Il territorio di Arezzo e la sua provincia sono spesso teatro di significative manifestazioni di fede e devozione mariana. La testata La Nazione ha documentato diversi di questi eventi, che uniscono tradizione, spiritualità e partecipazione comunitaria.
"I Luoghi della Madonna del Conforto" ad Arezzo: Una Passeggiata Culturale (Evento 2026)
Per sabato 7 febbraio 2026, dalle ore 15:00, il Centro Sportivo Italiano Comitato di Arezzo con l’Associazione Il Cammino della Traslazione ASD presentano la passeggiata culturale dedicata a “I luoghi della Madonna del Conforto in Arezzo”. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Novena che culminerà con la festa del 15 febbraio.
L'Iniziativa del CSI e "Il Cammino della Traslazione"
“L’iniziativa è organizzata per il terzo anno consecutivo”, dichiarano i promotori dell’evento, “e offrirà ai partecipanti un’esperienza immersiva alla scoperta dei luoghi di devozione alla Madonna del Conforto, figura centrale e identitaria della spiritualità aretina.” La passeggiata sarà un’opportunità per conoscere meglio la storia e la tradizione locale in un contesto di fede e comunità, visitando luoghi non sempre conosciuti, raccontati da chi li vive nel senso più autentico e profondo. Per l’edizione 2026, è prevista anche la novità della rievocazione dei fuochi sacri in onore della Madonna del Conforto con la Benedizione di Don Alvaro, immergendosi nell’antico quartiere di Santa Maria in Gradi guidati dagli antichi abitanti.
Dettagli del Percorso e Testimonianze
La passeggiata inizierà alle ore 15:30 con la partenza e tappe significative, arricchite dalle testimonianze degli antichi abitanti del quartiere di Santa Maria in Gradi. Il percorso prevede:
- Visita all’Orto delle Monache del Palazzo dell’Istituto Diocesano, antica grancia camaldolese in Via Vecchia.
- Visita alla Cappellina in Via Vecchia dove avvenne il miracolo il 15 febbraio 1796, con un momento di racconto e raccoglimento insieme alla custode Sig.ra Giuseppina, Terziaria Domenicana.
- Passeggiata verso il Duomo dei Santi Pietro e Donato di Arezzo, con arrivo al Santuario della Madonna del Conforto.
Culmine della Celebrazione
Alle ore 18:00, i partecipanti prenderanno parte alla Santa Messa in Duomo, celebrata dal Vescovo Mons. Andrea Migliavacca nell’ambito della Novena della Madonna del Conforto. Al termine, ci sarà un saluto con Don Alvaro Bardelli, Parroco del Duomo.
La serata proseguirà alle ore 19:30 con il rientro al San Domenico Village e la rievocazione storica dei Fuochi Sacri dedicati alla Madonna del Conforto, che venivano accesi un tempo nel quartiere di Santa Maria in Gradi, con la benedizione di Don Alvaro Bardelli. Seguirà un momento conviviale con buffet nella sede CSI.

Informazioni per la Partecipazione
La passeggiata è gratuita e aperta a tutti, previa registrazione giornaliera. Per il buffet facoltativo, si prevede un’offerta di 10 euro, con prenotazione obbligatoria entro venerdì 6 febbraio. Si consiglia ai partecipanti di indossare abbigliamento e scarpe adatti alla passeggiata urbana della lunghezza complessiva di circa 2 km.
La Solennità della Madonna del Conforto ad Arezzo: Una Festa di Fede (Evento 2026)
Il 16 febbraio 2026, si è tenuta una grande festa nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro per la solennità della Madonna del Conforto. Una grande partecipazione di popolo ha gremito la Cattedrale di Arezzo ininterrottamente dalle prime ore del mattino e fino a tarda notte, con l’omaggio alla Madre di Dio da parte di persone provenienti da tutto il territorio diocesano e oltre.
Grande Partecipazione e la Presenza del Cardinale Pizzaballa
Ospite della giornata è stato il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che dopo un incontro pubblico del giorno precedente in San Francesco con quasi mille partecipanti, ha presieduto la Messa Pontificale delle 10.30.
Il Messaggio di Speranza del Vescovo Migliavacca
Nel suo saluto all’inizio della celebrazione, il vescovo Andrea Migliavacca ha richiamato il significato profondo della festa, sottolineando come lo sguardo di Maria sia “balsamo per la vita” e luce per il cammino dei fedeli. Un conforto che, ha ricordato, è destinato in modo particolare ai più fragili: poveri, malati, persone sole e quanti soffrono a causa delle ingiustizie e delle guerre. Il pensiero si è rivolto in modo particolare alla Terra Santa, con un riferimento alle sofferenze della popolazione di Gaza e della Cisgiordania.
“Maria, che è patrona della Terra Santa, madre del conforto, porta tu pace e speranza nella Terra del Santo, la Terra di Gesù. Siamo molto grati e lieti dunque che a raccogliere questa parola e questa preghiera del conforto di Maria con noi oggi ci sia il cardinale Pizzaballa”, ha affermato il vescovo Migliavacca. “Lo abbiamo ascoltato anche ieri nella sua toccante testimonianza e oggi lo abbiamo qui a presiedere questo pontificale. È il grazie per questa presenza e disponibilità, ma insieme è il grazie per la testimonianza che lei dà nel nostro tempo in quella terra ed è il grazie che diventa preghiera per lei e per tutti i suoi abitanti, in particolare per i cristiani.”

Il Dono della Croce Pettorale
Al patriarca è stata donata una croce pettorale con l’immagine del Crocifisso di Cimabue, segno di comunione tra le Chiese di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e Gerusalemme. “Un segno per sentire unite le nostre Chiese, nella preghiera e nella solidarietà. E per ricordarci di Gerusalemme, là dove tutti noi siamo nati”, ha detto il vescovo Andrea Migliavacca.
L'Omelia del Cardinale: Fede tra le Macerie
Nella sua omelia, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, richiamando il profeta Isaia, ha ricordato che mentre annunciava “a Gerusalemme sarete consolati”, la città era “desolata e distrutta”. Davanti c’erano macerie, eppure nella fede il profeta vedeva “un banchetto di festa”. Questa immagine parla anche a noi: “Dove vediamo solo macerie… Isaia ci dice che nella fede si può vedere anche qualcosa oltre la realtà immediata.” È “una scelta del cuore”, perché “si vede con gli occhi, ma si vede soprattutto con il cuore”. Quelle macerie non sono solo pietre, ma “disastri umani… nelle relazioni, nella vita”. Tuttavia, “non è tutto perduto, si può ricominciare”, da Gaza alla Cisgiordania, fino alle nostre famiglie, “dappertutto… c’è bisogno di ricostruire, di sanare, di guarire”.
Commentando le nozze di Cana, il patriarca ha sottolineato che non si tratta di “una festa qualunque”, ma dell’immagine dell’alleanza tra Dio e l’uomo. In un mondo segnato dal male, odio, rancore, divisioni, sfiducia, “sembra che il male, il peccato, ci soverchino e regnino nella nostra terra, nelle nostre comunità”. Ma, evocando la figura del drago dell’Apocalisse, c’è una realtà che il male non può dominare: “La donna che partorisce un bambino”, icona della Chiesa che genera vita. “Lì il male non riesce ad entrare.” Questa è la vocazione cristiana: “Essere il luogo che genera vita, essere capaci di guarire le relazioni.”
Nel sottolineare il passaggio della parabola “Non hanno più vino”, il cardinale ha spiegato che è “simbolo della gioia, della vita e della passione”. Maria “è stata capace di vedere quello di cui nessuno si era accorto”. L’invito della Vergine: “Fate quello che vi dirà”, invita a guardare non a strategie umane, ma all’ascolto della Parola, “una parola che genera vita”. L’augurio conclusivo è che ovunque, in Terra Santa come ad Arezzo, possiamo “rendere presente e conservare sempre quel vino, quella gioia che solo Lui ci può dare”.
La Celebrazione Eucaristica del Vescovo Andrea Migliavacca
Nella Messa solenne delle ore 18, presieduta dal vescovo Andrea Migliavacca, il presule nella sua omelia si è concentrato sull’icona biblica del banchetto narrata dal profeta Isaia e dalle nozze di Cana. “Per fare festa - ha detto - occorre il vino, un vino nuovo, il vino che solo l’avvento del Messia può inaugurare. E nel cuore di tutto c’è Maria, colei che dice: ‘Qualsiasi cosa vi dica, fatela’.” Ma per vivere questa gioia occorre sedersi a quella mensa, a quel banchetto e anche, forse, invitare altri. Il vescovo si è interrogato su chi invitare a questo banchetto del regno dei cieli, rispondendo: i peccatori, chi è ferito dalla vita, i malati, chi è disabile, gli emarginati, i poveri.
“Ma c’è ancora posto… e allora invitiamo chi è diverso da noi: ci sono stranieri, gente col colore diverso della pelle, immigrati, disgraziati che si avvicinano a noi e allora sì, li facciamo sedere a tavola con noi, e ci ricordano che la vita l’abbiamo per donare, per condividere.” Il vescovo ha incluso amici, familiari e anche “gente proveniente da luoghi di guerra, Gaza, l’Ucraina, popolazioni africane…”. L’augurio finale è stato: “Buona festa della Madonna del Conforto, buona tavolata… con invitati che ci portano il vino nuovo della consolazione e della pace.”
Passeggiata tra le icone popolari della Madonna del Conforto
L'Arrivo della Madonna di Fatima a Cortona: Un Evento di Fede (Evento 2017)
Il 30 maggio (dell'anno in cui si celebrava il centenario dell'apparizione, presumibilmente 2017), una folla composta ed emozionata ha atteso l’arrivo a Cortona della Madonna di Fatima. La statua è giunta a bordo di un elicottero che è atterrato proprio nel piazzale antistante la Basilica di Santa Margherita, dove è stata gelosamente conservata fino a domenica 4 giugno.
Accoglienza e Presenza delle Reliquie
Insieme alla statua, erano presenti eccezionalmente anche le reliquie dei pastorelli Giacinta e Francesco, recentemente canonizzati da Papa Francesco. Ad attenderla, oltre ai tantissimi fedeli, c’era tutta la Curia, capitanata per l’occasione da Don Alvaro Bardelli, parroco della Cattedrale di Arezzo, stimato e amato cortonese. È stato lui a celebrare la prima Santa Messa che ha dato l’avvio a una lunga e intensa settimana di iniziative di studio e di preghiera. Fino a domenica è stato possibile venerare la sacra immagine e raccomandarsi personalmente alla Madonna.
L’arrivo della statua in città è avvenuto a pochi giorni di distanza dalla celebrazione del centenario dell’apparizione in Portogallo. Era infatti il 12 maggio 1917 quando, a tre giovani pastorelli di Cova da Iria, una località vicino alla cittadina di Fatima, apparve Maria.

Programma della Settimana di Preghiera
Motore di questa interessante iniziativa religiosa è stato l’infaticabile Padre Stefano Giorgietti, rettore e guardiano della Basilica di Santa Margherita, che ha pensato a ogni dettaglio insieme a un nutrito gruppo di volontari. “È un momento di grande grazia”, ha spiegato Padre Stefano Giorgietti, “quando arriva la statua di Fatima giunge questa silenziosa e misteriosa presenza di Maria. Insieme a lei celebriamo anche i due Santi che l’hanno vista Giacinta e Francesco. È un momento di grande dono e di preghiera.”
Ogni giorno erano previste Sante Messe e cerimonie religiose devozionali concentrate nel pomeriggio dopo le lodi mattutine e la celebrazione eucaristica delle ore 8. Durante la settimana, sono stati presenti ben tre vescovi: quello di Arezzo, Cortona e Sansepolcro e i colleghi di Montepulciano e Grosseto. Tra le iniziative per i più giovani, era in programma venerdì 2 giugno alle ore 16 “The Color Run - Coloriamo la nostra vita per Maria”. La partenza era prevista dalla strada del convento delle Celle con arrivo a piazza S. Margherita, dove i ragazzi sarebbero stati accolti da musica, animazioni e una grande “colorata collettiva” animata da Antonio Tricone.
Domenica 4 giugno alle ore 10 si è tenuta la Santa Messa presieduta dal ministro provinciale dei Minori Fra Guido Fineschi e poi il saluto alla Madonna, che è ripartita tra voli di colombe e lancio di palloncini da parte dei bambini.
Il Significato Spirituale dell'Evento
L'arrivo della Madonna di Fatima e delle reliquie dei pastorelli ha rappresentato un momento di profonda riflessione e rinnovamento spirituale per la comunità di Cortona e i fedeli accorsi da diverse località. L'iniziativa ha permesso di riconnettersi con il messaggio di speranza e pace di Fatima, rafforzando la devozione mariana e la consapevolezza del ruolo della fede nella vita quotidiana.