"Wachet auf, ruft uns die Stimme" (BWV 140): Il Corale Luterano di Bach

Nella produzione di Johann Sebastian Bach, la cantata sacra occupa un posto di fondamentale importanza. Essa è un'espressione religiosa, mirata all'immedesimazione degli eventi biblici, e rappresenta un vertice dell'arte musicale barocca.

Ritratto di Johann Sebastian Bach

Contesto Liturgico e Tematico della Cantata BWV 140

La cantata BWV 140, nota come "Wachet auf, ruft uns die Stimme" (Svegliatevi, ci chiama la voce), è destinata alla ricorrenza della Trinità. Questa è una data assai rara nell'anno ecclesiastico luterano, che nel 1731 cadeva il 25 novembre.

Il Vangelo stabilito per quella domenica era la parabola delle dieci vergini tratta da San Matteo XXV, 1-13, alla quale la cantata si ispira appunto, raccontando la storia delle vergini avvedute e delle vergini pazze. Il testo include anche riferimenti all'Apocalisse di San Giovanni (cap. XXI), in particolare al tema della nuova Gerusalemme.

La Struttura Musicale e il Corale di Philipp Nicolai

La cantata è suddivisa in sette parti. Le tre strofe del corale di Philipp Nicolai "Wachet auf, ruft uns die Stimme" formano l'inizio, il centro e la fine dell'opera, fungendo da pilastri strutturali.

Ad ogni strofa del corale fanno seguito un recitativo e un'aria (spesso un duetto), arricchendo il racconto musicale. A differenza di altre opere di Bach, né il corale né la sua melodia vengono esposti a un gioco eccessivo della fantasia, mantenendo una solida base testuale. Per la composizione, oltre ai testi sacri, servono particolari testi poetici e libere composizioni che Bach integrava magistralmente.

J.S. Bach - Chorus "Wachet auf, ruft uns die Stimme" from Cantata BWV 140

Analisi dei Movimenti Principali

Il Coro di Apertura (Movimento 1)

Questa struttura della cantata BWV 140 presenta un cantus firmus affidato alle voci dei soprani, sostenuto nella prima strofa anche dal corno, che intonano la melodia del corale. L'accompagnamento è affidato agli archi e al basso continuo. Il coro esprime un ampio spettro di sentimenti, che vanno dal richiamo delle sentinelle al risveglio, dall'inquietudine alla gioia dell'attesa dell'arrivo dello sposo. In questo movimento iniziale, il flusso dei sentimenti contrastanti si acquieta progressivamente, preparando all'annuncio.

Spartito del corale

Il Duetto (Movimento 4)

Un momento di particolare lirismo è il trio (o duetto), dove il cantus firmus è affidato al tenore solista. Qui il clima mistico si esprime con suprema purezza, arricchito da un aereo senso poetico, sottolineato dalle cristalline figurazioni del violino piccolo. L'accompagnamento degli archi, definito dal massimo biografo di Bach, Philipp Spitta, «una danza di spiriti felici», rivela la gioia di Sion guidata da Cristo al celeste convito, rappresentando il dialogo fra l'Agnello e la sua Sposa, la nuova Gerusalemme, con aperti riferimenti al Canto dei Cantici.

Il Corale Finale (Movimento 7)

La cantata culmina con il corale finale, delicatamente fiorita dal timbro dell'oboe, che conclude l'opera con un senso di pace e realizzazione, riaffermando il messaggio spirituale della composizione.

Rilevanza e Apprezzamento

Philipp Spitta considera giustamente la cantata BWV 140 come una delle opere più significative di Bach per la sua profondità teologica e la sua maestria musicale. Essa continua ad essere un capolavoro amato e studiato, simbolo dell'apice della cantata luterana barocca.

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