Paravati è divenuto un luogo di fede e pellegrinaggio tra i più importanti al mondo, strettamente legato alla figura di Natuzza Evolo, la mistica calabrese le cui opere e messaggi hanno toccato il cuore di milioni di fedeli. La sua grande forza interiore, la sua benevolenza e la sua umiltà sono state le armi che le hanno consentito in primo luogo di essere messaggera del “Cuore Immacolato di Maria” ed in un secondo momento di diventare un faro per la comunità e per i fedeli.

Natuzza Evolo: Una Vita Dedicata alla Fede e al Prossimo
La dedizione di Natuzza al prossimo era totale, come testimoniato in un'intervista dove le fu chiesto se non le pesasse essere cercata da miriadi di persone. Con la semplicità che la contraddistingueva, Natuzza rispose: “No, sono sincera, stare vicina agli altri non mi è mai pesato. Quello che ho fatto e che quando mi è possibile, ma sempre più raramente, continuo a fare è frutto dell’amore di Gesù verso tutti noi. Io sono solo un mezzo.”
Le persone si rivolgevano a lei per svariati motivi, cercando aiuto per risolvere i loro problemi più disparati. “Vogliono essere aiutati a risolvere i loro problemi. Alcuni sono schiavi della droga, altri dell’alcolismo, altri ancora soffrono per le incomprensioni che ci sono nelle loro famiglie o nel loro ambiente di lavoro.” Natuzza era considerata messaggera della Madonna, ma anche di Dio, degli Angeli Custodi (descritti come bambini tra gli 8 ed i 10 anni vestiti di bianco) e delle anime ascese in cielo. Anche il tema della famiglia le stava a cuore: rintracciava il problema della società odierna nella troppa voglia di inseguire la carriera, affermando che questo "ruba tempo alla famiglia".
Il Ponte di Fede: Un Pellegrino tra Medjugorje e Natuzza
Le connessioni tra la spiritualità di Natuzza e altri luoghi di apparizioni mariane, come Medjugorje, emergono in diverse testimonianze. Un caso emblematico è quello di un pellegrino che si era recato a Medjugorje per chiedere la grazia per un fratello gravemente malato. Questa lunga malattia aveva innescato una profonda conversione nei due fratelli, portando all’umiltà e all’accettazione della sofferenza in uno sguardo di fede.
In seguito, tramite la lettura di un libro su Natuzza, il pellegrino aveva conosciuto la sua storia e il conforto che dava alle persone sofferenti, decidendo così di scriverle chiedendo preghiere. Tornato a Medjugorje, questa volta per ringraziare la Madonna della guarigione spirituale del fratello defunto, egli andava a pregare sulla collina delle Apparizioni, spesso di notte, in un ambiente di pace e solitudine. La notte del 20 Settembre 2003, l’ultimo giorno della sua permanenza, mentre pregava vicino alla statua della Madonna, vide una donna piccola di statura, vestita di nero, con un fazzoletto in testa, che pregava rivolta alla statua. Tornato dal pellegrinaggio, il 15 Ottobre 2003 incontrò Natuzza a Paravati e le narrò quanto gli era accaduto, evidenziando una misteriosa e profonda interconnessione spirituale tra i due luoghi e le due figure.

Padre Gabriele Amorth e la Risonanza dei Messaggi Mariani
La risonanza tra i messaggi mariani di Medjugorje e le rivelazioni ricevute da Natuzza Evolo è stata sottolineata anche da figure di spicco della Chiesa. Un esempio significativo è il libro “Un esercito contro il male” (Rizzoli) di Padre Gabriele Amorth, a cura di Paolo Rodari (vaticanista di Repubblica) e Roberto Zanini (giornalista di Avvenire). Quest'opera offre un itinerario chiaro, semplice e diretto, un invito alla letizia e alla pace dei cuori, un appello all’umanità dolente a non smarrirsi nel luccichio ingannevole della ricchezza, della superbia, del potere e del piacere.
Padre Amorth, esorcista tra i più apprezzati e conosciuti, ha percorso questo itinerario offrendo la sua devozione alla Madonna e la sua Buona Parola. Le sue catechesi erano tutte ispirate ai messaggi delle apparizioni della Madonna di Medjugorje, ai quali il mariologo ha sempre creduto, avendo avuto modo in più occasioni di sottolineare la sincerità dei veggenti della cittadina bosniaca, visitata da lui stesso e da milioni di pellegrini. Come ha scritto monsignor Giovanni D’Ercole nella postfazione del libro, “l’attento lettore non potrà non osservare come padre Amorth illumini i messaggi mariani con il riferimento puntuale alla Parola di Dio, riportando il tutto alla vita concreta di ogni giorno.” Viene evidenziata una quasi naturale armonizzazione tra messaggi mariani e Parola di Dio, trasformando le parole del sacerdote in "cristianesimo concreto, fermento di speranza".
È proprio in questo contesto che emerge la profonda connessione: “Dopo avere letto questo libro che Zanini e Rodari hanno curato con grande professionalità - offrendo ai lettori un patrimonio di Fede che altrimenti sarebbe caduto nell’oblio - ci è sembrato quasi di risentire le parole contenute nei messaggi che la Vergine Maria ha consegnato a Natuzza Evolo, la grande mistica con le stimmate morta in odore di santità il primo novembre del 2009.” Questa affermazione suggella il riconoscimento di un pensiero e una spiritualità comuni, che travalicano i singoli contesti delle apparizioni.

Il Cuore del Messaggio di Natuzza: La Preghiera e i Cenacoli Familiari
Il messaggio centrale di Natuzza, in perfetta sintonia con gli appelli mariani globali, incluso quello di Medjugorje, è un forte invito alla preghiera e alla penitenza. Mamma Natuzza affermava: “La Madonna mi ha detto che Gesù è triste. Il mondo rinnova continuamente la sua crocifissione, quindi c’è bisogno di fare penitenza e di pregare molto.” Al suo desiderio di compiere la volontà della Vergine, la risposta fu chiara: “Parlate con tutti i tuoi amici di fare un cenacolo in ogni famiglia, pure di tre o quattro persone. Cominciano così e poi piano piano s’ingrandiscono e la preghiera aumenta.”
Questo invito alla preghiera comunitaria, se “fatto con fede e di continuo, se fatto con amore e senza fanatismo, può crescere, può amare, può invogliare gli altri e il Signore sarà certamente più contento, perché alleggeriamo il suo dolore.” Natuzza ha testimoniato il successo di questi cenacoli familiari: “Io ho parlato con le persone e a poco alla volta i Cenacoli sono aumentati. La Madonna adesso è tanto contenta, però ogni volta mi dice: ‘Crescete e moltiplicatevi perché questa preghiera giova tanto per la riparazione dei peccati del mondo e per salvare i giovani’.” Un invito forte e senza tempo alla preghiera come strumento di salvezza e riparazione, che riecheggia in molti messaggi della Vergine Maria in diverse parti del mondo.
Cenacoli di Preghiera? Mezzi efficaci per il Paradiso

tags: #cosa #pensava #natuzza #di #medjugorje