Per Papa Francesco, il Rosario è la «sintesi della storia della misericordia di Dio che si trasforma in storia della salvezza per quanti si lasciano plasmare dalla grazia». Questa preghiera non allontana dalle preoccupazioni della vita, ma chiede, al contrario, di incarnarsi nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noi. Attraverso il Rosario, si scopre così la via che invita a seguire Cristo nel servizio dei fratelli, partecipando con i misteri alla sua opera di evangelizzazione perché il Regno di Dio cresca e si diffonda nel mondo.
Il Pontefice sottolinea che siamo discepoli, ma anche missionari e portatori di Cristo, là dove Lui ci chiede di essere presente. L'esempio da seguire è Maria, da sempre prescelta per essere madre, che ha imparato a farsi discepola, mettendosi come prima cosa in ascolto con Dio, obbedendo all’annuncio dell’angelo. «In tutta la sua vita - evidenzia Papa Francesco - Maria ha realizzato quanto è chiesto alla Chiesa di compiere in memoria perenne di Cristo.»
L'Impegno Personale del Papa e l'Eredità di Giovanni Paolo II
Il Rosario ha un ruolo molto importante nella vita spirituale di Papa Bergoglio. Commemorando il beato Giovanni Paolo II (1920-2005) poco dopo la sua morte, nel 2005 l’allora cardinale Bergoglio raccontava come fosse stato proprio l’esempio di Papa Wojtyła, vent’anni prima, a determinarlo all’impegno, sempre mantenuto, di recitare ogni giorno quelli che allora erano i quindici misteri del Rosario (sarebbero diventati venti con l’introduzione dei misteri della Luce nel 2002).
Il beato Giovanni Paolo II - raccontò Bergoglio alla rivista «Trenta giorni» - «stava davanti a tutti, in ginocchio. Il gruppo era numeroso; vedevo il Santo Padre di spalle e e, a poco a poco, mi immersi nella preghiera. Non ero solo: pregavo in mezzo al popolo di Dio al quale appartenevamo io e tutti coloro che erano lì, guidati dal nostro Pastore. E il tempo sfumò, e cominciai a immaginarmi il giovane sacerdote, il seminarista, il poeta, l’operaio, il bambino di Wadowice… nella stessa posizione in cui si trovava in quel momento, pregando Ave Maria dopo Ave Maria. La sua testimonianza mi colpì. Sentii che quell’uomo, scelto per guidare la Chiesa, ripercorreva un cammino fino alla sua Madre del cielo, un cammino iniziato fin dalla sua infanzia. E mi resi conto della densità che avevano le parole della Madre di Guadalupe a san Juan Diego: “Non temere, non sono forse tua madre?”. Compresi la presenza di Maria nella vita del Papa.»

Maria "Salus Populi Romani": Guarigione, Crescita e Decisioni Definitive
Presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, Papa Francesco ha meditato sul titolo con cui Maria da secoli è invocata a Roma: «Salus Populi Romani». «Salus» significa sia salute sia salvezza, e il titolo indica che «Maria ci dona la salute», anzi «è la nostra salute». Il Papa ha spiegato cosa significhi concretamente dire che «la Madonna custodisce la nostra salute».
Anzitutto, Maria aiuta i figli a crescere bene, educandoli a non cedere alla pigrizia o ad adagiarsi in una vita comoda, ma a diventare forti, capaci di prendersi responsabilità e di tendere a grandi ideali.
In secondo luogo, la Madonna educa ad affrontare le difficoltà della vita. «Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli.» Una madre aiuta i figli a guardare con realismo i problemi e ad affrontarli con coraggio, in un sano equilibrio tra sicurezza e zone di rischio. Maria «ci è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio».
Il terzo aspetto è che una buona madre aiuta a prendere le decisioni definitive con libertà. Il Papa ha osservato come oggi sia difficile prendere decisioni definitive, poiché siamo sedotti dal provvisorio e dalla tendenza a voler rimanere adolescenti per tutta la vita. «Tutta l’esistenza di Maria è un inno alla vita, un inno di amore alla vita», sia fisica che spirituale. Il rifiuto della libertà e della vita, ha avvertito il Papa, viene anche dalle tentazioni del demonio. Ha raccomandato di non dialogare con il diavolo, che «con le lusinghe ci ammorbidisce» e ci fa cadere nella trappola.

Meditazioni sui Misteri Gloriosi del Rosario secondo Papa Francesco
Papa Francesco ha offerto profonde meditazioni sui Misteri Gloriosi, invitando i fedeli a contemplare la storia della salvezza attraverso gli occhi di Maria.
La Resurrezione di Gesù
Riflettendo sulla Risurrezione (Cfr. Mt 28), il Papa ha affermato che «la tomba è il luogo dove chi entra non esce. Ma Gesù è uscito per noi, è risorto per noi, per portare vita dove c’era morte, per avviare una storia nuova dove era stata messa una pietra sopra.» Egli può rimuovere i macigni che sigillano il cuore, quindi non dobbiamo cedere alla rassegnazione. «La sua luce ha illuminato l’oscurità del sepolcro: oggi vuole raggiungere gli angoli più bui della vita.» Il Signore ci precede, «ci precede sempre» in Galilea, nel luogo della vita quotidiana, richiamandoci alla prima chiamata d'amore. La Vergine Maria, «testimone silenziosa della morte e della risurrezione del figlio Gesù, ci aiuti a credere fortemente a questo mistero di salvezza: accolto con fede, può cambiare la vita.» (Veglia pasquale, 11 aprile 2020; Regina Coeli, 13 aprile 2020)

L'Ascensione di Gesù al Cielo
Dopo la Risurrezione, Gesù raduna i suoi discepoli su un monte (cfr. Mt 28,16-20) e li investe della missione universale: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.» Questa missione implica il dovere della testimonianza. Nonostante le debolezze umane, Gesù promette: «Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.» Questa presenza si realizza mediante il suo Spirito, che santifica e opera la remissione dei peccati. L'Ascensione ci assicura che Gesù è «ancora e sempre tra noi», in uno «stile del Risorto», rivelandosi nella Parola, nei Sacramenti e nell'azione dello Spirito Santo. «La Vergine Maria accompagni il nostro cammino con la sua materna protezione: da Lei impariamo la dolcezza e il coraggio per essere testimoni nel mondo del Signore risorto.» (Regina caeli, 24 maggio 2020)
La Discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo
Nel giorno della Pentecoste, «venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.» La Chiesa nasce da questo «fuoco dell’amore» e da un «incendio» che manifesta la forza della Parola del Risorto intrisa di Spirito Santo. Gesù dona agli Apostoli il suo Spirito per animare la missione, soffiando su di loro e dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo.» Lo Spirito Santo è «fuoco che brucia i peccati e crea uomini e donne nuovi»; è amore di tenerezza che predilige i piccoli, i poveri, gli esclusi. I doni dello Spirito, incluso il timore di Dio (che è amore per il Signore e fiducia nella sua misericordia), ci danno il coraggio di uscire dalle mura protettive dei nostri «cenacoli». Maria era con gli Apostoli, «protagonista con la prima Comunità dell’esperienza mirabile della Pentecoste», e a Lei preghiamo perché ottenga per la Chiesa l’ardente spirito missionario. (Regina caeli, 31 maggio 2020)

L'Assunzione di Maria Vergine al Cielo
Sull'Assunzione, il Papa ha insegnato che «la Madonna ha poggiato i piedi in paradiso: non ci è andata solo in spirito, ma anche con il corpo, con tutta sé stessa.» Questa realtà ci dà speranza, perché «che una di noi abiti in Cielo col corpo ci dà speranza: capiamo che siamo preziosi, destinati a risorgere.» Maria è la «stella che ci orienta», il segno della meta per cui camminiamo. Il Papa ha invitato a magnificare il Signore come Maria nel Magnificat: «Magnificare letteralmente significa “fare grande”, ingrandire. Maria “ingrandisce il Signore”: non i problemi, che pure non le mancavano in quel momento, ma il Signore.» La gioia nasce dalla presenza di Dio che ci aiuta, perché «Dio è grande» e «guarda ai piccoli». Lodare Dio ogni giorno, ricordando le grandi cose che compie, dilaterà il cuore e aumenterà la gioia. (Omelia 15/8/2020)
L'Incoronazione di Maria Regina del cielo e della terra
Riferendosi, ad esempio, alla Madonna di Częstochowa, Papa Francesco ha descritto come sia un grande onore avere per Madre una Regina, «la stessa Regina degli Angeli e dei Santi, che regna gloriosa in cielo.» Ma dà ancora più gioia sapere di avere per Regina una Madre, «amare come Madre Colei che chiamate Signora.» La sacra immagine mostra Maria non come una Regina distante che siede in trono, ma come la Madre che abbraccia il Figlio e, con Lui, tutti noi suoi figli. È una Madre vera, con il volto segnato, che soffre per i problemi della nostra vita. È una Madre vicina e tenera, che ci tiene per mano nel cammino di ogni giorno, facendoci sentire che «nessuno di noi è orfano, perché ciascuno ha vicino a sé una Madre, Regina insuperabile di tenerezza.»

Eventi e Sussidi per la Preghiera del Rosario con Papa Francesco
Nel corso del suo pontificato, Papa Francesco ha promosso e presieduto numerosi eventi legati alla preghiera del Rosario e alla devozione mariana, offrendo meditazioni e intenzioni specifiche:
- Durante il Giubileo Mariano, una delle iniziative dell’Anno Santo Straordinario della Misericordia, si sono radunate centinaia di delegazioni mariane da circa 45 comunità nazionali e 50 santuari. In questa occasione, si sono recitati i misteri gloriosi e il Papa ha ricordato la Risurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste.
- Sono stati redatti libretti specifici per la preghiera del Rosario con meditazioni di Papa Francesco, come quello per l'Elezione del nuovo Papa, con brani biblici, meditazioni del Papa e invocazioni.
- Celebrazioni come la Veglia Mariana presieduta dal Papa (8 ottobre 2016) e l'Atto di venerazione all'Immacolata Concezione hanno incluso testi e meditazioni curate dall'Ufficio Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
- Testi per il mese di maggio (ad esempio, nel 2021) hanno proposto meditazioni e preghiere di Papa Francesco sulla Vergine Maria.
- Intenzioni di preghiera e litanie per il Rosario nel mese di maggio, specialmente in anni dedicati ai sacerdoti, sono state proposte secondo le intenzioni del Papa.
- Un esempio concreto è stato il Rosario per la salute di Papa Francesco, recitato nella chiesa di San Domenico a Bologna e presieduto dal Cardinale Matteo Zuppi, dove sono state elevate preghiere per il Papa, la Chiesa, la pace e i defunti.
- In diverse Veglie articolate intorno alla recita del Rosario, come quella del 25 ottobre 2022 al Colosseo durante l'incontro di preghiera interreligiosa "Il grido della pace", sono stati letti stralci dai messaggi di Papa Francesco.
Questi momenti e sussidi riflettono il desiderio del Papa di accompagnare i fedeli nella preghiera mariana, offrendo spunti di riflessione che collegano la vita di Maria e i misteri di Cristo alla concretezza dell'esistenza quotidiana e alle sfide del mondo contemporaneo.