Il Crocifisso in Madreperla della Terra Santa: Arte, Devozione e Storia

Un Esempio di Pregiata Manifattura: Il Crocifisso di Umberto II

Il crocifisso oggetto di questa trattazione è realizzato in legno con alcune applicazioni di madreperla. Fu creato in Terra Santa, probabilmente in un laboratorio specializzato nella lavorazione del legno e della madreperla, e rappresenta un oggetto di lusso del XIX secolo. Sebbene misuri solo 22 centimetri, il suo peso ne rivela l'eccezionale qualità. A differenza della maggior parte di manufatti simili, che utilizzano un minimo di madreperla, il legno d’olivo sottostante a questa croce ne è del tutto coperto, mostrando una lavorazione particolarmente ricca e dettagliata.

Descrizione Dettagliata dell'Opera

Tra i simboli più vividi presenti su questo crocifisso, che rientrano nell'iconografia dell'Arma Christi, spiccano il velo della Veronica e la tunica di Gesù. La spada sulla destra, che ricorda il Giardino del Getsemani, offre un sapore regionale: l’artigiano l’ha raffigurata come una scimitarra ricurva, un tipo di arma divenuto popolare molto dopo nella storia del Medio Oriente. La Bibbia non descrive la forma della spada usata dall’impetuoso San Pietro quando tagliò l’orecchio al servo del sommo sacerdote, lasciando spazio all’immaginazione locale. Comunque fosse la spada, quell’evento è un promemoria della misericordia e dei poteri di guarigione di Nostro Signore, che dopo aver rimproverato Pietro per le sue azioni, riattaccò l’orecchio tagliato.

dettaglio del crocifisso in madreperla, particolari dell'intarsio e Arma Christi

La Donazione e il Contesto Diplomatico

Questo crocifisso è conservato insieme ad altri oggetti donati al Principe Ereditario Umberto II durante una sua visita in Palestina, avvenuta nella primavera del 1928. Il presente crocefisso fu probabilmente donato a Umberto II di Savoia in quest'occasione. L’iscrizione sulla base è purtroppo incompleta: mancando la parte sinistra della base, si legge solo la seconda parte: "D. BOSCO". La presenza delle missioni Don Bosco in Terra Santa risale alla seconda metà dell’Ottocento ed è quindi lecito pensare che il Principe abbia incontrato una delegazione salesiana durante la sua visita. Il Corriere della Sera del 3 aprile 1928, pur non menzionando direttamente il crocefisso, parla dell’accoglienza riservata al Principe ereditario dalle suore salesiane presso la regia scuola maschile di Gerusalemme e di alcuni doni ricevuti in quell’occasione: «Il Principe è stato festosamente accolto dalle suore salesiane e dalle suore di Ivrea nella regia scuola maschile, ove ha assistito con affettuosa attenzione ai saggi di canto e di ginnastica, dove gli sono stati offerti gentili ingenui doni».

L'opera fa infatti parte di un corpus di oggetti extra-europei ricevuti in dono dai membri della famiglia Savoia durante i loro viaggi, o offerti da delegazioni diplomatiche in visita in Italia. La consolidata tradizione di scambiarsi doni diplomatici tra monarchi, autorità religiose e capi di Stato è attestata sin dai tempi dell’antico Egitto e risponde allo scopo di favorire, assicurare e mantenere buoni rapporti tra le parti. I doni, che assumono un valore, oltre che monetario, anche spiccatamente simbolico, sono spesso scelti in quanto rappresentanti l’essenza della Nazione o dell'istituzione religiosa che li offre. Si tratta sovente di opere di artigianato, esempi di abilità manifatturiera, beni di lusso e artefatti di importanza storica realizzati con materiali locali.

Attualmente, questo crocifisso fa parte della collezione del Museo della Croce, la prima istituzione dedicata alla diversità del simbolo più potente e dalla portata più ampia della storia. Dopo dieci anni di preparativi, il museo era quasi pronto per l’apertura, ma poi è scoppiata la pandemia di Covid-19.

La Nascita e lo Sviluppo dell'Arte della Madreperla in Terra Santa

Origini Antiche e Prime Testimonianze

L’industria della madreperla ha origini molto antiche: nell’età del bronzo era già diffusa in Cina, India e nell’estremo oriente. In Medio Oriente se ne trovano tracce risalenti all’epoca degli antichi egizi, i quali raccoglievano la materia prima nel Mar Rosso. Sin dal XIII secolo i facoltosi pellegrini cristiani che si recavano in Terra Santa erano soliti acquistare e portare con sé in patria dei souvenir, molti dei quali erano realizzati in madreperla. Per secoli, la città della Passione di Cristo, Gerusalemme, ha attratto pellegrini da tutto il mondo; in passato come oggi, la maggior parte dei visitatori riportava a casa dei souvenir, e le croci intarsiate nella madreperla sono sempre state uno di quelli preferiti.

L'Influenza Francescana e la Crescita Commerciale

Dalla fine del XVI secolo alcuni pellegrini giunti in Terra Santa testimoniano che a Betlemme vi era una particolare produzione di oggettini quali corone e crocette in legno di pistacchio e ulivo, presto lavorate insieme alla madreperla. Dalla fine del XVII secolo poi, con la presenza dell’ordine di San Francesco d’Assisi a Gerusalemme e il conseguente maggiore afflusso di pellegrini, gli artefatti in madreperla acquisirono sempre più valore commerciale. Furono, infatti, i francescani a introdurre in Terra Santa l’uso della madreperla, così che i cristiani locali potessero guadagnare dalla vendita dei loro ricordini per i pellegrini nelle loro oscure botteghe o, come spesso avveniva, fuori dai santuari. Furono i frati francescani i primi a sviluppare la tecnica di realizzare delle croci intarsiate nella madreperla.

illustrazione storica di pellegrini che acquistano souvenir in Terra Santa

Apogeo nel XIX e XX Secolo

La manifattura vide un considerevole sviluppo nel XIX e XX secolo, a seguito dell’aumento del flusso di turisti e pellegrini dovuto alla relativa stabilità delle relazioni tra il Medio Oriente e l’Europa. Se fino a quel momento questa forma d’arte era stata appannaggio di maestri provenienti in particolare da Genova e da Damasco, dal 1850 circa anche numerosi artigiani palestinesi aprirono le loro botteghe. Nel corso dei cento anni seguenti la lavorazione della madreperla si sviluppò considerevolmente e venne impiegata per produrre svariati tipi di artefatti: da semplici souvenir quali crocifissi, scatole e icone destinati ai turisti, a grandi opere realizzate su commissione per personaggi facoltosi.

La lavorazione della madreperla, accanto a quella del legno d’olivo, assunse quindi un ruolo centrale nel mercato dell’arte turistica. Gli oggetti realizzati dai maestri intagliatori venivano acquistati dai pellegrini e dai turisti per commemorare la loro esperienza spirituale in Terra Santa, per portare a casa con sé una testimonianza tangibile del loro viaggio o come doni. Ancora oggi le guide turistiche annoverano i laboratori artigiani in cui si lavorano la madreperla e il legno di olivo tra le principali attrazioni delle città della Terra Santa.

Dopo secoli di rifinitura, persino l’occhio critico dell’American Journal of Science and Arts rimaneva ammirato del loro risultato, scrivendo nel 1837: "L’intarsio della madreperla è stato portato a un elevato livello di perfezione a Gerusalemme."

Centri di Produzione e Tipologie di Manufatti

Gli artigiani di Betlemme realizzavano anche molti altri oggetti in ulivo e madreperla destinati ai pellegrini di passaggio o, in casi particolari, creati su specifica richiesta. Tra questi figuravano croci processionali, crocifissi decorati con le scene della vita di Cristo e della sua passione, cornici, rosari, quadri, cartegloria e modellini in scala ridotta della grotta della Natività, del Calvario, della Chiesa della Vergine e dell’Edicola del Santo Sepolcro. Alcuni tra i prodotti più diffusi e artisticamente più belli furono i modellini del Santo Sepolcro e di altri Luoghi Santi, riprodotti in modo fedele grazie ai precisi disegni elaborati da Padre Bernardino Amico tra il 1593-97. Tali esemplari, ben presto diffusi in tutta Europa, furono riscoperti solo negli anni 2000 grazie alle ricerche dell’archeologo P. Michele Piccirillo.

Alcuni laboratori erano presenti anche ad Ain Karem, dove, sempre sotto la spinta dei frati, alcune famiglie cristiane provenienti da Betlemme diedero inizio a questa produzione. Le tecniche utilizzate erano e lo sono ancor oggi a tahbiir, cioè iniettando inchiostro sul disegno inciso con uno stilo sulla madreperla, o a tasfiir, cioè con decoro a intarsio. Insieme al Cristo di solito sono raffigurati gli evangelisti sulle estremità della croce e l’Addolorata ai suoi piedi. Ancora nel XX secolo vennero prodotti speciali oggetti di ottima qualità come quelli donati al Principe Umberto di Savoia in occasione del suo pellegrinaggio in Terra Santa nel 1928 e la Via Crucis donata da Yasser Arafat a Giovanni Paolo II, oggi conservata nella Cappella del Sinodo in Vaticano.

  • Le croci da tavolo potevano essere sottili o elaborate con piedistallo, caratterizzate da decorazioni a rosette o scene illustrative (santi, scene della Passione, etc.).
mappa dei centri di produzione della madreperla in Terra Santa

La Tradizione dei Pellegrinaggi e delle Eulogie

I primi manoscritti degli Itinerari di Terra Santa dei pellegrini cristiani sono stati datati già al IV secolo ed essi continuarono ad essere scritti ininterrottamente lungo tutto il periodo bizantino, arabo, crociato, mamelucco e poi ottomano. Affascinanti sono i racconti dei viaggi in mare e le descrizioni dei paesi vicini come il Libano, la Siria, il Sinai e l’Egitto, oltre alla descrizione delle altre religioni e dei vari riti cristiani. Nacque così il culto delle eulogie, oggetti che ricordavano e certificavano i viaggi: medaglie, croci, anelli, manufatti in vetro, rocce e terreno prelevato sul posto, pane con impresso un segno sacro, reliquie di vario genere. Con la conquista musulmana della Palestina nel VII secolo i pellegrinaggi e così la produzione di eulogie subirono un forte rallentamento.

Le origini del pellegrinaggio cristiano a Gerusalemme - Prof. E. Alliata

Il Futuro dell'Artigianato in Madreperla

Nel XVII secolo, a causa della crisi politica tra l’Europa e la Turchia, il crollo dei pellegrinaggi portò ad una sovrapproduzione di prodotti che venivano comprati e poi smerciati dai religiosi. Solo negli ultimi anni si sta avviando una nuova produzione e un rilancio dell'arte della madreperla. Nel periodo 2003-2010 a Betlemme vi sono stati corsi di aggiornamento e perfezionamento della lavorazione della madreperla per nove artigiani, grazie al progetto "Betlemme in madreperla" sostenuto da ATS pro Terra Sancta. Oggi, grazie al Centro di Betlemme promosso da P. Ibrahim Faltas con nuovi macchinari e tecniche, Salim Atick, ultimo erede di cinque generazioni e ultimo maestro di madreperla rimasto in Palestina, forma nuovi allievi che possano portare avanti questa antica arte.

In questo centro vengono restaurate croci antiche o prodotte delle nuove, come quelle commissionate dalla Custodia di Terra Santa e dal Patriarcato Latino di Gerusalemme come dono per i pellegrini. Quest’arte ha seguito le famiglie anche all’estero, testimoniando la sua resilienza e il suo profondo legame con la cultura e la spiritualità della Terra Santa.

artigiano palestinese che lavora la madreperla in laboratorio moderno

tags: #crocifisso #madreperla #terra #santa