La parola incesto deriva dal latino *incestum* e si può tradurre con "non casto" o "impuro". Questo termine è utilizzato per indicare un rapporto o una relazione sessuale tra persone consanguinee, parenti o affini. Sebbene il tema dell'incesto nella critica moderna sia profondamente radicato nelle riflessioni di Freud, l'arte e la letteratura hanno raffigurato il tema dell'amore proibito e colpevole sin dalle origini, dall'antica tragedia greca fino alle opere contemporanee, dimostrando la sua lunga e intricata storia.

L'Incesto nella Storia e nel Diritto
Dalle Antiche Civiltà alla Modernità
Già ai tempi degli antichi Greci esistevano norme riguardanti l'incesto, con un'evoluzione da un'iniziale tolleranza alla repressione delle unioni incestuose. Nel diritto romano, le parole «incestum» o «incestus» avevano un significato più ampio, indicando gravi attentati alle leggi religiose per i quali non era ammessa espiazione, incluse le contaminazioni dei rapporti di consanguineità.
Il codice Zanardelli del 1889, in Italia, adottò una soluzione di compromesso, subordinando la punizione del reato al verificarsi del "pubblico scandalo". L'attuale legislatore ha deciso di inserire la fattispecie normativa nell'art. 564 del Codice Penale, ritenendo che la vera ragione della punizione dell'incesto risieda nella sua
La Fattispecie Normativa e il "Pubblico Scandalo"
L'articolo 564 del Codice Penale italiano descrive l'incesto come un reato "necessariamente plurisoggettivo", commettibile da almeno due soggetti legati da un vincolo di parentela in linea retta (ascendente o discendente), o collaterale entro il secondo grado (fratelli e sorelle), oppure da un vincolo di affinità in linea retta (suoceri, generi, nuore e i loro ascendenti o discendenti).
- Parentela: Include fratelli germani, consanguinei e uterini, nonché ascendenti e discendenti naturali. Sono esclusi gli adottivi.
- Affinità: Ai fini penali, il vincolo cessa con la morte del coniuge se non vi è prole, sebbene parte della dottrina contesti questa interpretazione, richiamando l'applicazione dell'art. 78 c.p.
Poiché il codice non specifica chiaramente in cosa consista l'incesto, fornendo una nozione tautologica («chiunque commette incesto con...»), sorgono incertezze. Secondo la giurisprudenza e la maggior parte della dottrina, il reato si consuma con il compimento di un rapporto sessuale, ma non manca chi ritiene sufficiente il compimento di atti sessuali anche diversi dalla congiunzione fisica, purché ne derivi un
Il "pubblico scandalo" è un requisito fondamentale per la punibilità dell'incesto e deve essere inteso come la morale della coscienza pubblica, accompagnata da un senso di disgusto e sdegno contro un fatto grave. Tale scandalo deve essersi effettivamente verificato e deve essere stato causato dalla condotta (almeno colposa) degli autori. Esistono due interpretazioni sulla natura del pubblico scandalo:
- Condizione oggettiva di punibilità: Prevalente in giurisprudenza, non è oggetto di volizione da parte degli agenti, ma la sua verificazione deve essere causalmente riconducibile alla condotta.
- Evento del reato: Prevalente in dottrina, considera il pubblico scandalo come un elemento costitutivo del reato.
L'elemento psicologico del reato è il dolo generico, che richiede la consapevolezza del vincolo tra gli autori e la coscienza e volontà di avere rapporti sessuali con le persone indicate dall'art. 564 c.p. La norma non stabilisce limiti di età per gli autori, ma prevede un aggravamento di pena per il correo maggiorenne se uno dei responsabili è minore di diciotto anni. La pena per l'incesto varia da uno a cinque anni di reclusione, mentre per la relazione incestuosa da due a otto anni. Per il genitore, la condanna comporta anche la perdita della potestà sul figlio minore.
Incesto e Abuso Sessuale Intrafamiliare: Una Distinzione Cruciale
Mentre da un punto di vista giuridico l'incesto si riferisce a situazioni che violano la morale familiare attraverso atti sessuali che causano "pubblico scandalo", nella percezione sociale la nozione di incesto è spesso riferita a tutti quei casi di violenze sessuali tra soggetti appartenenti alla stessa famiglia. Il Comitato di protezione giovanile del Quebec, ad esempio, ha definito l'incesto come
In Italia, l'art. 609-quater c.p. stabilisce limiti tassativi per l'invalidità del consenso del minore (sotto i sedici anni). Anche per i minori tra i sedici e i diciotto anni, il giudice valuta la maturità del soggetto e la possibile applicazione dell'art. 609-bis, 2° comma, n.1, c.p., che punisce come violenza sessuale presunta il fatto commesso contro una persona incapace di resistere.
Negli ultimi anni, i giudici che valutano casi di incesto tra un minorenne e un maggiorenne non applicano più l'art. 564 c.p., poiché tale norma non mira alla tutela del minore, obiettivo ritenuto prioritario dall'attuale percezione sociale. Si ricorre invece alle norme sulla violenza sessuale, anche in virtù degli studi psicologici che evidenziano una posizione di soggezione e una violenza intrinseca (seppur non esplicita) nel rapporto sessuale tra minorenne e maggiorenne, specialmente se legati da parentela.
La Psicologia dell'Incesto e le Famiglie Disfunzionali
Incestuosità e Distruttività
Comportamenti incestuosi sono spesso collocati in costellazioni familiari altamente disfunzionali, sia per quanto riguarda la comunicazione tra i membri, sia per i ruoli e le aspettative. La mancata elaborazione di antichi conflitti e rivalità intrafamiliari, insieme al confronto tra culture ed esperienze di vita molto diverse in famiglie con simbolizzazioni non consensuali, può qualificare un contesto ad alto rischio per la commissione di reati di particolare distruttività.
L'aggressività, in tali casi, appare sottesa da un complesso intreccio di fattori bio-psico-sociali, inclusi stereotipi di genere, legami affettivi invischianti e problematiche psico-sessuali irrisolte, spesso distruttive. L'incesto non si inscrive nella continuazione lineare del complesso di Edipo; al contrario, cancella i confini tra i membri della famiglia, introducendo confusione di ruoli (padre, madre, figlio, figlia) e, di conseguenza, confusione tra i sessi e le generazioni. L'eros si pone al servizio di Thanatos, provocando un'effrazione traumatica nella vita psichica del bambino oggetto di incesto, generando uno stato di congelamento destrutturante e annichilente.
Il Legame Familiare
La Famiglia Incestuosa: Un "Blocco Monolitico"
Secondo la letteratura psicologica, la famiglia incestuosa è spesso descritta come un "blocco monolitico", caratterizzato da isolamento, autarchia e una segretezza che accomuna tutti i coinvolti: la vittima che non riesce a rivelarlo, il carnefice che nega o mistifica, le madri che non riescono a riconoscerlo, i fratelli che fingono di non vedere. In essa, le distinzioni generazionali sono ignorate, i ruoli non sono definiti e le parti si scambiano e si invertono dinamicamente. Le relazioni sono connotate da promiscuità e autarchia, e la famiglia si chiude su sé stessa, ritenendosi autosufficiente e circondando con il segreto ogni azione al suo interno.
La rigidità cognitiva, la sospettosità e la mancanza di abitudine alle relazioni e all'ascolto impediscono la reale comprensione dell'altro, portando spesso alla colpevolizzazione della vittima. Le situazioni di violenza intrafamiliare e incesto diventano così un

Tipologie di Incesto e Abuso Familiare
Le forme più comuni di incesto coinvolgono padri, patrigni, zii e fratelli più anziani con figlie, figliastre, nipoti e sorelle. Il tabù dell'incesto tra madre e figlio è più raro e considerato psicopatologicamente più grave, così come quello che si presenta quando un padre costringe un figlio dello stesso sesso ad avere rapporti con lui.
Gli abusi sessuali possono essere commessi anche da altri parenti, conviventi o figure presenti con particolare assiduità, come nonni o zii. Spesso l'aggressione sessuale è effettuata da figure sostitutive del padre, assente per decesso o separazione (es. patrigno, convivente della madre, fratello maggiore della vittima).
Il Dibattito sull'Abuso Materno
Il dibattito sull'esistenza di madri incestuose/abusanti è ancora aperto. Tradizionalmente, le madri risultano all'ultimo posto tra gli autori di reati sessuali su minori, in percentuali insignificanti, anche a causa del tabù culturale che circonda il rapporto madre-figlio. Tuttavia, dati recenti dell'equipe di neuropsichiatria infantile dell'ospedale Bambin Gesù di Roma evidenziano una certa rilevanza del fenomeno: in una ricerca del 1995 su 250 casi trattati, le madri sarebbero state autrici di abusi sessuali intrafamiliari su figli minori nell'11% dei casi, al terzo posto dopo i padri e i conviventi.
Gli abusi delle madri sui figli sono difficili da scoprire perché spesso mascherati dalla pratica delle cure e dell'affettività materna. Atti di libidine possono celarsi in bagni e lavaggi intimi, applicazioni superflue di creme sui genitali, condivisione del letto o carezze erotiche fino all'adolescenza, e persino rapporti completi. Questi comportamenti sono
Un rapporto incestuoso tra madre e figlio, inoltre, può creare un futuro uomo (o donna) psicotico. Spesso l'abusante ha un passato di violenze e abusi sessuali (il cosiddetto ciclo intergenerazionale della violenza). Nelle famiglie incestuose, la figura materna può instaurare con i figli un rapporto di continua rivalità-identificazione, arrivando ad accettare la relazione tra la figlia e il marito. La figura maschile, invece, può essere percepita come un'entità ostile e sconosciuta, un "estraneo" che irrompe nella vita familiare.
Mentre i padri spesso esercitano potere attraverso violenza, intimidazione e minacce, una madre con desideri incestuosi può non avere bisogno di ricorrere a tali mezzi. Le basta il potere conferitole dal suo ruolo di "madre", e i danni che produce nella psiche del bambino sono devastanti. Questo tipo di violenza si inserisce in una dinamica complessa che la differenzia da altre forme di abuso.
Le Conseguenze dell'Incesto
L'incesto è considerato una delle più gravi forme di abuso sui minori. La vittima si trova a dover affrontare la presenza costante dell'aggressore, richieste sessuali sempre più pressanti e la necessità di mantenere segreta una situazione imbarazzante e inconfessabile. Questo le impedisce di sperimentare il senso di sicurezza e tranquillità proprio dell'infanzia.
Le conseguenze possono essere molteplici e gravi:
- Fisiche: Lesioni ai genitali e all'ano, gravidanze indesiderate, malattie a trasmissione sessuale.
- Psicologiche: Disturbi emotivi nell'area della sessualità e delle relazioni sociali che possono persistere per tutta la vita, eventuali compromissioni cognitive. Alcuni studi suggeriscono che i bambini/ragazzi abusati possano non ricordare con precisione il trauma subito a causa di cambiamenti endocrini e neurologici che causano una perdita completa o parziale dei ricordi legati all'evento.
Un'attenta ricostruzione storica, antropologica e documentale, insieme all'esame del funzionamento individuale e dell'assetto relazionale dei soggetti coinvolti, sono premesse indispensabili per comprendere appieno la complessità dei reati intrafamiliari difficili da decifrare, come quelli legati all'incesto.
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