Il Processo di Cottura della Ceramica e le Temperature del Forno

La creazione di un manufatto ceramico è un'arte millenaria, un connubio tra elementi semplici come la terra, l'acqua, il fuoco e, soprattutto, l'abilità della mano umana. Dal periodo neolitico, intorno al 15.000 a.C., quando in Cina furono scoperti i manufatti più antichi, l'uomo ha imparato a trasformare l'argilla in oggetti di utilità e bellezza. Il termine "ceramica" deriva dal greco antico κέραμος, che significa argilla o creta, e si riferisce a un composto di materiali inorganici naturali, privi di parti metalliche, capaci di consolidarsi per effetto del calore.

Infografica che mostra le diverse fasi della lavorazione della ceramica

L'Argilla: Origine e Preparazione

L'argilla, facilmente malleabile grazie alla presenza di acqua che ne esalta la plasticità, si forma in natura dall'azione erosiva e dal trasporto di sedimenti sciolti che si concentrano principalmente in acqua (fiumi, laghi, ecc.). La sua colorazione può variare tra verde, rosso, ocra, bruno, bianco e grigio, a seconda della percentuale di elementi che la compongono, come feldspati, sabbia, ferro, allumina (ossido di alluminio) e quarzo.

Pulizia e Impastatura

Prima di essere modellata, l'argilla naturale necessita di una serie di passaggi: deve essere ripulita dalle impurità tramite stagionatura e successiva lavatura in acqua per disperdere i sali solubili. Un secondo passaggio di pulizia è necessario per eliminare le ultime impurità e i grani più grossi. Solo dopo aver "depurato" il materiale è possibile impastarlo per renderlo più compatto e per rilasciare eventuali bolle d'aria, un passaggio cruciale per evitare la formazione di crepe e altre imperfezioni durante la cottura.

La Foggiatura: Dare Forma all'Argilla

Una volta pronto l'impasto, si procede alla modellazione, che può avvenire secondo la propria creatività o necessità. La foggiatura al tornio è una tecnica ideale per il vasellame e tutti gli oggetti di forma circolare.

La Lavorazione al Tornio

Il tornio, la più antica macchina per questa lavorazione, si compone di un disco, detto "girella", che ruota su un asse verticale. Oggi è azionato da un motore elettrico. Il ceramista immerge le mani in una catinella d'acqua per bagnare l'argilla, in modo che scorra senza attriti sotto le sue dita. Inizia così il lavoro di pressione e modellatura che innalza l'argilla e le dà forma. La combinazione del movimento rotatorio del tornio con la pressione manuale e il sollevamento delle pareti consente al torniante di plasmare l'oggetto, donandogli la forma desiderata.

Operazioni di Finitura

Le operazioni di finitura servono a correggere le imperfezioni della foggiatura e ad applicare le parti accessorie che, per necessità, sono state modellate separatamente.

  • La ritornitura: Ha lo scopo di eliminare i frastagli lasciati dalle sbavature, lisciando gli orli dei manufatti e riducendo la forma grossolana dell'oggetto appena tornito.
  • La guarnizione: Consiste nell'applicazione all'oggetto forgiato delle parti accessorie, come manici o ornamenti, che non si sono potute creare simultaneamente all'oggetto durante l'operazione di foggiatura.

Essiccazione: Preparazione alla Cottura

Quando l'oggetto ha la sua forma, per diventare una maiolica, ha bisogno di cure e soprattutto di tempo. Questa fase ha lo scopo di far evaporare parte dell'acqua precedentemente addizionata all'impasto per suscitarne la plasticità e consentirne la foggiatura. Ciò è reso indispensabile dal fatto che il rapido riscaldamento di un impasto umido all'interno del forno provocherebbe deformazioni e fenditure, se non addirittura la frantumazione in conseguenza dell'intensa vaporizzazione dell'acqua.

Le esigenze della finitura e della manipolazione all'atto dell'infornamento richiedono che le paste siano dotate di una certa rigidità. Come conseguenza dell'evaporazione, l'oggetto subisce una contrazione di volume, chiamata "ritiro". Tale contrazione si produce perché l'acqua incorporata negli interstizi della massa argillosa si elimina, e le particelle plastiche ancora umide scorrono le une sulle altre andando a riempire i vuoti lasciati dall'acqua evaporata. Gli spostamenti che si producono hanno l'effetto di ravvicinare tra loro le particelle e di diminuire quindi il volume totale della massa in modo proporzionale alla quantità di acqua evaporata.

Quando l'azione disseccante comincia a trasmettersi all'interno della pasta e la quantità di acqua in essa contenuta non è più tale da consentire una certa plasticità alla sostanza argillosa, allora gli attriti fra le particelle assumono valori così forti da impedire i movimenti di ravvicinamento. A questo punto si verifica nella pasta la formazione di vuoti e il volume cessa di diminuire: per conseguenza ha origine la porosità. È importante essiccare la ceramica al riparo dal vento e dalla luce diretta del sole, eliminando gradualmente l'acqua in eccesso. L'essiccazione dipende principalmente dal tasso di umidità dell'aria ambiente e dalle correnti d'aria che favoriscono l'evaporazione. Per accelerare il processo, è possibile ricorrere alla "bagnatura", collocando i manufatti in un forno a una temperatura inferiore a 100 °C, consentendo un'evaporazione controllata dell'umidità superficiale.

La Cottura: Il Cuore della Trasformazione

La cottura della ceramica è il processo conclusivo e irreversibile che definisce il prodotto finale in ogni sua caratteristica, conferendogli la durezza e resistenza che un oggetto in argilla solo essiccata non potrebbe mai avere. La progettazione e il controllo del ciclo di cottura, che dura molte ore, sono fondamentali per evitare danni causati da sovracottura o sottocottura. Nel primo caso si ha una vetrificazione eccessiva con conseguente formazione di bolle e deformazione dell'oggetto; nel secondo caso non avviene la fase vetrosa e ne risulta un oggetto troppo fragile.

Grafico delle temperature di cottura per diverse tipologie di argilla

Tipologie e Temperature di Cottura

Le temperature in genere vanno ben oltre i 1000°C e il picco massimo varia in base al tipo di argilla, così come si diversificano le curve di crescita e decrescita, che devono essere sempre graduali e pre-impostate in maniera precisa. Le condizioni termiche della cottura vengono decise in base al risultato che si vuole ottenere e vengono definite nei diagrammi di cottura. Cambia molto anche a seconda della tipologia di oggetto: pezzi di grandi dimensioni, per esempio, avranno bisogno di una curva di cottura più lenta. Quindi ogni infornata sarà fatta di oggetti simili per dimensioni e materiale.

Esistono moltissime modalità di cottura e variano in base al materiale utilizzato. Il pezzo viene cotto da una a tre volte a seconda del risultato che si vuole ottenere; in certi casi potrebbe essere necessaria una quarta cottura, come per la ceramica con oro, che richiede tre lunghissime cotture e grandissime trasformazioni.

Cambiamenti Fisici e Chimici Durante la Cottura

La dilatazione del manufatto è il primo cambiamento fisico. Non bisogna dimenticare che l'argilla, quando viene modellata, ha una determinata misura, ma essiccando si restringe anche del 20% o 30%. Segue l'evaporazione dell'acqua: tra i 250-300°C si ha l'evaporazione dell'acqua assorbita dai materiali argillosi ed è anche la temperatura in cui i pezzi non perfettamente essiccati potrebbero scoppiare nel forno (e in questo caso si sente proprio lo scoppio da fuori). Tra i 450-650°C si hanno le prime reazioni chimiche. La temperatura aumenta in maniera progressiva. Esempio di curva di cottura del gres dimostra quanto sia impegnativo questo passaggio. È di massima importanza eseguire il corretto ciclo di cottura, non solo per non rovinare gli oggetti o addirittura il forno stesso, ma anche per non creare oggetti nocivi.

La Prima Cottura (Biscottatura)

Essiccato l'oggetto, si passa alla cosiddetta "prima cottura", o biscottatura, che avviene tra 1000°C e 1020°C negli appositi forni (anticamente in fornaci a legna; oggi si usano forni a gas o elettrici). Si infornano i pezzi in pile, cioè sovrapposti gli uni agli altri e distanziati con elementi di materiale refrattario. Dopo l'estrazione, si lascia scolare il liquido superfluo; le tracce lasciate dalle pinze nei punti di contatto vengono facilmente eliminate da rapidi ritocchi. A questo punto è possibile applicare i colori sul pezzo.

Attualmente, gli oggetti vengono consolidati in prima cottura attorno ai 960°C. La cottura a bassa temperatura esalta i rivestimenti vetrosi e il colore, mentre quella ad alta temperatura la materia e una sorta di naturalità di impasti e rivestimenti. Allo stato attuale della tecnologia è possibile ottenere un'ampia tavolozza fino a 1250°C. Con gli opportuni accorgimenti chimici e con i cicli di cottura adeguati è possibile sfruttare anche fritte progettate per l'alta temperatura, attingendo al vasto repertorio di effetti e alla vitalità tecnica espressi nella ceramica italiana degli anni cinquanta e sessanta, quando le cotture avvenivano a bassa temperatura (880-960°) e richiedevano tempi a cui non siamo più abituati (10-12 ore per giungere a temperatura, uno o più giorni per raffreddare).

La Decorazione e la Cristallina

I colori per ceramiche sono costituiti essenzialmente da composti di metalli di transizione, i più usati sono gli ossidi, venduti sotto forma di polveri in appositi sacchetti. Una delle difficoltà della pittura su ceramica è data dal fatto che i colori utilizzati per la decorazione cambiano tonalità dopo la seconda cottura, per cui l'artista dovrà prevedere quale sarà il risultato finale del manufatto artistico.

Ceramica

Inoltre, quando i colori sono applicati sullo smalto crudo, cioè su una superficie farinosa, sono assorbiti molto e in modo instabile e ciò non permette interventi di cancellazione e correzione. Infine, i colori applicati sopra smalto tendono a muoversi durante la cottura per la fusione che avviene tra i colori stessi e lo smalto di base; ciò comporta la difficoltà di tracciare un segno netto e contorni ben delineati.

Tocco finale dopo la colorazione dell'oggetto sta nell'applicarvi la cristallina, un composto di silicati e acqua. Grazie a questa miscela vitrea, gli oggetti acquistano brillantezza e resistenza. L'attrezzatura necessaria per eseguire questa fase è data da una pistola per spruzzo e una cabina di raccolta delle polveri per evitare la dispersione nell'ambiente di sostanze tossiche.

La Seconda Cottura (Cottura dello Smalto)

Gli oggetti sono così pronti per essere cotti per la seconda volta ad una temperatura di circa 920-950°C. Durante la cottura la cristallina applicata precedentemente si fonderà con i colori, diventando trasparente. Così l'opera realizzata acquisterà brillantezza e i colori cambieranno il loro aspetto iniziale, mettendo in evidenza la loro bellezza. A questo punto, dopo mesi di lavoro, l'argilla è diventata una preziosa maiolica, sintesi perfetta di tecnica e cuore.

Forni per Ceramica e Regolazione della Temperatura

La regolazione della temperatura nei forni per ceramica è fondamentale per ottenere risultati di cottura precisi e uniformi. La cottura della ceramica comporta diverse fasi che determinano le trasformazioni fisiche e chimiche dell'argilla, nonché degli smalti/ingobbi associati. Un forno per ceramica è un'apparecchiatura appositamente progettata per la cottura dei manufatti in ceramica. Il suo funzionamento si basa sulla regolazione e la gestione delle diverse fasi del ciclo di cottura.

Tipi di Forni

Esistono diversi modelli e tipi di forni per ceramica, come forni elettrici, forni a gas e forni a legna. Ogni tipo di forno ha i suoi vantaggi e le sue caratteristiche. I forni elettrici sono comunemente utilizzati perché offrono una regolazione precisa e sono più pratici da usare. La potenza di un forno per ceramica determina la sua capacità di raggiungere e mantenere le temperature richieste per la cottura della ceramica. Oggi il metodo di cottura più utilizzato è quello elettrico o a gas, anche se esistono ancora artigiani che, come nel passato, utilizzano legno e carbone e che usano forni da loro costruiti. La cottura può avvenire in appositi forni ma anche a cielo aperto, ma in quest'ultimo caso la difficoltà è massima perché la temperatura non si mantiene costante. Le temperature di cottura di tutti i materiali ceramici di artigiani vanno da un minimo di 960°C ad un massimo di 1300°C.

I vecchi forni erano molto grandi e in passato venivano utilizzati collettivamente. Una nuova generazione di ceramisti lavora in modo più individuale, sviluppando i loro differenti stili e costruendo nuovi forni, più piccoli e più veloci. La passione per la cottura a legna, ad alta temperatura, può essere influenzata da luoghi storici come il villaggio di Laborne in Francia, noto per le sue ceramiche e giare prodotte per secoli.

Per quanto riguarda la monocottura, non ha senso farla a bassa temperatura, perché il risultato sarà sempre poroso, a meno che non si stia facendo un pezzo decorativo che non deve essere funzionale in cucina. Non è possibile cuocere nel forno domestico, sono necessari appositi forni.

Programmazione e Regolazione della Temperatura

I forni moderni sono dotati di un regolatore di temperatura che consente di programmare e controllare con precisione le diverse fasi del ciclo di cottura. Il regolatore è dotato di sonde, come le termocoppie, che misurano la temperatura all'interno del forno. Questi sensori inviano segnali al regolatore, che regola la potenza delle resistenze di riscaldamento per mantenere la temperatura desiderata in base al programma.

La regolazione della temperatura è il processo di controllo e mantenimento preciso della temperatura durante il ciclo di cottura. Diversi elementi sono essenziali per la regolazione della temperatura nei forni per ceramica, in particolare i regolatori programmatori con display, le sonde di misurazione della temperatura, le curve di temperatura, i programmi di cottura e le rampe/i livelli. La sonda termocoppia K può misurare temperature massime di 1250°C, ma ha una durata maggiore se non viene utilizzata oltre i 1200°C. D'altra parte, la sonda termocoppia S è in grado di misurare temperature fino a 1500°C ed è ideale per la cottura ad alta temperatura di ceramica e porcellana. Queste designazioni e tolleranze sono regolate dalla norma IEC 60584-1, che stabilisce le funzioni EMF-temperatura. Questi elementi lavorano insieme per controllare e regolare il setpoint durante tutto il processo di riscaldamento.

Un regolatore di temperatura in un forno per ceramica visualizza e monitora costantemente la temperatura tramite termocoppie e regola la potenza di riscaldamento per mantenere il setpoint desiderato. Utilizza programmi preimpostati o personalizzati per controllare la salita, i livelli e la discesa, garantendo così un processo di cottura preciso e ottimale.

In un forno artigianale "discontinuo" o "a muffola", è importante sapere quanto la temperatura interna al forno si discosta da quella segnata dai display collegati alle termocoppie, e l'escursione termica da un punto all'altro del forno. Negli ultimi anni, si è notato che nei forni elettrici la parte bassa del forno riscalda più di quella alta: a volte si arriva a 30-50 gradi di differenza. Per effettuare questi controlli si usano degli anelli di porcellana chiamati anelli Buller. Il calcolo del ritiro in cottura, fatto attraverso una strumentazione apposita e con il controllo su di una tabella, permette di verificare la temperatura con un buon grado di precisione. Alla fine del XIX secolo, Seger e Orton svilupparono il metodo dei coni pirometrici; oggi, il sistema più usato è rappresentato dai pirometri. Il pirometro fornisce in tempo reale l'esatta temperatura dettata da una termocoppia inserita all'interno del forno. La termocoppia è costituita da una coppia di conduttori elettrici di diverso materiale uniti in un punto e sfrutta un preciso fenomeno fisico detto effetto Seebeck, in cui in un circuito formato da due conduttori di natura differente, sottoposto a un gradiente di temperatura, si instaura una differenza di potenziale elettrico.

Curva di Cottura e Rampe

La curva di cottura rappresenta la variazione della temperatura nel tempo durante la cottura. È generalmente definita in base alle esigenze specifiche di ogni tipo di argilla e ai risultati desiderati. La forma del programma di cottura comprende rampe, che corrispondono a periodi di aumento o diminuzione della temperatura. La rampa di aumento della temperatura è essenziale nella regolazione perché definisce la velocità con cui la temperatura aumenta durante il riscaldamento. Una rampa di aumento adeguata consente di evitare shock termici e danni alle ceramiche, garantendo una cottura uniforme e controllata. I regolatori di temperatura efficienti dispongono di una funzione che garantisce il raggiungimento dei livelli di riferimento. Solo dei buoni maestri e l'esperienza aiuterà ad identificare le curve di temperatura preferite.

Durante la cottura della ceramica è fondamentale seguire una curva adeguata, che comprenda rampe di salita e discesa della temperatura. Tuttavia, in genere non è consigliabile aprire il forno per ceramica durante la cottura, salvo diversamente indicato nelle istruzioni del produttore o per esigenze particolari. L'apertura prematura del forno può causare shock termici e compromettere i risultati di cottura.

Scelta del Forno

La scelta del tipo di forno dipende da diversi fattori, tra cui le esigenze specifiche di produzione del ceramista e il tipo di cottura desiderato. Ecco alcune considerazioni da tenere presenti:

  • Tipo di argilla e temperatura di cottura: La natura dell'argilla utilizzata determina la temperatura di cottura richiesta. Assicurati di scegliere un forno in grado di raggiungere e mantenere la temperatura necessaria per cuocere il tuo tipo di argilla. I forni elettrici sono generalmente versatili nell'uso e consentono di controllare con precisione la temperatura di cottura in base alle esigenze.
  • Capacità del forno: Valuta la quantità di pezzi che prevedi di cuocere contemporaneamente per scegliere un forno adatto alle tue esigenze. Le dimensioni interne del forno e la grandezza dei ripiani o delle teglie determineranno la quantità di pezzi che potrai cuocere contemporaneamente.
  • Opzioni di controllo e programmazione: I forni moderni offrono spesso opzioni avanzate di controllo e programmazione. Cerca caratteristiche quali regolatori di temperatura con display preciso, programmi predefiniti per diversi tipi di cottura e la possibilità di creare curve personalizzate.

La Tecnica Raku: Un'Antica Tradizione Rivisitata

La ceramica Raku è una tecnica antica con origine in Giappone, diffusasi in tutto il mondo grazie alla sua unicità e bellezza. Questo metodo di cottura, utilizzato storicamente per creare ciotole da tè, è oggi apprezzato per la sua capacità di dare vita a pezzi unici e irripetibili. Il termine "Raku" significa "gioia" o "piacere", riflettendo l'approccio zen alla creazione di ogni pezzo.

Una delle peculiarità del Raku è l'imprevedibilità dei risultati. Gli artisti che lavorano con questa tecnica accettano e abbracciano l'elemento di sorpresa che deriva dalla reazione dei materiali al fuoco. Negli ultimi decenni, il Raku è stato reinterpretato e adottato da ceramisti di tutto il mondo, che hanno sperimentato nuove tecniche e approcci creativi.

Fasi della Cottura Raku

La preparazione della ceramica Raku inizia con la modellazione dell'argilla, che deve essere lavorata con cura per evitare bolle d'aria e imperfezioni che potrebbero causare fratture durante la cottura. Il passo successivo è la prima cottura, o biscottatura, che avviene in un forno tradizionale a circa 900-1000°C. Questo processo rende l'argilla dura e porosa, preparandola per la successiva applicazione degli smalti.

Dopo l'applicazione degli smalti, i pezzi sono pronti per la cottura Raku vera e propria. I pezzi smaltati vengono posti in un forno Raku e portati rapidamente a temperature molto elevate, solitamente tra i 900 e i 1000°C. Le temperature di cottura sono un aspetto cruciale della ceramica Raku, influenzando direttamente il risultato finale del pezzo. La cottura Raku si distingue per avvenire a temperature relativamente basse rispetto ad altre tecniche ceramiche, generalmente tra i 900 e i 1000°C.

Uno dei momenti più critici è la rimozione dal forno. Quando i pezzi raggiungono la temperatura ottimale, devono essere estratti rapidamente per evitare che si raffreddino troppo lentamente all'interno del forno. Il raffreddamento rapido è un altro elemento distintivo: dopo l'estrazione dal forno, i pezzi vengono immediatamente collocati in contenitori con materiali combustibili, che prendono fuoco a contatto con la ceramica incandescente.

Applicazioni della Ceramica Raku

La ceramica Raku è apprezzata non solo per la sua bellezza estetica, ma anche per la sua funzionalità versatile. Tradizionalmente, era utilizzata per la creazione di ciotole da tè e altri oggetti legati alla cerimonia del tè giapponese, un'arte che richiede equilibrio e armonia. Gli artisti moderni esplorano le potenzialità espressive del Raku, creando sculture, vasi, piatti e altre forme d'arte che sfruttano le peculiarità di questa tecnica. Oltre alla produzione artistica, la ceramica Raku è utilizzata anche in applicazioni educative e didattiche. Molte scuole d'arte e laboratori offrono corsi specifici su questa tecnica, permettendo agli studenti di sperimentare direttamente il processo creativo e di comprendere meglio la relazione tra materiali, temperatura e risultati finali.

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