Nell'industria cinematografica e letteraria, rappresentare le dinamiche e i segreti del Vaticano alla morte di un Papa è diventata un'impresa sempre più ardua. Spesso si rischia di cadere in generi abusati come i detective-thriller alla Dan Brown o di rievocare scenari già esplorati, come quelli de "Il Padrino Parte III". Dieci anni fa, Nanni Moretti con "Habemus Papam" aveva affrontato il tema dal punto di vista esistenziale di un papa che, appena eletto, giunge al "gran rifiuto", fermandosi però sulla soglia di quel conclave che, come un'arena, cela una lotta ferocissima di ambizioni e immense istanze. Oggi, diverse opere si propongono di esplorare queste complesse realtà, offrendo prospettive originali e spesso controverse. In questo articolo, analizzeremo le trame e i finali di due opere significative: il film "Conclave" di Edward Berger, basato sul romanzo di Robert Harris, e il romanzo "L'ultimo conclave" di Glenn Cooper.
"Conclave" (Il Film di Edward Berger, dal Romanzo di Robert Harris)
Il film "Conclave", diretto dall'austriaco Edward Berger, vincitore dell'Oscar 2023 per il miglior film internazionale con "Niente di nuovo sul fronte occidentale", si propone di offrire una versione profonda e dignitosa di quanto accade in Vaticano. I piani per il film, basato sul romanzo di Robert Harris, sono stati annunciati nel 2023, con una sceneggiatura curata da Peter Straughan che segue fedelmente la trama del libro. Il cast vanta nomi di spicco come Ralph Fiennes, Stanley Tucci, John Lithgow e Isabella Rossellini.

Contesto e Personaggi Principali
Il romanzo di Robert Harris trae ispirazione dalla copertura mediatica del conclave del 2013, con l'autore che ha persino consultato il cardinale Cormac Murphy-O'Connor per la sua ricerca. Harris ha paragonato i cardinali elettori al Senato romano, suggerendo una lotta di potere autentica e senza esclusione di colpi. Il film descrive in modo autentico lo svolgimento delle elezioni e l'isolamento dei cardinali, affrontando anche il tema degli attacchi terroristici contro istituzioni cattoliche.
La storia inizia con la morte di un Papa riformista e senza nome, deceduto nel sonno per un infarto, un evento che spinge all'organizzazione di un nuovo conclave. Il cardinale decano Jacopo Baldassare Lomeli, interpretato da Ralph Fiennes, assume la responsabilità di supervisionare il conclave, nonostante stia attraversando una profonda crisi di fede. Il defunto Papa, un riformista che aveva evitato l'ostentazione, era popolare ma aveva generato risentimento negli alti ranghi della Santa Sede.
Tra i principali candidati al soglio pontificio emergono:
- Cardinale Aldo Bellini (Stanley Tucci): Segretario di Stato, un intellettuale e successore ideologico del defunto Papa, sostenuto dall'ala liberale.
- Cardinale Joseph Tremblay (John Lithgow): Camerlengo e arcivescovo emerito del Quebec, un candidato ambizioso, esperto di media con tendenze vagamente liberali.
- Cardinale Joshua Adeyemi: Cardinale penitenziere maggiore ed ex arcivescovo di Lagos, un potenziale primo Papa nero.
- Cardinale Goffredo Tedesco: Patriarca di Venezia, un tradizionalista convinto e il più importante critico del defunto Papa.
Intrighi e Lotte di Potere
Poco prima che i 118 cardinali vengano isolati per il conclave, l'arcivescovo Janusz Woźniak rivela a Lomeli che il defunto Papa aveva chiesto le dimissioni di Tremblay, senza però spiegarne il motivo. Lomeli, sostenitore di Bellini, improvvisa un'omelia invitando i cardinali a eleggere un Papa umanamente imperfetto, un gesto che viene però mal interpretato da alcuni come un tentativo di conquistare il papato.
Nei primi scrutini, nessun candidato ottiene la maggioranza dei due terzi. Adeyemi guadagna slancio, ma la sua corsa viene bruscamente interrotta da uno scandalo. Durante un pranzo, una suora nigeriana, Shanumi Iwaro, accusa Adeyemi di aver avuto una relazione illecita con lei trent'anni prima, da cui è nato un figlio dato in adozione. Lomeli scopre che il cardinale Tremblay ha orchestrato l'arrivo della suora a Roma per affossare il rivale.

Le indagini di Lomeli rivelano ulteriormente la corruzione: Tremblay ha comprato i voti di molti cardinali, ricattandoli con tangenti. Le carte incriminate, che avrebbero potuto coinvolgere anche il progressista Bellini, vengono infine bruciate per "istinto di sopravvivenza dell’Istituzione", affinché nulla trapeli di questa lotta feroce per eleggere il Vicario di Cristo. Questa lotta di potere è descritta con crudo realismo come fatta di "sangue e merda", un'espressione forte usata da Rino Formica per la politica.
Cosa c'è di vero nel film Conclave di Edward Berger: quanto è accurato rispetto alla realtà
L'Emergere di un Nuovo Candidato e la Rivelazione Finale
Con tre dei quattro candidati iniziali compromessi, il reazionario Tedesco diventa la minaccia principale. La parte liberal-riformista preme su Lomeli affinché accetti lui stesso la candidatura, ma un colpo di scena introduce un nuovo e inaspettato protagonista: il cardinale Vincent Benítez. Arcivescovo di Baghdad e filippino, Benítez è un cardinale in pectore nominato dal defunto Papa. La sua umiltà e i suoi interventi pacati, carichi di un carisma ecumenico universalista che richiama la Teologia della liberazione, lo fanno crescere poco a poco nella "fossa dei leoni" del conclave. Benítez viene infine eletto Papa con 92 voti, scegliendo il nome di Innocenzo XIV.
Tuttavia, poco prima dell'annuncio pubblico, Lomeli viene a conoscenza di presunte "cure mediche" di Benítez, legate a un appuntamento annullato in una clinica di riassegnazione di genere a Ginevra. In un confronto privato, Benítez rivela a Lomeli la sua straordinaria condizione: è nato intersessuale (descritto come un "transgender naturale" o "ermafroditismo raro", nato con le ovaie) e cresciuto come maschio. Il defunto Papa, a conoscenza della sua condizione fin dall'inizio del suo sacerdozio, aveva persino pagato un intervento per l'asportazione delle caratteristiche riproduttive femminili, ritenute da eliminare per il ruolo di principe della Chiesa. Benítez aveva tentato di dimettersi per sottoporsi a un intervento di riassegnazione di genere, ma il Papa aveva rifiutato e lo aveva creato cardinale in pectore.
La conclusione del film è clamorosa e inaspettata: la Chiesa, nel momento della sua massima crisi, decide di rilanciare la sua determinazione a essere protagonista nel mondo moderno abbracciando una delle questioni più innovative e controverse, la teoria del gender, personificata dal suo stesso Papa. Questa accettazione è vista come una condizione naturale di massima inclusività, che spezza qualsiasi discriminazione di etnia e orientamento sessuale. Il film è stato interpretato come un wishful thinking o una profezia che si autoavvera, una "fuga in avanti" per adeguarsi allo spirito del tempo, nella speranza di "essere sulla barca giusta".
Il film è elogiato per aver mantenuto il fascino del "rosso cardinalizio" e la meraviglia della Cappella Sistina, oltre alla tensione narrativa e alla bravura degli interpreti. La breve ma intensa performance di Isabella Rossellini, con soli otto minuti di posa, le è valsa una nomination all'Oscar come miglior attrice non protagonista. Robert Harris è apprezzato per la sua capacità di trasformare la lotta di potere nel conclave in una grande parabola sulla tentazione del potere, con una risoluzione finale paragonabile alla leggenda della Papessa Giovanna.
"L'ultimo Conclave" (Il Romanzo di Glenn Cooper)
"L'ultimo conclave" segna il settimo capitolo della popolare saga di Calvin (Cal) Donovan, ideata dall'autore statunitense Glenn Cooper. Cooper è un esempio di self-made man, con un background che spazia dall'archeologia alla medicina, e una carriera di successo come produttore, sceneggiatore cinematografico e scrittore di bestseller internazionali. Attraverso la serie di Cal Donovan, soprannominato "l'uomo che sussurrava ai papi", Cooper ha condotto i suoi lettori in viaggi avanti e indietro nel tempo, esplorando epoche storiche diverse, dai primi albori dell'età cristiana ai segreti di Fatima e al nazismo.

La Trama: Il Conclave Svanito nel Nulla
Il romanzo si apre con un evento sconvolgente: a soli due anni dalla sua elezione, Papa Giovanni XXIV viene trovato morto nel suo letto, a causa di un probabile infarto del miocardio. Monsignor Mario Finale, il suo segretario personale, scopre la tragica notizia dopo che suor Maria, una delle suore addette alle faccende domestiche, lo convoca con urgenza. Il Vaticano, superato lo sconcerto, si affretta a organizzare un nuovo conclave. Il giorno dell'apertura, dopo la tradizionale processione dei cardinali elettori e la pronuncia dell'Extra omnes, le porte della Cappella Sistina vengono sigillate.
Tuttavia, le ore passano e nessuna fumata, né nera né bianca, esce dal comignolo. La segretaria di Stato Elisabetta Celestino, stretta tra gli obblighi cerimoniali e una crescente inquietudine, decide di compiere un atto senza precedenti: rompere il sigillo del conclave e aprire le porte. La scena che si trova davanti è surreale e terrificante: la Cappella Sistina è completamente vuota, i cardinali elettori sono svaniti nel nulla.

L'Indagine di Cal Donovan e il Legame con i Catari
Arrivato in Vaticano come collaboratore della CNN per commentare il conclave, Cal Donovan, professore di Storia delle religioni ad Harvard, si unisce immediatamente alle indagini su questa scomparsa apparentemente impossibile. Cooper, attraverso una narrazione che tiene il lettore incollato alle pagine, crea una trama intricata fatta di mistero, storia e intrighi vaticani, trasportando i lettori nel tempo.
Il romanzo riporta alla luce una storia probabilmente poco nota, risalente ai secoli XII e XIII: la vicenda dei Catari. Questo movimento cristiano, sviluppatosi principalmente nella regione francese della Linguadoca, fu giudicato ereticale da Papa Innocenzo III, che indisse una vera e propria crociata per sterminarli. La minuziosa ricostruzione storica e geografica contribuisce a dare ulteriore valore a un romanzo che, nonostante gli anni di età della saga, non mostra segni di stanchezza.

La trama si snoda attorno a questo culto molto antico che aspetta da secoli di tornare alla ribalta, minando il potere della Chiesa cattolica. Le persone dietro a questi eventi straordinari non sono organizzazioni segrete o islamiche, ma individui comuni che seguono la dottrina catara, la quale distingueva tra un "Dio buono" (della luce e dello spirito) e un "Dio malvagio" (delle tenebre e del mondo fisico). Nel finale del libro, Cal Donovan giunge alla conclusione che la vendetta porta solo distruzione e morte, e che nulla può essere ricostruito dalle macerie.
Cosa c'è di vero nel film Conclave di Edward Berger: quanto è accurato rispetto alla realtà
Stile e Temi
La scrittura di Cooper è fluida e coinvolgente, capace di mantenere alta la tensione e di sorprendere il lettore con colpi di scena inaspettati. Il personaggio di Cal Donovan si mostra via via più maturo e ricco di nuove sfaccettature, segno dell'affetto che l'autore e i lettori provano per lui. In "L'ultimo conclave", Cooper non si limita a raccontare una storia avvincente, ma esplora temi universali come la corruzione, il potere e il sacrificio. Il romanzo è particolarmente interessante per chi è appassionato di storia e religione, anche se alcuni potrebbero trovarlo meno dinamico rispetto ad altri thriller d'avventura. "L'ultimo conclave" è un finale degno per una serie che ha affascinato i lettori, chiudendo il cerchio con maestria.