Il Crocifisso di San Damiano: Icona della Vocazione e Simbolo di Trionfo

Il Crocifisso di San Damiano è un'icona a forma di croce di straordinaria importanza storica e spirituale, dinanzi alla quale San Francesco d'Assisi stava pregando quando ricevette la richiesta del Signore di riparare la sua casa. Questa croce è considerata la croce della vocazione di San Francesco, segnando un punto di svolta fondamentale nella sua vita.

Crocifisso di San Damiano, icona medievale

Storia e Origine

Il Crocifisso di San Damiano è un dipinto risalente al XII secolo, realizzato da un anonimo pittore umbro. L'opera presenta i tipici tratti bizantini, probabilmente come conseguenza della presenza di monaci siriani in Umbria in quel periodo. Come tutte le icone bizantine, il Crocifisso di San Damiano non si limita a "piacere all’occhio, con un messaggio piuttosto limitato" ma punta a "rivelare il mistero profondo dell’essere", anche a scapito della fedeltà anatomica. Lo scopo di una croce icona era infatti quello di insegnare il significato dell'evento rappresentato e rafforzare la fede delle persone.

La tela, sulla quale è stata dipinta l'icona, è incollata su una lista di legno di noce alta 190 cm, larga 120 cm e spessa 12 cm.

Originariamente, il Crocifisso si trovava nella diruta chiesa di San Damiano. Nel 1257, quando si trasferirono da San Damiano alla basilica di Santa Chiara, le Clarisse portarono con sé il Crocifisso originale e lo conservano ancora oggi. Attualmente, l'opera è posta sopra l'altare della cappella del Crocifisso nella basilica di Santa Chiara ad Assisi, una ricostruzione della chiesa di San Giorgio che fu demolita per costruire la basilica. I francescani curano questa croce come simbolo della loro missione datagli da Dio.

La Vocazione di San Francesco

Nell'autunno del 1205, San Francesco, già toccato dalla grazia, entrò nell'oratorio di San Damiano e «prese a fare orazione fervidamente davanti all'immagine del Crocifisso» (Leggenda dei tre compagni, cap. V, n. 13). Mentre era in preghiera davanti a questo Crocifisso, sentì una voce che gli parlò con commovente bontà: «Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va dunque e restauramela.»

Tremante e stupefatto, il giovane rispose: «Lo farò volentieri, Signore». Egli aveva però frainteso il messaggio, pensando si trattasse di quella chiesa che, per la sua antichità, minacciava prossima rovina. Per quelle parole del Cristo, egli si fece immensamente lieto e raggiante; sentì nell'anima ch'era stato veramente il Crocifisso a rivolgergli il messaggio.

Uscito dalla chiesa, trovò il sacerdote seduto lì accanto e, mettendo mano alla borsa, gli offrì del denaro dicendo: «Messere, ti prego di comprare l'olio per fare ardere una lampada dinanzi a quel Crocifisso. Finiti questi soldi, te ne porterò degli altri, secondo il bisogno» (Leggenda dei tre compagni, cap. V, n.). Dopo questa esperienza, la vita di Francesco cambiò profondamente.

L'Iconografia del Christus Triumphans

Il Crocifisso di San Damiano presenta l'iconografia del Christus Triumphans, che trionfa sulla morte. La figura di Cristo domina l'intera composizione pittorica sia per la grandezza che per il colore. Gesù è rappresentato contemporaneamente ferito e forte; Egli non è morto, sta dritto e risoluto. Il suo corpo risplende come a sottolineare la vittoria sulla morte, non è appeso ai chiodi ma quasi appoggiato alla croce, e le sue braccia sono distese e accoglienti. Gli occhi di Gesù sono aperti e smisuratamente grandi, ad indicare che egli è il "Vedente", l'unico che vede il Padre perché "sempre rivolto a lui", e sono puntati tra il cielo e la terra a significare il suo ruolo di "mediatore".

Il colore luminoso del corpo di Cristo contrasta col rosso scuro e il nero attorno, accentuando l'importanza di Gesù. I colori dominanti utilizzati, il rosso e l'oro, sono segno di eternità e divinità. Egli veste di un semplice velo; i suoi vestiti sono dorati, un simbolo di vittoria, mentre una sciarpa rossa sottolinea il suo dominio e la sua sovranità. La sua aureola include già l'immagine della croce glorificata.

Il petto, la gola e il collo di Gesù sono molto pronunciati e quasi sproporzionati, come per esprimere la potenza con la quale soffia lo Spirito Santo sui discepoli (Giovanni 20,22), e su quanti si prostrano al suo cospetto. Questa icona non rassomiglia al Cristo doloroso che gli artisti a partire dal secolo XIII avrebbero poi raffigurato, bensì testimonia una maestà serena, un Cristo trasfigurato e Dio fatto uomo, che effonde luce all'intera composizione pittorica, proclamando: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8,12).

Dettaglio del Cristo risorto e figure attorno nel Crocifisso di San Damiano

I Personaggi Secondari e la Loro Simbologia

Mentre il Cristo è rappresentato nella sua piena statura, tutte le altre figure sono rimpicciolite, ma ricche di dettagli e significati:

  • I Cinque Testimoni Principali: I personaggi più grandi sono i cinque testimoni della crocifissione e di Gesù come Signore. I loro nomi sono scritti sotto le figure.
    • Sul lato sinistro (alla destra di Gesù): Maria, madre di Gesù, e San Giovanni, al quale Gesù affidò sua madre. Maria è raffigurata in quello che in oriente è considerato il posto d’onore. Il suo sguardo è rivolto verso Giovanni. Il suo mantello è di colore bianco, simbolo di vittoria, purificazione e benevolenza. Le gemme sul mantello rimandano alle grazie dello Spirito Santo. Sotto il mantello, Maria indossa un vestito rosso scuro, segno dell'amore intenso, e una tunica viola, che simboleggia l'Arca dell'Alleanza. La sua mano sinistra poggia sulla guancia, un gesto di ammirazione, quasi ad indicare il suo amore per Giovanni; la sua mano destra indica Gesù. Giovanni è posto immediatamente alla destra di Gesù e, quasi colpito dal sangue che fuoriesce dalla ferita al costato di Gesù, indossa un mantello di colore rosa, simbolo di saggezza eterna, e una tunica bianca, simbolo di purezza. Tiene il capo rivolto e inclinato verso Maria, e con la mano destra anch’egli indica Cristo.
    • Sul lato destro (alla sinistra di Gesù): Maria Maddalena, nella cui veste predomina il rosso vivo, segno di amore, e con il capo tocca quello di Maria di Cleofa, madre di Giacomo il minore e di Giuseppe. Maria di Cleofa indossa vestiti di un colore di terra, simbolo di umiltà, e il suo mantello, verde chiaro, simboleggia la speranza. Accanto a Maria di Cleofa c'è il Centurione di Cafarnao, colui che nel Vangelo secondo Marco proclama «Questo è veramente il Figlio di Dio». Egli regge nella mano sinistra un pezzo di legno, che sarebbe ad indicare la costruzione della sinagoga (Luca 7,1-10). Il bambino oltre la sua spalla è suo figlio, miracolato da Gesù, e le tre teste dietro il bambino mostrano lui e la sua famiglia (Giovanni 4,45-54). Il Centurione, pur non avendo l'aureola, indica la Trinità con la mano destra, a testimonianza della sua fede.
  • Le Figure Minori: Tre figure più piccole sono rappresentate come testimoni della crocifissione.
    • In basso a sinistra c'è Longino, il soldato romano che perforò il costato di Gesù con una lancia (Giovanni 19,34). È rappresentato con una lancia mentre guarda Gesù. Il sangue che scende dal braccio di Gesù inizia dal gomito e gocciola giù verticalmente, per finire sul volto di Longino.
    • Il personaggio che sta a destra (alla sinistra di Gesù) è Stephaton, il soldato romano che avrebbe offerto a Gesù la spugna imbevuta con l'aceto dopo che Gesù urlò «ho sete». La sua modesta statura, così come quella di Longino, sta a significare "che il loro ruolo è stato piccolo. Agli occhi degli uomini è parso che abbiano ucciso Gesù, ma in realtà nessuno gli ha tolto la vita, l’ha data da sé stesso".
    • Ai piedi della croce c'è l'immagine danneggiata di sei figure, due dei quali rappresentati con l'aureola. Questi sono i Santi sconosciuti, che gli eruditi ipotizzano essere Damiano, Rufino, Michele, Giovanni Battista, Pietro e Paolo, tutti patroni delle chiese nella zona di Assisi. I loro gesti e le mani indicano la Fede, e i due Santi sconosciuti potrebbero essere Pietro e Giovanni dinanzi alla Sua tomba vuota (Giovanni 20, 3-9).
  • Angeli e Simboli Celesti:
    • Sei angeli, tre per lato, sono disposti alle estremità del braccio orizzontale della croce. Dalle mani di Cristo stilla il sangue che viene guardato e in qualche modo raccolto con le mani da una coppia di angeli che si trova proprio al di sotto delle braccia.
    • Superiormente al Cristo, in cima alla croce, un cerchio rosso racchiude l'Ascensione: Gesù, vestito con abiti regali, sembra uscire dal cerchio, sostenendo la croce come uno scettro trionfante nella mano sinistra. Sta salendo dalla tomba verso il Regno dei Cieli, e dieci angeli sono raccolti attorno.
    • Nella sommità della croce c'è la mano del Padre con due dita distese, che indica Gesù che viene raccolto dai morti per mezzo della mano destra di Dio Padre.
    • Sopra la testa di Gesù c'è la classica scritta IHS NAZARE REX IUDEORUM, ovvero «Gesù Nazareno Re dei Giudei».

Il Simbolismo del Gallo

Vicino alla gamba sinistra di Gesù, l’artista ha dipinto un piccolo uccello, che alcuni storici dell'arte pensano possa essere un gallo. L'inclusione del gallo ha un duplice significato:

  • In primo luogo, ricorda il rinnegamento di Pietro, che pianse amaramente per aver tradito il suo Maestro (Luca 22,60-62).
  • In secondo luogo, il gallo potrebbe simboleggiare la proclamazione della nuova alba del Cristo risorto, annunciando la vittoria sulla morte.
Dettaglio del gallo vicino alla gamba di Gesù nel Crocifisso di San Damiano

Altri Dettagli Simbolici

La forma stessa della Croce è particolare, studiata per permettere all'artista umbro di includere tutti coloro che parteciparono al dramma della Passione. L'intera immagine è delimitata da una sorta di recinto fatto di conchiglie, simbolo di bellezza ed eternità.

Alla base della Croce, una sezione di roccia è il simbolo di Pietro, primo capo della Chiesa. Intorno alla Croce, vari rotoli calligrafici richiamano le parole di Gesù sulla Vite Mistica: «Io sono la vite, voi i tralci...» (Giovanni 15,1-8), e il suo comandamento di amore reciproco: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Giovanni 15,12-14).

Il Crocifisso di San Damiano rimane un'opera d'arte e fede profondamente simbolica, un potente veicolo per la meditazione sul mistero della Passione, Morte, Resurrezione e Ascensione di Cristo, e un faro per la vocazione francescana.

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