Le Ville Pontificie di Castel Gandolfo: Un Patrimonio tra Storia, Cultura e Sostenibilità

Il Palazzo e i giardini papali si trovano nella cittadina collinare di Castel Gandolfo, a circa 25 km a sud-est di Roma. Negli ultimi dieci anni, le Ville Pontificie hanno subito una progressiva trasformazione da residenza estiva dei Pontefici a polo culturale aperto ai visitatori di tutto il mondo. Questo profondo e tuttora rilevante legame tra i Papi e Castel Gandolfo risale a circa 400 anni fa, al 1623, con Urbano VIII Barberini, il primo Pontefice a soggiornare nella residenza di Castel Gandolfo.

Intorno al 1200, la famiglia Gandolfi di Genova costruì un castello sulla collina di Castel Gandolfo, probabilmente sulle rovine di Albalonga. Nel 1596, durante il Pontificato di Clemente VIII Aldobrandini (1592-1605), la Camera Apostolica prese possesso dei territori di Castel Gandolfo e Rocca Priora, sequestrando la proprietà dei Savelli che si erano rifiutati di ripagare un debito di 150.000 scudi. Per volontà della comunità di Castel Gandolfo, Paolo V Borghese (1605-1621) fornì alla città e alla cittadella abbondante acqua, ristrutturando l'acquedotto che portava acqua dalle sorgenti di Malaffitto, oggi conosciute come Palazzolo. Questi soggiorni dei Papi hanno reso le Ville nel tempo "il secondo Vaticano", secondo l'espressione cara a Papa Wojtyła.

Mappa storica o pianta delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo

Il Palazzo Apostolico: Culla di Storia e Arte

All'interno del Palazzo Apostolico, cinquecento anni di storia dei Papi sono narrati da un'audioguida multilingue che accompagna i visitatori. Oltre all'Appartamento Pontificio, uno splendido arazzo di Raffaello Sanzio, la “Lapidazione di Santo Stefano”, viene esposto nella Sala dei Papi. Il dipinto di Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio, “Adorazione del Bambino”, con altre quattro Natività di Maestri del Quattrocento, ha trovato dimora nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo.

Interno del Palazzo Apostolico con opere d'arte o l'Appartamento Pontificio

I Giardini di Villa Barberini: Un Modello di Ecologia Integrata

All'interno delle Ville vi è una grande estensione di giardini, che coprono circa 30 dei 55 ettari totali delle Ville Pontificie, con varietà di stili e di attenzione alle piante. Questi luoghi sono diventati un modello di ecologia integrata nel rispetto dell'ambiente e dell'uomo, uno spazio non solo verde, ma a tratti urbanizzato, dove da anni si applicano i principi che Papa Francesco ha sintetizzato nell'enciclica Laudato si'. Un ecosistema in cui uomo, animali, piante e flora vivono in armonia. Della gestione e manutenzione di questo immenso parco si occupano due squadre di giardinieri e potatori. I 20 addetti ai giardini sono stati formati negli anni a conoscere le Ville, soprattutto grazie a una formazione interna trasmessa da generazione in generazione. Le Ville, dall'epoca di Emilio Bonomelli - che ne fu direttore dal 1930 al 1970 - fino a oggi, hanno visto tutti i passaggi delle innovazioni nel campo dell'orticoltura.

Il dato fondamentale dell'enciclica Laudato si' è l'ecologia integrale, una visione che coinvolge la sfera ambientale, economica e sociale. Nella gestione di un giardino storico e di grandi dimensioni come quello delle Ville, sono necessarie accortezze per il mantenimento di un patrimonio che ha valore artistico e storico. Per questo motivo viene posta molta attenzione all'utilizzo dell'acqua, specie in estate, cercando di usarne il minimo indispensabile ma senza farne mai mancare alle piante. È stato avviato un progetto di ammodernamento degli impianti di irrigazione, passando da una distribuzione diffusa a una più localizzata e temporizzata, contribuendo così alla salvaguardia delle riserve idriche.

Si è passati, via via che se ne presentava l'occasione, ad attrezzature e macchine elettriche o che usano esclusivamente carburanti ecologici. Questo ha significato un notevole abbattimento delle emissioni di gas nocivi nell'atmosfera e la salvaguardia della salute dei lavoratori e dell'ambiente. Una quindicina di anni fa sono state piantate nei poggi fra le colture, lunghe aiuole di lavande, salvie, verbaschi e piante da fiore lasciate libere. Questo ha attratto una quantità elevatissima di insetti impollinatori, che hanno cominciato a nutrirsi dei parassiti, e le piante non hanno avuto più bisogno di trattamenti in quantità come avveniva prima con i prodotti chimici.

Veduta panoramica dei Giardini di Villa Barberini

La Fattoria Pontificia: Eccellenza Agricola a Chilometro Zero

Nelle Ville vi è anche una fattoria, dove molti animali vivono tutti all'aperto. In particolare, ci sono 80 bovini per la produzione giornaliera di circa 1.000 litri di latte. Solo questo latte, prodotto localmente, viene lavorato giornalmente nel caseificio della fattoria per la produzione di latte fresco pastorizzato, yogurt e formaggi sia freschi che stagionati. Tutti gli animali, siano essi bovini, galline, oche o asini, vengono controllati periodicamente per accertarne lo stato di salute al fine di garantire la migliore qualità dei prodotti come formaggi, polli e uova.

La fattoria costituisce di fatto un modello complesso, ormai quasi unico, comprendente sia le diverse produzioni primarie (allevamento di più specie animali) sia le trasformazioni dei prodotti derivati. Si utilizzano gli scarti della produzione casearia, come il siero di latte con elevato valore nutritivo, nella nutrizione degli animali e dei vitelli. I principi di sostenibilità sono applicati anche nella cura del bestiame.

È stato diminuito il consumo di materiali plastici con l'obiettivo di proteggere la qualità del prodotto, garantire la sicurezza alimentare e allo stesso tempo rispettare l'ambiente. Viene utilizzato packaging alimentare ecosostenibile, che ha portato recentemente alla sostituzione delle confezioni in plastica delle uova con quelle in polpa di legno completamente biodegradabile. Sono stati realizzati prodotti a chilometro zero, eliminando le fasi di trasporto tra produzione e trasformazione/confezionamento. A titolo esemplificativo, il latte appena munto viene trasferito direttamente al caseificio, il miele è prodotto direttamente nel laboratorio interno alla Villa e la produzione di olio è realizzata con olive che, giornalmente appena raccolte, arrivano direttamente al frantoio interno.

Per quanto riguarda la produzione agricola, le linee guida sono volte a preservare non solo la qualità del prodotto finale, ma anche a valorizzare tutti gli agenti presenti nel processo produttivo: la qualità del suolo e dell'acqua e l'equilibrio tra flora e fauna spontanee, affinché rimangano favorevoli alla qualità dei prodotti agricoli. A tal fine, vengono applicati i criteri dell'“agricoltura convenzionale” attraverso l'utilizzo di fertilizzanti naturali derivanti dall'allevamento bovino. Oltre alla coltivazione dei prodotti tipici delle Ville legati alla corretta, sana e naturale alimentazione dei capi di bestiame, si sta sviluppando anche la coltivazione di foraggi (loietto ed erba medica) necessari per l'alimentazione degli animali allevati.

Foto della Fattoria Pontificia con animali al pascolo

La Specola Vaticana: L'Osservatorio Astronomico dei Papi

La Specola Vaticana, uno dei più antichi osservatori astronomici attivi al mondo, grazie a una rinnovata e ricca proposta di visite guidate elaborata in collaborazione con i Musei Vaticani, apre ai visitatori gli spazi museali del Centro visitatori e le sue suggestive Cupole Barberini, sede degli storici telescopi Schmidt e Carte du Ciel. Docenti esperti di astronomia guidano i partecipanti tra strumenti astronomici antichi e moderni, opere d'arte a tema, preziosi campioni di meteoriti e gigantografie che testimoniano il passaggio dei vari Papi all'Osservatorio.

Sono inoltre previste, una volta al mese, in prossimità del primo quarto di luna, visite con osservazioni astronomiche al telescopio Carte du Ciel del 1891, recentemente restaurato e funzionante. La durata di queste visite è di circa 60 minuti.

Immagine della Cupola Barberini con un telescopio della Specola Vaticana

Le Ville Pontificie Oggi: Verso una Nuova "Mission" Culturale

Negli ultimi anni, lo stile e l'utilizzo dell'enorme patrimonio delle Ville è profondamente cambiato. Dalla residenza estiva dei Papi, le Ville sono diventate un'area aperta al pubblico per mostrare le grandi bellezze del luogo. Si è passati da un servizio offerto quotidianamente da tutto il personale ai Pontefici, all'integrazione del personale stesso con le esigenze dei turisti e delle guide museali che visitano le Ville. Attualmente nelle Ville operano 52 persone, un gruppo molto unito che per anni ha servito il Santo Padre e ora accoglie i visitatori.

Le Ville sono state aperte ai visitatori e i numeri sono in costante crescita: nel 2023, è stato raggiunto un numero record di oltre 200.000 visitatori. L'offerta delle varie tipologie di visite è gestita dalla Direzione dei Musei Vaticani in piena condivisione e accordo con la Direzione delle Ville Pontificie. La Direzione delle Ville Pontificie ha inoltre riportato, per la prima volta, un bilancio positivo, eliminando investimenti straordinari e riducendo i costi amministrativi, mantenendo solo quelli necessari per la gestione corrente.

Stanno inoltre studiando, per il prossimo anno, nuove offerte per i visitatori, arricchendo la parte delle mostre nel Palazzo Apostolico, oltre ad altri percorsi interni a Villa Barberini orientati principalmente a valorizzare l'arte e la cultura. Andrea Tamburelli, direttore della Direzione delle Ville Pontificie, ha evidenziato come questo lavoro di squadra abbia coinvolto la Direzione delle Ville Pontificie e tutte le Direzioni del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, con il supporto del presidente e del segretario generale del Governatorato, il cardinale Giuseppe Bertello e il vescovo Fernando Vérgez Alzaga.

Come Raggiungere Castel Gandolfo e Consigli per la Visita

Castel Gandolfo è facilmente raggiungibile da Roma:

  • In treno: Da Roma Termini, prendi un treno regionale in direzione Albano Laziale e scendi alla stazione di Castel Gandolfo. Il Palazzo Papale si trova a circa 15 minuti a piedi in salita dalla stazione.
  • In autobus: Gli autobus gestiti da Cotral partono dalla stazione Anagnina (capolinea della linea A della metropolitana) per Castel Gandolfo. Il viaggio dura circa 40 minuti.
  • In auto: Castel Gandolfo si trova a circa 40 minuti di auto dal centro di Roma attraverso la Via Appia Nuova.

Le visite sono organizzate secondo orari stagionali: dal 1 novembre al 28 febbraio solo il sabato; dal 1 marzo al 31 marzo tutti i giorni escluso il mercoledì e la domenica; dal 1 aprile al 31 ottobre tutti i giorni tranne la domenica. Un tour nel “cuore verde” delle Ville Pontificie è possibile a bordo di un comodo mezzo ecologico, accompagnato da un'audioguida multilingue e un itinerario su mappa illustrata. La durata del tour è di circa 60 minuti e non sono previste soste. Si raccomanda la massima puntualità, presentandosi con almeno 15/20 minuti di anticipo.

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