La Croce Astile della Madonna della Corona: Storia, Collocazione e Significato

La Croce astile più alta del mondo, dedicata a Papa Giovanni Paolo II, si innalza ora maestosamente sul Monte Baldo, nelle immediate vicinanze del celebre Santuario della Madonna della Corona a Spiazzi. Quest'opera monumentale, alta 18 metri - paragonabile a un edificio di sei piani - ha avuto un percorso lungo e controverso prima di trovare la sua collocazione definitiva, diventando un simbolo di fede e un punto di riferimento visibile sulla Val d'Adige.

Foto panoramica della Croce Astile con il Santuario della Madonna della Corona sullo sfondo

Genesi e Caratteristiche della Croce Astile

La Croce astile è stata commissionata all'artista Andrea Trisciuzzi, che l'ha realizzata tra il 1999 e il 2000. Essa è dedicata proprio a Papa Giovanni Paolo II e la sua installazione è avvenuta anche in prossimità della ricorrenza di date simboliche, come l'anniversario dell'attentato a Giovanni Paolo II, avvenuto il 13 maggio 1981 in Piazza San Pietro.

Secondo la spiegazione del teologo don Maurizio Viviani, la croce presenta originali particolari iconologici: alla base si trova scolpita una figura umana, piegata su se stessa, penosa, forse disperata. Sullo stelo, alcune figure, maschili e femminili, si stanno arrampicando con grande sforzo cercando di raggiungere l’apice. La figura più in alto è riconoscibile e ha il volto di Papa Giovanni Paolo II. Il rettore, monsignor Martino Signoretto, ha citato le parole di Gesù: «Quando sarò elevato da Terra attirerò tutti a me», sottolineando il significato spirituale dell'opera.

Dettaglio della Croce Astile con le figure umane e il volto di Papa Giovanni Paolo II

Un Lungo e Controverso Percorso di Collocazione

Il percorso della croce per trovarne la sua collocazione è stato difficile e durato anni. Inizialmente, era stata prevista sul monte Faloria a Cortina d’Ampezzo. Successivamente, la croce arrivò nel 2020 a Malcesine, promossa dal sindaco Lombardi e vicesindaco, e fu proposta come collocazione una zona vicino all'arrivo della funivia di Malcesine sul Baldo, da cui si sarebbe potuta vedere dalla pianura.

Questo progetto scatenò un ampio dibattito nel comune sul Lago di Garda, con diverse manifestazioni di dissenso che coinvolsero enti, associazioni e cittadini. Le associazioni ambientaliste, tra cui il CAI di Verona, Legambiente e il WWF, si espressero fin da subito contrariamente alla collocazione dell'opera sul Monte Baldo. La loro principale preoccupazione era che una croce di queste dimensioni avrebbe stravolto l’ecosistema e il paesaggio del Monte Baldo, un'area di particolare pregio ambientale e naturalistico.

Le obiezioni sollevate includevano:

  • L'implicazione della costruzione di opere accessorie impattanti quali strade, sentieri, recinzioni e illuminazione permanente.
  • La contrarietà al Piano di Gestione Sito Natura 2000 della Comunità Montana del Baldo, che prevede la pianificazione dei flussi turistici nella “zona critica” della Colma di Malcesine.
  • La convinzione che l'opera non avrebbe giovato alle attività di Malcesine, ma avrebbe beneficiato le attività del versante est, per scopi prettamente commerciali.
Il presidente del CAI di Verona, Antonio Guerreschi, ribadì: «Noi abbiamo sostenuto fin dal principio che le nostre montagne non hanno bisogno di una croce di 18 metri né di altre opere».

Finalmente, dopo un lungo peregrinare, la croce astile ha trovato la sua meta. Si è optato per la collocazione su un terreno privato di proprietà della Chiesa, nel Comune di Ferrara di Montebaldo, nei pressi di Spiazzi. Questa soluzione ha messo d'accordo molti, incluso il CAI di Verona, poiché la croce è stata accolta sempre sul Baldo ma sul versante che si affaccia sulla Val d’Adige, considerata la porta d’ingresso al Santuario della Madonna della Corona.

Il sindaco di Malcesine, Giuseppe Lombardi, ha espresso soddisfazione per la scelta, definendo il luogo «molto conosciuto e caro a Papa Giovanni Paolo II». Anche il commissario straordinario Nicola Noviello ha confermato che l'iter si è concluso con l'autorizzazione rilasciata dall'Ufficio tecnico comunale, dopo l'acquisizione dei pareri sull'assenza di problematiche anche di natura paesaggistica.

Mappa del Monte Baldo e della Val d'Adige con indicazione del Santuario e della Croce Astile

Il Santuario della Madonna della Corona: Contesto Storico e Culturale

La Croce astile sorge presso il Santuario della Madonna della Corona, uno dei luoghi più suggestivi dell'alta Italia. Situato a Spiazzi, sulle pendici del Baldo, il santuario è arroccato nella roccia a 774 metri sul mare, a strapiombo sulla valle dell’Adige. Questo luogo, accessibile tramite lunghi percorsi di pellegrinaggio, è annoverato tra i più belli al mondo.

La storia del santuario affonda le radici intorno all’anno Mille, quando nell’area del Baldo vivevano eremiti legati all’Abbazia di San Zeno in Verona. Almeno dalla seconda metà del 1200 esistevano un monastero e una cappella dedicata a Santa Maria di Montebaldo. Tra il 1434 e il 1437, Santa Maria di Montebaldo passò di proprietà ai Cavalieri del Santo Sepolcro di Verona, che ne conservarono la proprietà fino all’intervento napoleonico nel 1806. Al XV secolo risale il gruppo della Pietà, una statua in pietra locale dipinta alta 70 centimetri, venerata come Madonna della Corona.

Nel 1625, quattro metri sopra la precedente chiesa, iniziò la costruzione di un edificio nuovo e più ampio, che fu completata nel 1685. La chiesa fu successivamente rimaneggiata sul finire del XIX secolo e più volte nel XX secolo.

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Il Legame con Papa Giovanni Paolo II

Il Santuario della Madonna della Corona ha un profondo legame con Papa Giovanni Paolo II. Il 17 aprile 1988 fu un giorno particolare: per la prima volta questo luogo mariano fu visitato da un Papa. Wojtyla atterrò in elicottero nello stesso piazzale che ora porta il suo nome e volle incontrare i seminaristi e gli educatori del seminario e dei diversi istituti religiosi della diocesi di Verona.

Durante la sua visita, il Santo Padre spiegò: «È significativo che il nostro incontro si svolga qui, presso la Vergine Addolorata, in questo suggestivo Santuario dedicato alla Madonna della Corona, monumento singolare della fede e della devozione, con le quali nei secoli passati, fino ad ora, il popolo veronese ha saputo stringersi intorno a Maria». Mons. Marek Jedraszewski, arcivescovo di Cracovia, ha ricordato il forte legame di Wojtyla con la Vergine Maria, simboleggiato dal motto Totus Tuus inserito nel suo stemma, e con la croce del Figlio Gesù.

L'arcivescovo di Cracovia ha anche sottolineato due momenti cruciali della vita del Papa: l’innalzamento della croce nel gesto della benedizione all’inizio del suo pontificato (22 ottobre 1978) e l’abbraccio alla croce del Signore alla fine della sua vita, durante l’ultima Via Crucis.

Installazione e Benedizione della Croce

L'area che ospita la Croce è stata preparata con una base di cemento armato, predisposta da uno studio ingegneristico. La Croce è stata fissata dopo essere arrivata con un trasporto eccezionale. Per alzarla, usando due gru, sono servite un paio d’ore, con le manovre tecniche per l’installazione dell’astile che si sono svolte di venerdì.

La benedizione ufficiale della Croce astile è stata celebrata dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, in occasione della solennità del Corpus Domini. La Messa è stata presieduta da mons. Pompili, con la concelebrazione di molti sacerdoti, tra cui il vescovo emerito Giuseppe Zenti, il rettore del seminario, mons. Martino Signoretto, e mons. Pawel Ptasznik da Roma. Mons. Ptasznik ha portato la lettera dell’arcivescovo di Cracovia, che ha espresso la sua gioia per l’installazione della croce dedicata all’«amatissimo Papa San Giovanni Paolo II». Mons. Pompili ha sottolineato che ogni croce «è il punto di congiunzione tra il Cielo e la terra».

Lo scultore Andrea Trisciuzzi, presente alla cerimonia, ha espresso la sua commozione: «Ringrazio Dio e quanti mi hanno permesso di vedere la mia opera installata all’ingresso di un così importante santuario».

Flussi Turistici e Sfide Future

Il Santuario della Madonna della Corona attira ogni anno circa 40.000 pellegrini. Per venire incontro alle necessità di un così alto numero di persone, è stato inaugurato un nuovo parcheggio a servizio dei pellegrini con 150 posti. Il pellegrinaggio a piedi si compie da Brentino, mentre l’accesso con auto o altri mezzi avviene da Spiazzi; da lì si compie anche la Via Crucis e si scende a piedi, o con un minibus dedicato, per un sentiero più breve costellato di sculture e punti di preghiera prima di giungere al santuario.

Tuttavia, il dibattito sulla croce ha acceso anche discussioni più ampie sull'incremento del turismo religioso nella zona. Alcune voci critiche temono che ulteriori progetti, come la realizzazione di un collegamento tra il Santuario della Madonna della Corona/Spiazzi e Tratto Spino/Monte Baldo (15 km di distanza), possano stravolgere l'assetto naturale della zona, attualmente intatta. Si paventa l'asfaltatura di strade sterrate, la costruzione di parcheggi in zone montane incontaminate, la realizzazione di infrastrutture come bagni pubblici in aree prive di servizi basilari, con conseguenti inquinamento ambientale e acustico e problemi di smaltimento dei rifiuti.

Questa preoccupazione è particolarmente sentita poiché l’area punta a diventare patrimonio UNESCO. L’inserimento di opere e infrastrutture massicce, anche a scopo religioso, contrasta in modo stridente con il concetto di montagna e di rispetto per la natura, sollevando la questione se sia opportuno incrementare ulteriormente l’afflusso turistico specificatamente in questa zona così preziosa del Monte Baldo.

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