Fernando Filoni e il Conclave

Il cardinale Fernando Filoni, figura autorevole nella diplomazia della Santa Sede e attuale Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è spesso citato tra i possibili candidati a diventare il nuovo Papa, specialmente in caso di stallo nella scelta tra altri favoriti. La sua apprezzata figura di diplomatico del Vaticano può contare su ampi rapporti con gli altri cardinali, grazie ai suoi lunghi viaggi e alle sue permanenze all’estero. Egli spicca per la sua capacità di mediare le varie istanze che emergono in un conclave, che vede la presenza di numerosi prelati.

La sua profonda conoscenza della Chiesa e delle dinamiche internazionali, unita a una solida preparazione, lo rendono una personalità di spicco in un'epoca segnata da sfide globali, migrazioni, guerre e secolarizzazione. Secondo gli esperti, la sua lunga esperienza internazionale e la profonda conoscenza del Vaticano incarnano quelle qualità che oggi appaiono necessarie per guidare la Chiesa.

Biografia e Formazione

Ritratto del cardinale Fernando Filoni

Nato il 15 aprile 1946 a Manduria, in provincia di Taranto, Fernando Filoni è stato ordinato sacerdote il 3 luglio 1970, dopo aver studiato nei seminari di Nardò, Molfetta e Viterbo. Successivamente si è trasferito a Roma per perfezionare la sua formazione, conseguendo il dottorato in filosofia e in diritto canonico, oltre a un diploma in scienze dell’opinione pubblica con specializzazione in giornalismo. Nei primi anni del suo ministero a Roma, si è dedicato alla pastorale parrocchiale e all’insegnamento nelle scuole superiori.

La sua carriera ecclesiastica si è svolta prevalentemente nella diplomazia vaticana, sotto i pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, facendone uno dei cardinali più esperti e rispettati del Sacro Collegio.

Carriera Diplomatica e Missioni Internazionali

Filoni è entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede nel 1981. I suoi primi incarichi lo hanno portato in Sri Lanka (1981-1983), Iran (1983-1985) e Brasile (1989-1992). Ha trascorso il resto degli anni ’90 in Asia, in particolare a Hong Kong (1992-2001), dove ha aperto una “missione di studio” sulla Cina continentale per monitorare da vicino la condizione della Chiesa cattolica in Cina. In questo periodo ha lavorato per favorire una maggiore unità tra i vescovi della Chiesa ufficiale e quelli della comunità clandestina, incoraggiandoli a ristabilire la piena comunione con Roma. Da lì, ha operato anche presso la nunziatura apostolica nelle Filippine.

Mappa delle missioni diplomatiche del Cardinale Filoni (Asia, Medio Oriente, Sud America)

Dal 2001 al 2006, Filoni è stato Nunzio Apostolico prima in Giordania e poi in Iraq. È particolarmente noto per essere rimasto al suo posto a Baghdad durante l’invasione statunitense del 2003, quando fu l’unico rappresentante diplomatico occidentale a rimanere nella capitale irachena sotto i bombardamenti. Questo gli ha conferito il ruolo di simbolo concreto della vicinanza della Chiesa al popolo iracheno in un momento di grande sofferenza. In quella drammatica circostanza, disse: “Se un pastore fugge nei momenti di difficoltà, le pecore si disperdono”. Rifiutò qualsiasi misura speciale di sicurezza personale, rinunciando a guardie del corpo e veicoli blindati. Questa dedizione alla sua missione lo espose a gravi pericoli: il 1º febbraio 2006 sfiorò la morte quando un’autobomba esplose accanto alla nunziatura. La croce pettorale che porta Filoni gli fu donata dalla comunità islamica locale, perché non aveva lasciato la loro città. "L'ha fatta un musulmano con le sue mani", ha spiegato.

Le esperienze vissute in Iraq hanno ispirato il suo lavoro successivo. Filoni tornerà nel paese arabo nel 2021, accompagnando Papa Bergoglio nel primo viaggio di un pontefice nella terra di Abramo.

Incarichi in Vaticano e Riconoscimenti

Al ritorno dall’Iraq, nel luglio 2007, Papa Benedetto XVI lo promosse all’incarico di Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, un ruolo strategico che equivale sostanzialmente a quello di capo di gabinetto del Papa, responsabile del buon funzionamento della Curia Romana. Nel suo ruolo di sostituto, il Cardinale Filoni ebbe regolari incontri con Papa Benedetto XVI, incontrandolo almeno una volta a settimana per discutere questioni di rilievo e ricevere direttive su vari aspetti della Curia e della vita della Chiesa.

Come sostituto, il Cardinale Filoni si trovò ad affrontare diverse crisi, per lo più legate alla gestione dei casi storici di abusi sessuali da parte del clero. Nel 2009, una grave controversia scoppiò quando Benedetto XVI revocò la scomunica di quattro vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). All’inizio del 2010, il caso Boffo scosse il Vaticano, seguito dallo scandalo di Vatileaks, che comportò la fuga di documenti riservati della Santa Sede. Durante il suo mandato, alcuni cardinali e diplomatici accreditate presso la Santa Sede manifestarono crescente frustrazione per quelli che consideravano metodi di gestione antiquati e disfunzionali nella Curia Romana, e Filoni fu probabilmente influenzato da tale clima.

Nel 2011, Papa Benedetto XVI lo ha nominato Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, una delle congregazioni più importanti della Curia romana, incaricata delle missioni e dell’evangelizzazione. Questo ruolo lo portò a essere definito "il papa rosso" per la sua influenza. È stato creato cardinale da Benedetto XVI nel 2012.

Il Vaticano raccontato da dentro: Il Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione

Dopo aver partecipato al conclave che ha eletto Papa Francesco nel 2013, quest'ultimo lo ha confermato alla guida del Dicastero e, nel 2018, lo ha cooptato tra i cardinali dell’Ordine dei Vescovi. Nel 2019, due anni prima dell’età canonica di pensionamento, Filoni ha lasciato la guida di Propaganda Fide ed è stato nominato Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ruolo che ricopre tuttora. È anche Gran Cancelliere emerito della Pontificia Università Urbaniana e membro di vari dicasteri vaticani. Come Gran Maestro, il Cardinale Filoni ha posto un forte accento sull’approfondimento della dimensione spirituale dell’Ordine e ha supervisionato una significativa riforma dei riti di investitura. Ha mantenuto il focus dell’Ordine sul sostegno ai cristiani in Terra Santa, coordinando le risposte alle richieste di aiuto in seguito ai conflitti nella regione israelo-palestinese.

Visione e Pensiero Teologico

Il Cardinale Filoni, considerato un esperto in teologia e filosofia, ha scritto diversi libri e testi sull’argomento, tra cui Dio e alterità nel pensiero di Emmanuel Levinas (1979) e La moralità come filosofia di vita in Socrate (1981). La sua riflessione teologica è stata integrata in opere più recenti legate al suo servizio in Medio Oriente, come La Chiesa nella terra di Abramo. Egli è un convinto sostenitore del Concilio Vaticano II, considerandolo un evento che ha “enormemente” rafforzato “il ruolo morale e spirituale del Papa”.

Filoni sottolinea l’importanza di una solida formazione teologica per i missionari. Ha effettuato circa 50 viaggi pastorali in diversi continenti, osservando e sostenendo l’opera delle Chiese locali nell’adattare il Vangelo alle esigenze dei fedeli appartenenti a culture e lingue diverse. La missione della Chiesa, ha affermato, non è competitiva e non dovrebbe mai essere letta “come se fosse una competizione elettorale”, ma deve essere centrata su Cristo, piuttosto che essere semplicemente plasmata dalle realtà politiche contingenti.

Ha evidenziato la necessità di una formazione liturgica completa per i seminaristi, che includa una solida base di cultura generale, una profonda conoscenza delle scienze sacre, l’acquisizione delle virtù umane e del senso ecclesiale.

Il Cardinale Filoni considera l’Eucaristia un dono fondamentale per la vita cristiana, strettamente legato alla missione della Chiesa e alla conversione dei fedeli. Similmente, il battesimo è per lui il fondamento della vocazione missionaria di ogni cristiano, abilitando ad annunciare e predicare il Vangelo. Lo considera una forza dinamica che spinge i cristiani verso la santità, la missione e un costante rinnovamento nella fede, sottolineandone il ruolo centrale nella vita e nell’identità della Chiesa. Il battesimo richiede una continua conversione e la necessità di “rinnovarsi” costantemente nella fede battesimale, unendo i fedeli come “fratelli e sorelle” in una “comune appartenenza”.

Riguardo alla sinodalità, collegialità e valorizzazione delle conferenze episcopali, ha dichiarato: “Non ho paura dei contrasti, anzi i diversi punti di vista e il confronto aiutino a maturare. La Chiesa ha camminato su un binario di sinodalità, della collegialità e di valorizzazione delle conferenze episcopali. Credo che questa strada vada consolidata”. Nel suo recente libro del 2024, Conferenze Episcopali. Un’istituzione moderna di comunione ecclesiale, approfondisce ulteriormente questi temi, frutto del suo impegno decennale al servizio della Chiesa.

Filoni è stato un alleato e fervente sostenitore del Cammino Neocatecumenale, incoraggiandone l’approccio alla rievangelizzazione delle aree scristianizzate e sostenendo il concetto di missione inter gentes proposto dal movimento.

Posizioni su Temi Geopolitici

Con una competenza particolare su Cina e Medio Oriente, Filoni è considerato uno dei maggiori conoscitori della Chiesa cattolica in Asia e in terra islamica, ed è tra i più esperti di geopolitica e diplomazia del Collegio cardinalizio.

  • Medio Oriente (Israele-Palestina): Sostiene fermamente il riconoscimento del diritto all’esistenza di entrambi i popoli, affermando: “Non si può negare ai palestinesi il diritto di esistere, e non si può negare agli israeliani il diritto di esistere, entrambi, in pace”. Filoni ha criticato alcuni aspetti del conflitto, definendo gli insediamenti israeliani nei territori occupati “non normali” e “un atto di violenza”. Sebbene la Santa Sede abbia tradizionalmente sostenuto la soluzione dei due Stati, Filoni ha affermato di non sapere “se due Stati siano meglio di uno, integrato”, suggerendo una possibile evoluzione nel pensiero vaticano. Immagina un futuro di pacifica convivenza in Terra Santa, credendo che dimostrando concretamente la possibilità della pace attraverso il lavoro delle istituzioni dell’Ordine, si possa costruire un quadro più ampio di coesistenza.
  • Cina: Pur mantenendo riservate le proprie opinioni su temi controversi, ha definito “storico” l’accordo provvisorio tra la Santa Sede e Pechino del 2018, pur ammettendone i limiti e le difficoltà. Ha riconosciuto le sfide che la Chiesa in Cina deve affrontare, tra cui la “mancanza di una reale libertà” e le “tentazioni del compromesso”. Pur avendo posizioni più moderate rispetto al Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, Filoni è stato uno dei pochi funzionari vaticani attivi a esprimere pubblicamente sostegno a Zen quando quest’ultimo è stato processato dal governo comunista di Hong Kong nel 2022, descrivendolo come un “uomo di Dio”, talvolta intemperante, ma sottomesso all’amore di Cristo.

Il Ruolo nel Conclave: Prospettive e Riflessioni Personali

Il cardinale Fernando Filoni, che ha già vissuto l'esperienza di un conclave nel 2013, offre una visione profonda del processo. Egli incarna l'outsider il cui nome potrebbe emergere nel caso di blocco di uno dei favoriti al soglio di Pietro, essendo uno dei cardinali più ascoltati, specie su temi missionari, ecclesiali e internazionali.

L'emozione del voto

Riguardo all'atto di votare, ha commentato: «Eh, è sempre un’emozione. Guai a pensare di essere freddi o magari indifferenti. Perché in quel momento percepisci il mistero della Grazia, la sacralità della coscienza, la dimensione della fede che ti dice: questo è un atto che compi davanti a Dio. Possiamo fare tutti i nostri calcoli, questo venti, quell’altro quaranta. Posso dire di aver votato uno e in realtà ho votato un altro. Chi mi vede?». Questa riflessione evidenzia la profonda spiritualità e il senso di responsabilità che accompagnano la scelta del successore di Pietro.

Dinamiche e calcoli nel Conclave

Sul processo decisionale, Filoni ha detto al Corriere della Sera: «I calcoli ci sono e ci devono essere. Non è un ritiro spirituale. I primi due scrutini sono di orientamento, poi si comincia a tirare le somme. Quando votiamo non parliamo, ma dopo si mangia insieme, si vive insieme, ci si confronta. Ci vorranno due, tre, quattro giorni, vedremo. Ma il fatto è, mi creda, che i calcoli non bastano. Resta, in una visione di fede, il mistero della Grazia. Perché Gesù sceglie Pietro?»

In merito alla composizione del Sacro Collegio, ha osservato che i cardinali, provenienti da 71 paesi, magari non si conoscono a fondo, ma i dieci giorni precedenti il conclave non sono pochi per farsi un’idea: «Non solo quando ciascuno è intervenuto, ma anche tutto il tempo che abbiamo passato assieme, in tanti momenti di incontro fraterni…». Ha aggiunto: «Noi non discutiamo. Ognuno presenta il proprio punto di vista, anche rappresentando il proprio Paese. I vari interventi sono come tessere di un mosaico che si va componendo, è questa la ricchezza. Non parliamo di teorie ma della realtà nella quale la Chiesa vive».

Qualità del prossimo Papa

Il tema centrale di discussione è sempre l'evangelizzazione e come presentare il Vangelo nella realtà attuale. Riguardo alla crisi della fede, Filoni ha affermato: «Quella c’è sempre stata, nella storia della Chiesa, a cominciare dalla crisi di fede di Pietro. Non ne facciamo un mito, come se ci fosse una realtà affatto diversa dal passato. Anche oggi è necessario dare una risposta, questo sì».

Di conseguenza, il prossimo Papa «Dovrà avere a cuore questa situazione ed essere una persona in grado di affrontarla. Ma da solo non risolverà i problemi. C’è bisogno che si appoggi ai confratelli, al collegio dei cardinali, alla Curia romana, ai vescovi, alle nunziature alle parrocchie, alle associazioni... Gesù ha voluto i dodici, i dodici hanno scelto altri. Non ha detto a uno solo: fai tu».

Conoscenze e Competenze

La sua capacità di mediare, unita alla profonda conoscenza delle dinamiche ecclesiali e globali, è stata confermata dalle sue recenti affermazioni sul nuovo Papa, chiamato a rafforzare l’unità della Chiesa e a camminare in mezzo al suo popolo, tenendo però presente le realtà di chi sta avanti, di chi sta dietro, e di chi sta a destra e a sinistra.

Filoni è considerato un cardinale “universale” con esperienza globale. Lo storico vaticanista John Allen lo descrive come un profilo con visione globale, fermezza dottrinale e solide capacità di governo. Tuttavia, il fatto di non aver mai guidato una diocesi può essere percepito da alcuni come un limite, e per altri è espressione di una “vecchia guardia” vaticana. Resta il fatto che, alla luce dei nuovi equilibri ecclesiali, un conclave potrebbe rivalutare il suo ruolo in modo significativo. La sua figura spicca per equilibrio, preparazione e una lunga esperienza nei rapporti tra Chiesa e mondo.

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