La Croce Tau: Storia, Significato e la sua Presenza nella Preghiera del Rosario

Vi sarete chiesti almeno una volta nella vita il significato di quella croce, solitamente in legno, a forma di "T", che spesso e volentieri viene indossata dai frati francescani. Il Tau, o Thau, è molto più di un semplice simbolo religioso; è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico (ת), la diciannovesima di quello greco (τ), e corrisponde alla lettera T dell’alfabeto latino. Venne adoperato con valore simbolico sin dall’Antico Testamento, e oggi è un segno inconfondibile della spiritualità francescana e cristiana in genere.

rappresentazione stilizzata della croce Tau in legno

Le Radici Bibliche del Tau

Il primo utilizzo simbolico del Tau si ritrova nel Libro di Ezechiele. Il profeta riporta le parole del Signore: “Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono” (Ez 9,4). Questo segno, posto sulla fronte dei giusti, era un simbolo di salvezza dal castigo imminente. Il “tau”, come ultima lettera dell’alfabeto ebraico e lettera iniziale della parola “toráh” (legge), assumeva un significato immediato per gli ascoltatori della profezia: era il segno della fine e del compimento di tutto, che si identificava con l’amore per la legge divina. Il giusto era quindi un uomo che si aggrappava a ciò che veramente conta, facendosi tutt'uno con la legge di Dio.

Questa tradizione arriva anche al Nuovo Testamento, ripresa nell’Apocalisse di San Giovanni, dove il Tau è descritto come il sigillo del Dio vivente. “Vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: ‘Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio’. E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele” (Ap 7,2-4; 9,4; 14,1). Qui, il Tau diventa chiaramente il segno supremo dell’appartenenza a Dio, in relazione con la vittoria dell’Agnello, e come profezia dell’ultimo giorno, avendo la stessa funzione della lettera greca Omega.

Il Tau nella Tradizione Cristiana

Nel cristianesimo, la lettera Tau è diventata simbolo di salvezza perché richiama la Croce di Cristo. Già San Gerolamo testimoniava che ai suoi tempi la lettera tau (o tav) era scritta come una croce, e non faticava a vedere in questo segno una profezia della croce di Cristo. Il segno si trova già attestato nelle catacombe a Roma, dimostrando la sua antica adozione da parte dei cristiani.

Ai tempi di Gesù, la croce era la condanna per i malfattori, simbolo di vergogna e scandalo. I condannati di quell’epoca venivano legati a un palo dietro la schiena, il patibolo, e poi issati su un altro palo verticale. Con la Pasqua di Cristo, quella croce, e quindi il Tau stesso, non è più un simbolo di vergogna e sconfitta, ma diventa simbolo di un sacrificio per mezzo del quale si è salvati. Il Tau perciò diviene il simbolo della dignità dei figli di Dio, perché è la Croce che ha sorretto Cristo. Portare una croce Tau significa quindi riconoscersi bisognosi della misericordia di Dio e desiderosi di seguire la via della croce.

affresco paleocristiano che mostra simboli della salvezza, possibilmente con un riferimento al Tau

Il Tau prima di San Francesco

L'uso del Tau non è esclusivo dell'ordine francescano. Prima ancora di San Francesco, il Tau appare nelle rappresentazioni di un’altra illustre figura: Sant’Antonio Abate, nato intorno al 251 e morto nel 356, considerato l’iniziatore del monachesimo. Era noto come simbolo di devozione cristiana. Il Tau è anche attestato già dal 1050 come simbolo dell’ordine dei Frati Ospitalieri di San Jacopo di Altopascio (Lucca), comunemente conosciuti proprio come “Cavalieri del Tau”. Dal 1095 venne poi usato comunemente dai Canonici Regolari di Sant’Antonio di Vienne, un ordine ospitaliero a servizio dei pellegrini e degli infermi. Il loro abito era formato da una veste e un manto grigio scuro, con una croce di sole tre braccia di colore azzurro cucita sopra il cuore.

San Francesco d'Assisi e l'Amore per il Tau

Il legame del Tau con San Francesco d'Assisi è profondo e distintivo. Tutto ha inizio nel 1215 quando, all’apertura del Concilio Lateranense IV, Papa Innocenzo III, commentando il Libro di Ezechiele, si soffermò sul Tau. Egli stesso rilanciò ai cristiani il compito di segnare un Tau sulla fronte di tutti, così da permettere a ciascuno un autentico cammino di conversione e di avvicinamento al Signore. Il Papa affermò con ardore che avrebbe voluto essere lui stesso quell’uomo “vestito di lino con al fianco la borsa di scriba” e, così personalmente, passare attraverso tutta la Chiesa a segnare un Tau sulla fronte di tutti, per aprire il cuore di ciascuno ad un autentico cammino di conversione. "Il Tau è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico ed ha la forma di una croce, tale quale si presentava la croce prima che fosse posto il cartello di Pilato."

Ad ascoltare il Papa il 1° novembre del 1215, nascosto tra la folla, si ipotizza ci fosse anche il nostro San Francesco con alcuni dei suoi frati (l’ordine era nato solamente 7 anni prima, nel 1208, proprio con la benedizione di Papa Innocenzo). Da quel giorno, Francesco cominciò a predicare, ancora più intensamente di prima, la penitenza e la conversione, contrassegnando con un Tau la fronte di coloro che lo avvicinavano. Il Tau divenne così il suo segno distintivo. “Con tale sigillo, san Francesco si firmava ogniqualvolta o per necessità o per spirito di carità, inviava qualche sua lettera” (FF 980); “Con esso dava inizio alle sue azioni” (FF 1347). Da allora, Francesco firmava le sue lettere con il Tau, lo disegnava sulle pareti delle celle dei suoi frati, come si vede nel convento di Fonte Colombo, nella valle Reatina.

illustrazione di San Francesco che segna con un Tau la fronte di un frate

Quello di San Francesco per il Tau era un amore che scaturiva da un’appassionata venerazione per la Santa Croce, per l’umiltà del Cristo, oggetto continuo delle meditazioni di Francesco, e per la missione del Cristo che, attraverso la croce, ha dato a tutti gli uomini il segno e l’espressione più grande del suo amore. Per questi stessi motivi, faceva riferimento sempre a Gesù Cristo, lo stesso Signore che gli aveva parlato dal Crocifisso di San Damiano: per la somiglianza che il Tau ha con la croce, ebbe carissimo questo segno, tanto che esso occupò un posto rilevante nella sua vita come pure nei gesti. Il Tau era inoltre, per il Santo, il segno concreto della sicura salvezza e della vittoria di Cristo sul male. Quell’identificazione che in San Francesco - che non a caso amava tanto questo simbolo - si espresse nel miracolo delle stimmate.

Il Tau nella Spiritualità Francescana

Oggi il Tau è simbolo della spiritualità francescana e racchiude in sé valori come l’amore per la pace, la letizia e il Creato. La spiritualità francescana mette al centro la povertà, la fraternità e l’amore per il creato. La più tipica rappresentazione della croce Tau è quella in legno, materiale molto povero e duttile, che richiama i fedeli a uno stile di vita semplice e in povertà di spirito (Mt. 5,3). I figli di Dio sono chiamati a vivere in modo semplice e in povertà di spirito.

Ricevere il Tau, portarlo sul proprio cuore, è l’impegno per un cammino, per una scuola di vita. È il segno di riconoscimento del cristiano, cioè del figlio di Dio, del figlio scampato dal pericolo, del Salvato. Come Francesco, i portatori del Tau sono chiamati ad essere anche portatori di benedizioni, poiché "benedire significa dire bene, volere il bene per qualcuno" (cfr. benedizione di S. Francesco o Nm 6,24-27).

Il Tau e la Preghiera del Rosario

Sebbene l'associazione principale del Tau sia con la spiritualità francescana, molti si chiedono come integrare questo potente simbolo nella preghiera del Rosario. Molti frati francescani recitano quotidianamente la Corona Francescana, un rosario di sette decine dedicato alle sette gioie di Maria, ma il Tau può accompagnare anche la recita del rosario tradizionale.

Anche se non esistono rosari dedicati con croce Tau su piattaforme come Vatican Emporium, è pienamente possibile personalizzare il proprio rosario con questo segno. Molti artigiani vendono piccole croci Tau in legno o metallo che possono essere facilmente sostituite alla croce originale di un rosario esistente. In alternativa, si può utilizzare una decina con croce Tau come portachiavi o bracciale. Sul mercato esistono rosari con croce Tau in legno d’ulivo o metallo, che si possono cercare presso botteghe francescane o negozi online dedicati ai frati. Acquistare una croce Tau separata e applicarla al proprio rosario preferito è un modo semplice e significativo per incorporare questo simbolo. Portare con sé la croce Tau nel rosario ricorda di vivere con fiducia e umiltà, come San Francesco, e di lasciare che il segno del Tau accompagni nella preghiera.

rosario con croce Tau in legno, posato su un tavolo

Il Tau come Sigillo del Dio Vivente nella Nostra Vita

Noi abbiamo impresso sulla nostra fronte questo segno così importante? Certamente, mediante il battesimo, per cui nella nostra anima (di cui la fronte è un simbolo) portiamo un segno indelebile (carattere) che ci assimila a Cristo, in quello che della vita di Cristo è centrale: la sua croce. Questo segno deve diventare vero nella nostra vita e attraverso la nostra vita. C’è un’espressione che sintetizza bene il senso della vita del cristiano: «diventa quello che sei».

Di questo segno ci ricordiamo tutte le volte che ci facciamo il segno di croce, forse la prima preghiera che abbiamo imparato. Se fatto bene, cioè con fede, esso continua ad imprimere su di noi il tav, cioè il sigillo del Dio vivente. Esiste anche, tradizionalmente, una forma ridotta per cui si traccia il segno della croce sulla sola fronte. Ovviamente esso, se è vero, comporta un’identificazione amorosa con la croce di Gesù. Il cristiano segnato con il segno della croce al momento del suo battesimo, deve diventare, portando la croce attraverso le immancabili sofferenze che comporta la vita, imitatore e seguace del Cristo povero e crocifisso.

Gesù ci mette davanti questa verità nuda e cruda: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34). Non dobbiamo pensare che la vita sarà tutta rose e fiori; dobbiamo essere pronti a soffrire, a cadere sotto il peso della nostra croce, a salire il calvario, a morire su di essa. Ma anche senza le stimmate visibili, se compiamo questo cammino con fede convinta, si traduce certamente in noi nel miracolo della trasformazione profonda della nostra vita in sacrificio d’amore. Allora non dobbiamo più avere paura, perché è il Diavolo che ha paura di noi.

Il Tau, Un Simbolo Sacro Potentissimo

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