Il 13 maggio (o, per alcuni anni, una domenica vicina a questa data) la Chiesa celebra la solennità dell'Ascensione del Signore, un momento cruciale nel mistero pasquale che si riveste di gloria. Cristo è innalzato alla destra del Padre, completando il suo percorso terreno e inaugurando una nuova fase della sua presenza tra gli uomini. Questa festa ci invita a contemplare in pienezza Gesù che ritorna al luogo della sua gloria.

Cristo, vero Uomo e vero Dio, ritorna alla gloria
La festa dell'Ascensione ci fa contemplare Cristo Gesù che ritorna, per così dire, al luogo della sua gloria: alla destra del Padre. La particolarità di questo ritorno è che Egli vi ritorna ora come vero Uomo, con una vera carne d'uomo, seppure glorificata, oltre che come vero Dio. Questa gloria del Figlio di Dio diventa ora, a pieno titolo, gloria del Figlio dell'uomo e, di conseguenza, gloria dell'uomo stesso.
La gloria della carne umana
La celebrazione odierna sottolinea la gloria della carne dell'uomo. È per questo che la Chiesa proclama solennemente: “Credo la risurrezione della carne” e per questo ha sempre rivestito di onore e di rispetto il corpo dell'uomo. Storicamente, la Chiesa non ha permesso la cremazione fino a tempi recenti; oggi la tollera, ma non la raccomanda, in contrasto con pratiche abbastanza comuni in molti popoli.
Il corpo dell'uomo è destinato alla gloria. Questo implica una profonda riflessione sul modo in cui il corpo viene trattato e percepito nella società contemporanea. Fa orrore, infatti, tanto spregio del corpo in tanta violenza, spesso aggressiva e gratuita, propria del nostro tempo, e di cui sono pieni la televisione e persino i film dei bambini. Ma fa orrore anche il disprezzo del corpo della donna nella pubblicità, il disprezzo del corpo dell'uomo in pratiche sessuali avvilenti, e persino l'abuso di tanti tatuaggi e piercing che, in molti casi, tolgono valore, dignità e santità al corpo di tanti giovani.

Il Signore non ci ha abbandonati
Contempliamo oggi il Signore, con il suo corpo risorto e glorificato, alla destra del Padre. È fondamentale comprendere che, nonostante questa ascesa, Cristo non ci ha abbandonati. Da lì, infatti, egli accompagna la sua Chiesa, intercedendo per noi il dono dello Spirito Santo, guadagnato con la sua Pasqua. L'Ascensione non è un addio, ma l'inizio di una nuova forma di presenza di Cristo nella vita della comunità dei credenti, attraverso l'azione dello Spirito Santo.