Il Battesimo nel Dialetto Veneto: Termini e Usi Linguistici

Le cerimonie religiose, come il battesimo, spesso trovano espressione in termini specifici all'interno dei dialetti regionali, riflettendo la ricchezza culturale e linguistica di un territorio. Nel contesto veneto, in particolare, la figura del padrino di battesimo è designata con una terminologia peculiare, oggetto di interesse sia a livello popolare che accademico-linguistico. Inoltre, l'analisi dell'uso dell'articolo con i nomi di battesimo in questa e altre aree dialettali rivela complesse dinamiche sociolinguistiche.

Il Ruolo del Santolo nel Dialetto Veneto

Nella regione del Veneto, e con diffusione anche in Friuli, la figura del padrino di battesimo è comunemente indicata con il termine "santolo". Questa parola è decisamente di uso regionale e si è affermata nel lessico locale, trovando attestazione anche in opere di riferimento come il Devoto Oli, che la riporta come sinonimo di padrino.

Il termine "santolo" è abbastanza comune in Veneto e il suo significato si estende non solo al padrino di battesimo, ma anche a quello di cresima. Ciò suggerisce che, nelle aree in cui è in uso, "santolo" detiene un significato specifico legato alle cerimonie religiose di iniziazione, mentre il termine "padrino" può mantenere un senso più generale e ampio.

Parallelamente, la figura del figlioccio, ovvero il bambino battezzato o cresimato, nel dialetto veneto è detta "fioso".

Foto di un battesimo tradizionale in una chiesa veneta o di un paesaggio tipico del Veneto

L'Uso dell'Articolo con i Nomi di Battesimo: Uno Studio Linguistico Approfondito

Oltre ai termini specifici per le figure coinvolte nella cerimonia, i nomi di battesimo stessi presentano peculiarità linguistiche nei dialetti, in particolare per quanto riguarda l'uso dell'articolo. Analogamente ad altri nomi propri, i nomi di battesimo si distinguono dai nomi comuni per due caratteristiche importanti: esprimono “Monoreferenz”, ovvero il nome designa una persona specifica e solo una nel contesto rilevante, ed esprimono “Direktreferenz”, dove il riferimento alla persona avviene direttamente tramite la sostanza fonologica o grafica del nome, senza passare attraverso un significato.

Per le domande di ricerca nel campo della linguistica, la “Monoreferenz” è cruciale, poiché la definitezza è insita nei nomi di battesimo e non necessita di un marcatore specifico. Nelle lingue standard, come il tedesco e l'italiano, i nomi di battesimo di solito si usano senza articolo. Sebbene l’utilizzo dell’articolo definito nelle lingue standard non sia escluso, è molto limitato e, anche quando presente, non esprime definitezza ma ha altre funzioni.

Il Progetto VinKo e l'Indagine sulle Varianti Regionali

Queste dinamiche sono state il focus di uno studio condotto nell'ambito del progetto VinKo (‘Varietà in contatto’). Questo progetto ha raccolto, in modalità crowdsourcing, le varianti per le stesse variabili linguistiche in tutti i dialetti e lingue minoritarie delle regioni Trentino-Alto Adige e Veneto, a prescindere dalla loro appartenenza al gruppo linguistico germanico o romanzo. Nello studio su nome di battesimo e articolo espletivo, sono state considerate le traduzioni dialettali di 28 frasi di un questionario contenenti nomi di battesimo.

Il sesso o genere della persona a cui si riferisce il nome è emerso come la variabile più studiata per la distribuzione dell’articolo espletivo. Due progetti recenti, per il tedesco e l’italiano colloquiale, hanno indagato questa variabile con metodi di crowdsourcing su internet.

Differenze Regionali e di Genere nell'Uso dell'Articolo Espletivo

Le carte basate sulla terza inchiesta dell’Atlante della Lingua Italiana Quotidiana (ALIQUOT) hanno messo in evidenza chiare differenze nell'uso dell'articolo in base al genere della persona:

  • L’articolo espletivo con nomi maschili (es. il Luca, l’Antonio, il Michele) è documentato nell’area del lombardo occidentale e alpino, sporadicamente anche nel lombardo orientale e nell’area di indagine di VinKo. Per il Sud Italia, si riscontrano solo attestazioni sporadiche in Salento.
  • L’area dell’articolo con i nomi femminili (es. la Sara, la Martina, la Valentina) è molto più estesa e include tutta l’area italo-romanza del Nord, della Toscana e del Salento.

In un confronto internazionale, le carte della nona inchiesta dell’Atlas zur deutschen Alltagssprache (AdA) tedesco mostrano un quadro geografico a specchio rispetto a quello italiano, con l’articolo usato abitualmente davanti al nome di persona nella parte meridionale dell’area di lingua tedesca (all’incirca a sud della linea Colonia-Dresda).

Le carte M e F create con i dati VinKo confermano questo quadro a specchio, con l’articolo espletivo usato di solito nella parte meridionale dell’area di lingua tedesca e nella parte settentrionale dell’area di lingua italiana.

Mappa che illustra la distribuzione geografica dell'uso dell'articolo espletivo con nomi maschili e femminili in Trentino-Alto Adige e Veneto

Frequenza dell'Articolo per Genere e Regione Secondo i Dati VinKo

Le analisi dettagliate di VinKo hanno rivelato:

  • In tirolese, l’articolo è più frequente con i nomi maschili (95,08%) rispetto ai nomi femminili (80%), su un livello generale molto alto.
  • In veneto, l’articolo è più frequente con i nomi femminili (41,43%) rispetto ai nomi maschili (14%).
  • Nell’area intermedia trentina, le differenze sono minime e non statisticamente significative, con una frequenza dell’articolo espletivo alta (72,26% per il maschile, 75,71% per il femminile).
  • Nelle lingue minoritarie di stampo tedesco, come il mòcheno, il cimbro e il saurano, l’articolo espletivo è sostanzialmente sempre usato, mentre in ladino lo è solo rarissimamente.

Queste differenze sono state considerate statisticamente significative. Un risultato meno atteso è la bassa percentuale dell’articolo espletivo davanti a nomi femminili in veneto, nonostante nella letteratura precedente, come la grammatica del dialetto veronese di Bonfante (2018), fosse definito in sostanza obbligatorio, un giudizio ampiamente condiviso dalla comunità veronese. Tuttavia, la carta F basata sui dati VinKo mostra che l’articolo espletivo con i nomi femminili nel veronese è invece oggetto di forte variazione.

VENETO: dialetto o Lingua?

Affidabilità dei Risultati e Implicazioni Metodologiche

La discrepanza tra i risultati del progetto VinKo e la letteratura precedente potrebbe suggerire un artefatto dovuto al metodo applicato, in particolare al compito di traduzione svolto dagli informanti in autonomia sulla piattaforma di crowdsourcing. La frase stimolo, che in italiano o tedesco standard è solitamente priva di articolo, potrebbe aver indotto gli informanti a replicare tale assenza nei loro dialetti o, più in generale, a produrre frasi che non rappresentano fedelmente tutte le caratteristiche linguistiche del dialetto.

È vero che nella modalità crowdsourcing manca la figura dell’esploratore, che nella raccolta sul campo tradizionale è in grado di sollecitare gli informanti a produrre la varietà dialettale richiesta o a farli riflettere sul fenomeno specifico, come l'utilizzo dell’articolo. Ciò nonostante, esistono diversi elementi che portano a considerare i risultati di VinKo come affidabili. L'argomento più forte è che il compito di traduzione e la situazione, sebbene meno naturale, della modalità crowdsourcing sono identici per tutti gli informanti. Di conseguenza, il numero assoluto delle occorrenze con articolo può subire l’effetto di questa situazione, ma lo dovrebbe subire in modo uniforme per tutta l’area di indagine.

Le differenze osservate fra le località in termini di percentuali di costruzioni con e senza articolo espletivo devono quindi necessariamente essere legate a proprietà intrinseche del dialetto specifico, ovvero alla sua maggiore o minore resistenza agli effetti della situazione e, di conseguenza, alla maggiore o minore obbligatorietà dell’articolo. Altrimenti, non sarebbe spiegabile perché la percentuale di costruzioni con l’articolo davanti a nomi femminili, ipotizzato dalla letteratura precedente come quasi obbligatorio in tutti i dialetti italiani dell’area VinKo, sia alta in Trentino ma bassa in Veneto.

Infine, la facoltatività dell’articolo è la precondizione necessaria per concludere che l’articolo espletivo possa codificare prossimità sociale o familiarità, funzioni che sarebbero escluse in sistemi con un utilizzo obbligatorio.

Riferimenti

Rabanus, Stefan (2023): Nome di battesimo e articolo espletivo - crowdsourcing e cartografica linguistica nello studio della variazione linguistica in Trentino-Alto Adige e Veneto. In: Robert Schöntag & Laura Linzmeier (a cura di): Neue Ansätze und Perspektiven zur sprachlichen Raumkonzeption und Geolinguistik. Fallstudien aus der Romania e della Germania.

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