I Sette Anni di Abbondanza e Carestia nell'Antico Egitto

La narrazione biblica dei sette anni di abbondanza e i successivi sette anni di carestia in Egitto è un episodio centrale della storia di Giuseppe nel libro della Genesi. Questo racconto illustra la provvidenza divina e la saggezza umana nel fronteggiare periodi di prosperità e difficoltà.

I Sogni Turbanti del Faraone

Raffigurazione del Faraone che ha un sogno, con elementi egizi

Due anni dopo gli eventi che lo portarono in prigione, il Faraone fece due sogni che lo turbarono profondamente. Nel primo sogno, egli si trovava presso il Nilo. Ed ecco, salirono dal Nilo sette vacche, di bell'aspetto e grasse, che si misero a pascolare tra i giunchi. Dopo quelle, salirono dal Nilo altre sette vacche, di brutto aspetto e magre, che si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo. Le vacche brutte e magre divorarono le sette vacche belle e grasse. Il Faraone si svegliò, ma si addormentò e sognò una seconda volta.

Nel secondo sogno, ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle. Ma, dopo quelle, ecco spuntare altre sette spighe vuote, sottili e arse dal vento d'oriente. Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Il Faraone si svegliò, consapevole che era stato un sogno.

Alla mattina, il suo spirito era turbato. Perciò convocò tutti gli indovini e tutti i savi dell'Egitto. Il Faraone raccontò loro i sogni, ma nessuno fu in grado di interpretarli.

Giuseppe Viene Ricordato e Chiamato

In quel frangente, il capo dei coppieri parlò al Faraone, ricordando le proprie colpe. Spiegò che in passato, quando il Faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere (lui e il capo dei panettieri), avevano fatto entrambi un sogno con un proprio significato. Con loro c'era un giovane ebreo, schiavo del capo delle guardie, a cui raccontarono i loro sogni ed egli li interpretò, dando a ciascuno l'interpretazione del suo sogno. Le cose avvennero proprio come Giuseppe aveva interpretato: il coppiere fu restituito alla sua carica e il panettiere fu impiccato.

Allora il Faraone mandò a chiamare Giuseppe. Lo fecero uscire in fretta dal sotterraneo; egli si rase, si cambiò gli abiti e si presentò al Faraone. Il Faraone disse a Giuseppe: "Ho fatto un sogno e nessuno sa interpretarlo; ora io ho sentito dire di te che ti basta ascoltare un sogno per interpretarlo subito." Giuseppe rispose al Faraone: "Non io, ma Dio darà la risposta per la salute del Faraone!"

Giuseppe davanti al Faraone che interpreta i sogni

L'Interpretazione dei Sogni e il Consiglio di Giuseppe

Giuseppe Il re dei sogni (2000) - Giuseppe Interpreta I Sogni [2K]

Il Faraone raccontò i suoi sogni a Giuseppe, descrivendo nuovamente le sette vacche grasse e le sette vacche magre, così come le sette spighe piene e le sette spighe secche. Giuseppe disse al Faraone: "Il sogno del Faraone è uno solo: Dio ha indicato al Faraone quello che sta per fare. Le sette vacche belle rappresentano sette anni, e le sette spighe belle rappresentano sette anni: si tratta di un unico sogno. Le sette vacche magre e brutte, che salgono dopo quelle, rappresentano sette anni, e le sette spighe vuote, arse dal vento d'oriente, rappresentano sette anni: verranno sette anni di carestia."

Giuseppe continuò, spiegando che stavano per venire sette anni in cui ci sarebbe stata grande abbondanza in tutta la terra d'Egitto. A questi sarebbero succeduti sette anni di carestia, che avrebbero cancellato ogni ricordo dell'abbondanza precedente e consumato il paese, rendendo la carestia successiva molto dura.

Giuseppe aggiunse che il fatto che il sogno si fosse ripetuto due volte significava che la cosa era decisa da Dio e che Egli si affrettava a eseguirla. Perciò, il Faraone avrebbe dovuto trovare un uomo intelligente e saggio e metterlo a capo del paese d'Egitto. Propose inoltre che il Faraone istituisse funzionari sul territorio per prelevare un quinto sui prodotti della terra d'Egitto durante i sette anni di abbondanza. Questi avrebbero raccolto tutti i viveri di quelle annate buone, ammassando il grano sotto l'autorità del Faraone e tenendolo in deposito nelle città, per servire da riserva durante gli anni di carestia ed evitare che il paese perisse.

L'Ascesa di Giuseppe e la Preparazione

Raffigurazione di Giuseppe che gestisce i granai in Egitto

La proposta piacque al Faraone e a tutti i suoi ministri. Il Faraone disse ai ministri: "Potremmo trovare un uomo come questo, in cui sia lo spirito di Dio?". Si rivolse poi a Giuseppe: "Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, nessuno è intelligente e saggio come te. Tu stesso sarai il mio maggiordomo e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo; solo per il trono io sarò più grande di te." Il Faraone disse a Giuseppe: "Ecco, io ti metto a capo di tutta la terra d'Egitto."

Il Faraone si tolse di mano l'anello e lo pose sulla mano di Giuseppe; lo rivestì di abiti di lino finissimo e gli pose al collo un monile d'oro. Lo fece salire sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: "Abrech!" Così lo si stabilì su tutta la terra d'Egitto. Il Faraone chiamò Giuseppe Zafnat-Paneach e gli diede in moglie Asenat, figlia di Potifera, sacerdote di On (Eliòpoli). Giuseppe aveva trent'anni quando entrò al servizio del Faraone. In questo periodo, Giuseppe e Asenat ebbero due figli: Manasse ("perché - disse - Dio mi ha fatto dimenticare ogni affanno e tutta la casa di mio padre") ed Efraim ("perché - disse - Dio mi ha reso fecondo nel paese della mia afflizione").

Giuseppe si allontanò dal Faraone e percorse tutta la terra d'Egitto. Durante i sette anni di abbondanza, la terra produsse a profusione. Egli raccolse tutti i viveri di quei sette anni, accumulando grano in quantità incalcolabile, come la sabbia del mare, e ripose i viveri nelle città, immagazzinando in ogni città i prodotti della campagna circostante.

L'Inizio della Carestia e la Gestione di Giuseppe

Poi finirono i sette anni di abbondanza e cominciarono i sette anni di carestia, come Giuseppe aveva detto. Ci fu carestia in tutti i paesi circostanti, ma in tutto l'Egitto c'era il pane, grazie alla previdenza di Giuseppe. Tuttavia, anche in Egitto il popolo cominciò a sentire la fame e gridò al Faraone per avere il pane. Il Faraone disse a tutti gli Egiziani: "Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà."

La carestia imperversava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e lo vendette agli Egiziani, mentre la carestia si aggravava. Da tutti i paesi venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe, perché la carestia infieriva su tutta la terra.

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