La Riserva Naturale Orientata del Bosco di Santo Pietro, situata nel territorio di Caltagirone, è un patrimonio naturale e storico di inestimabile valore in Sicilia. Questo importante esempio di macchia mediterranea, uno dei più estesi ancora esistenti nell'isola, custodisce al suo interno una vasta quantità di specie vegetali e animali, ed è al contempo simbolo di eventi legati alla storia del luogo.

Informazioni Generali e Localizzazione
Il Bosco di Santo Pietro rappresenta un prezioso residuo di un vasto territorio boschivo che in origine si estendeva fino alle coste di Gela. Attualmente, l'area boschiva si estende dal versante meridionale dei Monti Erei fino alla pianura di Vittoria, occupando un altopiano ricco di poggi e valli che va dai 390 m s.l.m. ai 50 m s.l.m. L'estensione attuale si è fortemente ridimensionata rispetto al passato a causa di una serie di frazionamenti e di una conseguente assegnazione delle quote a privati avvenuta nel corso di tutto il XIX secolo.
Situato a soli 10 km da Caltagirone, il Bosco di Santo Pietro è un residuo significativo appartenente al Demanio comunale di Caltagirone. Questa oasi naturale si estende fino a Villa D’Andrea, vicino alla nuova frazione di Piano San Paolo. Nel 1999, questo altopiano è diventato riserva naturale per proteggere le sue querce da sughero, che sono tra gli alberi più antichi e grandi di Sicilia.
Valore Storico e Culturale
Il Bosco di Santo Pietro ha un notevole interesse storico e culturale. Fu donato ai cittadini di Caltagirone da Ruggero il Normanno (XII secolo), o Ruggero I d’Altavilla nel 1160, il quale, riconoscente per l’aiuto fornitogli contro i Saraceni, assegnò alla popolazione locale questa antica sugherata. Per secoli, il bosco ha costituito la loro principale fonte di sostentamento e ricchezza.
Questo immenso capitale naturale ed economico permise alla città di Caltagirone di ricostruire autonomamente i suoi principali monumenti pubblici in seguito al disastroso terremoto del 1693. Fino alla fine dell’ultimo conflitto mondiale, il bosco di S. Pietro ha rappresentato il più grosso cespite di ricchezza per la città. Da una sola “decortica” di sughero si ricavavano fino a 15.000 “carretti” di preziosa scorza, principalmente destinata alla produzione di tappi in una miriade di grandi e piccole fabbriche sparse su tutta la città.
Biodiversità: Flora e Fauna
Il Bosco di Santo Pietro presenta un notevole valore scientifico e naturalistico, rappresentando uno degli esempi più estesi di macchia mediterranea presenti sul territorio siciliano. Consiste in uno degli ultimi lembi di sughereta mista a lecceta della Sicilia sud-occidentale e conserva oltre 400 specie vegetali e circa 100 diverse specie animali.
Flora
Tra le specie vegetali predominanti troviamo le maestose Sughere, i Lecci (Quercus ilex), i Carrubi (Ceratonia siliqua), e le Roverelle (Quercus pubescens) nelle aree più umide. Gli arbusti tipici includono il Lentisco (Pistacia lentiscus), la Filiera (Phillyrea sp.), i Cisti (Cistus sp.), il Rosmarino (Rosmarinus officinalis) e il Mirto (Myrtus communis). La vegetazione ricorda quella delle foreste incantate, casa di spiritelli e folletti, con zone ricche di acqua, ruscelli e fonti, muschi e fiori di moltissime varietà.
Fauna
La fauna del Bosco di Santo Pietro è altrettanto ricca e diversificata. Tra i carnivori troviamo la Volpe, la Donnola e il rarissimo Gatto selvatico. Sono presenti numerosi Conigli selvatici, Tartarughe comuni e ricci, mentre Lepri e Martore sono più difficili da avvistare.

Sentieri e Accessibilità
Il Bosco di Santo Pietro è attraversato da numerosi sentieri e viali parafuoco, offrendo un’esperienza immersiva nella natura. Tra questi, il sentiero della vallata del Ficuzza è uno dei percorsi naturalistici più affascinanti, estendendosi per circa 8 km. Lungo il percorso si trovano i resti di sei mulini ad acqua, testimonianza storica della simbiosi tra uomo e natura. Qui è possibile ammirare la “Fontana del Cacciatore”.
La riserva è aperta al pubblico, raggiungibile sia da una strada che da un sentiero, ed è possibile avvicinarsi e accedere al suo interno. I sentieri sono facilmente praticabili e non troppo lunghi, per questo ideali per le famiglie con bambini, senza la necessità di attrezzatura particolare. Per i piccoli, è consigliabile portare un paio di scarpette di cambio. Da Catania, seguendo le indicazioni verso Caltagirone e poi verso San Pietro, si trovano due ingressi alla riserva.
Lezioni didattiche nel Bosco di Santo Pietro a Caltagirone
Tutela e Gestione
Oggi, l'associazione "Il Ramarro" si occupa attivamente della conservazione e della preservazione del Bosco di Santo Pietro. Nonostante l'istituzione della riserva naturale abbia contribuito a proteggere i suoi confini, la forte presenza dell’uomo ha ridimensionato molto il suo perimetro originario. Problematiche come la mancanza di manutenzione, i pascoli abusivi e la caccia di frodo continuano ad aumentare il degrado e a ridurre la presenza delle diverse specie vegetali e animali. La riserva possiede un interesse paesaggistico significativo, così come definito dall'art. 142, comma 1, lettera f del D.Lgs 42/2004, rientrando nella categoria dei parchi e delle riserve regionali.
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