Il Significato Profondo della Solennità del Corpus Domini

Oggi si celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, comunemente nota come “Corpus Domini”. Questa festa cattolica, il cui significato letterale è “Corpo del Signore”, celebra la presenza reale e sostanziale di Cristo nell’Eucaristia, istituita da Gesù nell’Ultima Cena. Come ci insegna il “Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica”: «Gesù Cristo è presente nell’Eucaristia in modo unico e incomparabile. È presente infatti in modo vero, reale, sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità. In essa è quindi presente in modo sacramentale, e cioè sotto le specie eucaristiche del pane e del vino, Cristo tutto intero: Dio e uomo».

Rappresentazione artistica dell'Eucaristia con il Corpo e il Sangue di Cristo

Origini Storiche della Solennità

L'origine della solennità del Corpus Domini è relativamente recente, risalendo al periodo medievale, in particolare al XIII secolo.

Le Visioni di Santa Giuliana di Cornillon (o di Liegi)

Le radici della festa vanno ricercate nella Gallia belgica, grazie alle rivelazioni della Beata Giuliana di Retìne, priora nel Monastero di Monte Cornelio a Liegi. Nel 1208, all'età di 16 anni, Giuliana ebbe una prima visione, che poi si ripeté più volte nelle sue adorazioni eucaristiche. La visione presentava la luna nel suo pieno splendore, con una striscia scura che la attraversava. Il Signore le fece comprendere che la luna simboleggiava la vita della Chiesa sulla terra, mentre la linea opaca rappresentava l’assenza di una festa liturgica specifica per celebrare l’Eucaristia.

Per circa vent’anni Giuliana, che nel frattempo era diventata la priora del convento, conservò nel segreto questa rivelazione. Poi si confidò con due amiche e con il canonico Giovanni di Losanna, al quale chiese di interpellare teologi ed ecclesiastici sull’istituzione di tale festa. Le risposte furono positive e incoraggianti. Infine, Roberto di Thourotte, vescovo di Liegi, accolse la proposta e istituì, per la prima volta, la solennità del Corpus Domini nella sua diocesi nel 1246, fissando la data al giovedì dopo l’ottava della Trinità.

Icona o affresco di Santa Giuliana di Liegi con la visione della luna

Il Miracolo Eucaristico di Bolsena

L'istituzione ufficiale della festa a livello universale è legata al cosiddetto miracolo di Bolsena, avvenuto nel 1263. Le cronache del tempo raccontano che un sacerdote boemo, don Pietro da Praga, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a celebrare la Messa nella Chiesa di Santa Cristina a Bolsena. Tormentato da dubbi sulla presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, vide sgorgare gocce di sangue dall’ostia che teneva tra le mani al momento dello spezzare del Pane. Il sangue macchiò i lini dell’altare, il corporale e persino il pavimento.

Il panno di lino macchiato di sangue è ancora conservato presso la Cattedrale di Orvieto, nella cappella detta “del corporale”. Anche in chiesa a Bolsena restano lastre di marmo macchiate, testimonianza visibile dell’evento. Ogni anno, il Corpus Christi viene celebrato con una solenne processione ad Orvieto, in cui il corporale viene portato in processione.

Fotografia del corporale insanguinato di Bolsena o della Cattedrale di Orvieto

L'Istituzione Papale e il Ruolo di Urbano IV

Alla causa della festa del Corpus Domini fu conquistato anche Giacomo Pantaléon di Troyes, che aveva conosciuto Santa Giuliana durante il suo ministero di arcidiacono a Liegi. Divenuto Papa con il nome di Urbano IV, e venuto a conoscenza del miracolo di Bolsena, decise di estendere la solennità a tutta la Chiesa. Così, l'11 agosto 1264, Papa Urbano IV pubblicò la bolla Transiturus de hoc mundo in cui, dopo aver esaltato l’amore di Nostro Signore Gesù Cristo espresso nella Santa Eucaristia, ordinò la celebrazione annuale della solennità del Corpus Domini per la Chiesa Universale. La bolla prevedeva poi varie indulgenze per i fedeli che partecipano alla Santa Messa e all’Ufficio.

La data della celebrazione fu fissata nel giovedì che segue la prima domenica dopo la Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). In molti paesi, tra cui l’Italia, da qualche decennio la data di celebrazione è stata spostata alla domenica successiva per facilitare la partecipazione dei fedeli.

L'Inno di San Tommaso d'Aquino

Papa Urbano IV incaricò il teologo domenicano Tommaso d’Aquino di comporre l’officio della solennità e della Messa del Corpus et Sanguis Domini. In quel tempo, era il 1264, san Tommaso risiedeva, come il Pontefice, nella città etrusca di Orvieto, nel convento di San Domenico. Il Doctor Angelicus insegnava teologia nello studium orvietano e ancora oggi presso San Domenico si conserva la cattedra dell’Aquinate e il Crocifisso ligneo che gli parlò. Tradizione vuole infatti che proprio per la profondità e completezza teologica dell’officio composto per il Corpus Domini, Gesù - attraverso quel Crocifisso - abbia detto al suo prediletto teologo: "Bene scripsisti de me, Thoma".

Illustrazione o statua di San Tommaso d'Aquino che scrive

Il Significato Teologico e l'Istituzione dell'Eucaristia

La solennità del Corpus Domini sposta l'attenzione sull'intima relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa, fra il Corpo del Signore e il suo Corpo mistico. Senza dubbio, se Nostro Signore ci avesse amato soltanto fino alla croce, fino a dare la vita per noi, sarebbe già stata una prova di immenso amore, ma il Signore volle fare di più.

Il Cuore di Gesù è Cuore divino, e Dio è eterno ed anche il suo amore non può morire: «Io sarò con voi sino alla consumazione dei secoli». Nella notte stessa in cui fu tradito da uno dei suoi amici più intimi, Giuda, e i suoi nemici radunavano falsi accusatori, armavano soldati per la sua cattura, Gesù, nel Cenacolo, circondato dai suoi Apostoli, diede una prova solenne di tutto il suo amore per gli uomini. «Non vi lascerò orfani», esclamò, «ma sarò sempre con voi».

Quel Cuore adorabile, pieno d'amore, si commosse, pensando alle anime che avrebbero avuto bisogno di nutrimento spirituale, della sua forza. Decise allora di darsi come cibo. Verso la metà della cena, prese il pane, alzò gli occhi al cielo, lo benedisse, lo spezzò e lo distribuì agli Apostoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio Corpo». Similmente fece del vino che distribuì dicendo: «Prendete e bevete, questo è il mio Sangue; ogni qualvolta farete questo, fatelo in mia memoria». Ecco compiuta l'istituzione del Sacramento dell'amore, l'Eucarestia, il Sacramento che fa vivere in mezzo a noi Gesù, anche dopo la sua ascensione al cielo.

Celebrazioni e Tradizioni

La festa del Corpus Domini, essendo una delle più popolari della cristianità, è celebrata con grande fervore a livello popolare. Pressoché in tutte le diocesi, infatti, si accompagna a processioni, rappresentazione visiva di Gesù che percorre le strade dell’uomo. Il rito centrale di questa ricorrenza consiste nella processione di un’ostia consacrata, racchiusa in un ostensorio sotto un baldacchino ed esposta alla pubblica adorazione.

Queste imponenti processioni si svolgono per le vie di molte città italiane e, in genere, seguono un percorso costituito da un tappeto floreale fatto da una serie di composizioni artistiche, dette “infiorate”. La processione del Corpus Domini è uno splendido atto di adorazione pubblica, tra canti e preghiere, a Cristo presente nell’Eucaristia e, insieme, un rendimento di grazie a Dio per averci dato un dono così immenso.

Foto di una processione del Corpus Domini con infiorata

Processione del Corpus Domini a Roma [1928]

La Tradizione Romana del Corpus Domini

Una bella testimonianza di fede ci viene dalla Roma devota dell’età moderna, dove il Corpus Domini era una delle ricorrenze più sentite a livello popolare per il suo profondo significato spirituale. A questa festività si legò la grande tradizione romana di una pietà impostata sull’adorazione eucaristica, sull’orazione continua, sugli esercizi spirituali e sulle pratiche di pietà.

I Papi vollero che la processione del Corpus Domini si svolgesse in un’area intorno alla basilica di San Pietro in Vaticano, tra magnifici addobbi e apparati e alla presenza di tutta la città: cardinali e vescovi, ambasciatori e nobili, canonici e beneficiati, parroci e rettori, religiosi, seminaristi e collegiali, dirigenti e funzionari delle istituzioni curiali, fratelli e sorelle delle confraternite, membri dei conservatori, degli istituti educativi e dei centri assistenziali e tantissimi fedeli. Oltre alla solenne processione papale, per tutta l’ottava del Corpus Domini ebbero luogo processioni nelle basiliche e nelle chiese, alle quali parteciparono autorità e devoti.

Altri Miracoli Eucaristici Rilevanti

Il Miracolo Eucaristico di Cascia (1330)

Il miracolo eucaristico di Cascia avvenne in Italia nel 1330 e rappresenta uno dei segni più forti della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. La tradizione narra che un sacerdote, ormai privo di fede e solito celebrare la Messa solo per dovere, venne chiamato per portare la Comunione a un malato in pericolo di vita. Per comodità o per negligenza, prese un’ostia consacrata dal tabernacolo e la ripose tra le pagine del suo breviario. Giunto alla casa del moribondo, aprì il libro e vide con sgomento che le due pagine erano intrise di un liquido rosso, simile a sangue: l’ostia si era trasformata visibilmente. Profondamente scosso e pentito, confessò la sua incredulità e tornò alla fede.

Il sacerdote andò a Siena, al Convento agostiniano, per raccontare il fatto a Padre Simone Fidati da Cascia, che era un celebre predicatore. Dopo aver visto con i suoi occhi l'ostia insanguinata, Padre Simone concesse il perdono al sacerdote e chiese di tenere con sé quelle due pagine macchiate di sangue che, in seguito, portò una a Perugia e l'altra a Cascia, nella chiesa di Sant'Agostino. Oggi la reliquia - una delle due pagine insanguinate - è conservata nella Basilica inferiore del Santuario di Santa Rita da Cascia, all’interno di un ostensorio in argento, accanto alle spoglie del Beato Simone Fidati. Ancora oggi, molte persone dicono di vedere, in quelle macchie di sangue, l'espressione di un volto umano sofferente e in effetti anche l'impressione fotografica sembrerebbe rilevare la stessa cosa.

Immagine della reliquia del Miracolo di Cascia o del Santuario di Santa Rita

Il Miracolo Eucaristico di Lanciano (VIII secolo)

Nel cuore dell’Abruzzo, a Lanciano, si conserva uno dei miracoli eucaristici più antichi e celebri della Chiesa cattolica. L’evento risale all’VIII secolo, quando un monaco basiliano, durante la celebrazione della Messa, fu assalito dal dubbio sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. In quel momento, sotto i suoi occhi, l’ostia si trasformò in carne viva e il vino in sangue, che si coagulò in cinque grumi. I presenti rimasero sconvolti, e da allora le reliquie furono custodite con grande devozione.

Oggi sono conservate nella chiesa di San Francesco, nello stesso luogo dove avvenne il fatto. La carne, di colore bruno-rossastro, ha la forma di una sottile membrana; il sangue, rappreso in cinque frammenti irregolari, è esposto in un antico reliquiario. Nel 1970, il dottor Odoardo Linoli, con l’approvazione ecclesiastica, condusse un’analisi scientifica che rivelò che la carne appartiene a un cuore umano, precisamente al miocardio, e che il sangue è del gruppo AB, lo stesso attribuito al sangue sulla Sindone. Le analisi esclusero la presenza di conservanti e confermarono la straordinaria conservazione delle reliquie, rimaste intatte per oltre dodici secoli.

Foto delle reliquie del Miracolo Eucaristico di Lanciano

Martirologio Romano e Preghiera

MARTIROLOGIO ROMANO. Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: con il suo sacro nutrimento egli offre rimedio di immortalità e pegno di risurrezione.

PREGHIERA. O Signore, che sotto questo mirabile Sacramento ci hai lasciato un ricordo della tua passione, deh, concedici di venerare così i sacri misteri del Corpo e del Sangue tuo, da sentire continuamente in noi il frutto della tua redenzione.

Pratica Spirituale

Cristiani, quante volte Gesù ci invita al banchetto divino da quel tabernacolo! Accostiamoci a lui. Rallegriamoci di essere nel numero dei fedeli convitati che il Padrone ha introdotto nella sua casa. Là dimenticheremo le nostre tristezze ed ascolteremo dal Cuore di Cristo i suoi divini consigli, là riceveremo la forza, il vigore per vincere i nostri nemici e camminare più speditamente per la via della virtù. Gesù Eucaristico, sole splendente ed ardente d'amore, brilla nella nostra mente, nel nostro cuore, nelle nostre famiglie, nel mondo intero, e facci amare Iddio sopra ogni cosa e il prossimo come noi medesimi!

PRATICA. Accostiamoci sovente al banchetto divino.

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