L'Importanza e il Simbolismo dei Numeri nei Vangeli

Nei quattro vangeli canonici troviamo spesso indicati dei numeri. Il più delle volte si tende a sorvolare su di essi, considerandoli elementi secondari del racconto. Eppure, mai il numero in un testo sacro va sottovalutato. Il numero esprime una realtà trascendente, veicola il mistero e fornisce la chiave per penetrarlo, offrendo diverse chiavi di lettura della Bibbia: letteraria, simbolica, allegorica, storica e teologica. Addirittura, nella Bibbia anche le virgole hanno un grande significato.

Il Numero 12 e la Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci

Il numero più evidente è quello degli apostoli, che sono 12, come le tribù di Israele. In entrambi i casi, il 12 è simbolo del cosmo, che fin dall’epoca mesopotamica gli antichi riassumevano nelle 12 costellazioni dello zodiaco.

illustrazione dei dodici apostoli

Un altro brano riportato in tutti e quattro i vangeli canonici, nel quale i numeri hanno un significato che non deve essere sottovalutato, è l’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci. I discepoli hanno solo 5 pani e 2 pesci. Il Cristo li fa distribuire alla folla, divisa in gruppi di 50 secondo Marco e Luca. Dopo aver sfamato 5000 persone, rappresentando le 12 tribù di Israele, vengono raccolte 12 ceste di avanzi (Mc 6, 43), tornando così al numero 12.

illustrazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci

Il Significato Sacro dei Numeri 5, 2, 3, 4

Il numero 5 è particolare e, per gli antichi e in particolare per i neoplatonici, è carico di significato sacro. Tutto il cosmo si riteneva formato da 4 elementi: terra, acqua, aria e fuoco. Ma Platone aveva detto che esiste un quinto elemento, la quinta essenza. È questa la materia misteriosa, invisibile, impalpabile, di cui tutto l’universo è costituito e dalla quale trae origine e vita. Il 5, inoltre, è il numero dello Spirito.

Plutarco scriveva come il triangolo rettangolo sacro agli Egizi contenesse un simbolismo profondo. Sosteneva Plutarco che il cateto 3 è simbolo del padre, il 4 della madre e il 5 del figlio, che è dato infatti dalla radice quadrata della somma delle potenze del padre e della madre. Il 5 è inoltre la somma del 3 e del 2, simboli numerici della divinità fecondatrice il primo e della madre feconda il secondo. Fecondato, il 2 è simboleggiato dal 4. Il 5, somma a sua volta del padre e della madre, è dunque per gli antichi il Figlio, per i Cristiani il Logos o Verbo, Sapienza creatrice. Il Logos è anche associato al numero 2, in quanto numero del dualismo, della contrapposizione, della coppia degli opposti. Il Figlio per mezzo dello Spirito è sussistente, come Isacco fu il figlio promesso ad Abramo, che a 100 anni, espressione della benedizione e della grazia di Dio, divenne patriarca di un popolo.

schema simbolico dei numeri 3, 4, 5

“In principio era il Logos” inizia il prologo del Vangelo di Giovanni, in greco “En arkè”. Volutamente è la stessa parola con cui inizia la Genesi, che nella traduzione greca dei Settanta è “En Arkè” (“bereshit, in principio”). Con il 5, numero dello Spirito, si manifesta il mistero della duplicità misteriosa della Sapienza creatrice, che riassume il maschile e il femminile ed è simboleggiata dall’icona di Maria che tiene in braccio il Figlio. Il Figlio è il Cristo, ma anche ogni persona spirituale, come ricorda San Paolo nella prima lettera ai Corinti: “L’uomo terrestre non comprende le cose dello spirito di Dio; sono follia per lui e non è capace di intenderle perché se ne giudica solo per mezzo dello spirito.” Gli evangelisti non intendono una moltiplicazione materiale di 5 pani e di 2 pesci, ma una trasmutazione spirituale. Analogamente, l’uomo spirituale (le 5.000 persone in gruppi di 50), perviene alla Sapienza, alla Conoscenza dell’unità profonda dell’universo e della vita, all’unione con Cristo Primizia ed in Lui con la Mente che è il Tutto. Il numero 1, inoltre, sta ad indicare Dio, e il comandamento “non avrai altro Dio fuori di me” sottolinea l'unicità e l'importanza della relazione con il Padre.

Come scrive Luca: “…Chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che lo chiedono?” (Lc. 11, 11-13). Questa apparente contraddizione di Gesù, che invita a chiedere cose materiali ma promette lo Spirito, evidenzia come lo Spirito sia la vera risposta alle necessità più profonde. Chi ritrova lo Spirito che custodisce nel profondo della propria essenza, è come Maria che accoglie il Verbo nel suo grembo. Ed attraverso di lui il Verbo opererà, come nei 72 discepoli inviati nel mondo (Lc 10, 1-24). L’uomo spirituale sarà fratello di tutto e tutto potrà plasmare, perché lo Spirito pervade ogni cosa, consentendo all'essere umano di raggiungere la punta più elevata dell'evoluzione della vita conosciuta, in espressione e somiglianza con Dio.

Il Simbolismo del Numero 7 e il Perdono Illimitato

Il sette è probabilmente il numero più importante nella Bibbia e nella fede cristiana. Simboleggia la completezza e la perfezione: Dio ha creato il mondo in sette giorni, e il settimo giorno si riposò, rendendo il sabato un giorno sacro in cui non era consentita alcuna attività, pena l'inosservanza di tutta la Legge. Ci sono sette feste nell'anno ebraico, sette dolori della Madonna, sette sacramenti, sette doni dello Spirito Santo. Anche le mura di Gerico furono girate 7 volte, e la Pasqua celebra la nuova Creazione, dove Cristo è il primogenito, l'uomo nuovo ricreato dall'amore, non più Adamo.

L'episodio del perdono illimitato è particolarmente significativo. Pietro andò da Gesù e gli disse: "Signore, quante volte devo perdonare al mio fratello se mi fa un torto? Fino a sette volte?" Gesù rispose che doveva perdonare "settanta volte sette". Se facciamo un po' di conti, 7 x 70 = 490. L'ebraico è una lingua alfanumerica, il che significa che ogni parola ha un valore numerico. 490 è il valore numerico della parola biblica ebraica "tamim", che significa "perfetto o completo". Gesù sapeva esattamente cosa stava dicendo quando ha usato l'espressione 70x7. Una persona che non è disposta a perdonare vivrà sempre una vita imperfetta, mentre il perdono conduce alla pienezza, massima benedizione di Yahwe, in cui Dio realizza i suoi progetti attraverso un periodo storico lungo fuori dalla contabilità umana.

illustrazione di Gesù che insegna il perdono

Integrità delle Scritture: Un Avvertimento Contro l'Alterazione

La presenza e il significato dei numeri nei Vangeli, e più in generale in tutta la Scrittura divina Rivelata, sottolineano l'importanza di accogliere il messaggio nella sua integrità. Le Scritture mettono in guardia contro qualsiasi tentativo di alterare, aggiungere o eliminare le parole di Dio, che includono anche gli elementi numerici carichi di simbolismo.

  • Proverbi 30:5-6: "Ogni parola di Dio è affinata con il fuoco. Egli è uno scudo per chi confida in lui. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché egli non ti rimproveri e tu sia trovato bugiardo."
  • 1 Corinzi 4:6: "Ora, fratelli, ho applicato queste cose a me stesso e ad Apollo a causa di voi, perché per nostro mezzo impariate a praticare il non oltre quel che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio esaltando l'uno a danno dell'altro."
  • Deuteronomio 4:2: "Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla, ma osserverete i comandamenti del SIGNORE vostro Dio, che io vi prescrivo."
  • Apocalisse 22:18-19: "Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro."
  • Galati 1:6-9: "Mi meraviglio che così presto voi passiate da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo a un altro vangelo; ché poi non c'è un altro vangelo, però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema."

Questi passaggi biblici, come l'immagine della tunica di Cristo cucita dall'alto e che non poteva essere scalfita, enfatizzano l'unità e la sacralità della Parola di Dio. L'eliminazione o l'alterazione dei numeri nel Vangelo, così come di qualsiasi altra parte delle Scritture, significherebbe compromettere la completezza e la perfezione del messaggio divino, disconnettendosi dalla condizione di favore divino e dalla libertà nello spirito che ci contraddistingue.

manoscritto biblico antico

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