo salde radici grazie anche all'impulso diretto della Sede Apostolica.

Congresso eucaristico internazionale

La Partecipazione e le Questioni Affrontate

L'apertura del Congresso di Bergamo vide la presenza di ben 5000 congressisti, un numero significativo che testimoniava la vitalità del movimento eucaristico dopo gli anni difficili. Tra i partecipanti di spicco figuravano Guido Maria Conforti, vescovo di Parma, Angelo Bortolomasi, vescovo di Trieste e Capodistria, il celebre medico e fondatore Agostino Gemelli, e Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare Italiano. Particolarmente numerosa fu la presenza delle donne dell'Unione Cattolica Femminile, guidate da Armida Barelli, figura di spicco dell'associazionismo cattolico femminile.

Il Congresso di Bergamo si distinse per l'analisi e la discussione di temi rilevanti per l'epoca post-bellica e per il nascente movimento cattolico sociale. Il contesto era caratterizzato da un esteso e fecondo associazionismo cattolico, dove si discuteva di salari, di organizzazione e si manifestava pubblicamente la fede, la devozione al papa e la volontà di creare una civiltà cristiana contro il liberalismo e il socialismo.

Angelo Giuseppe Roncalli (Papa Giovanni XXIII) e il Suo Legame con Bergamo 1920

La Fede Profonda e l'Impegno Sociale di Roncalli

Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII, fu una figura di spicco nel contesto bergamasco di quegli anni e partecipò attivamente al Congresso Eucaristico del 1920. La sua vita fu una "ininterrotta e fervida celebrazione eucaristica", come lo dipinse il suo segretario, mons. Loris Capovilla. Fin dalla più tenera età, come ogni bambino bergamasco dell'epoca, aveva imparato a iniziare e chiudere le giornate nell'incontro con il Signore. Aveva confidato all'amico mons. Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo, il suo profondo legame con la tradizione bergamasca e la gratitudine per essere "sacerdote e bergamasco". Cresciuto in una famiglia contadina numerosa e modesta, aveva interiorizzato le linee fondamentali del vivere evangelico: "Io ho dimenticato molto di ciò che ho letto sui libri, ma ricordo ancora benissimo tutto quello che ho appreso dai genitori e dai vecchi."

La sua formazione sacerdotale a Bergamo (1892-1900) e nel Seminario Romano (1900-1904) consolidò questa relazione di fede, amore e obbedienza con Gesù Cristo Buon Pastore. Prima del Congresso di Bergamo, Roncalli aveva già partecipato ad altri eventi eucaristici, inclusa la sua "peregrinazione a Milano ad anni 14 al Terzo Congresso Eucaristico nazionale italiano" e al XVI Congresso Eucaristico internazionale a Roma nel 1905. Nel 1914, alla morte del suo vescovo Radini Tedeschi, ne raccolse il testamento spirituale incentrato su Eucaristia, Madonna e Papa.

Durante la Prima Guerra Mondiale, Roncalli fu cappellano militare a Bergamo, occupandosi dell'assistenza ai soldati ricoverati negli ospedali della città. Questa esperienza rafforzò la sua visione ottimista e piena di speranza, basata sulla Provvidenza e sulla bontà umana. Scriveva in quel periodo: "il mondo è molto più cattivo ma anche molto più buono di quanto noi pensiamo, e il compito nostro sacerdotale più che di sciupare lunghe ore in continui piagnistei e recriminazioni che a nulla giovano, è di lavorare e di cogliere il bene dovunque si trovi". Nel 1919, si mostrò attento e disponibile alle nuove istanze sociali e politiche, appoggiando il successo del Partito Popolare in bergamasca e criticando chi seminava diffidenza verso le nuove formazioni politiche cattoliche.

Il Discorso al Congresso di Bergamo del 1920

Al Congresso Eucaristico Nazionale di Bergamo del settembre 1920, Angelo Giuseppe Roncalli tenne un discorso in cui espresse la sua profonda comprensione della specificità dell'associazionismo cattolico bergamasco. Egli si esprimeva così: "Diversamente da ciò che accade quasi in tutta l’Italia dove le organizzazioni economiche e sociali sono state e rimangono un mezzo per ricondurre a Cristo e alla Chiesa, attraverso conquiste di carattere materiale, le masse lavoratrici traviate, a Bergamo la vasta e potente organizzazione non fu e non è se non una emanazione spontanea del sentimento religioso della fede…" Questa riflessione evidenziava come a Bergamo l'impegno sociale fosse intrinsecamente legato a una fede profonda e operosa, che generava serena concordia e disponibilità alla condivisione, tipica delle famiglie contadine come quella dei Roncalli.

Il suo discorso, inserito nel contesto di un Congresso focalizzato sull'Eucaristia, sottolineava l'importanza di una fede che si manifesta attivamente nella vita personale e sociale, promuovendo una civiltà cristiana contro le ideologie del tempo. La sua partecipazione e le sue parole al Congresso di Bergamo del 1920 rappresentano un'ulteriore testimonianza del suo legame indissolubile con la sua terra d'origine e con i valori cristiani che ne permeavano la cultura e la società. Dopo il 1921, Angelo Giuseppe Roncalli iniziò il suo percorso che lo porterà a ricoprire incarichi in terre lontane, ma il suo cuore e il suo pensiero rimasero sempre legati a Bergamo e alla sua tradizione religiosa.

La Continuità dei Congressi Eucaristici Nazionali Dopo Bergamo

Il Congresso di Bergamo del 1920 segnò l'inizio di una nuova fase per i Congressi Eucaristici Nazionali in Italia, che ripresero con maggiore regolarità. A cura del Comitato Permanente Nazionale, successivi appuntamenti furono: Genova (1923), Palermo (1924), Bologna (1927), Loreto (1930), Teramo (1935) e Tripoli (all'epoca colonia italiana) nel 1937.

Il primo Congresso del dopoguerra si svolse ad Assisi nel 1951. Con Benedetto XVI, il Congresso Eucaristico si tenne a Bari nel 2005, che fu anche la prima visita in Italia per il Pontefice neo eletto. Quella introdotta da Paolo VI, che partecipò personalmente ai lavori conclusivi del Congresso di Pescara nel 1977, di un Papa che partecipa di persona ai Congressi, è una convenzione che perdurerà negli anni. L'Italia continua a celebrare i suoi Congressi Eucaristici Nazionali, interrogandosi sulla centralità dell'Eucaristia nella vita dei cristiani.

tags: #cronaca #congresso #eucaristico #bergamo1920