La Congregazione delle Sorelle Povere dei Sacri Cuori di Gesù e Maria: Storia e Missione

Introduzione al Carisma

La missione del Signore "Voi stessi date loro da mangiare" spinge la Congregazione a collaborare sia per agire sulle cause strutturali della povertà, sia a promuovere i gesti più semplici e quotidiani di solidarietà di fronte alle miserie molto concrete che ogni giorno si incontrano.

L'obiettivo principale è vivere la carità eroica del Cuore di Gesù con la tenerezza del Cuore di Maria nella missione educativa e nel prendersi cura di ogni persona in situazione di bisogno.

Contesto Storico e Origini della Congregazione

Il nome "Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria" (in latino Congregatio Sacrorum Cordium Iesu et Mariae necnon adorationis perpetuae Sanctissimi Sacramenti altaris), nota anche come Picpusiani, identifica un istituto religioso di diritto pontificio i cui membri pospongono al loro nome la sigla SS.CC. È in questo contesto più ampio di devozione ai Sacri Cuori che affonda le radici la specifica fondazione delle Sorelle Povere dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.

Emblema della Congregazione dei Sacri Cuori con i due Cuori e le spine

La genesi a Roma: Suor Rosa Rosato e Suor Rosa D'Ovidio

Nel 1885, i superiori decisero di inviare a Roma due suore: Suor Francesca Saltarello e la novizia Suor Rosa Rosato. Lo scopo del viaggio era verificare la possibilità di aprire una casa nella Città Eterna. Le due suore intrapresero un cammino a piedi da Lanciano che durò circa un mese. Arrivando a Roma, furono alloggiate a San Pietro dalle suore dell’Addolorata, dove rimasero per circa un mese.

A febbraio del 1886, Suor Rosa Rosato, sempre con Suor Francesca, ripartì alla volta di Roma, con l’intento esplicito di aprire una nuova comunità. Fu necessario cercare uno stabile per dare inizio alla fondazione romana; individuarono una camera ammobiliata, dove le due suore si trattennero qualche mese, in attesa di trovare un luogo più consono per la vera e propria fondazione della nuova casa.

Nel mese di aprile, Suor Rosa e Suor Francesca furono ricevute nel Vicariato Romano dal cardinale Lucido Maria Parocchi per presentare la richiesta di aprire una casa in città. Trascorso il noviziato, nel 1888 anche Suor Rosa D’Ovidio fu mandata a Roma con altre due suore. Fu così che Suor Rosa Rosato e Suor Rosa D’Ovidio si conobbero per la prima volta. Non avrebbero mai immaginato che da quell’incontro e dalle circostanze della storia sarebbe nata una nuova Congregazione religiosa!

Durante la sua permanenza romana, Suor Rosa D’Ovidio conobbe Monsignor Pietro Wenzel, Delegato del Vicariato di Roma per le religiose. Costui iniziò ad apprezzare e stimare le doti organizzative della suora e avrebbe avuto in seguito un ruolo importante per l’evoluzione degli eventi.

Mappa del percorso a piedi da Lanciano a Roma

I primi passi a Roma e l'espansione a Pola

Nel 1887, la comunità di Roma trovò una nuova sistemazione in via della Sagrestia n° 10, accanto alla navata destra della basilica di San Pietro. Le suore si prodigarono nell’assistenza dei malati a domicilio, e le offerte ricevute per tale servizio caritativo contribuivano a coprire le spese. Nel frattempo, la comunità di Lanciano viveva un momento di forte immobilismo e smarrimento nella spinta spirituale.

Monsignor Pietro Wenzel, che ben conosceva le due fondatrici, propose alla comunità di Roma di fondare una nuova presenza in Istria, a Pola, che allora apparteneva all’Impero Austro-Ungarico. Stimando in particolare Suor D’Ovidio, egli vedeva in lei quello spirito dinamico e pratico necessario per dare vita a una nuova casa. Il desiderio di Suor D’Ovidio era di aprire al più presto un collegio e una scuola di lavoro per ragazze. Nel 1898, arrivò anche l’approvazione per l’insegnamento scolastico dall’Impero Austro-Ungarico e così il vescovo poté erigere canonicamente la casa di Pola.

A partire da marzo del 1899, le suore iniziarono ad abitare nella nuova casa, costruita su un terreno da loro acquistato poco più di un anno prima, nella zona collinare di Pola, una posizione incantevole della città. I primi due piani furono adibiti a scuola e all’alloggio delle ragazze interne, mentre una parte dei locali era destinata al laboratorio.

A Pola, Suor Rosa D’Ovidio, nella sua abile intraprendenza, ottenne il permesso di edificare un tempio dedicato al Sacro Cuore di Gesù nel 1908, poi finalizzato e consacrato nel 1910. Fu un progetto mirabile nella sua architettura, con un bellissimo portale. Con questo tempio, Suor Rosa D’Ovidio volle esprimere il suo zelo per la spiritualità del Sacro Cuore di Gesù e la sua prodigalità per il bene della popolazione.

Veduta storica della città di Pola con il Tempio del Sacro Cuore

Le Fondatrici: Suor Rosa Rosato e Suor Rosa D'Ovidio

Suor D’Ovidio, mentre proseguiva la conduzione della Congregazione a Pola, aveva a Roma l’appoggio spirituale di Suor Rosato e della sorella, Suor Giuseppina D’Ovidio. Nel 1911, venne eletta per nomina la prima Superiora Generale, Suor Rosa Rosato, per un triennio. Accettò la carica per spirito di servizio e di amore al Sacro Cuore di Gesù e alla Congregazione.

La Madre Generale cercò d’impostare la conduzione dell’Istituto non solo nella mitezza e nell'umiltà, ma affidandosi anche al buon senso e alla bontà di cuore, il che le procurava molta stima da parte delle sorelle.

Stava per iniziare l’ultimo tratto di strada delle due fondatrici, che sarebbero morte a dieci anni di distanza l’una dall’altra. La prima a interrompere il cammino terreno fu Suor Rosa D’Ovidio che visse gli ultimi anni della sua vita, mitigando molto il suo carattere forte e deciso. Si indebolì sempre più e decise così di trascorrere gli ultimi anni nella casa di Cherso, prestando qualche piccolo servizio per gli ospiti ricoverati in quella casa. Morì improvvisamente il 27 febbraio 1930.

Suor Rosa Rosato visse altri dieci anni, in totale raccoglimento e grande preghiera, mostrando quella dimensione contemplativa che aveva contraddistinto tutta la sua vita. Trascorreva ore e ore in adorazione davanti all’Eucaristia. Era una donna dolce nei modi, umile nell’agire, in ottimi rapporti relazionali con le sorelle, sempre disponibile per qualche servizio in comunità, e molte suore ricorrevano a lei per un consiglio. Quando poteva, confezionava le corone dei rosari per le suore e per i fedeli. Le sue giornate, finché poté, venivano arricchite dall’assistenza domiciliare ai tanti ammalati, accompagnandoli con la personale vicinanza e proponendo loro gli ultimi sacramenti. Le sorelle testimoniarono la sua particolare dedizione nel fare catechismo a bambini e giovani in alcune parrocchie del circondario.

Ritratto fotografico di Suor Rosa Rosato e Suor Rosa D'Ovidio, le fondatrici della Congregazione

Carisma e Missione Apostolica Attuale

Fin dal suo sorgere, l'Istituto ha curato alcuni campi apostolici particolari che ne hanno caratterizzato gli inizi e che attua ancora oggi. Tali forme di presenza sono parte integrante del Carisma, in cui le suore seguono l’esempio di Gesù nell’attuazione della sua missione di annuncio della salvezza, impegnate a lavorare a servizio del Regno nell’azione pastorale e nell’attuazione della carità nell’azione promozionale, secondo la tradizione che l’Istituto considera fondamentale per la propria presenza nella Chiesa e per la Chiesa.

I campi apostolici includono:

  • Cura degli infermi, specialmente dei poveri.
  • Fraterno servizio di carità verso gli anziani nelle case di riposo.
  • Educazione cristiana nelle scuole materne ed elementari.
  • Assistenza agli orfani negli orfanotrofi.
  • Diverse opere di apostolato parrocchiali.

Si pone una particolare attenzione alla diffusione della devozione e alla consacrazione delle famiglie ai Cuori di Gesù e Maria. In tale devozione, i fedeli possono dare un’impostazione autentica alla loro vita cristiana, trovare un mezzo di santificazione della loro condizione familiare e realizzare, secondo le loro possibilità, uno stimolo alla conformazione ai Cuori di Gesù e Maria.

Le Sorelle Povere dei Sacri Cuori di Gesù e Maria sono nate carismaticamente nella Chiesa per rendere visibile la tenerezza e l’Amore del Cuore di Gesù verso tutti gli uomini, specialmente i più bisognosi.

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