Claudio Lotito e Simone Inzaghi: Storia di un Rapporto Turbolento

Il rapporto tra il presidente della Lazio, Claudio Lotito, e l'ex allenatore biancoceleste, Simone Inzaghi, è stato caratterizzato da momenti di grande successo e forte legame, ma anche da profonde tensioni e un addio controverso. Diverse vicende hanno portato alla luce la complessità di questa relazione, spesso culminata in dichiarazioni e situazioni che hanno fatto molto discutere.

La Telefonata "Rubata": Un Momento di Tensione

Un episodio significativo che ha rivelato la natura schietta e talvolta burrascosa del presidente Lotito è avvenuto quando una sua telefonata con Simone Inzaghi è stata registrata casualmente (e di nascosto) da un balcone, mentre il presidente della Lazio "se la prendeva" col proprio allenatore. La scena si è svolta per strada, con Lotito che, ad alta voce e con parolacce, rimproverava il tecnico.

Claudio Lotito al telefono in strada, ripreso da un balcone

Le parole di Lotito, divenute virali, furono inequivocabili: "Già te l’ho detto, decido io non decidi te. Te lo sto dicendo Simone, te l’ho detto in tutte le salse. Io voglio avere la certezza che chi sta male, sta male. Non che qualcuno ti dice 'dimme che questo sta male'". Lotito rincarava la dose con rabbia: "Ti lamenti sempre, di tutto. C’hai una squadra che vale dieci volte quello che fai funzionare. Te l’ha detto anche Tare e tu fai finta di non capire, pensa a fare l’allenatore". Questa non fu la prima volta che Claudio Lotito venne "pizzicato" in telefonate private; un precedente notevole risale al 25 ottobre 2017, durante il viaggio verso la sinagoga di Roma, quando fu registrato mentre diceva "Famo sta pagliacciata" in riferimento a una vicenda legata alle figurine di Anna Frank.

A commentare la vicenda, il portavoce della Lazio, Arturo Diaconale, minimizzò l'accaduto, definendola "la normale dialettica tra presidente e allenatore". Chiarì: "Lotito delle volte si fa prendere dalla discussione, poi dopo 30 secondi passa agli abbracci. Ci sta che un allenatore chieda di avere 11 Ronaldo in squadra, sarebbe strano se mancasse questa dialettica. All'interno di una famiglia come la Lazio è normale che ci siano discussioni ogni tanto."

L'Addio di Inzaghi alla Lazio: Un "Tradimento" Non Digerito

Il momento di maggiore rottura tra Lotito e Inzaghi fu senza dubbio l'addio del tecnico piacentino alla Lazio nel 2021, per approdare all'Inter. Un evento che Lotito ha spesso descritto come una "morte annunciata" e un "tradimento" mai del tutto digerito.

Il Ventennale Legame e la Brusca Interruzione

Quella di Simone Inzaghi con la Lazio era stata una lunghissima storia d’amore, interrotta però in maniera brusca dopo 20 anni. Prima da giocatore, poi da allenatore della primavera e infine da tecnico della prima squadra dal 2016 al 2021, Simone è stato un'icona biancoceleste. Nessuno prima, e nessuno finora dopo, aveva resistito tanto tempo con Claudio Lotito. L'addio di Inzaghi all'Inter, tuttavia, nessuno l'ha dimenticato, men che mai Lotito.

Il Retroscena del Mancato Rinnovo

Le cose andarono così: Inzaghi aveva dato il suo "sì" al rinnovo dopo una lunga trattativa con Lotito. Prima l'accordo verbale, poi una cena per sancire un nuovo ciclo. "Mi ha detto che ci ha dormito su e ha maturato questa convinzione. Ieri siamo stati sette ore insieme, abbiamo trovato l’accordo. Ci siamo anche dati la mano", confidò Lotito. Il contratto era pronto, firmato dal presidente, e Inzaghi avrebbe dovuto solo apporre la sua firma la mattina successiva a Formello, davanti al segretario generale Calveri. Tuttavia, Inzaghi non si presentò.

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Le Motivazioni di Inzaghi e la Reazione di Lotito

La "notte portò consiglio" a Inzaghi, o meglio, la chiamata di Marotta con un'offerta economica superiore. L'Inter rilanciò "forte oltre i 4 milioni a stagione, doppiando la proposta del club biancoceleste", e le resistenze di Inzaghi cedettero. Il tecnico chiamò Lotito per avvisarlo del cambio di idea. "Mi ha raccontato che non aveva più stimoli, che non avrebbe più avuto la forza di trasmettere carica ai giocatori", spiegò Lotito. "Quando una persona ti dice così, come fai a pensare di tenerlo? Certo, se me l’avesse detto la sera precedente non avrei fatto preparare l'accordo da firmare".

Per Lotito fu un duro colpo anche sul piano personale, avendo sempre considerato Simone "più di un semplice dipendente", quasi "come un figlio". "Sono deluso sul piano personale, ha cambiato idea dalla sera alla mattina", affermò Lotito all'epoca, e le sue parole facevano capire che ci sarebbe voluto tempo per ricucire la ferita. La Lazio, dal canto suo, congedò Simone Inzaghi con uno "scarno comunicato" che non lo nominava neanche, a testimonianza della ferita aperta.

Lotito Oggi: Tra Affetto e Ricordo dello "Sgarbo"

A distanza di anni, Claudio Lotito non ha dimenticato lo "sgarbo del 2021", ma il rancore sembra essersi attenuato. Intervistato da notizie.com, il presidente della Lazio ha espresso sentimenti complessi nei confronti di Inzaghi.

"Le belle parole di Inzaghi alla Lazio? Mi hanno fatto molto piacere. Quando parlano bene del nostro club come non posso essere contento, anche se allo stesso tempo questa società a lui ha dato tanto, tantissimo", ha dichiarato Lotito. E poi, sull'affetto per l'ex tecnico: "Se voglio bene a Simone? Ma certo che gli voglio bene. So allo stesso tempo quanto lui sia ancora legato alla Lazio, non è che le cose si possono dimenticare così. Simone è un bravo ragazzo e io non ho mai augurato il male a nessuno, figuriamoci a Simone che per me è stato come un figlio, poi il lavoro è un’altra cosa…".

Lotito ha ammesso che "di sicuro qualcosa non ho dimenticato, soprattutto come è andato via Simone Inzaghi dalla Lazio", ma ha aggiunto che "sono passati quasi tre anni e che di acqua sotto i ponti ne è andata tanta, quindi il rancore non c’è più". Dal punto di vista personale, ha chiarito: "Non ci sono problemi, se ci sarà la possibilità ci saluteremo, ma è già successo altre volte. Non è un problema. Inzaghi primo con l’Inter? A me non interessa, io guardo solo la Lazio, mi interessa e sono attento solo a quello, di tutto il resto poco importa, guardo il campo e speriamo di fare delle buone cose".

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