Le testimonianze etrusche
La forma dell'antica cinta interna di Perugia può ancora tracciarsi agevolmente e le poche lacune si rimpiazzano senza timore di incorrere in gravi errori. Esaminando quanto rimane dell'antica cinta muraria, sebbene si trovino degli angoli molto sporgenti, non accade di rinvenire alcuna costruzione che accenni a forma di torre.
Porte urbiche: Porta Augusta e Porta Marzia
La porta urbica principale presenta due grandi avancorpi formati da torrioni laterali all'ingresso; questo singolare modo di costruzione ci induce a credere che racchiudesse in sé alcunché di commemorativo da farle assumere un aspetto monumentale, ed a ciò appunto risponde l'imponente sua mole, che è la maggiore rimastaci d'epoca etrusca.
Noi incliniamo a credere che all'antica iscrizione commemorativa appartengano le lettere etrusche (alte 20 centimetri) che si vedono incise in alcune pietre messe in opera in un muro costruito posteriormente. Nell'anno 713 di Roma, Ottaviano Augusto strinse d'assedio Perugia; non compiva il terzo lustro che i Perugini, ripristinando la città, scolpirono nell'antico sesto dell'arco, a lettere cubitali, "Augusta Perusia".
I resti di Porta Marzia, altra importante porta urbica etrusca, possono vedersi nell'interno del baluardo dell'ex Forte Paolino; gli elementi appartenenti a un restauro romano del terzo secolo furono infissi nella fronte del muro scarpato dall'architetto Antonio da San Gallo.

Necropoli e monumenti funerari
Fuori della Porta del Monte, sul lato Nord-Est, si trova una necropoli nella quale sono state scoperte undici tombe che fornirono a vari musei, fra cui quello perugino, preziose opere d'arte etrusca. A quasi tre chilometri fuori di Porta del Carmine, nei locali di Monterone, Valiano e Casaglia, sono state scoperte venticinque tombe in un periodo di circa sessant'anni.
Fuori di Porta Romana, presso la Villa del Palazzone, si rinvenne un'altra necropoli con quattordici tombe, tra le quali il famoso ipogeo dei Volumni. Sulla antica via florentina, presso il vocabolo S. Manno, sorge un monumento di bella e solidissima costruzione, probabilmente dedicato al culto e recante una lunga iscrizione a caratteri cubitali.
Opere di epoca romana
Oltre alle strutture difensive, a Perugia e dintorni si conservano diverse testimonianze romane:
- Via del Corso: due cippi innanzi all'ingresso del palazzo pubblico.
- Borgo S. Angelo: basamento recante due iscrizioni nella chiesa omonima.
- Via della Viola e Piazza Aureli: resti di pavimenti a mosaico.
- Presso Perugia: avanzi di un monumento sepolcrale prima di giungere a S. Manno.
Manoscritti, miniature e decorazioni pittoriche
Il patrimonio artistico di Perugia si arricchisce con pregevoli opere librarie e cicli di affreschi. Tra i codici miniati di maggior rilievo figurano:
- Una Bibbia del secolo XI in foglio massimo di pergamena.
- Il Libro della indulgenza di S. Domenico (1343).
- L'Inferno dell'Alighieri, miniato verso la metà del XIV secolo.
- Gli Offici di Cicerone con miniature di artista francese del XV secolo.
Quest'ultimo volume presenta una complessa iconografia, dove le figure rappresentanti le virtù cardinali siedono su fiumi derivanti dal fonte del Paradiso terrestre, arricchite da figure storiche e filosofiche come Socrate, Fabio Massimo e Muzio Scevola.

La Chiesa di S. Angelo: architettura e tesori
Il tempio di S. Angelo rappresenta la costruzione di più remota antichità cristiana in Perugia. Si ritiene che la sua fondazione risalga al V secolo (anno 429). La nave interna è sostenuta da sedici colonne varie di forma e dimensione, con capitelli di svariati ordini tra i quali primeggia il corinzio.
All'interno si conservano importanti cicli pittorici e sculture:
| Opera | Autore/Periodo |
|---|---|
| Crocifisso ligneo | Scuola del Perugino |
| Affreschi del coro | XVI secolo |
| Cristo che parla ai Santi (Pietro e Andrea) | Arrigo Fiammingo (1581) |
Sulla parete S del coro si ammira un affresco di S. Scolastica, S. Girolamo e S. Giovanni Evangelista, opera di Raffaello de Urbino, insieme a lavori di Petrus de Castro Plebis. La sacrestia conserva inoltre una pittura in vetro del XIV secolo raffigurante il Crocifisso tra Maria e Giovanni.