Il Duomo di Modena custodisce un patrimonio artistico di inestimabile valore, con opere che spaziano da imponenti polittici a dettagliati affreschi e sculture. Questi capolavori non solo arricchiscono l'estetica della cattedrale, ma narrano anche storie di fede e devozione attraverso complesse iconografie e stili artistici.
IL DUOMO DI MODENA didattica
Il Grande Polittico della Navata Sinistra
Nella navata laterale sinistra del Duomo è collocato un grandioso polittico a cinque scomparti in terracotta, un tempo policroma. L'opera presenta due registri principali con figure entro nicchie inquadrate da colonnine tortili, una predella con scene narrative e una zona figurata intermedia che funge da elemento di scansione orizzontale. Il coronamento è a frontoni triangolari, con figurette a tutto tondo alla sommità, alternate a pinnacoli.

Composizione e Iconografia Principale
La Madonna, titolare della cattedrale, è raffigurata al centro del registro principale nell’atto di sorreggere il Bambino, che si rivolge fiducioso verso i fedeli tenendo tra le mani un uccellino. La affiancano il patrono modenese San Geminiano, alla sua destra, e il tutore della Chiesa San Pietro, a sinistra; all’esterno sono collocati San Giovanni Battista e San Nicola di Bari.
La Predella e i Fondamenti della Chiesa
Nella predella si susseguono, da sinistra a destra, scene fondamentali della tradizione cristiana: il Battesimo nel Giordano, Gesù tra i Dottori, la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Fuga in Egitto. A ricordare i fondamenti sui quali si basa la Chiesa latina, sono raffigurati i quattro Dottori a mezzo busto sullo sfondo degli scanni di un coro ligneo, insieme ai quattro evangelisti seduti al loro scrittoio.

Gli Apostoli e l'Arcangelo Gabriele
Infine, quali pilastri della cristianità, gli Apostoli e alcuni Santi emergono dalle nicchie dei contrafforti, alla cui sommità sono collocati l’Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunziata. Il programma iconografico dell’opera, complesso e articolato, appare decisamente troppo ambizioso per una cappella privata come quella in cui oggi è collocato.
La Cappella Bellincini
La Cappella Bellincini si trova nella navata destra del Duomo di Modena, all’altezza della prima campata. Si presenta come una “mostra” architettonica fortemente aggettante dalla parete della chiesa.
Architettura e Materiali
La struttura è composta di un altissimo fornice a tutto sesto, inquadrato fra due pilastri con alta base, scanalati e con capitelli corinzi che reggono un sottile architrave. Tutti gli elementi che definiscono l’architettura sono realizzati in cotto e presentano un uniforme colore rosso.

Affreschi e Influenze Artistiche
La lunetta della cappella è decorata da un affresco raffigurante la Natività, nella quale è del tutto scomparsa la figura della Madonna, mentre nello sfondo si intravede ancora la scena dell’Annuncio ai pastori. Al di sotto, i pennacchi dell’arco presentano a sinistra la figura dell’Angelo annunciante e a destra quella della Vergine annunciata. Questi affreschi risentono fortemente dell’influsso di Piero della Francesca, chiamato a lavorare tra Ferrara e Rimini pochi anni prima.

Il Pulpito e le Sue Opere
Il pulpito del Duomo è impreziosito da undici statuine plasmate in terracotta (ma non si può escludere che quelle più recenti siano di gesso), che occupano altrettante arcatelle cieche trilobate che corrono sui tre lati.

La Madonna del Latte e i Quesiti Iconografici
L’affresco che si trova appena sotto il pulpito, eseguito sulla parete ricurva del pilastro, raffigura la Madonna del latte, frutto della ridipintura ottocentesca di una composizione gotica preesistente. Sul dipinto gravano ancor oggi alcuni quesiti iconografici.
La Tavola del Dosso
Una delle più alte realizzazioni di Dosso Dossi nell’ambito della produzione sacra è una tavola che segna un momento di massimo equilibrio nel percorso del pittore tra i valori cromatici e luministici di ascendenza veneta, entro i quali si era compiuta la sua formazione, e le istanze plastiche di matrice centroitaliana. La sua pittura scioglie l’evidenza plastica e la dilatazione anatomica dei torsi maschili in primo piano in una luce vibrante e instabile che sembra assimilarli a gigantesche fiamme contro un cielo impregnato di vapori atmosferici.

Il Coro Ligneo Maggiore
L’area sopraelevata del coro, un tempo riservata al clero, è raggiungibile salendo due scalinate laterali. Il coro ligneo occupa attualmente la parte terminale dell’abside principale del Duomo, della quale segue l’andamento curvilineo, dividendosi in due parti simmetriche ai lati di uno spazio vuoto corrispondente alla finestra centrale.
Ubicazione e Realizzazione
Il coro maggiore del Duomo venne realizzato dai fratelli Cristoforo e Lorenzo Canozi da Lendinara, appartenenti ad un’abile famiglia di intarsiatori lignei, in sostituzione di un precedente coro di cui non si hanno notizie precise.

Dettagli Architettonici e Figure
Gli stalli capifila verso il centro dell’abside sono più elevati del resto del coro e presentano un coronamento composto da una cupoletta ornata da intagli e modellata internamente con scanalature. A destra, San Girolamo è rappresentato nella consueta veste cardinalizia, intento alla lettura di un libro poggiato sul davanzale della finta finestra attraverso la quale la figura si presenta.

Contesto Ambientale e Storico
L'Illuminazione del Duomo
Determinante per la percezione degli spazi e delle opere è anche il ruolo dell’illuminazione, che quando le porte sono chiuse filtra soltanto dalle piccole finestre in alto e dalle vetrate del rosone, aperto dai Campionesi per mitigare l’originaria penombra.
Interventi di Restauro
Nel 1899, durante la campagna di restauri del Duomo, per pareggiare il muro esterno da cui sporgeva la nicchia, un gruppo scultoreo non meglio specificato venne trasferito nell’opposta parete meridionale previo calco della grotta, tra l’altare della Madonna di Piazza e quello della Resurrezione.