Nella chiesa parrocchiale di San Bortolo delle Montagne, a Selva di Progno, un gruppo di circa trenta adolescenti e giovani, coordinati da Giuseppe Anselmi, realizza ogni anno un suggestivo allestimento noto come «presepe pasquale». Questa iniziativa, che prosegue la tradizione del presepe natalizio, è dedicata alla Passione, morte e risurrezione di Gesù, trasformando lo spazio sacro in un percorso di riflessione e fede.

Il grande Crocifisso come simbolo centrale
Elemento dominante dell'allestimento è un Crocifisso monumentale, alto sei metri e con le braccia distese di tre metri. La croce è stata realizzata assemblando assi di legno di recupero, lavorate da Marco Caliaro, falegname del gruppo, per simulare un unico tronco naturale. La struttura è immersa in un'ambientazione ricca di rami, frasche e piante che richiamano i boschi circostanti, creando un forte legame con il territorio.
Attorno alla croce, i giovani hanno inserito numerosi simboli significativi:
- Il Santo Sepolcro: ricostruito con pietre locali, tra cui una pesante lastra in rosso ammonitico.
- Simboli di violenza: un fiume di angolari in plastica nera, scarti industriali, rappresenta le morti violente del mondo che trovano pace ai piedi della croce.
- La natura che rinasce: alberi secchi e spogli vengono addobbati con fiori realizzati a mano, a simboleggiare la Risurrezione.
L'arte della carta crespa e la partecipazione della comunità
Un aspetto distintivo dell'allestimento è l'impiego creativo di materiali poveri e artigianali. I fiori di carta crespa, personalizzati con i nomi dei visitatori, decorano la navata della chiesa, creando un legame diretto tra i fedeli e l'opera. Il lavoro di preparazione richiede mesi di impegno serale, dopo lo studio o il lavoro, e si articola in due rami: il laboratorio creativo (dove si realizzano candele con cera riciclata, gadget e marmellate) e il gruppo addetto all'allestimento scenografico.

Il sepolcro vuoto, fulcro del messaggio pasquale, invita i visitatori a depositare pensieri, preghiere e richieste su appositi foglietti bianchi. Questo gesto trasforma l'installazione in un luogo vivo di preghiera, capace di accogliere non solo i residenti, ma anche numerosi turisti e villeggianti che visitano la zona durante l'estate.
Significato e finalità del progetto
Oltre all'aspetto devozionale, il progetto ha una forte valenza sociale. I fondi raccolti tramite le offerte e la vendita dei manufatti realizzati nel laboratorio della vecchia canonica vengono destinati alle opere parrocchiali. Come sottolineano i giovani, questa iniziativa serve a «cementare l'amicizia» e a dimostrare che, nonostante l'isolamento geografico della montagna, la comunità rimane aperta e accogliente.
L'opera si inserisce in un solco di riflessione più ampio: ogni anno il gruppo sceglie un tema specifico, come il comandamento "Non uccidere", per invitare i visitatori a una meditazione profonda sul mistero cristiano e sulla sacralità della vita.
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