| "Camminava con loro" | Il Sinodo dei Giovani: Un Laboratorio di Sinodalità e Ascolto per la Chiesa
La XV Assemblea Generale Ordinaria: Contesto e Scopo
Il 28 ottobre 2018 si è conclusa a Roma la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi su "Giovani, fede e discernimento vocazionale", generalmente chiamato (seguendo Papa Francesco) "Sinodo dei giovani". I partecipanti hanno vissuto un'importante tappa storica nel cammino sinodale della Chiesa, percependo una gioia indicibile e la forte convinzione che la sinodalità è una chiave per l'annuncio e la trasmissione della fede oggi. Questo evento ha concretamente reso visibile una Chiesa sinodale, una Chiesa in cammino, del Popolo di Dio, in cui ognuno ha voce e partecipa attivamente, qualunque siano l'età, il sesso o la condizione di vita. Si tratta di una Chiesa di corresponsabilità che discerne insieme, in partnership, collaborazione, fraternità e ascolto reciproco, la voce dello Spirito Santo, chiamandola a rispondere alle sfide missionarie di questo tempo.
L'esperienza di Chiesa universale, vissuta nello spirito del Concilio Vaticano II, ha offerto una chiara comprensione della chiamata a dispiegare la sinodalità come lo "stile missionario" della Chiesa per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. Papa Francesco ha affermato che "Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del III millennio", richiamando una profezia del Concilio Vaticano II non ancora assunta in tutta la sua profondità. Questa scelta, frutto di preghiera e confronto, consentirà alla Chiesa di essere e apparire più chiaramente come la «giovinezza del mondo».
Il Sinodo del 2018, inserendosi nel prosieguo dei due sinodi sulla famiglia, può essere compreso alla luce dei suoi due anni di preparazione, segnati da diverse innovazioni. Già nel suo annuncio, il 6 ottobre 2016, Papa Francesco spiegò la sua scelta di concentrarsi sui giovani tra i 16-29 anni come "espressione della sollecitudine pastorale della Chiesa per i giovani", invitandoli a essere veri protagonisti e a "fare un po’ di chiasso nelle diocesi".

Un Percorso Preparatorio Inclusivo e Innovativo
Il Sinodo dei giovani ha rappresentato un'esperienza sinodale esemplare e un vero laboratorio di sinodalità pratica, le cui riflessioni mirano a tradurre la sinodalità in pratiche pastorali quotidiane. Il percorso di preparazione è stato ispirato a criteri di inclusione e partecipazione senza precedenti, rendendo il Sinodo più un processo che un evento singolo.
La Fase di Ascolto del Popolo di Dio
La fase preparatoria è stata fondamentalmente finalizzata all'ascolto dei giovani in vari modi. La consultazione del "Popolo di Dio" ha assunto dimensioni senza precedenti grazie a innovazioni come la creazione di un questionario online multilingue, che ha permesso la consultazione diretta con oltre 100mila giovani di tutto il mondo. Un Seminario internazionale a settembre 2017 ha inoltre raccolto l'opinione di esperti di diverse discipline.
Il Pre-Sinodo e il Coinvolgimento Attivo dei Giovani
Una novità assoluta è stata la convocazione di un Pre-Sinodo a Roma, dal 19 al 24 marzo 2018, che ha riunito 300 giovani di tutti i Paesi, non tutti cattolici o credenti. Durante questo incontro, i giovani sono stati ascoltati e compresi, riconoscendosi pienamente nell'Instrumentum Laboris, che cita ampiamente il documento finale del Pre-Sinodo scritto dai loro rappresentanti. Molti vescovi hanno testimoniato quanto avevano udito dai giovani nelle loro diocesi, permettendo di intuire l'importanza di un "ascolto del Popolo, fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama".
Durante l'Assemblea sinodale, i 35 giovani partecipanti in qualità di osservatori hanno avuto un ruolo importante, prendendo parte attiva ai Circuli minores, esprimendo opinioni e proponendo emendamenti. P. Giacomo Costa, SJ, Segretario speciale del Sinodo dei giovani, ha sottolineato come l'ascolto sia stato una delle cifre interpretative più significative del cammino sinodale fin dalla sua preparazione.
Protagonisti di una Chiesa in uscita
La Sinodalità come Stile Missionario della Chiesa
La sinodalità è la "dimensione costitutiva della Chiesa" e una "nuova Pentecoste", che ha donato una chiara comprensione della chiamata a viverla come stile missionario per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. È una proprietà della Chiesa che deriva dalla sua natura di comunione, radicata nel mistero trinitario, e permette di costruire una maggiore comunione effettiva.
L'Ascolto al Cuore della Sinodalità
Papa Francesco pone l'ascolto al cuore della sinodalità, inteso come un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare: "Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: l'uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo". Questo ascolto non è solo una raccolta di informazioni, ma un vero atto teologico, la forma in cui Dio stesso si rapporta al suo popolo. La Chiesa, attraverso l'ascolto, entra nel movimento di Dio che si china per liberare il suo popolo, e questo è anche la chiave dell'evangelizzazione.
L'atteggiamento di ascolto, vissuto nel Sinodo del 2018, è una caratteristica fondamentale della sinodalità e una chiamata a sviluppare l'accompagnamento, specialmente verso i più giovani e i più poveri, la cui prima necessità è spesso quella di essere ascoltati.
La Sinodalità per le Sfide del Mondo Contemporaneo
La sinodalità, poiché fondamentalmente missionaria, deve essere sviluppata non principalmente per ragioni di organizzazione interna, ma per rispondere agli appelli di un mondo frammentato e contraddittorio. Una Chiesa sinodale è intrinsecamente nella storia e per il mondo, agendo come "vessillo innalzato tra le nazioni" per promuovere giustizia e fraternità, ispirando anche la società civile a edificarsi in un mondo più bello e degno dell'uomo.

Temi Centrali per il Mondo Giovanile e la Chiesa
La Crisi della Comunicazione Intergenerazionale
Il percorso di preparazione al Sinodo ha evidenziato un problema di comunicazione tra la Chiesa, in particolare le sue istituzioni ufficiali, e il mondo giovanile. Molti giovani, anche di tradizione cattolica, non si riconoscono nelle strutture ecclesiali. Essi segnalano difficoltà a sentirsi accolti e ascoltati, a ricevere fiducia e a trovare spazi di protagonismo. Fattori come il disinteresse, la scarsa preparazione dei sacerdoti e gli scandali economici e sessuali contribuiscono all'allontanamento.
D'altra parte, diverse Conferenze episcopali dichiarano di non comprendere alcuni tratti caratteristici del mondo giovanile, spesso spaventate dalla pervasività dei media digitali e dalla cultura globale. Questa fatica comunicativa porta molti giovani, pur portatori di domande spirituali autentiche, ad allontanarsi dalla Chiesa, cercando altrove risposte e stimoli.
La Credibilità della Chiesa e le Aspettative dei Giovani
La questione della credibilità è cruciale. I giovani sono molto attenti alla trasparenza e alla coerenza, abituati a vivere in contesti di pluralismo. Il peso degli scandali e degli abusi non può essere sottostimato. La gratuità dell'annuncio è fondamentale: i giovani tendono ad allontanarsi quando percepiscono che l'interesse nei loro confronti non è genuino, ma motivato da una logica di autoconservazione istituzionale.
Alcune istanze tipiche della cultura giovanile fungono da cartina di tornasole per misurare la credibilità della Chiesa. Tra queste, l'attenzione all'inclusione delle differenze, in particolare su temi di genere, sessualità e affettività, dove posizioni percepite come astratte o autoritarie rendono poco credibile chi le porta. Con maggiore intensità, lo stesso vale per le questioni legate alla disuguaglianza e all'ingiustizia sociale, al ruolo della donna nella società e nella Chiesa, e alle tematiche ambientali. I giovani affrontano questi temi con un lessico e modalità proprie, spesso distanti da quelli delle generazioni precedenti.
L'Accompagnamento come Necessità Fondamentale
I giovani manifestano un forte bisogno di sostegno e vicinanza da parte di figure di riferimento lungo il processo di crescita verso la maturità, in un mondo complesso e incerto. Spesso si trovano di fronte ad adulti che hanno smarrito il senso della paternità spirituale e sono focalizzati sulla propria autorealizzazione, non prestando adeguata attenzione alle peculiarità dei giovani.
Rinnovare la cultura dell'accompagnamento significa valorizzare il potenziale di tutte le figure che, a vario titolo, assumono un ruolo di riferimento nella vita dei giovani: genitori, insegnanti, educatori, allenatori, psicologi, medici, colleghi anziani, amici coetanei e la comunità cristiana nel suo insieme. Tutti hanno bisogno di formazione per esercitare al meglio questo ruolo. La figura dell'accompagnatore spirituale (sacerdote, religioso/a, laico/a) mantiene la sua importanza ma non gode di un monopolio.
La Cultura Digitale: Sfide e Opportunità
La sfida digitale è una realtà quotidiana, una "piazza" dove i giovani trascorrono molto tempo. Se da una parte l'accesso all'informazione attiva la partecipazione, dall'altra è segno di solitudine, bullismo, manipolazione e sfruttamento. È essenziale promuovere e potenziare l'annuncio cristiano nel mondo digitale, contrastando le "false notizie".
La Cura dei Giovani in Marginalità
Il Sinodo ha sottolineato l'importanza della vicinanza e del sostegno ai giovani che vivono situazioni di marginalità socio-economica o culturale, come la mancanza di lavoro, la malattia, la violenza, l'alienazione (dipendenze, disturbi alimentari, rifugio nel mondo virtuale). Per loro è indispensabile scoprire le forme migliori per offrire un servizio di accompagnamento e opportunità di accedere alla gioia e alla pienezza della vita. Questo richiede alla Chiesa di assumere la prospettiva della sostenibilità e di combattere i riduzionismi dominanti, come il paradigma tecnocratico e l'idolatria del profitto.

Il Documento Finale del Sinodo: Direttrici e Speranze
Il Documento finale del Sinodo, approvato il 27 ottobre 2018, intitolato "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale", ha come filo conduttore l'episodio dei discepoli di Emmaus (Luca 24,13-53). Il documento riprende numerose espressioni care a Papa Francesco e offre direttrici chiare per la Chiesa.
Implicazioni per la Pastorale Giovanile e Vocazionale
I giovani desiderano essere "ascoltati, riconosciuti, accompagnati e che la loro voce sia ritenuta interessante e utile". Spesso sacerdoti e vescovi faticano a trovare il tempo per questo. Il documento sottolinea l'insostituibile ruolo di scuole, università, collegi e oratori nel rapporto tra fede e domande, sfide scientifico-tecniche e cambiamenti sociali. La famiglia è richiamata come "Chiesa domestica" e prima comunità di fede, con un'enfasi sul ruolo dei nonni nell'educazione religiosa.
Il Sinodo ha anche affrontato la "cultura dello scarto", che colpisce i giovani vittime di persecuzioni, esclusione sociale e disabilità, invitando alla conversione e alla solidarietà. I giovani, con la loro originalità, sono attori chiave nel volontariato, ecologia, politica e costruzione del bene comune. Arte, musica e sport sono riconosciute come "risorse pastorali" che offrono opportunità di espressione e formazione. La musica può contribuire al rinnovamento liturgico, poiché i giovani desiderano una "liturgia viva, autentica e gioiosa".
La Missione e la Vocazione alla Santità
La missione è indicata come una "bussola sicura", un dono di sé che porta a una felicità autentica e duratura, senza togliere la libertà. Ogni vita è vocazione in rapporto a Dio, chiamata alla santità nella sua specificità: famiglia, professione, vita consacrata, ministero ordinato o diaconato permanente. L'accompagnamento è una missione e un servizio verso scelte definitive, da svolgere a livello personale e di gruppo, rivolto a seminaristi, sacerdoti, religiosi in formazione, fidanzati e giovani sposi.
Il Sinodo ha chiesto un accompagnamento centrato su preghiera e lavoro, psicologia e psicoterapia, sottolineando che il celibato va inteso come dono da riconoscere in libertà e gioia. Gli accompagnatori devono essere equilibrati, accoglienti "senza moralismi e false indulgenze, ma sapendo correggere fraternamente".
Valorizzazione dei Carismi e il Ruolo delle Donne
È fondamentale valorizzare i carismi, evitando il "clericalismo" che esclude dai processi decisionali e la "clericalizzazione" che frena i laici. L'autorità deve essere vissuta in un'ottica di servizio. Si è auspicato un cambiamento e "una presenza femminile negli organi ecclesiali, anche con responsabilità e una partecipazione ai processi decisionali, nel rispetto del ministero ordinato".
Per quanto riguarda corpo, sessualità e affettività, il Sinodo ha ribadito l'importanza di far scoprire la sessualità come dono, proponendo una visione che dia il giusto valore alla castità. Circa le inclinazioni sessuali, si afferma che "Dio ama ogni persona e la Chiesa si impegna contro ogni discriminazione e violenza su base sessuale", pur riconoscendo la differenza e reciprocità uomo-donna e ritenendo riduttivo definire l'identità a partire dall'orientamento sessuale.
Protagonisti di una Chiesa in uscita
La Continuità del Pensiero di Papa Francesco
Papa Francesco ha difeso la natura del Sinodo, sottolineando che non è un Parlamento, ma "uno spazio protetto perché lo Spirito Santo possa attuare". Il risultato del Sinodo non è un documento fine a se stesso, ma qualcosa che deve "lavorare nel nostro cuore". Il Papa ha anche chiesto scusa ai giovani se la Chiesa non li ha sempre ascoltati, riempiendo le loro orecchie anziché aprire il cuore.
La via autentica della missione, secondo Bergoglio, è testimoniare con la vita, l'ascolto e la prossimità, "sporcandosi le mani" per trovare chi cerca, senza attendere che bussi alla porta. La fede è "questione di incontro, non di teoria". Egli ha messo in guardia dai rischi del "dottrinarismo" e dell'"attivismo", che trasformano la fede in un moralismo o la Chiesa in un'organizzazione non governativa.
L'Intuizione di Bergoglio sulla Sinodalità
Il pensiero di Jorge Mario Bergoglio sulla sinodalità era già chiaro diciannove anni prima, nel 2003, quando la diocesi di Buenos Aires tenne un'assemblea su "Come essere Chiesa oggi", incentrata su comunione, partecipazione e missione. Questi stessi sostantivi costituiscono oggi il sottotitolo del percorso sinodale della Chiesa universale. Il cardinale Bergoglio aveva anticipato concetti come il "cambiamento d'epoca", esortando a mettere da parte il criterio dell'"abbiamo sempre fatto così".
Suor Nathalie Becquart, sottosegretaria al Sinodo dei vescovi, riflette che Papa Francesco "può a pieno titolo dirsi 'il Papa della sinodalità'", avendo deliberatamente scelto di governare la Chiesa "all'interno del" e "attraverso il" Sinodo dei vescovi. Egli desidera che la Chiesa impari ad ascoltare e a "camminare insieme", valorizzando gli apporti di diverse discipline con un linguaggio accessibile, per "avviare processi possibili" piuttosto che "occupare spazi".
La Chiesa come "Piramide Capovolta" e "Ospedale da Campo"
Francesco sottolinea una Chiesa in cui "il vertice si trova al di sotto della base", dove coloro che esercitano l'autorità sono "ministri" (i più piccoli tra tutti). Gli organismi ecclesiali devono rimanere connessi col "basso", partendo dalla gente e dai problemi quotidiani, per dare forma a una Chiesa sinodale. Il suo sogno è una "Chiesa in uscita, aperta a tutti soprattutto ai più deboli, una Chiesa ospedale da campo".
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