La Crocifissione e le testimonianze artistiche a Novara

La pala di Bernardino Lanino in San Benedetto

Al centro della scena spicca Cristo sulla croce ai cui lati, uscenti da una grossa nube, sono due angeli, con abiti colorati rossi, verdi, marroni, reggenti calici che raccolgono il sangue di Cristo. Ai piedi della croce la Maddalena, avvolta dai lunghi capelli biondi e vestita, come tradizione, di rosso. Ai lati, inginocchiati e oranti, si trovano S. Benedetto, con l'abito dell'ordine color giallo, e S. Gaudenzio, raffigurato con il pastorale e un piviale ocra, che accanto tiene la mitra deposta in segno di reverenza a Cristo.

Il dipinto è segnalato per la prima volta nel 1764 in occasione della Visita Pastorale di Balbis Bertone, vescovo di Novara, che lo vede sull'altare di S. Benedetto. Nel 1828 Bianchini lo segnala ancora sull'altare di S. Benedetto e aggiunge il riferimento all'autore della pala, Bernardino Lanino. L'attribuzione al Lanino, comparsa per la prima volta ad opera del Bianchini, è accettata senza controversie.

Schema cronologico delle attribuzioni e dei restauri della pala del Lanino a Novara

Viale colloca l'opera tra il 1550 e il 1560, mentre la Griseri la data tra il 1560 e il 1570, notando come il dipinto preluda alla pittura del Moncalvo. La pala è indubbiamente una delle opere meno felici dell'artista, soprattutto per un certo appesantimento nella parte superiore, tale da far pensare a una collaborazione con i figli. Particolarmente belle sono invece la figura della Maddalena e lo scorcio paesaggistico, caratterizzato da una vivace scelta cromatica.

Il Crocifisso gotico del Duomo di Novara

Su una croce lignea dorata, su cui si sovrappongono due fasce incrociate color azzurro, è l'immagine di Cristo crocifisso. La croce è circondata da un motivo dorato a palmette e volute. Ai bracci della croce si trovano due tavole a forma mistilinea con fondo dorato, raffiguranti l'Addolorata e G. (Giovanni).

La ricostruzione della sua vicenda storica è complessa. Citato in passato nel Battistero, si ipotizza che la sua collocazione originaria fosse sotto l'arco trionfale dell'antico Duomo romanico, come suggerito dalle visite pastorali di fine Cinquecento (Speciani, Bascapè). Successivamente, dopo vari spostamenti, è stato restaurato dal prof. Severino Borotti e collocato nella cattedrale nel 1965.

Affreschi e iconografia nell'Oratorio di San Siro

L'oratorio di S. Siro è decorato con affreschi dedicati a S. Siro, primo vescovo di Pavia e patrono della città. La critica (Gabrielli, Castelnuovo, Segre Montel) inquadra l'affresco nel panorama della prima pittura gotica lombarda. Si riscontrano nell'opera influssi transalpini e una nuova scioltezza di racconto, con un'attenzione aderente alla realtà circostante.

Elemento iconografico Dettaglio descrittivo
Crocifissione Cristo su fondo azzurro con angioletto in volo
Santi Madonna, Marie e figure di cavalieri
Stile Gotico lombardo con intonazioni orientaleggianti

Il Santuario del Santissimo Crocifisso di Boca

Il Santuario del Santissimo Crocifisso, noto per la sua fama miracolosa, rappresenta un caso architettonico di grande rilievo. Il progetto fu affidato al giovane Alessandro Antonelli nel 1821, che ideò un complesso monumentale di dimensioni sorprendenti. A causa di numerose interruzioni, i lavori furono completati solo nel 1895 dal figlio Costanzo. La struttura, caratterizzata dal colore rosso e dalla mole imponente, rimane un punto di riferimento fondamentale per la religiosità e l'architettura della zona.

Santuario del SS. Crocifisso - Boca (No) /Sanctuary of the Holy Crucifix

L'esposizione della Crocifissione di Gaudenzio Ferrari

Nell'ambito della rassegna "Passio", è stata esposta a Novara una gigantografia ad alta definizione della Cappella della Crocifissione del Sacro Monte di Varallo, realizzata da Gaudenzio Ferrari tra il 1517 e il 1520. L'opera, composta da oltre 2000 scatti, copre una superficie di circa 80 metri quadrati, offrendo una visione dettagliata del capolavoro rinascimentale.

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