Confessioni e Testimonianze dei Marinai Ucraini nel Conflitto

Le Confessioni Contestate sull'Incidente nello Stretto di Kerch

Il Cremlino ha utilizzato una video confessione come arma per dimostrare la legittimità dell'azione avvenuta nello stretto di Kerch, un evento condannato da quasi tutti i Paesi occidentali. Due dei tre marinai arrestati sono apparsi in un video sulla tv di Stato russa.

Il Video e le Dichiarazioni

Nel video, il comandante Vladimir Lesovoy ha dichiarato: «Le richieste radio [dalle guardie di frontiera russe] sono state deliberatamente ignorate, c'erano armi e mitragliatrici a bordo: ero consapevole che si trattava di una provocazione». L'FSB, i servizi di sicurezza russi, ha interrogato anche Andrei Drach, un ufficiale del servizio di sicurezza ucraino (SBU), che si trovava a bordo della nave Nikopol. Drach ha ammesso lo sconfinamento in acque territoriali russe della Nikopol, dove «la guardia costiera ha avvertito che stavamo violando la legislazione della Federazione Russa».

Video confessione di marinai ucraini (immagine simbolica di interrogatorio o ripresa video)

Le Accuse di Coercizione

Secondo i servizi di sicurezza ucraini, tali confessioni sarebbero state estorte. Il presidente dell'SBU, Vasyl Hrytsak, ha affermato in un comunicato: «È necessario che i nostri colleghi russi fermino la pressione psicologica e fisica sui militari ucraini». Molti osservatori hanno notato che nel video almeno uno dei due marinai sembra leggere un testo già scritto. Il comandante della Marina ucraina, Igor Voronchenko, ha evidenziato che due dei suoi uomini arrestati dai russi sono originari della Crimea, dove vivono ancora i loro genitori, e per questo motivo potrebbero essere stati soggetti a pressioni o minacce di ritorsioni sui parenti. Voronchenko ha apertamente denunciato l'FSB, accusandola di aver estorto ai marinai ucraini "false testimonianze".

Nel frattempo, il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ha rifiutato ogni mediazione riguardo alla crisi con l'Ucraina dopo un incontro a Parigi. Lavrov ha affermato che per scongiurare altri incidenti gli alleati occidentali dell'Ucraina dovrebbero inviare un "segnale forte" a Kiev per fermare ogni "provocazione". L'FSB ha sostenuto che l'incidente sarebbe stato deliberatamente provocato dalle navi della Marina ucraina su istruzione delle autorità di Kiev, portando il video come prova.

Il Ruolo degli Ufficiali SBU

Il capo dello SBU, Vassily Grizak, ha confermato che a bordo delle navi fermate dai russi c'erano effettivamente "collaboratori del dipartimento di controspionaggio del servizio" e che uno di loro, un ufficiale, sarebbe stato "gravemente ferito". La conferma della presenza di agenti dei servizi segreti di Kiev è arrivata anche dall'agenzia di intelligence militare ucraina. Secondo una nota diffusa dallo stesso SBU, i funzionari del controspionaggio accompagnano costantemente le unità navali delle forze armate, della guardia nazionale e del servizio di confine di Stato.

Mosca ha confermato non solo la presenza di funzionari del SBU a bordo, ma anche il fatto che le tre imbarcazioni avessero le armi puntate contro altre navi russe già dalla mattina del 25 novembre.

La Tensione a Bordo delle Navi Commerciali

Nonostante la gente di mare sia abituata a non discutere di politica né di religione in mare, la situazione per i marinai russi e ucraini che si ritrovano a lavorare gomito a gomito su pescherecci e navi commerciali è diventata sempre meno sopportabile.

La Difficile Convivenza tra Marinai Ucraini e Russi

Due giornaliste del New York Times hanno raccolto diverse testimonianze, come quella di Andrian Kudelya, un marinaio di 35 anni di Kiev. Mentre sua moglie e suo figlio in stato di gravidanza stavano fuggendo dall'Ucraina, a bordo della nave dove lavorava sono saliti due marinai russi. Da quel momento è diventato impossibile sfuggire ai dibattiti. Che si trattasse del ponte, della sala di controllo o della mensa, ogni occasione era buona da parte dei russi per sostenere che l'Ucraina era piena di nazisti e che gli Stati Uniti avevano iniziato la guerra. Su 1,9 milioni di marittimi del mondo, gli ucraini costituiscono ben il 15 per cento.

Marinai russi e ucraini su una nave commerciale (illustrazione o foto tematica)

Le Politiche delle Compagnie di Navigazione

Mentre alcune navi sarebbero diventate "oasi di comprensione e dialogo", su altre l'atmosfera è diventata tesa, fino a rasentare l'inferno, sradicando la tradizione per cui i marinai si vedono come compagni di squadra. L'alternativa per alcuni è radicale: cambiare nave e accettare lavori solo da compagnie che non accettano i "nemici". AP Moller-Maersk, una delle più grandi compagnie di navigazione del mondo, sin dall'inizio dell'invasione ha adottato una politica netta, separando i contendenti. Un'altra compagnia di navigazione, con sede nei Paesi baltici, ha richiesto ai membri dell'equipaggio russo e ucraino di firmare un modulo in cui accettano di non discutere di politica a bordo, una precauzione rivelatasi spesso inutile.

Storie Individuali e Testimonianze

Un giovane marinaio ucraino di Odessa, Roman Zelenskyi, ha testimoniato di aver mostrato a quattro russi le foto dei danni nelle città ucraine di Kharkiv e Mariupol. Questi ultimi si sarebbero vergognati dell'attacco sferrato da Vladimir Putin. "Capiamo che sia difficile per lui", ha detto Ivan Chukalin, un marinaio russo, dispiaciuto per la distruzione della città natale di un collega ucraino presente sulla sua nave. Su alcune imbarcazioni interi equipaggi hanno messo in pratica sforzi concertati per evitare di parlare di guerra. Alcuni, a fronte di soprusi da parte di personale più alto in grado, hanno deciso di protestare e rivolgersi direttamente all'armatore olandese, chiedendo la rimozione del capitano russo.

Le Difficoltà dei Marinai Ucraini e le Sanzioni

Oleg Grygoriuk, presidente del sindacato dei lavoratori del trasporto marittimo ucraino, ha denunciato che alcuni marinai che lavoravano su navi in sosta nei porti russi sono stati presi per interrogatori e perquisizioni. I marinai ucraini attualmente in mare sono quelli partiti prima dell'inizio della guerra e da allora non sono rientrati, molti altri invece che si trovavano in patria al momento dell'invasione non sono riusciti a imbarcarsi e adesso sono in sofferenza economica. Alcune compagnie di navigazione non stanno assumendo marittimi russi anche a causa dell'incertezza su come potrebbero pagarli, date le sanzioni occidentali. Natalie Shaw, direttrice degli affari occupazionali presso la International Chamber of Shipping, ha commentato: “Man mano che la guerra accelera e le famiglie delle persone vengono più colpite, la probabilità che sorgano problemi con le relazioni interpersonali peggiorerà. È inevitabile».

Atto di Sfida: L'Isola dei Serpenti

Il 24 febbraio, giorno dell'invasione russa, tredici marinai ucraini di stanza sull'Isola dei Serpenti hanno dimostrato un atto di coraggio e sfida che ha risuonato in tutto il mondo.

L'Ultimo Messaggio e il Sacrificio

L'Isola dei Serpenti, un isolotto controllato da Kiev a 300 chilometri dalla Crimea nel Mar Nero occidentale, era presidiata da 13 militari ucraini. Quando sono arrivate le forze russe, è stato intimato loro di arrendersi. In un audio diffuso, si sente la voce di un ufficiale russo che dichiara: «Questa è una nave da guerra militare russa. Vi suggerisco di deporre le armi e di arrendervi per evitare spargimenti di sangue e perdite inutili. Altrimenti verrete bombardati». Dopo un silenzio, la risposta ferma e divenuta iconica: «Nave da guerra russa, vai a farti fottere». Secondo quanto riferito, la marina russa ha bombardato l'isola con i cannoni prima di inviare soldati a bordo per prenderne il controllo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato l'accaduto e ha annunciato la decisione di assegnare postuma a tutti i soldati la medaglia Eroe dell'Ucraina, dichiarando: «Tutte le guardie di frontiera sono morte eroicamente ma non si sono arrese».

Sull'Isola dei Serpenti torna a sventolare la bandiera ucraina

La Posizione Strategica dell'Isola

L'isola dei Serpenti - conosciuta come Zmiinyi in ucraino - si trova vicino alle coste ucraine e rumene del Mar Nero ed è stata oggetto di una disputa territoriale tra Russia e Ucraina. Il luogo era stato scelto da Zelenskyy nell'agosto 2021 per un evento stampa in vista di un vertice sulla Crimea, dove aveva affermato: «Questa isola, come il resto del nostro territorio, è terra ucraina e la difenderemo con tutte le nostre forze». La sua posizione strategica nel Mar Nero la rende un punto cruciale per il controllo delle rotte marittime.

L'Affondamento dell'Incrociatore Moskva: Una Guerra di Versioni

L'incrociatore russo Moskva è diventato il fulcro di una "guerra di propaganda" tra le diverse fazioni coinvolte nel conflitto in Ucraina. L'unico fatto dato per certo da tutte le parti è che l'equipaggio della nave militare della flotta russa del Mar Nero è stato evacuato a seguito di un'esplosione a bordo.

Immagine dell'incrociatore russo Moskva

Le Versioni dell'Incidente

Maksym Marchenko, il governatore ucraino della regione di Odessa, ha affermato che la Moskva è stata colpita da due missili antinave Neptune di fabbricazione ucraina, causando la fuga dei militari russi dall'imbarcazione e, secondo esperti citati dalla CNN, addirittura il possibile affondamento. Il ministero della Difesa russo ha invece avvalorato la versione di un incendio a bordo della nave che avrebbe causato l'esplosione del carico di munizioni trasportate, dato che l'incrociatore, varato negli anni '80, era armato con missili antinave e antiaereo, missili torpedo e di difesa missilistica, giustificando la presenza a bordo di una grande quantità di esplosivi.

A stretto giro è arrivata anche la tesi del Pentagono, che si è limitato a confermare che a bordo della Moskva c'è stata almeno un'esplosione e che la nave era ancora a galla. Secondo gli USA, l'incrociatore era "in grado di navigare ed è quello che sta facendo, sta procedendo verso Est", verso Sebastopoli, "per riparazioni", ha spiegato il portavoce del Pentagono, John Kirby. Gli americani non hanno potuto valutare se l'incrociatore fosse stato colpito o meno da un missile ucraino.

Il Valore Simbolico della Moskva

La vicenda ancora incerta della nave militare russa, oltre al potenziale danno materiale per le forze di Mosca, assume un valore fortemente simbolico. L'incrociatore Moskva faceva parte del gruppo di navi che, nei primi giorni dell'invasione, avevano circondato e minacciato di bombardare l'Isola dei Serpenti. Alla richiesta russa di arrendersi, il piccolo battaglione di soldati ucraini a difesa dell'isola aveva risposto con la celebre frase di sfida, rendendo la Moskva un simbolo di quella prima, audace resistenza.

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