L'inclusione delle persone con disabilità nella Chiesa è un tema di crescente attenzione, sebbene la piena realizzazione di questo obiettivo rimanga una sfida. Papa Bergoglio continua a promuovere l'accoglienza attraverso gesti concreti, ma la strada per rendere i sacramenti pienamente accessibili è ancora in evoluzione.
Le Sfide dell'Inclusione Sacramentale
Nonostante gli sforzi per una maggiore apertura, non mancano episodi che evidenziano le difficoltà. A Napoli, ad esempio, una mamma di un ragazzo con autismo si è vista rifiutare il sacramento per suo figlio, giudicato "non ancora pronto" dal parroco. Questo solleva l'interrogativo fondamentale: i sacramenti sono davvero accessibili a tutti i credenti con disabilità che desiderano riceverli?
Un Punto di Vista Dissonante sulla "Prontezza"
La questione della "pronuncia" sacramentale è complessa. Un giornalista, scrittore e presidente della "Fondazione Cervelli Ribelli", dopo aver riproposto un suo pezzo per La Stampa su un bambino autistico escluso dalla Prima Comunione a Silvi, nel Teramano, ha offerto un punto di vista dissonante. Egli ritiene che sia troppo semplice etichettare un sacerdote come "cattivo e discriminatore" e sottolinea che un parroco ha la facoltà di stabilire se un bambino possieda le caratteristiche di piena consapevolezza per ricevere un sacramento. Nel caso specifico, il parroco aveva proposto una cerimonia individuale e posticipata, dopo che il bambino aveva avuto una "crisi oppositiva" durante le prove. L'autore stesso racconta l'esperienza con il figlio Tommy, il quale durante la Prima Comunione del fratello maggiore "si è messo a strillare 'Aiuto!' nel momento cruciale della cerimonia", costringendolo a portarlo fuori. Questa esperienza lo ha portato a non porsi più il problema della Comunione per Tommy, non riuscendo a immaginare il suo desiderio o la consapevolezza del significato di un sacramento, dato che gli è stato impossibile spiegare persino cosa significhi morire. L'autore invita a non condannare il parroco, suggerendo che il compito sia piuttosto pretendere una vita terrena il più possibile felice per i figli con "cervelli ribelli", piuttosto che reclamare cerimonie che potrebbero non essere comprese appieno.

Percorsi di Inclusione Riusciti e Pedagogie Innovative
Fortunatamente, esistono numerosi esempi di successo e approcci innovativi che dimostrano come l'inclusione sia possibile con la giusta preparazione e sensibilità.
L'Esperienza di Treviso per la Prima Comunione
Nel maggio scorso, a Treviso, alcuni bambini autistici hanno ricevuto la Prima Comunione nella chiesa della Madonnetta a Santa Maria del Rovere. Per Giampietro, Ottavio e Federica e le loro famiglie, è stata una giornata indimenticabile. Questo evento, tutt'altro che scontato, è stato reso possibile grazie a un percorso particolare. Il parroco, don Adelino Bortoluzzi, ha accolto con disponibilità la richiesta di un gruppo di genitori della Fondazione Oltre il Labirinto. Fondamentale è stato il supporto dello psicologo Stefano Castiglione, che ha "preparato i ragazzi a questo momento" con un percorso di avvicinamento al sacramento, come riferito da Alberto Cais, presidente della fondazione.
Stili di Catechesi e Accoglienza
Arturo Mariani, uno studente universitario diciannovenne nato senza una gamba, ha avuto un percorso privilegiato per accedere ai sacramenti, avendo la madre, Gianna, come catechista. Gianna è ora impegnata nell'inserimento di una bambina Down nel gruppo di Cresima. Stefano, padre di Arturo e membro dell'Ordine francescano secolare, osserva: "Sicuramente sono importanti gli stili con cui si fa catechesi, spesso ancora ancorata a metodi scolastici". Egli si interroga su "Come rendere le comunità ecclesiali ancora più inclusive e accoglienti nei confronti delle persone disabili?", suggerendo che "il problema va visto a 360 gradi: forse manca l’accoglienza in generale, che richiede sensibilità, coscienza, disponibilità, preparazione."
Pedagogie Specifiche: L'Esempio Francese
Oltralpe, non mancano segnali promettenti. Anne Herbinet, pedagogista e responsabile nazionale del Settore per la catechesi ai disabili della Conferenza Episcopale Francese, racconta un'iniziativa della diocesi di Grenoble. Lì, i catechisti hanno sviluppato "una pedagogia particolare per permettere ai giovani colpiti da autismo di cui si occupano di partecipare al sacramento della riconciliazione". Dato che questi ragazzi non parlano ma utilizzano pittogrammi, dopo aver avvertito il sacerdote, "hanno utilizzato dei sassi dipinti per esprimere la loro colpa e il peso dei loro peccati, scegliendo quelli su cui era raffigurato ciò che volevano esprimere, portandoli in una piccola borsa consegnata al confessore". Il sacerdote, vedendo i messaggi, "libera" i ragazzi dal peso dei sassi.

Difficoltà e Possibilità di Inclusione in Italia
Anche in Italia le parrocchie possono fare molto per una maggiore inclusione, sebbene Laura Previdi, insegnante in pensione e madre di un ragazzo con grave disabilità, indichi tre motivi di difficoltà:
- Le difficoltà che la Chiesa locale e globale affronta, con crisi di fondo come quella della famiglia.
- La mancata disponibilità da parte dei credenti.
- La modesta frequentazione delle strutture ecclesiali da parte delle famiglie con figli disabili.
Laura racconta che suo figlio Marco, 42 anni, è uno dei pochissimi in parrocchia abituato ad andare a messa con loro e vuole fare la Comunione. Don Vasco Giuliani, presidente della Fondazione Opera Diocesana d'Assistenza Firenze onlus (Oda), sottolinea la difficoltà nel rilevare i bisogni di spiritualità di un disabile intellettivo, ma ribadisce che "se vogliamo compiere un servizio alla dignità della persona dobbiamo individuare un linguaggio che superi quella che sembra una difficoltà di comunicazione insormontabile".
Risorse per la Preparazione alla Cresima
L'Ufficio Catechistico offre spunti e materiali per aiutare i catechisti nella preparazione alla Santa Cresima, specialmente quando si devono riprendere percorsi interrotti o sintetizzare contenuti complessi. Le proposte mirano ad affrontare il tema della Chiesa e dello Spirito Santo in modo accessibile:
- Canzone: "Guerriero" di Marco Mengoni, che esprime la forza e la protezione dello Spirito Santo.
- Racconto: "I colori delle persone", che illustra come l'armonia nel gruppo e nella Chiesa si costruisca mettendo le proprie capacità a servizio degli altri.
- Racconto: "La piccola orchestra", che mostra come per essere un gruppo armonioso siano necessarie sia le doti individuali sia la sintonia nel suonare.
- PowerPoint: "La Chiesa casa di Dio", per chi preferisce un approccio più tradizionale e strutturato, riassumendo i concetti principali della Chiesa, seguendo le unità V e VI di "Sarete miei testimoni" (La Chiesa vive nel mondo e Confermati nel dono dello Spirito Santo).
Un'attività pratica consiste nel proporre a ciascun ragazzo di scegliere una sedia tra tanti modelli, scrivere il proprio nome e il posto che vorrebbe occupare nella comunità, per poi inserirla nella foto della propria parrocchia. Queste diverse prospettive permettono di affrontare i temi della Chiesa e dello Spirito Santo in base alla sensibilità del gruppo e dei singoli ragazzi, con il compito del catechista di adattare i materiali.
Chi è lo SPIRITO SANTO? | Preparare i RAGAZZI alla Confermazione (1 di 2)
Il Percorso di Fede di un Ragazzo Autistico verso la Cresima
Un giovane autistico condivide la sua profonda esperienza di fede e il suo cammino verso la Cresima, offrendo una testimonianza preziosa sull'integrazione e la spiritualità.
Riflessione Esistenziale e Spiritualità
La sua riflessione esistenziale, con gli anni, è diventata anche filosofica e religiosa. Egli ipotizza che per i suoi coetanei neurotipici, la riflessione sul significato della propria vita sia iniziata in età più avanzata. Fin da bambino, si trovò di fronte alla domanda del perché gli fosse toccata la sorte dell'autismo, che lo rendeva "uno straniero così diverso da tutti". Si considera una persona molto incline alla vita interiore, privilegiando la riflessione e la percezione per riordinare il proprio vissuto e le proprie emozioni.
La Scoperta della Fede e la Preparazione ai Sacramenti
Intorno ai tredici anni, notò che il padre e i fratelli tornavano dalla messa domenicale "come trasformati, in meglio". La sua incapacità di parlare lo portava a concentrarsi sull'interiorità altrui, e avvertiva un cambiamento in loro. Crede che ogni essere umano percorra un cammino unico, interrogandosi sul significato ultimo della nascita, della vita e della morte, e riconoscendo l'impossibilità della scienza di dare risposte esaustive. Egli afferma che "la fede e l’ateismo siano due misteri complementari della vita umana" e invita a sospendere il giudizio sulla sua esperienza, lasciando che le sue parole generino riflessioni personali utili per il proprio cammino.
Suo padre gli fece conoscere don Ben, un sacerdote che lo accolse senza discriminazioni, una piacevole sorpresa per lui. Don Ben organizzò una preparazione "da privatista" per la sua Prima Comunione. Poco dopo, il ragazzo espresse il desiderio di prepararsi per la Cresima, per "recuperare" i suoi coetanei impegnati nello stesso percorso. I suoi genitori, con don Ben, incontrarono questi ragazzi per spiegare loro l'autismo e le peculiarità del suo comportamento, fornendo conoscenze e strumenti per entrare in contatto con lui.
L'Integrazione nel Gruppo Cresima e l'Importanza dell'Amicizia
Nel gruppo di preparazione alla Cresima, il ragazzo ha trovato "eroi del quotidiano", ragazzi e ragazze che non si sono lasciati intimorire dagli aspetti più inquietanti del suo autismo, ma sono rimasti fedeli alla percezione della sua umanità bisognosa d'aiuto. Egli osserva che in questo, i giovani sono stati "più bravi e capaci degli adulti", insegnando l'importanza dell'integrazione. Ha trovato tanti veri amici, tra cui Gabriele, Francesca "la mia voce" (che leggeva ciò che lui scriveva), Riccardo (che ancora oggi suona le percussioni con lui alla messa dei giovani), e molti altri. "Discutendo, suonando, mangiando, facendo viaggi insieme abbiamo vissuto la piena integrazione", afferma. Per lui, "non esiste al mondo persona esclusa che non possa essere recuperata a una dimensione di integrazione".
Un appuntamento fisso settimanale in parrocchia con il padre e il computer portatile è stato cruciale, non come esperienza occasionale, ma come integrazione stabile in un percorso di crescita comune che includeva uscite e la partecipazione alla messa domenicale.
L'Esperienza Post-Cresima e la Comunità di Bose
Dopo la Cresima, il gruppo ha proseguito le sue attività regolarmente. L'esperienza più significativa è stata una settimana trascorsa presso la Comunità Monastica di Bose. Qui, ha potuto sperimentare l'incontro tra il suo autismo e la vita monastica. Descrive la vita a Bose come faticosa per un autistico, poiché ogni istante è così intenso da sfiorare a volte la crisi, essendo incapace di rifugiarsi nella superficialità per riprendere fiato. Tuttavia, a Bose ha anche vissuto esperienze bellissime, in primis una forte relazione con Dio, percependo lo Spirito "all'opera in modo particolare". Per lui, Bose è un luogo in cui "una persona diversa come me può essere accolta e sperimentare un’integrazione compiuta, l’essere trattati come tutti gli altri pur nella coscienza della diversità".

Eventi Speciali per Sacramenti Inclusivi
Per le famiglie di ragazzi disabili, i momenti di Prima Comunione e Cresima possono essere difficili da gestire. Fortunatamente, esistono iniziative dedicate.
Sacramenti a San Giovanni Rotondo e Treviso
A San Giovanni Rotondo, presso il Santuario dei Frati Minori Cappuccini Santa Maria delle Grazie (il convento di Padre Pio), è ormai tradizione celebrare sia le Prime Comunioni che le Cresime per ragazzi con disabilità. Grazie alla collaborazione di TMA Group, della onlus partenopea L'amico speciale, del gruppo di preghiera Il Cireneo e della Fondazione Oltre il Labirinto, da alcuni anni viene offerta questa opportunità alle famiglie provenienti da tutta Italia. Nel prossimo ottobre, il 18 e 19, bambini e giovani con disturbo autistico, della comunicazione e della relazione saranno accolti dai frati cappuccini nei luoghi di Padre Pio per ricevere i sacramenti della Prima Comunione e della Confermazione.
Il venerdì pomeriggio, genitori e figli possono incontrare personalmente il rettore del santuario per essere accolti e ricevere la sua benedizione. Operatori esperti si occupano dei ragazzi in albergo e per tutta la giornata successiva. Il sabato mattina, viene celebrata una Messa in forma privata durante la quale sono impartiti i sacramenti, seguita da un pranzo e una festa con musica e spettacolo. L'associazione L'amico speciale mette a disposizione anche servizi foto, fiori e bomboniere, curando la cerimonia nei minimi dettagli.
A Treviso, inoltre, il 16 giugno presso la Chiesa di S. Anna Madre della Beata V. Maria, sono state celebrate le Prime Comunioni grazie alla disponibilità di Don Adelino Bortoluzzi, parroco di Santa Maria del Rovere, che ha aperto le porte a questa iniziativa.
Chi è lo SPIRITO SANTO? | Preparare i RAGAZZI alla Confermazione (1 di 2)
La Lettera dell'Arcivescovo ai Cresimandi: "Il Frutto dello Spirito"
La preparazione spirituale per la Cresima è fondamentale per tutti i ragazzi. L'Arcivescovo, nella sua lettera "Il frutto dello Spirito" (Centro Ambrosiano), si rivolge ai cresimandi, prendendo spunto da una domanda di uno di loro, Matteo: "Come si fa a pensare ai frutti della nostra vita quando abbiamo in mano solo dei semi? Alla mia età non riesco proprio a pensare che qualcosa che sono adesso servirà quando sarò grande…".
Semi, Preghiera e Frutti dello Spirito
Partendo da questo interrogativo, l'Arcivescovo invita Matteo e tutti i ragazzi a comprendere che la ricchezza dei frutti risiede nei semi che ognuno già possiede, anche in giovane età. Sottolinea che le risposte più vere e importanti non possono essere fornite da nessuno, ma si possono trovare attraverso il "bellissimo e affascinante dialogo con il Signore che è la preghiera".
La lettera si ispira al testo di San Paolo ai Galati (Gal 5,22) e suggerisce cinque "preghiere" allo Spirito Santo per chiedere e ottenere il "frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé". Ogni preghiera è introdotta da una breve e semplice spiegazione del valore e delle caratteristiche del frutto. L'Arcivescovo ricorda che crescere da cristiani, mettersi in ascolto della Parola del Signore ed entrare in relazione con Lui attraverso la preghiera è la conseguenza di una personale disponibilità allo Spirito, protagonista della Cresima.
Lo Spirito, continua il Cardinale, "ti connette sempre a Gesù: puoi così navigare nella sua mente, nel suo cuore, nelle sue azioni e nel suo amore… All’infinito". Crescere significa impegnarsi a far fruttificare i doni ricevuti, valorizzando con l'aiuto dello Spirito tutte le occasioni della vita quotidiana per diventare veri testimoni di Gesù. L'Arcivescovo conclude dedicando una preghiera a Matteo e a tutti i cresimandi, invitandoli a impararla a memoria affinché diventi la "colonna sonora" della loro giornata, da vivere al "ritmo e con il gusto dei 'frutti dello Spirito'!".
