I cristiani evangelici seguono gli insegnamenti di Cristo secondo la comprensione della Riforma Protestante. Le loro chiese appartengono all’area delle cosiddette “chiese libere”: comunità cristiane indipendenti ed autogestite sulla base di un Patto Comune e di una Confessione di fede. Molte di queste si identificano come “Chiesa Cristiana Biblica” per enfatizzare la convinzione sull’autorevolezza della Sacra Scrittura e affermare l'esclusiva dipendenza da essa per ogni materia che riguarda la fede o la condotta. La fede include la credenza nello Spirito Santo che rigenera a vita nuova, santifica e abita nei credenti.
Origini e Natura delle Chiese Libere
La nascita di comunità come la Chiesa Cristiana Biblica di Scandicci, ad esempio, è spesso frutto dell'opera missionaria, come quella di Riccardo e Laura Paul, che giunsero a Firenze nel 1962 con la visione di formare una "chiesa locale" ispirata al modello delle "chiese libere". Questa forma di organizzazione ecclesiastica evangelica ha le sue radici nel puritanesimo anglo-americano e nell’anabattismo europeo.
Si tratta di associazioni volontaristiche di cristiani che, a livello locale, decidono di costituirsi come comunità cristiane indipendenti ed autogestite, sulla base di un Patto Comune e di una precisa Confessione di fede. Le chiese libere si considerano in comunione con qualsiasi chiesa o denominazione che condivida i principi della loro confessione di fede, ma non dipendono amministrativamente da nessuna organizzazione e si sostengono esclusivamente con i contributi volontari dei propri membri.

Identità: Chi sono i Cristiani Evangelici?
"Religione evangelica, evangelisti, cristiani evangelici": questi e altri termini sono spesso usati per identificarli. Tuttavia, il termine con cui preferiscono essere individuati è semplicemente: cristiani. Cristiani perché seguaci di Gesù Cristo, evangelici perché annunciano una "buona notizia", che è appunto il significato della parola vangelo.
Essere chiamati evangelisti è, in un certo senso, un complimento, perché sono i quattro evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) coloro che hanno trasmesso la buona notizia di Gesù Salvatore. I cristiani evangelici amano parlare delle proprie esperienze personali con il Signore e sono presenti su tutto il territorio nazionale con tende di evangelizzazione, marce per Gesù, sale di culto, librerie, concerti "gospel", siti web, pagine social e servizi religiosi trasmessi per radio e televisione.
La Fede e i suoi Fondamenti
I cristiani evangelici non seguono "un'altra religione", ma semplicemente sono cristiani. Credono in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e nella Chiesa del Signore UNICA, SANTA ed INDIVISIBILE, la quale, superando barriere umane di nome, lingua o razza, raccoglie tutti coloro che hanno fondato la loro fede solo sulla salvezza tramite il sacrificio di Gesù sulla croce e sull'insegnamento dell'immutabile Parola di Dio: la Bibbia.
Il nome "cristiano" venne dato per scherno anticamente ai cristiani di Antiochia, perché seguivano Cristo. Anche oggi, non tanto si nasce cristiani, quanto lo si diventa "nascendo di nuovo" (secondo il comandamento dato da Gesù nel Vangelo di Giovanni 3:3). Si è convinti che la propria vita dovrà rendere buona testimonianza al nome che si porta.
Essere evangelici significa credere che la parola "vangelo" vuol dire BUONA NOTIZIA: Gesù è il Figlio di Dio, venuto su questa terra per dare "una nuova vita", la possibilità cioè di ricominciare un rapporto con Dio Padre, che l'umanità aveva perso a causa dei peccati. C'è un nuovo inizio in Cristo, che è l'unica via per ritornare al Padre, come disse Lui stesso (Vangelo di Giovanni 14:6).
2 La (ri)scoperta di Martin Lutero
La Comunità come Famiglia
I credenti sono "concittadini dei santi, e membri della famiglia di Dio", come dice Paolo nella sua lettera ai cristiani di Efeso (2:19). Di solito si chiamano fratelli e sorelle, e le loro comunità danno quel senso di "famiglia allargata" nella quale tutti possono conoscersi e mostrare fraternamente l'amore del Signore. Re Davide, nel Salmo 68, scrive: "Padre degli orfani e difensore delle vedove è lddio nella dimora della Sua santità. Dio dona al solitario una famiglia, trae fuori i prigionieri e dà loro prosperità." In questo senso, ogni comunità di credenti diventa un luogo dove chiunque potrà trovare una nuova famiglia nella fede, pur con tutti i difetti che ancora accompagneranno i credenti su questa terra.
Al di là dei diversi nomi scritti fuori delle sale evangeliche, frutto del ricordo di vari momenti di risveglio o di particolari enfasi dottrinali, tutti i cristiani evangelici condividono la buona notizia del Vangelo: Gesù Cristo li ama, ha vissuto una vita santa, senza peccato, e l'ha poi offerta a Dio come riscatto per i peccati; poi è risorto dai morti, per dimostrare che Lui è Dio; è asceso al Padre e ha dato lo Spirito Santo, che vive con i credenti e li fortifica nella loro testimonianza. Tutto questo Dio lo offre anche a tutti. Egli ha amato così tanto il mondo, che ha dato il Suo Figlio unigenito, in modo che nessuno debba vivere nella morte e nel giudizio di Dio, ma abbia la Vita Eterna! (Giovanni 3:16).
Missione e Nuova Evangelizzazione
Se è vero che missionari non si nasce ma si diventa, allora è necessario mettere in atto iniziative e attività formative non generiche ma specifiche. I padri conciliari lo affermano anzitutto riferendosi alle comunità che nascono in terra di missione. Ciò vale anche per le comunità parrocchiali: anch’esse hanno bisogno di essere formate alla missionarietà. È compito di ogni missionario e di ogni comunità cristiana saper trarre le energie ricevute in dono per diventare valida collaboratrice nella diffusione del vangelo.
I missionari, cooperatori di Dio, devono dar vita ad assemblee di fedeli tali che svolgano le funzioni sacerdotale, profetica e regale, che Dio ha loro affidate. La Lettera a Diogneto, uno scritto del primo secolo, descrive in termini molto vividi la condizione del cristiano nel mondo. Nell’ambito di una nazione, il popolo cristiano “è presente ed è organizzato per annunciare il Cristo con la parola e con l’opera ai concittadini non cristiani per aiutarli ad accogliere pienamente il Cristo” (n.15). Ma questo è un compito richiesto a ogni battezzato: parlare di Gesù e testimoniare la propria adesione di fede con la vita.
Per l'impiantazione della chiesa e lo sviluppo della comunità cristiana, sono necessari vari ministeri che, suscitati nell’ambito stesso dei fedeli da una chiamata divina, tutti devono diligentemente promuovere e coltivare. Non si può eludere il discorso che tocca anche la situazione delle nostre comunità cristiane. Se proprio non si può parlare della necessità di una plantatio ecclesiae, sulla scorta dell’insegnamento di Giovanni Paolo II, si deve certamente ammettere la necessità di una nuova evangelizzazione: nuova non solo nei metodi e nel fervore, ma anche nei contenuti.
Esistono, e talvolta sono molto attivi e fervorosi, gruppi missionari parrocchiali (talvolta anche a livello di diocesi). Essi sono pilotati talvolta da missionari reduci i quali riescono a infondere la loro passione missionaria soprattutto nei giovani. Nuova evangelizzazione significa risvegliare nel cuore e nella mente dei nostri contemporanei la vita della fede.
"Non già che siamo da noi stessi capaci di pensare qualcosa come se venisse da noi, ma la nostra capacità viene da Dio. Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di un nuovo patto, non di lettera ma". Riuniti nello stesso quartiere o sotto lo stesso tetto, si sperimenta quotidianamente che la condivisione moltiplica. In questo umile cammino di una vita quotidiana condivisa, si sperimenta quanto l’incontro delle diversità sia una ricchezza quando passa attraverso il crogiolo della riconciliazione. "Tutto quello che possiamo fare insieme, facciamolo". "Attaccati a Lui, abbiamo il coraggio di mettere tutti i nostri carismi al servizio degli altri". Insieme o individualmente, ognuno con il proprio carisma, si desidera "essere tutto per tutti" e annunciare Cristo.

Il Luogo di Culto e i suoi Simboli
Gli elementi fisici di una chiesa evangelica hanno significati profondi che riflettono i principi della fede.
- La Croce è segno della fede: si crede in Gesù Cristo, condannato e crocifisso dai potenti di questo mondo e risuscitato per la potenza di Dio.
- Il Libro sul tavolo è un esemplare della Bibbia, contenente l’Antico e il Nuovo Testamento. Essa non appartiene solo ai credenti, ma a tutti i cristiani; qui si ascolta il messaggio dell’Evangelo e la richiesta della legge di Dio. Gli insegnamenti che si credono e si cercano di vivere sono tratti soltanto dalla Bibbia, nella convinzione che lo Spirito Santo guidi la lettura.
- Il Pulpito serve per la spiegazione di quanto è scritto nella Bibbia, per la predicazione. Questo compito non è solo di una persona, ma di ogni credente al quale la comunità ritenga utile affidarlo. È il sacerdozio cristiano, dato a tutti, per non creare di nuovo una casta o una classe sacerdotale intermedia e mediatrice tra Dio e l’essere umano.
- La Tavola davanti al pulpito, serve per la celebrazione del sacramento della “Cena del Signore” (detto anche “Eucaristia” o “Comunione”). Ripetendo le parole e i gesti dell’ultima cena di Gesù con i discepoli, si prendono il pane e il vino.
- A destra della Tavola si trova il Fonte Battesimale per la celebrazione del sacramento del Battesimo. Col Battesimo una creatura non diventa automaticamente cristiana, ma è riconosciuta quale parte del popolo di Dio, ci si impegna a testimoniarle la fede, in attesa di una sua decisione responsabile.
- Le Pareti sono nude. La mancanza di quadri, di statue, di edicole e di quanto impreziosisce altre chiese, non dà una buona impressione. Si crede che se Dio ha ordinato di non fare queste cose (leggi Esodo 20:3) va obbedito.
- L’Organo e le Panche sono l’arredo più vistoso, che occupa gran parte della sala. Sono usati dalla chiesa che si ritrova per rendere il suo culto a Dio. Si crede, ed è cosa ovvia, che “la chiesa” siano le persone, i fedeli seguaci di Cristo, e non un locale.
La chiesa (comunità di credenti) è in comunione con le altre chiese evangeliche sparse nel mondo. Il fatto che si tratti di una chiesa cristiana è rilevato da due segni: la retta predicazione dell’Evangelo e la retta amministrazione dei sacramenti: il battesimo e la Cena del Signore.

Il Modello delle Assemblee dei Fratelli
Il movimento evangelico detto “Assemblee dei Fratelli” persegue il modello della chiesa primitiva così come viene descritto nel Nuovo Testamento e si propone di mantenere inalterati i principi che hanno permesso al cristianesimo d’essere la più grande rivoluzione morale e spirituale che la storia ricordi. Lo scopo non è quello di promuovere una religione o una denominazione, ma è quello di far conoscere ciò che la Bibbia dice in merito all’uomo, al suo presente e al suo futuro.
Si è convinti che ancora oggi è possibile diventare discepoli di Cristo, applicando tutti gli insegnamenti della Bibbia, che per i credenti è la Parola di Dio, l’unica ed esclusiva autorità. Non hanno un credo o una confessione propria al di fuori della Bibbia, perché essa esprime compiutamente quello in cui gli uomini devono credere per conoscere il vero Dio e per essergli graditi.
I membri di questo movimento ubbidiscono al comandamento lasciatoci da Gesù, il Figlio di Dio, di annunciare la Sua salvezza a tutte le genti, per mezzo della Sua Parola e della propria personale testimonianza. Sono presenti in gran parte d’Italia con più di 250 assemblee, ciascuna autonoma, ma con stretti legami di comunione con le altre. Ciò ha dato vita a iniziative comuni a livello nazionale e internazionale, nel campo della promozione dei valori biblici, della solidarietà e della gestione di risorse materiali per vari bisogni.
Quali Differenze tra Cattolici ed Evangelici?
Una domanda che spesso viene posta riguarda le differenze tra la tradizione cattolica, la religione più diffusa in Italia, e i cristiani evangelici. Questa è una questione complessa che merita attenzione per comprendere le diverse prospettive teologiche e pratiche.
tags: #cristiani #evangelici #in #comunita