La Croce Rossa Lucchese e le Critiche alla Gestione dell'Accoglienza a Lucca

Le questioni legate alla sicurezza e alla gestione dell'accoglienza dei migranti a Lucca sono state oggetto di vivaci dibattiti e critiche nel corso degli anni, con particolare attenzione alle operazioni della Croce Rossa Lucchese (CRI Lucchese). Le voci di dissenso hanno evidenziato presunte carenze e impatti negativi sulla vita cittadina.

Il Contesto delle Critiche di Marco Santi Guerrieri

Marco Santi Guerrieri, precedentemente segretario cittadino di Fratelli d'Italia e in seguito presidente dell'Associazione Lucca Ti Voglio Bene, ha sollevato forti perplessità riguardo alla gestione dell'ordine pubblico e delle politiche di accoglienza a Lucca.

Santi Guerrieri ha lamentato la "totale cecità" del PD lucchese e del Centro Destra cittadino in merito alla sicurezza, ricordando come le sue posizioni gli avessero attirato accuse di razzismo. Ha definito l'approccio dell'accoglienza diffusa, sostenuto dal Partito Democratico, come una "soluzione a dir poco DEMENZIALE".

La città, secondo Santi Guerrieri, si trova oggi a "convivere con un ammucchiata di sbandati dicotomici fra di loro in tutto e per tutto ma assolutamente simbiotici per quanto riguarda il delinquere a 360 gradi". Questa situazione si ripropone con i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), dove "migliaia di immigrati ancora da identificare, vengono stipati ovunque".

Egli ha tenuto a precisare che è "doveroso non fare di tutta un'erba un fascio", riconoscendo che "alcuni fuggono dalle guerre, altri dalle patrie carceri, altri ancora spiaggiano qui da noi in cerca di un futuro migliore che mai troveranno".

Il Ruolo della Croce Rossa Lucchese nell'Accoglienza

Al centro delle critiche di Marco Santi Guerrieri, presidente dell’associazione cittadina “Lucca Ti Voglio Bene”, vi è stata la gestione della tendopoli della Croce Rossa a Lucca. Ha definito i richiedenti asilo che la frequentano come "fancazzisti d’oltremare per eccellenza" che, grazie all’"uso improprio" della struttura, "fanno i loro propri comodi".

Santi Guerrieri ha descritto la tendopoli con "cancelli perennemente aperti e vari varchi perimetrali", favorendo un "andirivieni di amici, ospiti, clienti e pusher", senza alcun controllo.

La battaglia per la chiusura dell'HUB della Croce Rossa, da lui intrapresa sin dal 2015, coincide con l'anno in cui la CRI Lucchese fu iscritta nel registro regionale dell’associazionismo di promozione sociale, sezione B “Socio Sanitario”. Secondo le sue dichiarazioni, la CRI Lucchese, dopo aver annunciato la sospensione dell'assistenza a circa quattrocento famiglie lucchesi, in un paio d’anni è diventata il "maggior centro di accoglienza regionale", raggiungendo quasi 300 presenze a luglio 2017 e generando "milioni di euro di ricavi".

Tenda di un campo di accoglienza migranti, con persone che entrano ed escono liberamente

Le Conseguenze Sulla Sicurezza e il Commercio di Stupefacenti

Le critiche di Santi Guerrieri si estendono all'impatto sulla sicurezza cittadina, descrivendo un "esercito di migranti economici oggi ben organizzati in bande e dediti alla malavita che oggi invadono le nostre vie cittadine". Egli afferma inoltre che, dalle indagini della Polizia di Stato, risulta che "ne importiamo pure dalle provincie confinanti".

Il commercio di droga è segnalato come diffuso "praticamente ovunque" a Lucca, includendo aree come il piazzale della stazione ferroviaria, l’ex scalo merci, i sottopassi degli spalti murari, i parcheggi sulla circonvallazione e il pieno centro cittadino.

La questione dell'accoglienza si conclude con un interrogativo retorico posto da Santi Guerrieri: "L’accoglienza secondo tambellini?", riferendosi probabilmente alla politica di accoglienza dell'allora amministrazione comunale di Lucca.

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