Comunità Religiose Femminili a Faenza: Attività e Presenza

Faenza, città ricca di storia e tradizione, ospita diverse comunità religiose femminili che, con le loro opere e la loro dedizione, contribuiscono in modo significativo al tessuto sociale, educativo e assistenziale del territorio. Tra queste, spiccano l'Opera Santa Teresa, le Monache Benedettine Vallombrosane del Monastero di Sant'Umiltà e le Suore Lauretane, ora Francescane Ancelle di Maria, ciascuna con una storia e una missione specifiche.

L'Opera Santa Teresa a Faenza: Accoglienza e Cura

L'Opera ravennate di Santa Teresa, un'istituzione dedicata all'accoglienza e alla cura di persone in difficoltà, ha esteso la sua presenza a Faenza. Il prossimo 11 gennaio è prevista l'inaugurazione della struttura Santa Teresa a Faenza. Già la metà degli 80 posti destinati a malati e anziani che saranno messi a disposizione della città sono già stati assegnati, a dimostrazione della grande richiesta di strutture di questo genere, soprattutto in tempi di crisi, e dell'efficacia del modello di accoglienza.

Vista esterna della struttura Santa Teresa a Faenza con il cortile interno

Genesi del Progetto e Filosofia dell'Accoglienza

Il direttore dell’Opera ravennate di Santa Teresa, don Paolo Pasini, ha rivelato che sono pervenute richieste anche da altre province, sebbene l'espansione debba tener conto delle possibilità economiche. Per comprendere l'importanza di Santa Teresa per Faenza, occorre ricordare la genesi di questo progetto: più di 20 anni fa, don Matteo Solaroli, predecessore di don Pasini, su richiesta della diocesi di Faenza, elaborò un progetto per recuperare il sito dell'ex convento di Santa Caterina. L'obiettivo era realizzare, all'interno della struttura ormai inagibile, un'opera con lo stesso stile e le stesse finalità di Santa Teresa di Ravenna.

La filosofia dell'Opera Santa Teresa, come spiegato da don Pasini, si concentra sull'accoglienza e la cura di chi è in difficoltà, anche economica, e non è autosufficiente a causa dell'età avanzata o di handicap. La "politica" della rete sarà identica a quella della casa madre ravennate, concepita dal fondatore don Angelo Lolli. Non sono previste rette fisse: ogni ospite contribuirà con le proprie possibilità economiche, come la pensione o l'assegno di mantenimento.

La Struttura e i Servizi

Dopo quasi quattro anni di lavori, con alcuni ritardi dovuti a problemi di cantiere e al ritrovamento di un’antica fornace e alcune tombe romane nel sito, il taglio del nastro è in programma per sabato 11 gennaio nell’ex convento di via Muro Giuoco del Pallone. La struttura, di circa 12.000 metri quadrati, situata nel cuore di quello che fu il convento di Santa Caterina, ne ricorda l’antica funzione anche nell'architettura. Un grande cortile accoglie visitatori e ospiti, su cui si affaccia una struttura a porticato destinata a ospitare una quarantina di camere doppie, complete di bagno e sistemi di riscaldamento e raffreddamento a risparmio energetico.

All'interno di questo complesso, è presente anche un piccolo convento per le Suore della Piccola Famiglia di Santa Teresa. Al centro del porticato, una nuova chiesa servirà sia l'Opera che l'adiacente Casa del Clero, di proprietà della Curia faentina, ancora in costruzione (con previsione di completamento entro il 2014) e destinata a ospitare circa 12 sacerdoti anziani. Nel seminterrato e al piano terra, sono previsti locali tecnici, una palestra e la camera mortuaria, mentre al primo piano ci sarà spazio per gruppi di volontari.

La struttura darà impiego a un centinaio di operatori socio-sanitari (OSS), 6 infermieri e un medico. Il personale sarà in parte trasferito dalla struttura di Ravenna e in parte neo-assunto, rendendo Santa Teresa non solo un'opportunità per la città, ma anche un'occasione di impiego per decine di persone, come testimonia don Paolo: «Abbiamo ricevuto centinaia di curriculum vitae».

Monastero di Sant'Umiltà: L'Impegno nell'Educazione

Le Monache Benedettine Vallombrosane del Monastero di S.Umiltà a Faenza hanno una lunga e consolidata presenza nel campo dell'istruzione. La Scuola Primaria “S.Umiltà” è sorta agli inizi del ‘900 in forma privata e, nel tempo, si è avviata verso l’ordinamento ministeriale. Fondata e gestita dalle Monache, la scuola ha ottenuto la parifica in data 28 dicembre 1962. Il numero degli iscritti è cresciuto costantemente, raggiungendo nel 1995 un valore tale da permettere la formazione di due sezioni. Attualmente, le classi sono 10, con un corpo docente interamente costituito da insegnanti laici.

Edificio della Scuola Primaria e Secondaria

Parallelamente, la Scuola Secondaria di I grado “S.Umiltà” ha ottenuto il riconoscimento legale il 14 dicembre 1936. Da allora, il servizio scolastico si è svolto ininterrottamente, seguendo la legislazione e i programmi ministeriali. Nell’anno 2000, la scuola ha conseguito la parità scolastica con Decreto Ministeriale del 28 febbraio 2001.

Suore Lauretane e Francescane Ancelle di Maria: Una Storia di Carità

A Faenza, la storia delle Suore Lauretane del Terz’Ordine di S. Francesco si intreccia con quella delle Francescane Ancelle di Maria, con cui oggi costituiscono un'unica famiglia. La presenza a Faenza delle Suore Lauretane, meglio conosciute come “Istituto Ghidieri” dal nome del loro fondatore, risale a più di 300 anni fa ed è caratterizzata da una profonda vicinanza e collaborazione con il tessuto sociale e religioso locale.

Immagine storica dell'Istituto Ghidieri a Faenza

Le Origini e la Missione

L’Istituto delle Suore Lauretane del Terz’Ordine di San Francesco vanta una lunga storia. Fu fondato da don Lorenzo Ghidieri, sacerdote faentino vissuto dal 1632 al 1710, con l’intenzione di provvedere alla salvezza della vita morale di giovani povere. Negli ultimi anni della sua vita, a prezzo di grandi sacrifici, don Ghidieri vide nascere la “Casa per le giovani di S. Maria di Loreto” o “Conservatorio” nella sede che ancora oggi è quella dell’Istituto. Nel 1901, riacquistata l’autonomia, il Vescovo di Faenza Mons. Vincenzo Bacchi approvò, il 14 settembre 1921, il nuovo assetto dell’Istituto religioso di diritto diocesano, che da allora prese il nome di Convento delle Suore Lauretane.

Richiamarsi a Nazareth attraverso il carisma francescano ha significato per le Suore dell’Istituto ricercare e percorrere la via per conformarsi al «genere di vita verginale e povera che Cristo scelse per Sé e che la Vergine Madre sua abbracciò» (LG 46), per accettare e vivere la norma ultima della vita consacrata che è la sequela di Cristo.

Attività Attuali

Tra le opere più antiche delle Francescane Ancelle di Maria vi è l’adorazione Eucaristica e l’aiuto alle chiese povere con la confezione di arredi sacri (la Pia Opera dei Tabernacoli). Presso la sede di Faenza (RA), in Via Santa Maria dell’Angelo, 14, l'Ente Religioso Congregazione delle Ancelle di Maria partecipa al Programma di Aiuti Europei agli Indigenti (PO I FEAD) in qualità di Organizzazione Partner Territoriale (OpT). In tale veste, provvedono alla distribuzione di aiuti alimentari cofinanziati dal Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD) e all’erogazione di misure di accompagnamento per orientare e sostenere le persone in condizione di bisogno.

tags: #comunita #suore #faenza #telefono